Addio al ‘Marine’ Marco Bonamico, argento olimpico con la Nazionale di pallacanestro a Mosca 1980
- LUTTO NELLO SPORT
Lo sport italiano piange la scomparsa di Marco Bonamico, grande protagonista della pallacanestro degli anni Settanta e Ottanta. Nato a Genova il 18 gennaio 1957, era ricoverato da giorni all’ospedale di Bellaria.
Soprannominato ‘Il Marine’, il ligure è stato un simbolo della Nazionale con cui ha firmato 151 presenze e 777 punti, la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Mosca 1980, il trionfo europeo di Nantes tre anni dopo e il quinto posto all’Olimpiade di Los Angeles 1984. Leader della Virtus Bologna con cui ha vinto due scudetti e due Coppe Italia, a livello di club ha difeso anche i colori di Fortitudo Bologna, Mens Sana Siena, Olimpia Milano, Basket Napoli, Forlì e Udine.
Grandissimo appassionato e sostenitore del basket in tutte le sue forme, quando a metà degli anni Ottanta fu introdotta la regola del tiro da tre punti fu uno dei primi a sfruttare questa arma, rivelandosi molto preciso nel tiro dalla lunga distanza. È inoltre riconosciuto come uno dei pionieri del 3x3.
Una volta terminata la sua splendida carriera in campo, Bonamico (foto FIP) è stato Presidente della GIBA e della Legadue e commentatore televisivo della RAI. Il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, interpretando i sentimenti della Federazione Italiana Pallacanestro e dell’intero movimento sportivo, si unisce al cordoglio della famiglia. (agc)
L’Italia si congeda da Singapore con il bronzo di Pilato nei 50 rana e chiude i Mondiali con sette medaglie
- NUOTO
È Benedetta Pilato a firmare l’ultimo acuto della Nazionale ai Mondiali di nuoto ospitati da Singapore.
Superate le batterie con l’ottavo tempo e le semifinali con il terzo, nella giornata conclusiva della manifestazione iridata l’azzurra fa 30.14 nella finale dei 50 metri rana e conquista la medaglia di bronzo. Meglio di lei solo la lituana Ruta Meilutyte, vincitrice della gara in 29.55, e la cinese Qianting Tang, d’argento con il crono di 30.03. Quarta l’altra italiana giunta all’ultimo atto, Anita Bottazzo (30.21). Con questo risultato la ventenne tarantina (foto ANSA) sale sul podio dei 50 rana (inseriti nel programma olimpico di Los Angeles 2028) per la quinta edizione consecutiva dei Mondiali.
Sfiora la medaglia, invece, la staffetta 4x100 mista azzurra: in una finale estremamente combattuta e guidata nella prima metà, il poker composto da Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Federico Burdisso e Carlos D’Ambrosio cede di un soffio chiudendo al quarto posto dietro Atleti Neutrali, Francia e Stati Uniti.
L’Italnuoto saluta dunque Singapore con sette medaglie: oro per Simone Cerasuolo nei 50 rana; argento per Nicolò Martinenghi nei 100 rana, per Simona Quadarella nei 1.500 stile libero, per Thomas Ceccon nei 100 dorso e per Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri, Manuel Frigo e Leonardo Deplano nella 4x100 stile libero; bronzo per Thomas Ceccon nei 50 farfalla e per Benedetta Pilato nei 50 rana. (agc)
Châteauroux: Fabbrizi torna campione d’Europa dopo nove anni, di bronzo De Filippis. Due ori per le squadre azzurre di trap
- TIRO A VOLO
Massimo Fabbrizi sul trono europeo. Primo al termine delle qualificazioni di trap con lo score di 123/125 assieme al croato Anton Glasnovic e al britannico Matthew Coward-Holley, il tiratore azzurro è quasi perfetto in finale, fa 48/50 e trionfa a Châteauroux (Francia) sul poligono che un anno fa ha ospitato i Giochi Olimpici di Parigi 2024.
Si tratta del secondo oro continentale individuale in carriera del marchigiano classe 1977 (foto FITAV), che si impose anche a Lonato del Garda nel 2016.
