Europei - Castiglioni, uno splendido bronzo
Splendida prova di Arianna Castiglioni che all'esordio europeo vince la medaglia di bronzo nei 100 rana con 1'07"36, a cinque centesimi dalla sua migliore prestazione nazionale con il costume in tessuto che aveva stabilito in semifinale. (Fonte Federnuoto.it)
La marcia d'oro di Brugnetti, quei 20 km che conquistarono Atene
Un sogno lungo venti chilometri, il pugno alzato, le lacrime, il bacio a terra. Attimi di una medaglia, flash-back di un oro inatteso, una gioia infinita e quel tricolore in mano che Ivano Brugnetti stringe con orgoglio, fiero del titolo della 20 km. di marcia appena conquistato. La consacrazione assoluta per l’atleta di Sesto San Giovanni, sempre tra i migliori in allenamento, ma sfortunato in gara.
Dopo aver conseguito il titolo mondiale nella 50 km. di marcia, nel 1999 a Siviglia, assegnatogli dopo la squalifica per doping del russo German Skurygin, inizia un periodo travagliato, che lo porterà a rinunciare alla gara lunga per concentrarsi sulla 20 km. Scelta che si rivelerà azzeccata. Il successo di Brugnetti si concretizza all’ingresso dello stadio quando, con le ultime energie rimaste, riesce a mettere a segno l’allungo decisivo sullo spagnolo Fernandez, tagliando il traguardo a braccia alzate, ventiquattro anni dopo l’impresa di Maurizio Damilano a Mosca.
Galiazzo scrive la storia ad Atene, 10 anni fa il primo oro azzurro nella disciplina
La storia nella storia, il sogno diventato realtà sulle tracce di Olimpia. Marco Galiazzo conquista il primo oro assoluto ai Giochi nella prova individuale di tiro con l’arco, in un luogo mitico, il Panathinaikos Stadium, l’arena dove si disputò, nel 1896, la prima Olimpiade dell’era moderna. L’arciere padovano, allenato dal padre Adriano, turno dopo turno entra nel cuore degli italiani, che in mondovisione imparano a conoscere e ad apprezzare la sua semplicità, unitamente ad una concentrazione glaciale. Una medaglia inattesa e quindi ancor più bella.
Nella finale per il titolo, ha la meglio per soli due punti (111-109) sul giapponese Hiroshi Yamamoto, limitando al massimo gli errori ed annichilendo un paese, quello del Sol Levante, presente in massa con fotografi, inviati e cameraman per celebrare l’eroe nipponico che, però, si deve accontentare della piazza d’onore. Ma la cosa più bella, Galiazzo, la fa in semifinale, quando indietro di due punti dall’inglese Laurence Godfrey, piazza tre dieci da favola. La gioia composta e quasi silenziosa, con quel cappellino tirato giù sin quasi agli occhi, rimarrà una delle immagini indimenticabili di Atene 2004.
Europei - Subito tre medaglie per gli azzurri
Un argento e due bronzi per cominciare. E un record italiano assoluto. Nella prima giornata della 32esima edizione dei campionati europei di nuoto, in svolgimento al Velodrom di Berlino, l'Italia bussa tre volte. Il pomeriggio si è aperto con la medaglia d'argento di Andrea Mitchell D'Arrigo nei 400 stile libero con il primato personale di 3'46"91. L'ultima medaglia vinta da un azzurro nei 400 stile libero era stata quella di bronzo di Samuel Pizzetti a Debrecen 2012. D'Arrigo aveva già stabilito il record personale questa mattina in batteria (3'48"77) e in finale l'ha migliorato di quasi due secondi. Ha vinto il serbo Velimir Stjepanovic (che nuotava in corsia 7) con 3'45"66 dopo una gara tutta d'attacco, comandata dall'inizio alla fine. Quarto l'altro azzurro in finale, Gabriele Detti, che ha chiuso in 3'48"10.
Nella finale dei 400 misti Stefania Pirozzi si è classificata quinta con 4'39"51. Ha vinto la superfavorita Katinka Hosszu (Ungheria) che fino agli ultimi 25 metri nuotava al di sotto del suo record europeo e alla fine ha dovuto "accontentarsi" del nuovo record dei campionati (lo aveva già stabilito questa mattina in batteria) di 4'31"03. Nella prima semifinale dei 50 farfalla Silvia Di Pietro ha ottienuto per la seconda volta nella stessa giornata la migliore prestazione italiana con il costume in tessuto con 25"90 e si è avvicinata 6 decimi al record italiano che le appartiene dal 2009.
