Pellegrino è una certezza, ancora 1° nella Sprint
Federico Pellegrino ha concesso il bis. Dopo la vittoria conquistata a Davos pochi giorni prima di Natale, suo primo trionfo in Coppa del mondo, è arrivato un altro grande successo ottenuto nella sprint in Val Mustair del circuito Tour de Ski. I ventiquattrenne poliziotto valdostano, con un'impressionante volata sul rettilineo conclusivo, ha bruciato sul traguardo nientemeno che due campioni del calibro di Petter Northug e Martin Sundby.
"Se a Davos la mia era stata la vittoria della sorpresa, questa è la vittoria della certezza". Così commenta l’azzurro dopo il primo posto sul traguardo. "L'altra volta mi sono trovato davanti ad un bivio - ha raccontato Federico -, stavolta avevo il peso della responsabilità perché se avessi fallito sarei stato timbrato come quello che non sa vincere. Però mi sono presentato in gara con la tranquillità di chi conosce le proprie possibilità e il tipo di tracciato mi consentiva di attuare una tattica diversa rispetto a Davos. A questa quota (1700 metri, ndr) rendo al meglio perché in Val d'Aosta vivo alla stessa altitudine, mentre gli avversari fanno più fatica, anche se arrivavo da due gare sulla distanza che mi avrebbero potuto stancare. In finale ho tenuto d'occhio Northug un po’ troppo e mi sono lasciato scappare Sundby. Ho pensato di essere un pollo, invece ho fatto benissimo l'ultima curva grazie a sci meravigliosi e mi sono ritrovato in linea con i norvegesi. Era un'occasione da sfruttare e l'ho presa al volo, un trionfo che vale tanto perchè c'erano quasi tutti i migliori sprinter e quelli che mancavano avrebbero comunque sofferto, questo tracciato si adattava perfettamente anche a chi sprinter non è".
Federico ha dimostrato nel corso di tutta la giornata di avere molta benzina nelle gambe e soprattutto le idee chiare sul da farsi, a cominciare dalle qualificazioni concluse agevolmente al sesto posto. Passati i quarti e la semifinale con il primo posto nella propria batteria, Pellegrino ha compiuto il capolavoro in finale, dove è rimasto coperto dietro a Northug nonostante Sundby abbia fatto una sparata che ha rotto in due il gruppo. E in volata ha messo la freccia rimontando con una fantastica progressione i due norvegesi, crollati dopo avere tagliato il traguardo mentre Pellegrino raccoglieva gli applausi del pubblico e si gustava il successo numero 28 della storia di Coppa del mondo dell'Italia in campo maschile su una pista che già due anni gli portò fortuna con un secondo posto alle spalle di Krogh, e adesso il suo palmarès si aggiorna a sette podi complessivi.
La magnifica doppietta di Federico Pellegrino in pochi giorni permette al valdostano di superare nella speciale graduatoria degli italiani vittoriosi in Coppa del mondo gente come Maurilio De Zolt, Freddy Schwienbacher, Valerio Checchi e Giorgio Di Centa e appaiare Marco Albarello, Fabio Maj, Fulvio Valbusa e Renato Pasini. Al comando c'è Pietro Piller Cottrer a quota 6, seguito da Cristian Zorzi con 5 e Silvio Fauner con 3. In campo femminile comanda Stefania Belmondo con 23 trionfi davanti a Manuela Di Centa con 15, i podi complessivi fra prove individuali e staffette salgono a 346: 163 maschili e 183 femminili.
Befana speciale per Moelgg: recupero record dopo l'infortunio, domani torna nello slalom di Zagabria
Lo sci azzurro ritrova un grande protagonista. Domani Manfred Moelgg sarà infatti tra i sette azzurri al via dello slalom maschile di Zagabria. Era la scorsa estate, esattamente martedì 19 agosto quando, ricadendo dopo un balzo in allenamento, il trentaduenne di San Vigilio di Marebbe si lacerò il tendine d'achille della gamba destra. Operato a Bressanone il giorno successivo, Moelgg ha lavorato duramente in silenzio e dopo appena 140 giorni è pronto a riprendere il suo posto, completando un recupero fisico che probabilmente non ha precedenti nella storia dello sport per questo genere di infortuni.