Argento allo stesso Coward-Holley (47/50), sul gradino più basso del podio un ottimo Mauro De Filippis, bravo a guadagnare il bronzo a spese del suddetto Glasnovic, quarto, dell’altro croato Giovanni Cernogoraz, quinto, e del belga Yannick Peeters, sesto.
Inoltre, grazie ai punteggi accumulati nelle qualificazioni, l’Italia conquista la medaglia d’oro con entrambe le squadre replicando i successi degli atleti di skeet: troppi per gli inseguitori i 366 punti complessivi messi a referto da Massimo Fabbrizi (123), Mauro De Filippis (122) e Giovanni Pellielo (121), così come per le donne (nonostante nessuna nostra portacolori in finale) i 353 firmati da Silvana Maria Stanco (119), Erica Sessa (117) ed Alessia Iezzi (117). (agc)
Singapore: Chiara Pellacani vince il bronzo dai 3 metri e si assicura la terza medaglia ai Mondiali
- TUFFI
Una spettacolare Chiara Pellacani cala il tris di medaglie nella penultima giornata della 22ª edizione dei Campionati Mondiali di tuffi. Dopo il terzo posto ottenuto dal metro e lo storico trionfo messo a segno nel sincro misto (entrambe le specialità non fanno parte del programma olimpico) insieme a Matteo Santoro, infatti, la ventiduenne capitolina, quarta l’estate scorsa ai Giochi di Parigi 2024, è riuscita ad agguantare il bronzo al termine di una tiratissima finale del trampolino dai 3 metri. Un’autentica impresa quella firmata dalla classe 2002 all'OCBC Aquatic Centre, realizzata in ambito femminile per l’Italia solamente da Tania Cagnotto, che in questa specialità si assicurò il gradino più basso del podio in ben quattro occasioni (Montréal 2005, Melbourne 2007, Roma 2009 e Kazan 2015). L'unico precedente di tre medaglie vinte in un'unica rassegna iridata, inoltre, risale a 10 anni fa in Russia proprio con la stessa Cagnotto, che trionfò dal metro e si mise al collo il bronzo sia dai 3 metri sia nel sincro misto con Maicol Verzotto.
Sesta nelle qualificazioni (302.05) e quarta in semifinale (310.80) la giovane romana (foto Giorgio Scala/DeepBlueMedia) ha chiuso l’ultimo atto riservato alle migliori 12 tuffatrici con il punteggio complessivo di 323.20. Decisiva la quinta rotazione, in cui l’azzurra si è distinta con un ottimo doppio e mezzo ritornato carpiato da 61.50, mettendo tanta pressione sulle spalle della diretta concorrente per il podio ovvero la campionessa australiana Maddison Keeney (sesta con 310.60). Quest’ultima, tuttavia, è finita abbondantemente fuori dalla zona medaglie in seguito al suo ultimo tuffo, il doppio e mezzo avanti con due avvitamenti (3.4 di coefficiente), eseguito al secondo tentativo dopo aver sbagliato il pre-salto (con conseguente blocco della rincorsa) e per cui ha ricevuto anche una penalizzazione di -2 da parte della giuria. L’oro e l’argento sono stati appannaggio delle irraggiungibili cinesi Yiwen Chen (389.70) e Jia Chen (356.40) mentre ha terminato al decimo posto la ventenne veronese Elisa Pizzini (280.80), al debutto in una finale individuale sul palcoscenico mondiale.