Doppio bronzo alle staffette 4x100 stile libero. Medaglie dello stesso metallo ma due gare completamente diverse. Le ragazze puntano il record italiano fin dall'inizio, viaggiano tra il terzo e quarto posto e alla fine centrano entrambe gli obiettivi: primato e podio: Alice Mizzau (55"25), Erika Ferraioli (54"14), Giada Galizi (54"59) e Federica Pellegrini (53"65) chiudono in 3'37"63. Record italiano! Il precedente, con Di Pietro al posto della debuttante Galizi, era 3'39"50 del 2013 a Barcellona. I ragazzi partono all'attacco. Luca Dotto (48"47) è primo, Marco Orsi (48"36) e Luca Leonardi (47"69) hanno avversari tosti e vengono superati da russi e francesi, Filippo Magnini (48"26) con esperienza, braccia e polmoni difende la terza piazza. Applausi! I quattro moschettieri chiudono in 3'12"78. (Fonte Federnuoto.it)
Una vittoria che Vale: 10 anni fa la Vezzali si confermava regina del fioretto
Cacciatrice di medaglie, instancabile lottatrice o più semplicemente Valentina Vezzali. La fiorettista jesina, formatasi alla scuola del maestro Triccoli, in una calda serata greca si conferma campionessa olimpica a quattro anni di distanza dall’oro di Sidney, entrando nella storia della scherma per essere riuscita nell’impresa di conquistare due titoli individuali ai Giochi Olimpici, eguagliando così l’ungherese Ilona Elek, vincitrice nel 1936 a Berlino e nel 1948 a Londra.
Sulle pedane della Helleniko Fencing Hall, in una finale da sogno, contro l’altra campionessa azzurra Giovanna Trillini, la Vezzali, al termine di una sfida surreale, con il Ct Magro che funge da spettatore, senza poter e dover intervenire per dispensare consigli alle due schermitrici, s’impone con il punteggio di 15-11. Una gioia immensa, culminata con la corsa verso l’angolo delle tribune occupato da parenti ed amici venuti dall’Italia a tifare per lei. L’ennesima medaglia di una lunga collezione, per un’intramontabile Valentina.
Europei - Italia un bronzo meraviglioso
Questa giornata l'hanno preparata ed attesa per 12 mesi. Gli ultimi 5 giorni sembravano non passare mai. Finalmente possono esultare! L'Italia ha vinto la medaglia di bronzo nella finale del libero combinato. Gli Europei del nuoto sincronizzato si chiudono con un un bronzo e 3 quarti posti. Grande sodddisfazione nel team azzurro che oggi è riuscito a superare il muro dei 90 punti. Elisa Bozzo, Beatrice Callegari, Camilla Cattaneo, Linda Cerruti, Francesca Deidda, Costanza Ferro, Manila Flamini, Mariangela Perrupato, Dalila Schiesaro e Sara Sgarzi hanno ottenuto 90.3333 punti. Nel dettaglio 27.0000 per l'esecuzione, 36.1333 per l'impressione artistica e 27.2000 per la difficoltà. Molto meglio del preliminare, dove già erano soddisfatte dgli 89.4000 (26.9000, 36.0000 e 26.5000). La coreografia di Anastasia Ermakova, le musiche del balletto di Scherazade di Nikolaj Korsakov, i consigli teatrali di Enrico Zaccheo sono stati d'aiuto.
