Parte il corso di Management Olimpico. Malagò: "Nuovo imprinting allo sport italiano"
E’ iniziato oggi, all’Acqua Acetosa, il Corso di Alta Specializzazione in Management Olimpico, organizzato dalla Scuola dello Sport del CONI. Il primo modulo didattico, dei 12 previsti dal programma, si è aperto con il saluto del Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, seguito da quelli del Presidente della Coni Servizi, Franco Chimenti e dell’Amministratore Delegato, Alberto Miglietta. Nell’introduzione, curata dal Direttore della Scuola dello Sport, Rossana Ciuffetti, sono state presentate le finalità del progetto di formazione “grazie un corpo docenti molto qualificato, composto da dirigenti e addetti ai lavori carismatici, che dovranno aprire le porte del futuro a persone preparate come voi, laureate e amanti dello sport”.
Il Presidente Malagò, nell’Aula 6 dell’Acqua Acetosa, ha quindi salutato i primi iscritti al “Management Olimpico” con entusiasmo. “Sono molto contento che si parta con questa iniziativa, di cui ho sposato finalità e contenuti, appena Rossana Ciuffetti me l’ha prospettata. E’ un progetto chirurgico, dà imprinting al nuovo CONI, per gli obiettivi che si intendono perseguire. Mi auguro che molti ragazzi, oggi sui banchi, possano un giorno – dopo una fase di stage e compatibilmente con i limiti imposti dalla spending review – entrare a far parte del nostro mondo. Ci sono dirigenti importanti, professionalità dalle quali potranno apprendere le dinamiche che regolano il movimento. Lo sport offre opportunità importanti, abbiamo il dovere morale di mettere in condizione chi frequenta questo corso di agganciare certe occasioni. Penso alla legge sugli stadi: costruire un impianto aprirebbe un fronte occupazionale per molte persone. La certezza è che non ci si può più improvvisare e questa è la strada giusta per programmare un futuro diverso”. Un saluto speciale, Malagò, l’ha riservato all’ “alunno” Alessio Boggiatto, ex nuotatore e campione del mondo nei 400 misti. “Lui è un esempio: ha studiato ed è diventato campione, ora tenta questa strada con il coraggio e la passione di sempre”.
Il Presidente della Coni Servizi, Franco Chimenti, ha sottolineato i concetti espressi da Malagò. “La specializzazione è fondamentale e credo molto in questo corso, impostato in modo perfetto, all’insegna delle eccellenze. Penso che sia doveroso non tralasciare l’importanza dei risultati e dell’aspetto agonistico, tenendo però presente che il collegamento tra il mondo dello sport e quello della scuola è irrinunciabile. Mi auguro che il titolo conseguito attraverso questo progetto venga considerato per il valore che riveste”.
L’Amministratore Delegato della Coni Servizi, Alberto Miglietta, ha infine rivolto un incoraggiamento agli iscritti. “Questo corso rappresenta la massima espressione di capacità e professionalità: la rete di rapporti relazionali è un valore aggiunto, si tratta di una iniziativa di grande spessore, in cui crediamo molto per lo sviluppo di future figure chiamate a garantire la continuità e l’eccellenza del movimento sportivo”. La giornata è quindi proseguita con la Lectio Magistralis di Manuela Di Centa su “Il Movimento Olimpico”. Gli iscritti hanno quindi assistito alla lezione su Statuti e Regolamenti di Antonello De Tullio e quella su “Assistenza al Project Work” di Angelo Altieri. Alla prima lezione del Corso erano presenti anche i dirigenti del CONI.
Malagò, Fabbricini e Mornati ricevono la squadra dell'Esercito-FIGH Futura Roma
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Segretario Generale, Roberto Fabbricini, e al Vice Segretario Generale, Carlo Mornati - ha ricevuto presso il Foro Italico le atlete e il tecnico della squadra federale Esercito-FIGH Futura Roma, accompagnati dal Presidente Federale, Francesco Purromuto.