"Sono molto emozionata per questa medaglia perché ci tenevo tantissimo - ha detto Pellacani in zona mista -. La inseguivo dal quarto posto di Parigi. Vedere la bandiera italiana tra quelle cinesi è un'emozione indescrivibile. Abbiamo svolto una lunga preparazione, ci siamo impegnati con continuità, conosciamo il valore della squadra e dei singoli, ma la realtà sta superando le aspettative. I risultati ripagano dei sacrifici ed alimentano le nostre ambizioni; adesso ci godiamo questi successi e tornerò a lavorare in vista dell'Olimpiade di Los Angeles 2028 sempre con lo stesso obiettivo. Dietro le medaglie c'è una grande squadra, armoniosa, laboriosa, solidale e competitiva", ha concluso la fuoriclasse italiana. (agc)
Nations League, l'Italia si impone in quattro set sulla Slovenia: storica finale per gli azzurri a Ningbo
- PALLAVOLO
Missione compiuta per la Nazionale maschile di pallavolo. Dopo aver archiviato la fase intercontinentale della Volleyball Nations League al secondo posto con 28 punti (10 vittorie e due sole sconfitte) ed aver domato in quattro set l’ostica Cuba nei quarti di finale, gli azzurri hanno rispettato ancora una volta il pronostico al Beilun Sport and Arts Centre di Ningbo (Cina). Nella prima semifinale del tabellone i ragazzi del commissario tecnico Ferdinando De Giorgi hanno avuto la meglio di nuovo con il risultato di 3-1 (25-22, 22-25, 25-21, 25-18) nei confronti della Slovenia, staccando il pass per l’ultimo atto della rassegna. Qui (domenica 3 agosto alle ore 13.00) il team tricolore se la vedrà contro la Polonia, che nella seconda semifinale di giornata ha sconfitto il Brasile per 3-0 (28-26, 25-19, 25-21). A pochi giorni di distanza dal terzo titolo in quattro anni delle azzurre, quindi, si è materializzata una finale storica per l’Italia maschile (quarta sia nel 2022 sia nel 2023) che, alla settima edizione, è riuscita a sfatare il tabù, mettendo finalmente in cassaforte il suo primo podio di sempre in questa manifestazione.
Gli azzurri (foto Volleyball World) nel primo set giocano in maniera pulita ma faticano a scrollarsi di dosso gli avversari. Dal 17-17, tuttavia, il livello si alza ulteriormente e due muri firmati rispettivamente da Alessandro Michieletto e Kamil Rychlicki conducono l’Italia sul massimo vantaggio di più quattro (21-17). Qualche indecisione in ricezione consente alla Slovenia di rifarsi sotto sul 21-20 ma un parziale di 4-2 (provvidenziale un ace di Yuri Romanò sul 23-21) blinda il periodo di apertura in favore della nostra Nazionale (25-22). Il secondo set è di marca slovena. I ragazzi di Fabio Soli giocano per larghi tratti della frazione una grande pallavolo e volano addirittura sul più sette (13-20). La squadra tricolore prova generosamente a mettere in atto una rimonta (21-23) ma ormai il divario tra le due formazioni è troppo ampio, con i nostri rivali che pareggiano i conti (22-25).
L’avvio di terzo set è caratterizzato da tanti errori soprattutto al servizio. L’Italia nella seconda metà del parziale torna nuovamente a fare la voce grossa in attacco, garantendosi un ottimo margine di vantaggio (21-17). La Slovenia accusa il colpo e un grande Michieletto, grazie ad un perfetto diagonale stretto, archivia la pratica (25-21). Il momento chiave del quarto set arriva sul 10-10, quando una bordata in diagonale di Michieletto, un muro ed un mani-out di Romanò, un nuovo muro di Giovanni Gargiulo e due banali errori avversari portano in orbita la Nazionale sul 16-10. De Giorgi pesca delle armi preziose soprattutto dalla panchina, Romanò e Gianluca Galassi continuano ad esaltarsi ed in una manciata di minuti l’Italia è in finale (25-18). Mostruosa performance di Michieletto, assoluto mattatore dell'incontro con 26 punti (di cui quattro muri e tre ace).
