Il 22 gennaio le udienze al TNA per i casi Roberto Donati, Maurizio Checcucci e Simone Collio (FIDAL)
La Seconda Sezione del TNA comunica che, in virtù dei deferimenti disposti dall’Ufficio di Procura Antidoping il 28 novembre a carico degli atleti Roberto Donati, Maurizio Checcucci e Simone Collio (FIDAL), ha fissato la relativa sessione di udienze il giorno 22 gennaio 2015, alle ore 10.
Convegno europeo sulla tutela dei vivai. Programma e relatori
Lo sport è promotore di valori universali: la solidarietà, la tolleranza, la convivenza pacifica tra i popoli. Ed è, parallelamente, uno straordinario strumento per promuovere l'educazione, la salute e lo sviluppo, specialmente tra le nuove generazioni.
E' su queste basi che, nel 2009, il Trattato di Lisbona ha introdotto la parola sport per la prima volta nell'ambito di un Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, riconoscendo la "specificità dello sport". Si tratta di un passaggio fondamentale che faceva seguito alla volontà politica espressa dal Parlamento europeo con le Risoluzioni del 13 giugno 1997 e del 13 febbraio 1998, prima, e dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2008, poi, e che oggi, di fronte al crescente interesse delle Istituzioni europee e degli Stati Membri nei riguardi delle politiche per lo sport, necessita di essere finalmente sviluppato.
In questo senso, è molto importante il segnale rappresentato dal fatto che la Commissione Europea ha per la prima volta formalmente assegnato la delega allo sport nel portafoglio di un Commissario, Tibor Navracsics. Questo vale a dire che la Commissione Europea, insediatasi il 1 novembre, nei prossimi 5 anni, avrà l'opportunità di declinare il significato della "specificità dello sport".
Garantire che tale specificità trovi sostanziale riconoscimento nell'ordinamento giuridico europeo significa, infatti, garantire che lo sport possa contribuire alla formazione delle politiche europee in ambito sociale, economico e scolastico e, in ultima istanza, alla crescita del sistema Europa.
Il convegno dell'11 dicembre 2014, organizzato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport e co-finanziato dalla Commissione europea, nell'ambito del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea, ha pertanto l'obiettivo di porsi come cornice di dialogo istituzionale sulla specificità dello sport, con particolare riferimento alla formazione dei giovani atleti, alla luce dell'attuale contesto sportivo e giuridico europeo.
Gli investimenti nella promozione dello sport giovanile, soprattutto nei vivai, sono infatti alla base del ciclo virtuoso che lega lo sport professionistico allo sport di base, e che ha come protagonisti i giovani sportivi. È in questo costante equilibrio tra valori educativi e risultato sportivo, tra dimensione valoriale ed agonistica, che si sviluppa la specificità dello sport, ormai universalmente riconosciuto come una infrastruttura sociale di cittadinanza. E' per tale ragione che l'evento dell'11 dicembre intende concentrarsi su questo tema, proponendosi come cornice di riflessione.
Al convegno, aperto dal saluto del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, interverranno Graziano Delrio, Sottosegretario di Stato con delega allo Sport, Sandro Gozi, Sottosegretario di Stato con delega alle Politiche Europee, Jens Nymand-Christensen, Vice Direttore Generale, Dg Istruzione, Cultura, Gioventù e Sport, Commissione Europea, Mario Pescante e Patrick Baumann, Membri del CIO.
Al dialogo istituzionale parteciperanno anche, tra i molteplici esponenti del mondo accademico, giuridico e sportivo:
Walter Veltroni, Presidente Onorario della Lega Italiana Basket, Franco Frattini, Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, Michele Uva, DG della FIGC, Jean-Pierre-Siutat, Membro del Consiglio della Federazione Europea di Pallacanestro e Presidente della Federazione Francese di Pallacanestro.