Le ragazze sono state inizialmente accolte nella prestigiosa cornice del Salone d'Onore e, dopo una visita alla Sala delle Fiaccole, sono state ospitate all'interno dello studio del Presidente, dove il capitano Anika Niederwieser, a nome della squadra, ha donato a Malagò un pallone firmato da tutte le giocatrici. Il Presidente del CONI, dopo il saluto e i ringraziamenti del numero uno federale Purromuto, si è voluto complimentare con le ragazze della Nazionale per la recente doppia vittoria ottenuta contro la Fyr Macedonia nell'ambito delle qualificazioni ai Campionati Mondiali 2015, sottolineando ancora una volta l'importanza del percorso intrapreso dalla Federazione Italiana Giuoco Handball con il varo del Progetto "Futura". Non è mancato, naturalmente, l'augurio per i futuri impegni con la maglia azzurra, in particolare per le due sfide di Novembre (27-30) contro l'Islanda.
Le ragazze guidate dal tecnico federale Marco Trespidi hanno preso parte al campionato di Serie A1 Femminile 2011/12, alla Top League slovena e alla Challenge Cup nella stagione 2012/13. Hanno inoltre disputato numerosi match contro formazioni di Tunisia, Russia, Serbia, Montenegro, Danimarca, Ungheria, Finlandia e Francia nella stagione 2013/14, mentre in quella attuale partecipano alla Hungarian-Italian League, campionato varato grazie al protocollo d'intesa firmato dalla FIGH con la Federazione Ungherese.
I vincitori del XLIII Racconto Sportivo
La Commissione Giudicatrice del XLIII Concorso Nazionale per il Racconto Sportivo, presieduta da Gianni Letta e composta da Novella Calligaris, Darwin Pastorin, Nino Petrone e Gianfranco Teotino, si è riunita il 7 ottobre - via telematica - per esaminare una dettagliata relazione presentata dalla Segreteria del Concorso, in relazione a una serie di circostanze oggettive - dettagliatamente riscontrabili attraverso prove e allegati - che ha determinato la necessità di assumere – all’unanimità – la seguente decisione:
1° Premio a Mariano Graziano con il racconto “9.58”
2° Premio a Roberto Gerace con il racconto “Scupetta”
Di Biagio: “Vincere l’Europeo per andare a Rio 2016 da protagonisti”
“Vogliamo arrivare alle Olimpiadi da protagonisti e questo significa arrivare in finale o magari vincere l'Europeo”. Vola alto Luigi Di Biagio e, dopo essere riuscito a portare la Nazionale Under 21 alla fase finale del Campionato Europeo, fissa nuovi ambiziosi traguardi per la sua squadra: “Siamo partiti da zero – ha ricordato il tecnico al microfono di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Uno - i ragazzi sono cresciuti e hanno cominciato a giocare nei loro club. Abbiamo raggiunto un obiettivo che sembrava impensabile in un girone con Belgio e Serbia”. Un cammino esaltante quello degli Azzurrini, capaci di conquistare il primo posto in un gruppo di ferro per poi ottenere il pass per l’Europeo nel play off con la Slovacchia: “Adesso abbiamo altri 7/8 mesi in cui ci sarà un'ulteriore crescita dei ragazzi, siamo entusiasti e ottimisti".
All’inizio della sua avventura sulla panchina dell’Under 21, Di Biagio poteva contare su un solo titolare in Serie A (Bardi), mentre adesso quasi tutti i protagonisti della qualificazione all’Europeo giocano con continuità nelle rispettive squadre di club: “Sono al quinto anno in Federazione, abbiamo una rete di osservatori ampia che copre tutto il territorio. Io e i miei collaboratori andiamo a vedere i giocatori che ci interessano e abbiamo puntato su un gruppo. I vari Belotti, Bernardeschi, Berardi li conosciamo da cinque anni, abbiamo puntato su di loro prima che i loro club li facessero giocare e siamo contenti di non esserci sbagliati". In Italia i giovani faticano a trovare spazio e negli ultimi anni le nazionali sono diventate una preziosa vetrina per mettersi in mostra: “I grandi club stanno facendo pochissimo. E' un costume tutto italiano quello di poter pensare di fare l'affare con lo straniero, mentre ai nostri ragazzi non viene data la possibilità di sbagliare. E' un dato di fatto e allora è meglio che giochino in provincia piuttosto che fare panchina in una grande. La differenza la fa il minutaggio, il ritmo".