La capriola di Manila Flamini, "l'araba" come si dice nella ginnastica artistica, ha aperto i 4'40" di scivolate, gambate, figure ed elementi che a turno hanno visto tutte protagoniste. Anche le due riserve Alessia Pezone e Federica Sala che facevano il tifo dalla tribuna e si sono allenate con le compagne tutto l'anno. Questo esercizio sarà lo stesso che presenteranno il prossimo anno ai Mondiali a Kazan. E' raggiante il tecnico federale Roberta Farinelli. "Ce l'abbiamo fatta!. Superati i 90 punti finalmente. Abbiamo nuotato bene e con grande sincronia". Manila Flamini fa una promessa. "Il prossimo anno faremo ancora meglio. Vogliamo avvicinarci ancora di più a Ucrania e Spagna. Mi impegno a fare alzate e salti ancora più difficili". E questa sera tutte a cena in centro per festeggiare. "Io sono pastasciuttara", dice Manila; "a me piace il pesce", aggiunge Linda Cerruti. Ma prima tutte con il commissario tecnico Patrizia Giallombardo per il brindisi. Sul gradino più alto del podio ci salgono le ucraine che chiudono in 4'23" con 94.4333; seconde le spagnole in 4'28" con 93.0333 punti. (Fonte Federnuoto.it)
Libero combinato - finale
1. Ucraina (4’23”) 94.4333
2. Spagna (4’28”) 93.0333
3. Italia (4’40”) 90.3333
4. Grecia (4’37”) 85.7333
5. Bielorussia (4’29”) 82.9333
6. Svizzera 80.4333
7. Germania (4’28”) 78.7333
8. Gran Bretagna (4’37”) 76.1333
9. Ungheria (4’18”) 73.5000
10. Turchia (4’40”) 73.3000
Europei - Martina Grimaldi, oro, ed Edoardo Stochino, bronzo, nella 25 km di fondo
L'Italia della fatica non conosce recessione. Nelle 25 chilometri che chiudono il campionato europeo di nuoto in acque libere, al Regattastrecke Grünau, Martina Grimaldi conquista l'oro ed Edoardo Stochino il bronzo consentendo all'Italia di vincere anche la classifica a punti.
MARTINA GRIMALDI. Sempre sul podio da Dubrovnik 2008; Martina Grimaldi si conferma campionessa europea, passando dai 10 chilometri di Piombino 2012 ai 25 attraverso il titolo mondiale conquistato a Barcellona la scorsa estate. Allora però non se ne accorse, col tabellone che la indicò seconda fino al fotofinish che cambiò le gerarchie. A Granau non occorre. Chiaro il successo, grazie a una condotta di gara attenta, coperta e caratterizzata da strappi e allunghi che fiaccano le avversarie. Ci provano l'ungherese Anna Olasz e la tedesca Angela Maurer, ma appena sui piedi della 25enne bolognese vengono ricacciate indietro da fieri colpi di gambe. Finiscono rispettivamente a 6"9 e 7"3, distacchi che evidenziano la perfetta gestione delle energie e dell'ultimo giro dell'azzurra che spesso divide la testa della gara con l'esordiente Ilaria Raimondi (CC Aniene) e con Alice Franco (Esercito / Asti Nuoto), infine sesta e settima con un distacco dal podio di circa 24" e 1'02".
"Sono davvero contenta. Stavo bene anche nella dieci chilometri, ma non sono riuscita a esprimermi perché ho erroneamente stravolto il mio modo di nuotare. Mi aspettavo una gara difficile da interpretare. Non ho avuto fretta. Sono rimasta in gruppo e gradualmente ho aumentato ritmo fino a portarmi nelle prime posizioni. Insieme a Franco e Raimondi ci siamo alternate in testa; poi, quando mi sono girata cercando e non trovando più il loro supporto, ho allungato e difeso il vantaggio. Mi fa piacere dare continuità ai mie risultati, ma non ho nessun segreto particolare se non la passione e il piacere di allenarmi e nuotare. Le medaglie non mi hanno cambiato e mai mi cambieranno. Resto la stessa ragazza che ha cominciato anni fa, non cerco la scena e la vita privata la tengo per me", continua la fondista - tesserata per Fiamme Oro e Uisp Bologna ed allenata da Fabio Cuzzani - che ha conquistato il quinto oro della sua carriera tra le undici medaglie internazionali che contemplano anche il bronzo olimpico al Serpentine di Londra 2012. "Dedico la medaglia a Giuseppe D'Angelo che lascerà il gruppo sportivo delle Fiamme Oro per andare in pensione. Ci teneva il nostro capitano Simone Ercoli, ma purtroppo non ha raggiunto il podio. Un po' come accaduto ai campionati europei di Budapest nel 2010 e ai campionati mondiali dello scorso anno ho bucato la 10 chilometri prima di conquistare la medaglia nella 25. Ovviamente non sono contenta di questa similitudine e sin dalla prossima stagione proverò a tornare sulla 10 chilometri con maggiore attenzione. Ho giù disputato due Olimpiadi e vorrei arrivare anche a Rio de Janeiro. La competitività in casa e fuori è cresciuta molto e desidero rimanere ai vertici".