Mondiali in vasca corta, 4x200 stile libero d'argento con record italiano. Bronzo per la 4x50 mista
La staffetta 4x200 stile libero, composta da Andrea Mitchell D'Arrigo, Marco Belotti, Nicolangelo Di Fabio e Filippo Magnini, ha vinto l'argento ai Mondiali in vasca corta di nuoto, in svolgimento a Doha, in Qatar. Il quartetto azzurro ha fatto segnare uno strepitoso 6'51"80, nuovo record italiano, chiudendo dietro agli Stati Uniti (6'51"68) e davanti alla Russia (6'51"96), grazie alla rimonta di Magnini, che nell'ultima frazione ha recuperato due posizioni, consegnando all'Italia la prima medaglia nella manifestazione.
Il precedente record italiano (6'58"39), migliorato già questa mattina in batteria (6'54"70), era valso il bronzo ai Mondiali di vasca di Manchester 2008 dalla staffetta composta da Brembilla, Rosolino, Cassio e Magnini.
La staffetta mista 4x50, composta da Niccolò Bonacchi, Fabio Scozzoli, Silvia Di Pietro ed Erika Ferraioli, ha invece conquistato il bronzo con il tempo di 1'37"90, dietro a Brasile e Gran Bretagna, rispettivamente oro e argento.
16 gennaio udienza TNA per Carolina Kostner
La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, a seguito del deferimento disposto dall’Ufficio Procura Antidoping a carico dell’atleta Carolina Kostner (28 novembre 2014), ha fissato l’udienza il 16 gennaio 2015 alle ore 10:00.
La trattazione del procedimento disciplinare si terrà presso la Sala Conferenze dello Stadio Olimpico di Roma.
Malagò incontra il Presidente della Provincia di Bolzano Kompathscher
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Vice Segretario Generale, Carlo Mornati, ha ricevuto oggi pomeriggio – al Foro Italico – il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompathscher.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate molteplici tematiche legate al territorio e, contestualmente, sono state poste le basi per il nuovo protocollo sull’impiantistica sportiva relativo al periodo 2015-2018.
Coppa del Mondo pista: Londra offre punti per Rio
La 2ª prova di Coppa del Mondo di ciclismo su pista è in programma dal 5 al 7 dicembre a Londra con ben 14 le finali. Dopo la prima prova, che ha palesato un notevole innalzamento del livello tecnico, prosegue a Londra l’importante “caccia” ai punti per la qualificazione olimpica Rio 2016.
Così per il CT Salvoldi che vive la prova di Coppa più come un altro appuntamento in otticaolimpica: “La prova di Londra più che considerarla prova di coppa del mondo, si tratta della terza gara su 10 di qualificazione alle Olimpiadi di Rio. Se è vero che siamo partiti abbastanza bene nelle prime due prove, questo regolamento di qualificazione ''molto” discriminatorio, secondo me, rende ogni gara una finale per conquistare punti preziosi. Tutto questo, da perseguire sempre con le atlete migliori, in un periodo dell'anno dove per noi è più difficile mantenere un’ottima condizione psicofisica. Sarà sempre cosi, campionato del mondo incluso. Le ragazze sono molto determinate e hanno fatto progressi impressionanti, questo mi rende abbastanza soddisfatto, Anche a Londra daremo il massimo delle nostre possibilità”.