"Oggi è stata una partita davvero tosta, gli sloveni hanno dimostrato che quello con la Francia ai quarti non è stato un colpo casuale, e anche contro di noi hanno spinto molto. I ragazzi però hanno dimostrato davvero tutto il loro valore, riuscendo a venir fuori da qualche difficoltà e giocando molto bene nei momenti in cui si è giocato punto a punto, compreso il secondo parziale. Siamo una squadra che ha risorse tecniche e caratteriali e di questo dobbiamo esserne consapevoli, sono davvero felice per questo gruppo e per il percorso disputato. Lo avevamo detto all’inizio di questa stagione che per noi uno degli obiettivi era la caccia alla finale, quindi ce la giocheremo al massimo delle nostre possibilità. Sono stati due mesi lunghi e intensi, volevamo crearci la possibilità di arrivare in fondo e l’abbiamo fatto. Domani sarà una gara secca, durante la quale sarà importante rimanere sempre molto concentrati, ci prepariamo a giocarci una finale con quelle che sono le nostre qualità e peculiarità, poi si vedrà", l'analisi al termine della semifinale coach Ferdinando De Giorgi. (agc)
Simone Cerasuolo è il nuovo re dei 50 rana: storica medaglia d'oro per l'Italia ai Mondiali di Singapore
- NUOTO
Un fenomenale Simone Cerasuolo non fallisce l’appuntamento con la storia nella quarta giornata di finali della 22ª edizione dei Campionati Mondiali di nuoto. Nella vasca della World Aquatics Arena di Singapore, infatti, il ventiduenne di Imola ha conquistato un’epica medaglia d’oro nei 50 rana, diventando il primo italiano di sempre a salire sul gradino più alto del podio iridato in questa specialità. Quello conquistato dal giovane romagnolo, inoltre, rappresenta il sesto sigillo per la Nazionale in quest’edizione mondiale nonché il primo successo dopo i quattro argenti vinti dalla 4x100 stile libero, da Simona Quadarella (1.500 stile libero), da Nicolò Martinenghi (100 rana) e da Thomas Ceccon (100 dorso) ed il bronzo firmato dallo stesso Ceccon nei 50 farfalla.
Autore del primo (26”42) e del secondo tempo (26”64) rispettivamente in batteria ed in semifinale, l'azzurro, argento nel 2022 agli Europei di Roma, è stato perfetto sin dallo start (0.62) nell’atto conclusivo in cui, nei secondi 25 metri di gara, è riuscito in maniera impeccabile a trovare quelle frequenze potenti e veloci che gli hanno consentito di annichilire la folta concorrenza e di terminare di fronte a tutti in virtù del crono di 26”54. Nulla da fare sia per il nuotatore individuale neutrale Kirill Prigoda (argento in 26”62) sia per il pluricampione iridato cinese Qin Haiyang (bronzo in 26”67), impotenti di fronte all'eccezionale sprint del fuoriclasse azzurro. Per quest’ultimo (foto Giorgio Scala e Andrea Masini/DeepBlueMedia) si tratta della prima medaglia individuale della carriera ai Mondiali mentre l’Italia si è confermata sul podio di questa specialità dopo l’argento ottenuto da Nicolò Martinenghi nell’ultima edizione di Doha 2024 (Qatar). Un grande messaggio in vista dei prossimi Giochi Olimpici Estivi di Los Angeles 2028, dove i 50 rana effettueranno il loro debutto sul palcoscenico a cinque cerchi.
"Dedico questa vittoria a mia madre, che mi ha portato in piscina, a mio padre e a mio fratello che mi sostengono da sempre - ha raccontato Cerasuolo in zona mista -. Io non ho mai mollato nei momenti di difficoltà ed è sempre stato questo il mio mantra. Sapevo che oggi avrei potuto vincere, perché nei 50 è importante essere veloci. Ieri sera ho chiamato mio padre e lui mi ha sostenuto, spinto, dicendomi che se ero veramente forte dovevo farcela. Il mio sogno è sempre stato di poter gridare di essere campione del mondo: ce l'ho fatta. Il nuoto è la mia passione, la mia vita. Io ho dedicato tutto a questo sport. Un grazie ovviamente lo rivolgo alle società, alla FIN per il costante impegno. Un pensiero e una dedica anche alla mia fidanzata che per me rappresenta un grande supporto", ha concluso il campione tricolore.