Se ne va dando le spalle al bacino che le ha trasmesso sofferenza, dubbi e infine gioia; abbracciando il tecnico Fabio Cuzzani, prendendosi le lodi dei compagni e accarezzando Nole, beagle che porta a spasso un'esausta ma contenta Franco, mentre Raimondi si gode l'effetto di un esordio con personalità e interessanti prospettive.
EDOARDO STOCHINO. Immaginava un'impresa così sui monti liguri, mentre camminava coi suoi adorati cani a caccia di funghi; oppure durante i 57 chilometri della Santa Fe-Coronda o i 36 della Capri-Napoli. Ma la realtà è meglio della fantasia anche in un bacino chiuso, girando dieci volte sempre intorno alle stesse boe piuttosto che tra onde e correnti. Edoardo Stochino conquista il bronzo nella 25 chilometri in 5h08'51", l'unica medaglia in palio. L'oro se lo contendono il francese Axel Reymond e il russo Evgenii Drattcev, in fuga dal primo giro con un vantaggio sul gruppo che supera i nove minuti.
Infine s'impone il transalpino in 4h59'18"8 con un margine di 12"4. Ma la gara che c'interessa si gioca più indietro, dove con Mario Sanzullo (Fiamme Oro Napoli / CC Napoli) e Valerio Cleri (Esercito / CC Aniene) si fa squadra e si tiene a bada il gruppo con i tedeschi Andreas Waschburger e Alexander Studzinski tra i più intraprendenti. Il trenino italiano funziona e porta Stochino allo sprint contro Waschburger che cede per 1"6. Sanzullo è quinto in 5h09'02"8, Cleri decimo in 5h12'53"5, ma un pezzo di medaglia è anche la loro.
"Sono chiavarese e sono cresciuto seguendo le orme di Marco Formentini; affascinato dalle grandi imprese dell'uomo e dalle maratone in mare - racconta il 26enne tesserato per Fiamme Oro Napoli e Nuotatori Genovesi - Vestire l'azzurro è un grande orgoglio, conquistare la medaglia è un sogno a cui spesso ho pensato senza immaginare che fosse così bello. Queste sono le emozioni che ti stimolano e spronano a nuotare sei ore al giorno".
Quarto nelle 25 chilometri del 2010 al lago Balaton per i campionati europei e a Roberval per i campionati mondiali di specialità, Stoc - come lo chiamano in Nazionale - ha poi avuto una serie di problemi che ne hanno condizionato il prosieguo della carriera finché con Filippo Tassara e Luca Baldini (genovese fermato a 27 anni per anomalie cardiache dopo aver conquistato sette medaglie mondiali e quattro europee, tra cui l'oro nella 5 Km e il bronzo nella 10 Km a Potsdam nel 2002) ha ritrovato fiducia e continuità in allenamento. "Desidero ringraziare la squadra per il supporto che ho ricevuto. Stavolta ho conquistato io la medaglia, ma avrebbero potuto farlo anche un compagno e sarei stato contento ugualmente. Non ci aspettavamo la fuga di Reymond e Drattcev. Ho provato a stargli dietro, ma era impossibile e così ho preferito non disperdere energie fino ai 20.000 metri, quando ho cercato di strappare per la prima volta senza esito. Ci ho riprovato ai 22.500 ma hanno risposto tutti. Sono rimasto in testa al gruppo fino all'ultimo chilometri, quando ho capito che potevo salire sul podio. Mi sono staccato e sono stati mille metri lunghissimi e ad ogni bracciata ripetevo che fosse il mio momento e che non potevo mollare. La medaglia è magica. Ora non avverto neanche la stanchezza; probabilmente tra un po' crollerò. Felice".
Il nuoto di fondo non aveva tradizione nella bucolica Grünau, dove comunque si respira sport dalle gare di vela sul finire dell'ottocento, passando per quelle di canottaggio per le Olimpiadi di Berlino 1936. Ora c'è stato anche il fondo europeo dopo Potsdam 2002. E c'è stato Edoardo Stochino, che ha conquistato una medaglia sentendosi un tonno in una scatoletta. "Sono atteso da una maratona in Macedonia piena di fascino", perché al "mainaa" che preferisce i pescherecci ai motoscafi se sono meno di 25 chilometri non piace.