"Ho pensato positivo sin dal primo giorno dopo l'operazione - racconta oggi -. Mi sono messo alla prova, ci ho sempre creduto ma allo stesso tempo ho promesso a me stesso che sarei rientrato solamente quando sarei guarito del tutto. Nel mese di dicembre ho capito che le cose miglioravano quando ho cominciato ad allenarmi insieme al resto della squadra, ho fatto anche l'apripista nel gigante sula Gran Risa in Alta Badia sentendo sensazioni positive, mi sono reso conto che è giunto il momento di provarci. Ho due chances a disposizione: Zagabria e Adelboden, logicamente non penso ai Mondiali perché voglio capire da quale punto ricomincio".
Il pendio sulla Sljeme evoca buoni ricordi a Moelgg, secondo nel 2010 alle spalle di Giuliano Razzoli. "Ma questa è una pista difficile perchè presenta neve molto dura e soprattutto è molto lunga. Certamente non l'ideale per uno come me che è al rientro, ma questo genere di sfida con me stesso mi affascina". Insieme a Manfred saranno domani al via Patrick Thaler, Stefano Gross, Giuliano Razzoli, Cristian Deville, Giordano Ronci e Riccardo Tonetti.
Federazioni fuori da elenco Istat. Malagò soddisfatto
Un'importante notizia apre il 2015 per lo sport italiano. È stata pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale la conferma che è differita al 2016 l'applicazione delle norme di contenimento delle spese previste per le Federazioni Sportive Nazionali incluse nell'elenco ISTAT.
1. È differita al 1° gennaio 2016 l’applicazione alle Federazioni sportive nazionali affiliate al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) delle norme di contenimento delle spese previste dalla legislazione vigente a carico dei soggetti inclusi nell’elenco dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni. All’attuazione della disposizione di cui al precedente periodo si provvede nell’ambito degli stanziamenti autorizzati a legislazione vigente.
Appresa la notizia, il Presidente del CONI Giovanni Malagò, che si è molto adoperato per risolvere la vicenda, ha espresso la sua soddisfazione: "È una grande notizia. Tranquillizza così il nostro mondo che sarebbe stato messo in seria difficoltà operativa nell'anno che serve per qualificare gli atleti ai Giochi di Rio 2016. Voglio ringraziare il Premier Renzi e il Sottosegretario Delrio per la sensibilità e l'attenzione che ancora una volta ha mostrato verso lo sport italiano".
Annullata la squalifica di Malagò nel procedimento contro la FIN
Il Collegio di Garanzia dello Sport, nel giudizio presentato da parte di Giovanni Malagò contro la Federazione Italiana Nuoto per l’annullamento e/o la riforma della decisione assunta dalla Commissione D’appello Federale della Federazione Italiana Nuoto – FIN, con la quale, in parziale riforma della decisione del 29 settembre 2014 della Commissione Disciplinare FIN, era stata comminata a Malagò la sanzione sportiva della sospensione da ogni attività sociale e federale per otto mesi, accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla la sanzione di cui alla decisione impugnata. Condanna la Federazione intimata al pagamento delle spese del procedimento, liquidate complessivamente in euro 2.500,00 oltre al versamento dei diritti amministrativi.
Orsi vola nei 50 sl: dopo 5 anni è nuovo record italiano
Entra di diritto tra i migliori sprinter del mondo del nuoto. Spazza via il gommato e stabilisce il primato italiano assoluto dei 50 stile libero con 21”64, sesta prestazione mondiale e terza europea dell'anno. L’esultanza speciale di Marco Orsi è la cartolina di Riccione. “E’ il tempo che volevo. Senza esagerare, meglio fare un po’ alla volta. Dopo l'argento nei 50 stile libero ai Mondiali di Doha ci tenevo a confermarmi in vasca lunga. Finalmente sono riuscito ad esprimere tutto quello che ho dentro e ha dimostrare le mie potenzialità anche nei 100”. Era suo anche il record precedente con 21”82 ma risaliva al 6 marzo 2009 con costume in gomma.