Italia fuori dal podio, invece, nell’ultimo atto maschile dei 200 farfalla. L’argento mondiale in carica Alberto Razzetti e Federico Burdisso (bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020), infatti, hanno concluso la loro prova rispettivamente con il sesto (1’54”85) e l’ottavo tempo (1’55”27). L’oro è stato appannaggio dello statunitense Luca Urlando (1’51”87), che al traguardo è riuscito ad anticipare sia il polacco Krzysztof Chmielewski (argento in 1’52”64) sia l’australiano Harrison Turner (bronzo in 1’54”17). In chiusura di giornata, infine, amaro sesto posto per il quartetto azzurro della 4x100 misti mista, protagonista del miglior tempo (3’42”19) nelle qualifiche. Nella finalissima, tuttavia, a Christian Bacico (dorso), Nicolò Martinenghi (inserito al posto di Ludovico Viberti nella rana), Costanza Cocconcelli (farfalla) e Sara Curtis (stile libero), non è bastato replicare al centesimo (3'42"19) il crono mattutino per riuscire a rientrare nella lotta per accaparrarsi le medaglie. A festeggiare è stata la squadra in gara sotto bandiera neutrale (oro in 3’37”97), che all’arrivo ha preceduto sia la Cina (argento 3’39”99) sia Canada (bronzo in 3’40”90). (agc)

Mondiali: Quadarella d'argento nei 1.500 stile libero con record europeo, secondo anche Ceccon nei 100 dorso
- NUOTO
È salito a cinque il bottino di medaglie della Nazionale di nuoto al termine della terza giornata di finali della 22ª edizione dei Campionati Mondiali. Nella vasca della World Aquatics Arena di Singapore, dopo le piazze d’onore conquistate dal quartetto maschile nella 4x100 stile libero nell’opening domenicale e da Nicolò Martinenghi nei 100 rana, si sono assicurati il secondo gradino del podio anche Simona Quadarella e Thomas Ceccon (già in top-3 a titolo personale grazie al bronzo con cui si è fregiato nel lunedì di gare nei 50 farfalla), d’argento rispettivamente nei 1.500 stile libero e nei 100 dorso.
Commovente prestazione per la ventiseienne romana (foto Giorgio Scala e Andrea Staccioli/DeepBlueMedia), rifattasi con gli interessi dopo il quarto posto ottenuto poco meno di un anno fa ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Protagonista del terzo miglior tempo (15’47”43) in batteria, la fuoriclasse romana si è letteralmente scatenata nell’atto conclusivo, completando le 30 vasche in programma con lo straordinario crono di 15’31”79 (polverizzato sia il record europeo di 15'38"88 griffato dalla danese Lotte Friis agli Europei di Barcellona 2013 sia il suo stesso primato nazionale di 15’40”89 fatto registrare nel luglio del 2019). Meglio dell’azzurra ha fatto solamente la pluricampionessa olimpica e mondiale statunitense Katie Ledecky (oro in 15’26”44) mentre sul gradino più basso del podio si è andata a posizionare l’australiana Lani Pallister (bronzo in 15’41”18). Per Quadarella si tratta dell’ottava medaglia della carriera ai Mondiali nonché della quinta di specialità nelle ultime sei edizioni iridate dopo gli ori di Gwangju 2019 (Corea del Sud) e Doha 2024 (Qatar), l’argento di Fukuoka 2023 (Giappone) ed il bronzo di Budapest 2017 (Ungheria).