IL CT MASSIMO GIULIANI. "Siamo abituati a mantenere la calma anche nei momenti difficili e fino a sabato sera non potevamo essere contenti seppur tra i primi nella classifica per nazioni. Il nostro medagliere era deficitario e i quarti e quinti posti avevano abbassato un po' il morale. Urgeva una riunione per ricompattare il gruppo ed affrontare l'ultima giornata da squadra. Così ci siamo stretti intorno ai ragazzi che hanno nuotato le 25 chilometri e abbiamo affidato a Luca Ferretti, Simone Ercoli e Nicola Bolzonello i rifornimenti. Gioco di squadra in acqua e sostegno reciproco hanno fatto il resto. Sono arrivate due medaglie importanti che riabilitano il lavoro svolto e ci consentono di vincere la classifica per Nazioni. Potevamo anche contare un altro paio di medaglie, ma l'esperienza acquisita dai più giovani tornerà utile già dai prossimi impegni internazionali. Non ci sono rimpianti e andremo avanti per un altro anno con lo stesso sistema di lavoro".
50 MEDAGLIE. La medaglia di Martina Grimaldi è la 50esima italiana ai campionati europei. Dall'edizione di Terracina nel 1991 sono stati conquistati 17 ori, 13 argenti e 20 bronzi. La prima medaglia d'oro fu vinta sul litorale laziale nella 5 chilometri da Stefano Rubaudo, team leader della Nazionale. (Fonte Federnuoto.it)
CLASSIFICA 25 KM MASCHILE
1 Axel Reymond (Fra) 4h59'18"8
2. Evgenii Drattcev (Rus) 4h59'31"2
3. Edoardo Stochino (Ita) 5h08'51"0
5. Mario Sanzullo (Ita) 5h09'02"8
10. Valerio Cleri (Ita) 5h12'53"5
CLASSIFICA 25 KM FEMMINILE
1. Martina Grimaldi (Ita) 5h19'14"1
2. Anna Olasz (Hun) 5h19'21"0
3. Angela Maurer (Ger) 5h19'21"4
6. Ilaria Raimondi (Ita) 5h19'45"7
7. Alice Franco (Ita) 5h20'23"0
Europei - Meucci, 42 km e 195 metri d'oro
Daniele Meucci è campione europeo di maratona. A Zurigo, l'azzurro conquista il titolo continentale in 2h11:08 (primato personale), al termine di un portentoso attacco che dal 35° chilometro lo ha portato da solo al comando della gara. Argento al polacco Yared Shegumo (2h12:00) e bronzo al russo Aleksey Reunkov (2h12:15), settimo l'altro azzurro Ruggero Pertile (2h14:18). Otto anni dopo Stefano Baldini a Goteborg 2006 l'Italia torna a conquistare l'oro europeo nella 42,195km maschile. Questa è la terza medaglia della spedizione azzurra in Svizzera dopo l'oro di Libania Grenot nei 400 metri e l'argento della maratoneta Valeria Straneo. (Fonte Fidal.it)
Europei, Straneo maratona d'argento
La maratona regala all'Italia la seconda medaglia dei Campionati Europei di Zurigo. E' l'argento di Valeria Straneo, seconda al termine di una corsa da protagonista assoluta, sempre in testa, come avvenne un anno fa ai Mondiali di Mosca. Questa volta a superare l'italiana è la francese Christelle Daunay (2h25:14), andata via a due chilometri dal traguardo. Il crono della Straneo è appesantito di 13 secondi rispetto alla vincitrice (2h25:27), mentre il bronzo va alla portoghese Jessica Augusto (2h25:41). Anna Incerti è splendida sesta (2h29:58), ed il dodicesimo posto di Nadia Ejjafini (2h32:34) consente all'Italia di confermarsi sul podio a squadre di Coppa Europa, quattro anni dopo Barcellona. Completano lo score azzurro Emma Quaglia (14esima in 2h32:45), Deborah Toniolo (sedicesima in 2h33:02).