Orsi (nella foto Ansa) gongola come il campione del mondo di Doha 2014 Gregorio Paltrinieri, d’oro nei 1500 stile libero con 14’57”08. L’amico e compagno di allenamenti Gabriele Detti è secondo in 15’03”11. Sono stanchi e soddisfatti. “Per adesso va bene – dice Greg – ricordo di aver nuotato 14’57” anche agli invernali dello scorso anno. Adesso mi riposo un po’, poi ricominciamo a lavorare”. “Direi molto bene rispetto all’anno passato - aggiunge Gabriele - quando qui a Riccione avevo nuotato 15’11”. Sono partito già stanco per i 200 stile libero di questa mattina. Sono contento”.
Nei 1500 femminili Martina Rita Caramignoli vince con 16’13”76 e si conferma la migliore mezzofondista azzurra. Nei 200 farfalla Alessia Poleri conferma il buono stato di forma attuale e il suo 2014 con una gara convincente. I 200 dorso li vince Christopher Ciccarese che resiste al ritorno del compagno di club Luca Mencarini: 1’58”95 contro 1’59”12. Nei 200 rana è la prima volta della quindicenne Giulia Verona che conquista il suo primo titolo assoluto in carriera con 2’27”88. Nel dorso Margherita Panziera fa la doppietta. Dopo i 200 di ieri, oggi vince i 100 con 1’01”24. In chiusura di programma le belle vittorie di Federico Turrini con 2’00”61 nei 200 misti e di Erika Ferraioli che in 54”30 stabilisce la migliore prestazione mai nuotata in tessuto nei 100 stile libero. Stefania Pirozzi, che venerdì ha vinto i 200 misti con 2’13”94, non ha gareggiato per il riacutizzarsi nella notte del dolore alla spalla. Lo staff medico federale, in accordo con il suo tecnico e le società, ha ritenuto opportuno farla riposare in via precauzionale.
Copa Brasil classi olimpiche, Bissaro-Sicouri secondi nel Nacra 17
Si è conclusa a Rio de Janeiro la Copa Brasil de Vela, manifestazione riservata alle classi olimpiche che quest’anno ha riunito nei campi di regata che ospiteranno le prossime Olimpiadi oltre 160 velisti, tra cui parecchi nomi di rilievo della vela internazionale. Poco vento per le Medal Races disputate oggi e chiusura con il secondo posto conquistato da Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri nel catamarano Nacra 17 (foto Fabio Taccola). I due azzurri hanno concluso la Medal al settimo posto, regata vinta dai francesi Besson-Riou che li hanno così scavalcati in classifica, aggiudicandosi la vittoria. Decimo posto finale invece per Lorenzo Bressani e Giovanna Micol, noni nella Medal. Nella tavola a vela RS:X, Favia Tartaglini, causa un decimo nella Medal, ha perso due posizioni e ha concluso settima, mentre Michele Paoletti, sesto nella Medal, è quarto tra i Finn. Niente prova finale invece per Giulia Conti e Francesca Clapcich (49er FX), rimaste a terra a causa di un’infezione intestinale in cui è incappata ieri la Clapcich.
SuperG in Val Gardena, 2° Paris. Quinto Innerhofer
Paris non si ferma più. L'azzurro, dopo il terzo posto di ieri nella discesa libera, oggi ha ottenuto la seconda piazza nel SuperG disputato in Val Gardena, con il tempo di 1.34.33. La gara è stata vinta da Kjetil Jansrud, al quarto successo stagionale, in 1.33.87. Terzo posto per l'austriaco Hannes Reichelt in 1.34.41. Ottimo quinto poi per l'azzurro Christoph Innerhofer in 1.34.46
Matteo Marsaglia ha invece chiuso al settimo posto che fa seguito all'ottavo di Beaver Creek. Primi punti stagionali (23°) anche per Matia Casse, talento più volte inespresso che sta provando a salire la china, mentre sono rimasti fuori dai punti Werner Heel, Henri Battilani, Silvano Varettoni, Siegmar Klotz. Ritirato Peter Fill. Grazie ai 100 punti odierni che gli valgono il quarto trionfo in sei gare stagionali nella velocità (a cui si aggiungono due piazzamenti d'onore), Jansrud consolida la propria leadership in vetta alla classifica generale con 592 punti, seguito da Marcel Hirscher con 440, paris è terzo con 345 punti. Domani il circuito approda in Alta Badia con il gigante (prima manche ore 9.30, seconda alle 12.30).