Secondo posto anche per il fuoriclasse originario di Thiene che, proprio un anno fa, si è laureato campione nella vasca olimpica della Défense Arena. Dopo il 13° tempo (53”65) nella fase preliminare ed il quarto (52”35) in semifinale, il ventiquattrenne vicentino è riuscito a scendere sotto la barriera dei 52” nell’ultimo atto, concludendolo con il crono di 51”90. Ottavo al termine dei primi 50 metri, una vasca di ritorno perfettamente in spinta non è bastata all’azzurro per accaparrarsi in rimonta il successo, andato solamente per cinque centesimi al sudafricano Pieter Coetze (oro in 51”85). Ha completato il podio il transalpino Yohann Ndoye-Brouard (bronzo in 51”92). Quella odierna rappresenta la nona medaglia in carriera ai Mondiali per Ceccon (foto Giorgio Scala e Andrea Staccioli/DeepBlueMedia), la quinta a titolo personale nonché la terza di specialità dopo l’oro di Budapest 2022 e l’argento di Fukuoka 2023. Per l’olimpionico tricolore è anche il terzo sigillo di questa rassegna singaporiana dopo l’argento vinto insieme al quartetto azzurro della 4x100 stile libero ed il bronzo firmato nella nuova specialità a cinque cerchi dei 50 farfalla.
Ha mancato l’appuntamento con la prima medaglia individuale della carriera ai Mondiali, invece, un generosissimo Carlos D’Ambrosio. Il diciottenne di Valdagno (al debutto sul palcoscenico iridato a livello senior), dopo il 16° tempo in batteria (1’46”67) ed il quinto (1’45”23) in semifinale con tanto di record italiano, ha terminato la finale dei 200 stile libero al sesto posto in 1’45”27. L’oro se lo è messo al collo il rumeno David Popovici (1’43”53) mentre l’argento ed il bronzo sono stati appannaggio rispettivamente dell’americano Luke Hobson (1’43”84) e del giapponese Tatsuya Murasa (1’44”54). Resta, però, lo splendido percorso del teenager vicentino, che nell’opening di due giorni fa (nuotando un’enorme prima frazione) è stato uno degli assoluti protagonisti nella cavalcata d’argento dell’Italia maschile nella 4x100 stile libero. Niente primo podio personale, infine, anche per Anita Bottazzo. La ventunenne di Oderzo, dopo aver realizzato il 10° tempo in batteria (1’06”83) ed addirittura il secondo (1’05”61) in semifinale, nella finale dei 100 rana si è dovuta accontentare pure lei della sesta piazza (1'06"06). I tre gradini del podio se li sono spartiti la tedesca Anna Elendt (oro in 1'05"19), la statunitense Kate Douglass (argento in 1'05"27) e la cinese Qianting Tang (bronzo in 1'05"64). (agc)

Tbilisi: Nazionale maschile di sciabola sul tetto del mondo, medaglia di bronzo per le fiorettiste azzurre
- SCHERMA
Il cielo è ancora azzurro sopra Tbilisi. Dopo le tre medaglie individuali e il trionfo dei fiorettisti, sale a sei il conto dei podi della Nazionale ai Mondiali di scherma ospitati dalla capitale della Georgia.
Nel torneo a squadre di sciabola Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre (foto Federscherma) fanno percorso netto battendo Thailandia (45-29), Germania (45-39), Polonia (45-28), Giappone (45-36) e Ungheria (45-37) e conquistano la medaglia d’oro. Si tratta del settimo trionfo iridato della storia della Nazionale maschile di sciabola, che non vinceva il titolo mondiale dal 2015 e che riesce per la prima volta ad imporsi sugli storici rivali ungheresi in una finale.
Bene anche Arianna Errigo, Martina Favaretto, Anna Cristino ed Alice Volpi (foto Federscherma), che nella prova a squadre di fioretto si impongono su Romania (45-4) ed Ucraina (45-34), vengono sconfitte in semifinale dalla Francia con il punteggio di 45-34 ma poi battono 45-30 il Giappone nella sfida per il terzo posto prendendosi con grande determinazione la medaglia di bronzo. Due gare, due podi: è estremamente positiva la giornata azzurra a Tbilisi. (agc)

Mondiali: Martinenghi ottiene l'argento a Singapore nei 100 rana, bronzo per Ceccon nei 50 farfalla
- NUOTO
È una grande Italia quella che si congeda dalla seconda giornata di finali della 22ª edizione dei Mondiali di nuoto. Dopo lo splendido secondo posto conquistato dal quartetto maschile della 4x100 stile libero nell’opening domenicale, infatti, nella vasca della World Aquatics Arena di Singapore si sono materializzate altre due medaglie per i colori azzurri: l’argento di Nicolò Martinenghi nei 100 rana ed il bronzo di Thomas Ceccon nei 50 farfalla, specialità fresca di inserimento nel programma olimpico dei prossimi Giochi Estivi di Los Angeles 2028.