Per questo secondo appuntamento del challenge Uci, il CT Dino Salvoldi ha convocato:
Nazionale Pista Donne:
Maila Andreotti (Bando Cycling Team), Sprint/Keirin
Beatrice Bartelloni (Wiggle Honda), Inseguimento a squadre
Giorgia Bronzini (Gruppo Sportivo Forestale), Scratch / Corsa a punti
Maria Giulia Confalonieri (Estado De Mexico – Faren), Scratch / Corsa a punti
Annalisa Cucinotta (Gruppo Sportivo Forestale), Omnium
Simona Frapporti (Astana Bepink Women Team), Inseguimento a squadre
Tatiana Guderzo (G.S. Fiamme Azzurre), Inseguimento a squadre
Silvia Valsecchi (Astana Bepink Women Team) Inseguimento a squadre
Anche per gli azzurri selezionati dal CT Marco Villa la Coppa del Mondo pista a Londra ha una valenza in ottica Rio2016: “Noi continuiamo a dare il massimo anche se, per motivi legati alla programmazione dei team di appartenenza degli atleti, in particolare il quartetto non avrà lo stesso organico schierato in Messico. Mancano Viviani, Coledan e Scartezzini ed inoltre dovrò valutare la condizione di Consonni che disputerà l’omnium, dove siamo primi nel ranking europeo e secondi in quello mondiale, per accumulare punti in ottica olimpica ed è, quindi in dubbio la sua partecipazione nell’inseguimento a squadre. Tutto questo potrà essere per noi penalizzante ai fini del punteggio per Rio2016 ma affronteremo questa prova londinese, l’ultima di Coppa a Cali ed il mondiale con la stessa determinazione di sempre. Ciò che più mi spiace è aver sfiorato con il quartetto l’accesso alla semifinale alla prima prova di Coppa che avrebbe permesso l’accumulo di punti importanti in chiave olimpica ma guardiamo avanti. In questa prova disputeremo inoltre anche la corsa a punti ed il madison, considerati in questa gara di classe 1 e quindi preziosi ai fini del punteggio anche se non discipline olimpiche”.
Il CT Marco Villa ha convocato:
Nazionale Pista Uomini:
Liam Bertazzo (Mg Kvis Wilier Trevigiani Norda), Inseguimento a squadre/Corsa a punti/ Madison
Omar Bertazzo (Androni Giocattoli), Inseguimento a squadre
Alex Buttazzoni (G.S. Fiamme Azzurre), Inseguimento a squadre/madison
Francesco Ceci (Team Ceci Dreambike), Keirin/ velocità
Simone Consonni (Team Colpack), Omnium (inseguimento a squadre)
Francesco Lamon (Team Colpack), Inseguimento a squadre
Riccardo Minali (General Store Bottoli Zardinimerida), Riserva
Il Programma
VENERDÌ 5 DICEMBRE (6 FINALI)
Ore 10-16,50: Inseguimento a squadre donne e uomini qualificazioni; Velocità a squadre uomini e donne qualificazioni; Scratch donne finale
Ore 19-22,15: Inseguimento a squadre donne e uomini semifinali; Corsa a punti uomini finale; Inseguimento a squadre donne e uomini finali; Velocità a squadre donne e uomini finali
SABATO 6 DICEMBRE (4 FINALI)
Ore 10-16,45: Velocità ind. donne qualificazioni, 1/8 finale, 1/4 finale; Omnium donne e uomini 1^ e 2^ prova; Keirin uomini 1° turno
Ore 19- 22,05: Velocità ind. donne semifinali; Keirin uomini 2° round; Omnium donne e uomini 3^ prova; Corsa a punti donne finale; Madison uomini finale; Keirin uomini finale; Velocità ind. donne finali
DOMENICA 7 DICEMBRE (4 FINALI)
Ore 8-14: Velocità ind. uomini qualificazioni, 1/16 di finale, 1/8 di finale, 1/4 di finale; Omnium donne e uomini 4^ e 5^ prova; Keirin donne 1° round
Ore 16-19: Velocità ind. uomini semifinali; Keirin donne 2° round; Omnium donne e uomini 6^ prova e classifica finale; Velocità uomini finali; Keirin donne finale
Malagò scopre la targa: La Ghirada “Casa” del Coni

Il Presidente del CONI Giovanni Malagò ha fatto visita oggi al centro polisportivo La Ghirada di Treviso dove, insieme all’Amministratore Delegato di Verde Sport Giorgio Buzzavo, ha scoperto una targa, celebrativa del rapporto ormai pluridecennale che lega la Città dello Sport, voluta dalla famiglia Benetton, con il CONI:
“E’ una targa che dice il vero – spiega Malagò – perché a La Ghirada ci si sente a casa e il CONI è sempre in sintonia sui progetti che Verde Sport continua a promuovere per la crescita dello sport italiano”.
Nel corso della mattinata il Presidente Malagò ha incontrato gli studenti del Master in Strategie per il Business dello Sport in corso di svolgimento presso La Ghirada.