Sergio Bianchetto e Angelo Damiano, un tandem d'oro
Un binomio olimpico, per una vittoria da manuale. Sergio Bianchetto ed Angelo Damiano il 20 ottobre del 1964 conquistano l’oro nel tandem ai Giochi Olimpici di Tokyo. I ciclisti alloggiano in uno speciale Villaggio, preparato ad Hachioj, centro tessile a circa 50 chilometri dalla capitale nipponica, comunicante con le piste attraverso un lungo tunnel riservato ai soli atleti. Sergio Bianchetto, già medaglia d’oro a Roma in coppia con Beghetto, ed Angelo Damiano, si presentano all’appuntamento olimpico tra i favoriti.
Il tandem azzurro conquista le semifinali senza perdere nemmeno una prova. Nella prima manche con la Germania (Fuggerer-Kobusch), però, arriva la prima sconfitta. Bianchetto e Damiano non si danno per vinti, ribaltano l’inerzia della sfida e con una condotta di gara superlativa si aggiudicano le due successive prove. In finale il team sovietico composto da Imants Bodnieks e Viktor Logunos è l’ultimo ostacolo che li separa dalla storia. Nella prima prova, come accaduto con la Germania, il tandem azzurro si arrende all’Unione Sovietica ma, in realtà, la sconfitta serve solo a rendere più emozionante la disfida. Nelle due successive prove, infatti, gli azzurri s’impongono con due vittorie nette che certificano la loro superiorità e l’ingresso tra i grandi protagonisti del ciclismo all’Olimpiade. Bianchetto è l’unico ciclista ad aver vinto il concorso tandem olimpico due volte, una storia memorabile, per un un’impresa unica nel suo genere.
Europei su pista, Viviani d'oro nell'omnium
Elia Viviani sale sul trono europeo dell’omnium. E' il primo oro all’Italia ai Campionati Europei di ciclismo su pista in svolgimento a Baie-Mahualt-Guadalupa, dopo un argento e tre bronzi. Il vantaggio di Viviani sui rivali dà la misura della sua prestazione: 219 punti contro i 198 del britannico Jonathan Dibben, medaglia d’argento, e i 179 punti dello spagnolo Unai Elorriaga, medaglia di bronzo. Il 25enne veronese di Isola della Scala non ha fatto mai mistero di puntare al podio della specialità ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Ancora brucia il sesto posto alle Olimpiadi di Londra: era in lotta per l’oro fino alla quinta prova, poi il km da fermo, allora prova finale, lo ha fatto scivolare indietro. Ora il regolamento è cambiato e la corsa a punti, sesta e ultima delle sei prove, gli è particolarmente congeniale.
Elia ha conquistato il titolo vincendo lo scratch, l’eliminazione e la corsa a punti, nono nell’inseguimento, sesto nel km da fermo e secondo nel giro lanciato. Questo il ruolino di marcia che lo ha portato al trionfo. Era già salito sul gradino più alto della specialità all’Europeo under 23 di Anadia, dove vinse anche la corsa a punti, titolo confermato nel 2012 a Panevėžys e nel 2013 ad Apeldoorn, oltre al madison in coppia con Liam Bertazzo. In giornata si sono svolte anche le prime tre prove dell’omnium femminile. L’azzurra Simona Frapporti al giro di boa è settima, con buone probabilità di terminare domani nella top ten. Guida la classifica la belga D’Hoore davanti all’olandese Kirsten Wild e alla britanica Laura Trott. La lotta per il titolo è quanto mai aperta.
Nelle altre finali in programma si segnala la doppietta d’oro della russa Anastasiia Voinova nei 500 metri a cronometro (argento all’olandese Elis Ligtlee, bronzo alla tedesca Miriam Welte) e nella velocità individuale (seconda la spagnola Tania Calvo Barbero, terza la tedesca Kristina Vogel). Il titolo del km da fermo è andato al britannico Callum Skinner col tempo di 1’02”399, argento al tedesco Joachim Eilers (1’02”474), bronzo al francese Quentin Lafargue (1’02”734). Francesco Ceci si è classificato 12° fermando le lancette sul tempo di 1’05”292. Il francese Gregory Bauge ha avuto la meglio sul polacco Damian Zielinski nella finalissima della velocità individuale, mentre il tedesco Robert Förstemann si è aggiudicato il bronzo. Infine, l’oro dell’inseguimento individuale uomini premia il britannico Andrew Tennant, che ha battuto in 4’32”686 il russo Alexander Evtushenko. Medaglia di bronzo al tedesco Kersten Thiele (4’32”878). Prestazioni sottotono di Marco Coledan (16°) e Liam Bertazzo (24°), molto lontani dal loro standard.