Il venticinquenne varesino (foto ANSA), ad un anno di distanza dall’oro di Parigi 2024, ha esordito firmando il terzo tempo in batteria (58"84) ed in seguito il secondo in semifinale (58"62), tremando per una squalifica per gambata a delfino all’arrivo immediatamente revocata dal direttore di gara. Nell’atto conclusivo (occasionalmente con nove nuotatori al via) ‘Tete’, al comando dopo la virata, ha subito la progressiva rimonta nella seconda metà di gara da parte del cinese Qin Haiyang (oro in 58"23), riuscito ad anticipare al traguardo sia il campione azzurro (58"58) sia il kirghizo Denis Petrashov (bronzo in 58"88). Quinto posto, quindi, per il torinese Ludovico Viberti (59"08), l’altro italiano ai blocchi di partenza, avanzato di una posizione a causa della squalifica inflitta all’atleta individuale neutrale Kirill Prigoda. Per Martinenghi si tratta dell’ottavo podio della carriera ai Mondiali, del sesto a livello individuale nonché del quarto consecutivo di specialità dopo l’oro vinto a Budapest 2022 (Ungheria) e gli altri argenti ottenuti rispettivamente a Fukuoka 2023 (Giappone) e Doha 2024 (Qatar).
Ottavo (23"06) e sesto (22"84) tempo rispettivamente in batteria ed in semifinale, il ventiquattrenne originario di Thiene (foto ANSA) invece, dopo una prima metà di gara in rincorsa per via di una leggera incertezza nel momento del tuffo, ha dato libero sfogo a tutti i cavalli a disposizione negli ultimi metri, piazzando la zampata da podio in 22"67 (ritoccato di un centesimo il record italiano da lui stesso stabilito nel luglio del 2023). La medaglia d’oro è stata appannaggio del francese Maxime Grousset (22"48), che è riuscito a beffare lo svizzero Noe Ponti (argento in 22"51). Quello odierno per Ceccon, campione olimpico in carica nei 100 dorso, rappresenta l’ottavo podio iridato in carriera, il quarto in ambito individuale nonché il secondo di specialità dopo lo storico primo posto che si è assicurato due anni fa nella piscina nipponica di Fukuoka. (agc)

Addio a Salvatore Gionta, capitano del Settebello d’oro ai Giochi Olimpici di Roma 1960
- LUTTO NELLO SPORT
Il mondo dello sport piange la scomparsa di Salvatore Gionta. Nato a Formia il 22 dicembre 1930, l’ex campione di pallanuoto si è spento all’età di 94 anni.
Il laziale è stato un grande leader del Settebello: conquistate le medaglie di bronzo ai Giochi Olimpici di Helsinki 1952 e agli Europei di Torino due anni più tardi, fu grande protagonista all’Olimpiade casalinga di Roma 1960, in cui da capitano incassò con la sua squadra un indimenticabile oro.
In vasca complessivamente 62 volte con la calottina della Nazionale, a livello di club Gionta è stato simbolo della Lazio (con cui ha vinto lo scudetto nel 1956) e ha difeso anche i colori di Libertas Roma e Sturla.
La sua splendida carriera fu premiata con il titolo di Commendatore della Repubblica e nel 2015 il CONI gli consegnò il Collare d’Oro al merito sportivo, la massima onorificenza dello sport italiano.
E proprio al CONI, una volta terminato il percorso in acqua, Gionta (foto ANSA) ha ricoperto plurimi incarichi tra il 1976 e il 1997, oltre ad essere stato Presidente dell'Associazione Antichi Atleti della SS Lazio.
Il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, interpretando i sentimenti della Federazione Italiana Nuoto e dell’intero movimento sportivo, si unisce al cordoglio della famiglia. (agc)
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