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Emozionante messa degli sportivi a San Pietro, Papa Francesco benedice la candidatura di Roma 2024

Seimila persone, una “squadra” infinita, appassionata, capace di riempire di entusiasmo la Basilica di San Pietro. Una giornata speciale nel nome dello sport. E della fede. Con la benedizione di Papa Francesco alla candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2024 e alla grande famiglia del CONI, nell’ultimo atto legato alla celebrazioni del Centenario. La Santa Messa degli Sportivi, ormai una piacevole consuetudine, si è trasformata in un evento dai contenuti straordinari: una sfilata di campioni e paralimpici di tutti i tempi, medaglie splendenti, emozionate, un afflato coinvolgente, dal colpo d’occhio sensazionale.
Il Presidente Giovanni Malagò, il Segretario Generale Roberto Fabbricini, il Vice Segretario Generale, Carlo Mornati, membri di Giunta e del Consiglio Nazionale, i vertici della Coni Servizi, il Presidente Franco Chimenti e l’Amministratore Delegato Alberto Miglietta, oltre al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Graziano Delrio, il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa , Gioacchino Alfano, il Segretario Generale del Quirinale, Donato Marra, Gianni Letta e i membri CIO Mario Pescante, Franco Carraro, il membro onorario Manuela Di Centa, Claudia Bokel (ex schermitrice e presidente commissione atleti), Kirsty Coventry (ex campionessa olimpica di nuoto), José Perurena (presidente mondiale della canoa), Marisol Casado (presidente mondiale del triathlon) e Lambis Nikolaou (uno dei membri più anziani del Comitato Olimpico), oltre a due dirigenti marketing e alla responsabile del protocollo del Presidente Thomas Bach, Marina Baramia, il Presidente ITF e ASOIF, Francesco Ricci Bitti (Presidente ITF e ASOIF), Presidenti ed esponenti delle Federazioni, delle Discipline Sportive, degli Enti di Promozione, delle Associazioni Benemerite, dei Comitati Regionali (insieme ai Delegati Provinciali) e a tante altre illustri personalità del mondo istituzionale e sportivo.
La messa è stata officiata dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, alla presenza - tra gli altri - del cappellano della squadra olimpica azzurra, Don Mario Lusek. “L’accordo fra la cattolicità ed il mondo dello sport ha alle spalle un itinerario lungo iniziato nelle pagine del Nuovo Testamento", ha esordito il Cardinale. "Lo stesso Gesù si affacciava sulle piazze dove i bambini stavano giocando. Alla parola greca che definisce l'esercizio corrisponde la nostra parola italiana ascesi. Come una sorta di educazione dello spirito, una rinuncia che comprende fatica, a volte il peso del sudore della fronte e di tutto il corpo. Ma questo stimolo ha anche un significato degenerativo: cioè astenersi dalle cose proibite è appello perché lo sport conservi ancora la sua innocenza e purezza senza subire attraverso percorsi indiretti trasformazioni affidate a elementi chimici fisici e materiali. Sansone e Battista sanno rinunciare e sanno dare se stessi nello splendore genuino del proprio organismo, un microcosmo che è il nostro corpo. Il Natale, la nascita, come tema della sorpresa, è un invito ad avere più spesso fiducia. Nei percorsi anche altalenanti degli sportivi, di avere sorprese e momenti in cui si nascondono le lacrime. Cristo ha conosciuto la gioia e il dolore, la fedeltà degli amici e i tradimenti. L'augurio è che la vostra vita sia vissuta anche con queste ondulazioni in pienezza".
Gli atleti sono stati protagonisti durante la cerimonia religiosa: Alex Giorgetti (Pallanuoto) ha letto la prima lettura (dal libro dei Giudici), il Salmo Responsoriale e il canto al vangelo, mentre Oxana Corso (CIP), Jessica Rossi (Tiro a Volo), Arianna Errigo (Scherma), Nino Benvenuti (Pugilato) ed Emanuela Maccarani (allenatrice delle Farfalle, ginnastica ritmica) hanno letto le preghiere dei fedeli. Sara Simeoni , campionessa italiana del secolo (insieme ad Alberto Tomba) ha infine recitato la preghiera dell’atleta e quella per lo sportivo di Giovanni Paolo II.