Sport equestri, Mauro Checcoli trionfa nel completo individuale
Karuizawa, 19 ottobre 1964. La località nipponica, scelta per gli sport equestri, è il palcoscenico di un’indimenticabile pagina di sport. Mauro Checcoli, in sella a Surbean, conquista il titolo olimpico, sia nel completo individuale che in quello a squadre, dopo una straordinaria rimonta culminata con un percorso netto.
Le gare iniziano con la prova di dressage. Checcoli chiude al 14esimo posto, con 54 penalità, mentre il tedesco Ligges, con 32, conquista la vetta della classifica. La prova di fondo si disputa in condizioni climatiche proibitive. Piove incessantemente fin dalla sera precedente e fa molto freddo, ma Checcoli, grazie una prova di alto profilo, termina senza penalità, scalando vertiginosamente la classifica ed inserendosi al secondo posto con 66.40 punti, a poco più di un punto di distacco dal nuovo leader, l’inglese Meade. L’ultima prova si svolge su un percorso di 12 ostacoli. Meade chiude con tre errori e 36 punti di penalità.
Checcoli per vincere il concorso individuale non può fare più di un errore. L’azzurro con una prestazione superba, fa percorso netto, chiudendo con 66.40, davanti all’argentino Moratorio (56.40) e al tedesco Ligges (49.20). E’ il primo cavaliere italiano a vincere la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici nel concorso completo individuale, contribuendo anche alla prima vittoria della squadra italiana nella specialità.
Oro storico per l'Italia nel completo a squadre
Tokyo, 19 ottobre 1964: Mauro Checcoli chiude con un percorso netto la sua ultima prova. Dodici ostacoli superati senza penalità, una gioia immensa, l’oro nel completo individuale è suo. Un paio di calcoli, qualche momento di incertezza e poi la festa può iniziare, gli azzurri Paolo Angioni, Alessandro Argenton, Giuseppe Ravano e lo stesso Checcoli sono campioni olimpici nella prova a squadre.
L’Italia centra il suo primo successo olimpico. Una storia meravigliosa, iniziata il 16 ottobre con la prova di dressage. Tocca a Paolo Angioni aprire la competizione. Il nostro cavaliere termina il percorso con 65,33 penalità, mentre Giuseppe Ravano, sorteggiato dopo, ne riporta 69,67. Al terzo posto parte Alessandro Argenton che migliora il punteggio, riducendo le sue penalità a 59,67. Il migliore dei nostri è Mauro Checcoli. Al termine della prima prova Checcoli ed Argenton sono rispettivamente al 14°ed al 21° posto, mentre Angioni e Ravano al 32° ed al 36°. Nella classifica parziale a squadre, l’Italia è al settimo posto con 247.67 penalità e un distacco di 53 penalità dalla Gran Bretagna, 48 dalla Germania, 40 dagli USA.
La sera del 17, quando all’indomani deve iniziare la prova di fondo, King, il cavallo di Angioni, accusa una violenta colica che gli provoca l’aumento della temperatura. Fortunatamente, la mattina della gara il cavallo ha ritrovato le sue condizioni normali e la prova comincia. Si svolge su un percorso di 32.700 metri dei quali 19.920 di marcia, 3.600 di steeple, 7.200 di cross, 1.980 di galoppo sul piano. Il tracciato di cross è tutto scoperto, senza tratti di bosco.