Convegno sul doping, numeri e dati dell'attività. Malagò: organi autonomi, pronti a nuovi sforzi
Si è tenuto oggi al Salone d'Onore il convegno "Lotta al Doping: peculiarità normative e strategie di contrasto. Aspetti giuridici ed operativi". La prima parte dell’approfondimento, moderato dal Vice Segretario Generale, Carlo Mornati è stata aperta dal saluto del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, che ha ringraziato i relatori intervenuti, allargando l’orizzonte sulle strategie e sulle prospettive future del settore, oltre a chiarire molti aspetti legati a recenti episodi di cronaca sportiva.
“Ognuno di noi ha un serbatoio di credibilità, che nasce alla storia che ha alle spalle. Tra un anno non dovrò essere qui a parlare delle stesse cose perché vorrebbe dire che quello che mi sono promesso di fare non è andato a buon fine. Intorno al tavolo ci sono gli stakeholder di questo mondo. Penso che il gruppo di lavoro debba essere integrato con qualche, nuova professionalità dal curriculum indiscutibile ma voglio ricordare che cosa ho fatto da quando sono stato eletto su questa materia: se non avessi voluto problemi avrei potuto confermare i professionisti che si occupavano della materia ai vertici delle Commissioni. Eppure ho cambiato, scegliendo i curriculum, non per conoscenza. Non ho rapporti di alcun tipo con loro e questo testimonia come questo organo sia autonomo, sicuramente non subisce condizionamenti da parte mia: non ha e non deve avere nessun rapporto di collegamento con il CONI. Ho preso due premi importanti negli ultimi giorni, l'August e Marie Krogh e il Laurentum, sulla cultura sportiva, sull’incidenza del nostro movimento a livello sociale. Sto aggredendo i problemi, credo queste siano dimostrazioni. E sono sincero: non nego che sto vivendo un dramma per la situazione di Carolina Kostner. Le sono affezionato, la soddisfazione più bella, dopo le medaglie di Federica Pellegrini, è stato il suo podio a Sochi. Non posso esprimerle solidarietà e mi rammarico profondamente di questo, mi hanno detto che è sconsigliabile perché potrei essere equivocato. La Procura chiede 4 anni e 3 mesi: sono stato contestato per questa decisione. Lo ritengo ingiusto. Perché quel che dice la WADA è illuminante, fino al 31 dicembre 2014 il regolamento impone questo. Dal 1° gennaio 2015 questo discorso cambierà, in base alle norme approvate nell’ultima Giunta. Da cittadino posso dire che è ingiusto, da Presidente del CONI devo rimanere in silenzio. Ma la colpa del CONI qual è? Aver rispettato i regolamenti. Questo per dire quanto è complicato gestire certe situazioni. E bisogna giudicare la governance del CONI dal giorno delle elezioni del 19 febbraio 2013 a oggi, non si può fare commistione con il passato. Avevo promesso di cambiare la giustizia sportiva e l’ho fatto, ci è riconosciuto. Al prossimo convegno inviterò altri, per dimostrare che c’è disponibilità al contradditorio e alla critica”.