L’ingresso di Papa Francesco, salutata da un applauso spontaneo, ha fatto da preludio al discorso del Presidente Malagò, che ha sottolineato l’importanza dello sport come strumento di inclusione, strumento di fratellanza e condivisione, chiamato a “scoraggiare il ricorso a ogni tipo di azione o di mezzi illeciti che minano la credibilità e la genuinità della competizione”. Con un messaggio finale pieno di importanti propositi. “Padre Santo, con doveroso senso di devozione, rinnovandole i più profondi ringraziamenti per il suo appassionato interesse nei confronti delle tematiche che vertono intorno al nostro movimento e con la certezza che lei sia il primo tifoso dello sport da intendere come modello di vita, le rivolgo un abbraccio ideale. Non solo da parte di chi oggi ha la fortuna di partecipare a questa indimenticabile giornata ma anche da parte di chi ogni giorno si impegna per promuovere il nostro messaggio lontano dalla luce dei riflettori, sul territorio, volontario per vocazione. Affidiamo alle cure della fede e alla guida dello spirito la nostra missione di crescita e di sviluppo affinché il CONI, che saluta un secolo di storia, e tutto lo sport, siano ancora e per sempre un esempio virtuoso capace di mettere in bacheca l'oro più importante: una nuova dimensione culturale che sappia aiutare il nostro Paese a costruire una società migliore".
L’abbraccio tra il Presidente Malagò e Papa Francesco ha fatto da preludio all’intervento del Santo Padre, con al centro gli auguri al CONI per il Centenario e la benedizione per la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. “Lo sport è di casa nella chiesa e questo incontro ne è la prova. Festeggiamo insieme il vostro centenario, un anniversario importante per lo sport italiano. Da 100 anni Il CONI promuove, organizza e guida lo sport in Italia non solo in funzione delle Olimpiadi avvenimento planetario ma valorizzandone anche la dimensione sociale, educativa e culturale tramite i principi cardine della carta olimpica che ha fra i suoi principali scopi la centralità della persona, la difesa dei diritti umani e la costruzione di un mondo migliore senza guerre e tensioni educando i giovani tramite lo sport senza discriminazioni in spirito di amicizia solidarietà e lealtà. Da sempre lo sport ha favorito l'universalismo fra popoli, pace fra nazioni e rispetto della diversità. Ogni evento sportivo soprattutto quello olimpico può diventare un tramite di forza capace di aprire vie nuove ed a volte insperate nel superamento dei conflitti”.
E ancora. “Il motto olimpico - “Citius, altius, fortius” - rappresenta la sfida a cui siamo chiamati tutti, non solo gli atleti: quella di assumere la fatica, il sacrificio, per raggiungere le mete importanti della vita, accettando i propri limiti senza lasciarsi bloccare da essi ma cercando di superarsi. Vi invito a continuare su questa strada. Incoraggio il lavoro educativo che fate nelle scuole, come pure quello nel mondo del lavoro e della solidarietà, per favorire uno sport accessibile a tutti. So che il CONI per primo, imitato sempre più da altri Comitati nazionali, ha accolto nella sua organizzazione la figura del Cappellano Olimpico. È una presenza amica che vuole manifestare la vicinanza della Chiesa anche nello stimolare negli sportivi un forte senso di agonismo spirituale”. Quindi la frase di augurio, la benedizione speciale. “Cari amici, vi auguro ogni bene per il vostro servizio. Auguri anche per la candidatura di Roma ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024. Io non ci sarò! Il Signore benedica tutti voi e le vostre famiglie. Per favore non dimenticate di pregare per me. Buon Natale!”.