Arrivo - L'oro va a Christelle Daunay (Francia), che taglia il traguardo in 2h25:14. Valeria Straneo è d'argento (2h25:27), e merita l'applauso, perché ancora una volta la gara l'ha fatta lei, decidendone ritmi e strategie. Terza la portoghese Jessica Augusto, 2h25:41. Come un anno fa a Mosca, ai Mondiali, la Straneo è superata nel finale, ma si conferma atleta di spessore mondiale assoluto. E' la seconda medaglia italiana agli Europei di Zurigo, che si aggiunge all'oro centrato da Libania Grenot ieri sera nei 400 metri. Due donne, due azzurre che vanno di corsa. Anna Incerti è sesta (2h29.58), un grande risultato che segna il vero ritorno della siciliana al vertice internazionale, quattro anni dopo l'oro di Barcellona 2010. Nadia Ejjafini è dodicesima in 2h32:34, e segna l'oro italiano nella Coppa Europa di Maratona, una conferma dopo l'oro di Barcellona 2010. Quattordicesima Emma Quaglia(2h32,45), sedicesima Deborah Toniolo (2h33:02). Una squadra che l'Europa ci invidia, un gruppo di donne che sanno correre e divertirsi allo stesso tempo. Sul podio di Coppa, l'Italia precede Portogallo e Russia.
40km - Valeria ci prova proprio all'inizio della salita. Prende qualche metro di margine, ma è gloria effimera, perché già in cima la Daunay è di nuovo attaccata. Si deciderà nella parte finale sul piano. Come prevedibile, la Daunay attacca appena la strada torna ad altimetria zero. E va via. La sorpresa è che dopo poco, l'azzurra è di nuovo sotto. Del resto, la Daunay è più veloce dell'italiana, ma non è la Kiplagat (la keniana che beffò la Straneo lo scorso anno a Mosca). Il nuovo strappo della francese è però quello decisivo.
Al quarantesimo (2h17:41) Daunay ha tre secondi sulla piemontese (2h17:44).
35km - Se non fosse che l'andatura è tutt'altro che rilassata, sembrerebbe di assistere al più classico del surplace ciclistici. Le due di testa, Valeria Straneo e Christelle Daunay, viaggiano fianco a fianco. L'attesa è tutta per il momento in cui una delle due prenderà l'iniziativa. Si passa in 2h00:22 (17:07, la frazione più veloce), ma si pensa già al momento in cui la strada impennerà. Augusto è a 20 secondi, e forse comincia già a pensare al bronzo. Incerti è sesta, 2h03:37.
30km - Sono in due, al comando: Valeria Straneo e Christelle Daunay, al largo dal ventisettesimo chilometro. Si conoscono, hanno corso insieme più volte (anche a New York lo scorso anno), le schermaglie sono garantite. L'azzurra allunga in salita, la francese recupera nella discesa, sul piano corrono fianco a fianco, studiando ogni respiro dell'avversaria. Dietro, la Augusto aggancia la Abeylegesse ed entra ufficialmente in zona medaglia. Cronometro: 1h43:15 per le battistrada (17:14), Augusto a 18 secondi, Incerti a 2:27 (1h45:42).
25km - Eccola, Anna Incerti. La siciliana comincia la risalita, spazzando via le svizzere e la spagnola Aguilar e portandosi al sesto posto. Davanti Abeylegesse comincia ad accusare le prime difficoltà, mentre Augusto si avvicina minacciosa; guidano con decisione Straneo e Daunay (1h26.01). Tempi intemedi delle azzurre: Incerti (1h27:23), Quaglia 1h29:26, Ejjafini 1h29:44, Toniolo 1h30:17.
Mezza maratona - Nel breve volgere di un chilometro o poco più, la croata Nemec perde completamente contatto dalle prime. A metà passano dunque Straneo, Daunay e Abeylegesse, tre delle favorite della vigilia, in 1h12:33, con la Augusto ormai dalle parti della Nemec. Incerti è sempre nona (1h13.38), Quaglia ed Ejjafini (15esima e 18esima) fanno 1h15:25. Toniolo è 23esima (1h16:09), Console - in crisi - passa in 1h21:13.