Dei 48 concorrenti, 7 incorrono in penalità nello steeple, 4 vengono penalizzati nella seconda marcia per eccesso di tempo, 13 nel cross e 11 addirittura eliminati. Fra i penalizzati nel cross anche Argenton con 140 punti negativi (due cadute ed un rifiuto) e Ravano con 20 (un rifiuto). Angioni e Checcoli terminano immuni da penalità con i cavalli in condizioni di particolare freschezza. Alla fine della prova l’Italia balza in testa mentre la Germania è al secondo posto. E’ nuovamente Paolo Angioni ad iniziare l’ultima prova. Termina con due errori (20 punti di penalità). Argenton rinuncia alla gara, non fidandosi del cavallo, ancora affaticato per le due cadute del giorno prima. Giuseppe Ravano su Royal Love conclude un bellissimo percorso netto. Ormai l’Italia ha un certo vantaggio: 20 penalità su 60 della Germania e 40 degli USA. Checcoli per assicurare la vittoria alla squadra non può fare più di due errori. Il cavaliere bolognese, su Surbean, chiude con un percorso netto.
Un trionfo!
Europei pista, Bertazzo argento nella corsa a punti. Bronzo per la Cecchini nello scratch
Un argento e un bronzo per gli azzurri nella seconda giornata dei Campionati Europei Elite, in svolgimento a Baie-Mahualt–Guadalupa (Francia). Nella corsa a punti uomini Liam Bertazzo (nella foto Bettini) si è piegato solo al francese Benjamin Thomas, che ha conquistato il titolo con 37 punti. L’azzurro con 30 punti ha preceduto il tedesco Henning Bommel, medaglia di bronzo con 24 punti. Nella top ten anche Marco Coledan, che ha dato un apporto decisivo a Bertazzo nelle volate e nel bloccare tutti gli attacchi degli avversari.
Terzo bronzo personale, invece, per Elena Cecchini. Dopo l’inseguimento a squadre e la corsa punti, la veronese ha conquistato il terzo gradino del podio nello scratch donne, nella gara vinta dalla russa Evgenia Romanyuta, davanti alla francese Laurie Berthon.
Anche in questo caso è stato importantissimo il gioco di squadra attuato con Tatiana Guderzo, che ha messo a disposizione tutta la sua esperienza per favorire la volata della compagna.
Si sono svolte nella giornata anche le prime tre prove dell’omnium uomini. Al giro di boa Elia Viviani è in terza posizione a pari punti (104) con il britannico Jonathan Dibben, a due sole lunghezze dallo spagnolo Unai Elorria Gazubiaur (106) e a quattro dal russo Artur Ershov (108). Viviani ha vinto alla grande la prima e terza prova (scratch ed eliminazione), ma ha perso posizioni con il nono posto della seconda prova (inseguimento). Decideranno per il titolo le tre prove di domani (giro lanciato, km da fermo e corsa a punti) e l’azzurro ha ottime chances di centrare il bersaglio. Domani si assegneranno anche i titoli dei 500 mt donne, del km da fermo uomini, dell’inseguimento individuale uomini e della velocità individuale donne e uomini.
Luciano Serafica nuovo Presidente federale
Luciano Serafica è il nuovo Presidente della Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard. Lo ha eletto oggi, al Palazzo delle Federazioni di Milano, l’Assemblea Nazionale straordinaria FISW, convocata per il rinnovo delle cariche federali. Il Consiglio era decaduto nel mese di agosto a seguito delle dimissioni del Presidente Michele Dell’Olio, in carica dal 19 gennaio 2013.
L’Assemblea è stata presieduta da Alberto Miglietta, Amministratore Delegato di CONI Servizi e Presidente della Federazione Badminton, e quale vice Presidente è intervenuto Silvio Falcioni, ex Presidente FISW.
Dopo i saluti e l’apertura da parte del Presidente Miglietta ci sono stati gli interventi dei candidati alla Presidenza Michele Dell’Olio e Luciano Serafica e di alcuni candidati alla carica di Consigliere.
Questa la composizione del nuovo Consiglio federale che governerà la FISW fino al 2016 è la seguente:
PRESIDENTE
Luciano Serafica
CONSIGLIERI IN QUOTA ASSOCIAZIONI
Dario Rossi
Claudio Ponzani
Manuel Domini
Carlo Allais
Marco Bagnoli
Massimo Crespi
Marino Arrigoni
CONSIGLIERI IN QUOTA ATLETI
Paola Aimone
Piero Pierani
CONSIGLIERI IN QUOTA TECNICI
Piero Gregorio
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