Applausi ed emozioni, Papa Francesco non si sottrae al saluto della navata centrale della Basilica, dispensa sorrisi e strette di mano, davanti a una numerosa rappresentanza di atleti, dal club olimpico ai medagliati storici, tra cui aleria Straneo (Atletica), Arianna Facchinetti, Sofia Lodi, Alessia Maurelli, Marta Pagnini, Camilla Patriarca, Andreea Stefanescu (Ginnastica Ritmica), Alex Giorgetti (Pallanuoto), Terry Gordini (Pugilato), Valerio Aspromonte, Martina Batini, Arianna Errigo, Mara Navarria, Francesco Quondamcarlo, Ilaria Salvatori, Lucrezia Sinigaglia, Martina Valcepina (Short Track), Armin Zoeggeler (Slittino), Carlo Molfetta (Taekwondo), Petra Zublasing (Tiro a Segno), Antonino Barillà, Giovanni Pellielo e Jessica Rossi (Tiro a Volo), Carolina Kostner (Pattinaggio di Figura), Nino Benvenuti (Pugilato), Andrea Minguzzi (Lotta), Antonio Bailetti (Ciclismo), Carlo Massullo (Pentathlon Moderno), Cesare Salvadori (Scherma), Gabriella Dorio (Atletica), Ippolito Sanfratello (Pattinaggio velocità), Novella Calligaris (Nuoto), Marco Giovannetti (Ciclismo), Marino Vigna (Ciclismo), Mario Armano (Bob), Maurizio Randazzo (Scherma), Paolo Pezzo (Ciclismo), Roberto Zandonella (Bob), Rolando Rigoli (Scherma), Sara Simeoni (Atletica), Daniele Masala (Pentathlon Moderno), Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk, Elisa Blanchi, Falca Marinella (Ginnastica Ritmica), Francesco Moser (Ciclismo), Margherita Granbassi (Scherma), Francesca Porcellato, Oscar De Pellegrin, Oxana Corso, Matteo Tassetti (CIP), oltre a numerosi tecnici e direttori tecnici, tra cui Emanuela Maccarani e Marina Piazza (Ginnastica). Un Natale speciale, che chiude un anno storico. Per il CONI, per lo sport italiano.
Il discorso del Presidente Malagò
Fischnaller-Ochner show, vincono il Team Event a Montafon
Roland Fischnaller e Nadya Ochner hanno vinto - sulla pista di Montafon - l'innovativo slalom parallelo a squadre, il format introdotto quest'anno dalla Federazione Internazionale. I due altoatesini hanno piegato in finale la Russia di Andrey sobolev e Natalia Soboleva, allungando la meravigliosa striscia vincete del gruppo azzurro che dopo sole cinque gare complessive di coppa viaggia già a quota cinque podi ad una media impressionante.
Fischnaller e Ochner hanno dato prova di grande solidità a sin dagli ottavi di finale, quando hanno eliminato Svizzera 2. per l'Italia si tratta della vittoria numero 75 nella storia della Coppa del mondo. Nei quarti è stata la volta della Germania 2 e in semifinale di Giappone 1. Sfortunati invece Mirko Felicetti e Corinna Boccacini, fuori al primo turno per mano del Canada. "Siamo la squadra più forte al mondo!" Il direttore sportivo Cesare Pisoni esulta con orgoglio al traguardo della pista di Montafon.
Ordine d'arrivo team event PSL Montafon (Aut): 1. Roland Fischnaller/Nadya Ochner (Ita) 2. Andrey Sobolev/natalia Soboleva (Rus) 3. Masaki Shiba/Tomoka Takeuchi (Gia) 4. Alexander Bergmann/Amelie Kober (Ger)
Anche Cammarelle e Galtarossa tra i 34 nuovi Manager dello Sport
Si è conclusa oggi l’ottava edizione del corso di Management Sportivo Coni Luiss. Tra i 34 diplomati del 2014 troviamo i nomi di Rossano Galtarossa, Roberto Cammarelle e Kelum Perera. Alla consegna dei diplomi erano presenti, Alberto Miglietta, Amministratore Delegato CONI Servizi e Presidente Federazione Italiana Badminton, Rossana Ciuffetti, Direttore della Scuola dello Sport, Marcello Marchioni, Coordinatore dei rapporti tra la Scuola dello Sport e le Scuole Regionali dello Sport, Giovanni Esposito, Coordinatore Scientifico del Corso e Segretario Generale Federazione Italiana Badminton, Alessandra Marcelloni, Responsabile Area Leisure Cultura Turismo LUISS Business School, e Renato Manno, Dirigente della Scuola dello Sport.
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