L’introduzione di Malagò ha preceduto l’intervento di Tammaro Maiello, Procuratore Capo della Procura Antidoping del CONI, Vice Procuratore Generale della Corte dei Conti. “La Procura è una grande squadra, che cerca di svolgere al meglio il proprio compito. La normativa internazionale di contrasto al doping si prefigge di garantire credibilità delle manifestazioni e la salute dell'atleta. Il fenomeno si contrasta, in Italia, con due azioni: penale e sportiva. La struttura del CONI NADO è composta da Comitato Controlli, Comitato Esenzioni a Fini Terapeutici, l’Ufficio di Procura Antidoping, e il Tribunale Nazionale Antidoping. La Procura è composta da un Procuratore, un vice e 7 Procuratori. L’azione di contrasto passa da un’attività di indagine statica e da un’attività dinamica, in particolare per il traffico o tentato traffico di sostanze (2.7) e per la somministrazione, anche tentata, di metodi proibiti o incoraggiamento, assistenza e complicità nella violazione (2.8). Indispensabile l’interazione con le Procure della Repubblica e con i NAS: non possiamo agire solo sul sentito dire, dobbiamo acquisire dati certi, a partire da quelli ostensivi (verbali sequestro, interrogatori, intercettazioni). Anche le Procure della Repubblica chiedono atti all’UPA, anche perché spesso la giustizia sportiva arriva prima del penale. Abbiamo valorizzato tecniche di audizione: prima l’atleta veniva e raccontava la sua versione. Oggi vengono preparate domande circostanziate, sulla base della lettura approfondita degli atti. In questo ambito abbiamo utilizzato anche l’uso del questionario con persone all’estero. Capitolo deferimenti. C’è chi dice che la giustizia è lenta, ma non possiamo fare un lavoro sommario. Dal 1° luglio 2013 al 30 giugno 2014 sono stati disposti 116 deferimenti, negli ultimi 5 mesi ben 103. Non si persegue solo il campione affermato ma anche il soggetto che va nelle palestre, per dare un messaggio diverso. Il doping non si combatte solo con l’aspetto sanzionatorio ma anche con quello preventivo. Chi fa l’atleta deve conoscere le regole, la normativa antidoping. Ed è decisiva anche l'attività di informazione e il coinvolgimento dei giovani per far conoscere i danni che procura il doping alla salute. Non ci dobbiamo giudicare in modo autoreferenziale ma siamo soddisfatti perché ci mettiamo massima serietà e massimo impegno”.
Il convegno è proseguito con la relazione del Generale Cosimo Piccinno, Comandante del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute, che ha illustrato l’attività del NAS nel contrasto al doping. “Grazie al CONI per l’invito, quest’anno abbiamo fatto 200 anni della nostra attività generale ma la nostra sezione ha 52 anni e dipende dal Ministero della salute e consta di 38 nuclei sparsi per l’Italia. Abbiamo un reparto centrale, ci occupiamo in particolare dell’antidoping e della farmaceutica attraverso una forte cooperazione internazionale. Ci preoccupa il dato in crescita legato ai medicinali illegali contraffatti, anche attraverso la vendita dei farmaci on-line. Dietro la filiera dei farmaci contraffatti c’è la criminalità perché i ricavi sono enormi. Un euro investito su uno stupefacente rende 16 volte, sui farmaci 2500. Il giro d'affari accertato è di 50 miliardi l'anno. Il doping è reato penale che nuove gravemente alla salute, è il lato oscuro dello sport. La legge 376/2000 istituisce la CVD, nel 2008 ci iniziamo a occupare di doping e solo nel 2011 nominiamo un esponente nella commissione. Oggi le pianificazione dei controlli avviene con scelta mirata, dal gennaio 2013 grazie all’attività di militari qualificati con master “ispettore investigativo antidoping”. Questi i dati: 4397 denunciati, 612 arrestati, oltre 2 milioni e mezzo di fiale sequestrate. Con indicazione dei NAS la percentuale di positivi sale dal 2% a circa il 13%, vuol dire fare attività di intelligence. La nostra presenza nelle competizioni funziona da deterrente. E’ necessario fare controcomunicazione, anche attraverso incontri con le scuole, pubblicazioni specialistiche, partendo dalla conoscenza dei fatti”.
Roberto Cucchiari, Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Roma, ha parlato dell’organizzazione dell’organo di appartenenza e dell’evoluzione dei riferimenti normativi legati all’antidoping. “Prima della legge del 2000 ci sono stati riferimenti antecedenti, con una crescita esponenziale di interesse, stimolato anche dalle Federazioni Internazionali, integrato da tentativi di armonizzazione. Molte delle sostanze dopanti nascono con finalità terapeutica all’insorgenza di patologie. E’ fondamentale l’interazione con l’Ufficio di Procura Antidoping, con le forze di polizia e con ogni altro organismo istituzionale. La Procura di Roma è divisa in 14 gruppi specializzati. La materia del doping è trattata in modo specifico, con un Procuratore e 7 sostituti. Ci si avvale della collaborazione dei NAS dei Carabinieri”.