20km - Nuovo break intorno al 17esimo chilometro, ovviamente dalle parti della salita. La croata Nemec spinge sull'acceleratore, e con lei restano Valeria Straneo, Abeylegesse e Daunay. Si stacca prima la spagnola Aguilar, poi le svizzere, mentre risale prepotentemente la porotghese Jessica Augusto, intenzionata a riportarsi sulle battistrada. Si passa in 1h08:50 (17:08, è la frazione più veloce di 5km). La Augusto, adesso quinta, è a 19 secondi. Incerti è nona, 1h09:47.
15km - Nessuna novità sostanziale nello scenario disegnato nella frazione precedente.
10km - Doppia, immediata selezione, in questa parte di gara. Ben prima che arrivi la salita-spauracchio (poco meno di un chilometro e mezzo di lunghezza, varie pendenze, andrà ripetuta quattro volte), il gruppetto passa da 14 a otto unità: si stacca, tra le altre, anche Anna Incerti, con la portohgese Jessica Augusto. Sulla salita, le battistrada diventano sette, con Daunay, Straneo, le svizzere Spirig e Neunschwander, la croata Nemec, la turca Abeylegesse, la spagnola Aguilar. Al passaggio ai 10km il cronometro dice 34:30 (17:10 di frazione), un gruppetto di tre composto da Incerti, Augusto e dall'irlandese Britton, passa in 34.40. Altre italiane: Ejjafini 35:27, Quaglia 35:32,Toniolo 36:06, Console 37:04.
5km - Un gruppo di 14 atlete, guidato - manco a dirlo - da Valeria Straneo, transita ai 5km in 17:20, andatura per niente rilassata, considerate le condizioni. Nel pacchetto di testa anche Anna Incerti, la turca Elvan Abeylegesse, la francese Christelle Daunay, la portoghese Jessica Augusto, e - curiosità - la lituana Zivile Balciunaite, che fu squalificata per doping a Barcellona (agli Europei di 4 anni fa) dopo aver tagliato per prima il traguardo.
La pioggia di Zurigo ha accolto le maratonete al via, la temperatura è bassa, inferiore ai 15 gradi. Moltissimo pubblico ai lati del percorso, soprattutto nella zona di partenza e arrivo, con il tricolore italiano a spuntare un po' dovunque. Sei le azzurre al via: Anna Incerti (campionessa europea in carica), Valeria Straneo (vicecampionessa del mondo), Nadia Ejjafini, Deborah Toniolo, Emma Quaglia, Rosaria Console. (Fonte Fidal.it)
Europei - Grenot, Panterita d'oro
Si spezza finalmente l'incantesimo. E ci vuole l'artigliata, il graffio della panterita Libania Grenot, per liberare la squadra azzurra e farla comparire nel medagliere degli Europei di Zurigo.
La magica pista del Letzigrund regala all'Italia la prima storica medaglia d'oro nei 400 metri femminili (mai prima d'ora un'azzurra era salita sul gradino più alto del podio in questa specialità, è il 37esimo titolo europeo per l'Italia nella storia), grazie ad un giro coraggioso ed arrembante di Libania. La donna che ha scelto di cambiare la propria vita, tante volte, tra Cuba, Italia, Stati Uniti, per sublimare in risultati l'immenso talento concessole da madre natura. Trecento metri senza respiro, il cuore in gola, per spuntare davanti a tutte, in testa, elegante nell'incedere, verso quel traguardo, non solo una linea bianca a tranciare la pista. Sempre avanti, determinata, convinta fin dall'inizio dell'estate (quando in pochi le davano ancora ascolto) di andare a prendersi l'oro europeo. Gli ultimi appoggi, un tormento: il traguardo lì, a portata di mano, la fatica che sale, insieme con il timore di vedersi sfuggire, chissà poi perché, la medaglia più pregiata, le altre che rimontano. Ma non c'è più tempo.
Grenot, Italia, 51.10, oro; Olha Zemlyak, Ucraina, 51.36, argento; Indira Terrero, Spagna, 51.38, bronzo. La britannica Christine Ohuruogu, la protagonista di mille rimonte pazzesche, una delle favorite della vigilia, è beffata, fuori dal podio, con lo stesso tempo del bronzo. Ma negli occhi c'è solo lei, Libania Grenot, che si veste di tricolore, che posa per i fotografi mimando il graffio, il gesto che da adesso le resterà appiccicato come un ruolo d'autore. Il graffio della panterita. (Fonte Fidal.it)
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