Massimiliano Rosolino, campione olimpico di nuoto, invece ha portato il suo contributo da atleta. “Per uno di noi la cosa più bella è ricevere la visita di chi fa i controlli, sinonimo di serietà e credibilità. Si deve lavorare sulla sensibilizzazione, va promosso lo sport pulito. Bisogna educare i giovani a mangiare bene, ad allenarsi con spirito di sacrificio e applicazione, a credere nel fair play. E’ un peccato raggiungere un obiettivo e non esserne orgoglioso. In Italia siamo molto severi, l’ultimo episodio del nuotatore cinese ci fa capire che serve un’armonizzazione internazionale. Bisognerebbe fare l’antidoping subito dopo la gara, rinviando al giorno successivo la premiazione”.
L'argomento del convegno è stato quindi affrontato dal punto di vista di Carlo Polidori, Presidente della I Sezione del TNA. “Ci occupiamo di repressione ma ho voluto incentrare il mio intervento sulla deterrenza e sull’informazione. Gli organi della giustizia devono parlare attraverso decisioni, non in altro modo. Non ci occupiamo solo degli atleti trovati positivi, anzi, quelle sono fattispecie semplici. Ringrazio la Procura per il suo lavoro. Non c’è automatismo tra deferimento e irrogazione sanzione. Ci occupiamo anche dei non tesserati, con tematiche complesse, delicata attività di indagine gravata dall’onere della prova. Nelle nostre sentenze abbiamo iniziato a rimarcare la scarsa cultura che c’è in Italia sul fenomeno del doping. Abbiamo raddoppiato l’organico della prima sezione del TNA perché i numeri raggiunti sono insostenibili per chi si occupa di questa attività come incarico stragiudiziale. Al momento però è una missione: ho 2 figli e gli vorrei lasciare un mondo dove si possa correre ad armi pari. Occorre massima severità da parte degli organismi vigilanti e non solo da quelli controllanti. La diffusione del fenomeno è enorme”. Luigi Fumagalli, Presidente II Sezione TNA, si è invece soffermato sui rapporti tra gli organi nazionali e la giustizia sovranazionale sul tema doping. “ Il Codice mondiale WADA è il faro illuminante. Si è ritenuto fosse un valore aggiunto avere una normativa unificata: per questo viene nel nostro sistema viene integrata anche l’evoluzione di questo strumento. E’ importante la divisione tra atleti di interesse nazionale e quelli di livello internazionale. E’ previsto l’appello al TAS nel secondo caso. Il CONI ha deciso di concedere comunque questa possibilità a tutti gli atleti. Interessante il caso della pattinatrice tedesca Pechstein: l’atleta ritiene che la squalifica non dovesse essere inflitta, ha citato l’organo nazionale e la Federazione Internazionale, chiedendo risarcimento del danno alla giustizia ordinaria. Il Tribunale di Monaco ha respinto la domanda ma criticando pesantemente l’ordinamento sportivo internazionale”.
Marco Bernardi, Presidente Commissione Antidoping CIP, ha infine chiuso la sessione mattutina parlando dei numeri in crescita da parte del movimento paralimpico. “Anche in questo mondo esiste il doping, la grande differenza che intercorre tra le varie disabilità determina la complessità del fenomeno all’interno del movimento”.
LA SECONDA PARTE
La sessione pomeridiana, moderata dal Segretario Generale del CONI, Roberto Fabbricini, è stata aperta dall’intervento di Lucio Nobili, Presidente del Comitato Controlli.
“Il nostro organo provvede alla pianificazione e alla distribuzione dei controlli, durante e fuori le competizioni. Può anche disporre controlli a sorpresa o su convocazione. E’ uno strumento di prevenzione e di controllo. Decisivo l’utilizzo di ADAMS, sistema informatico online di gestione e amministrazione ideato e sviluppato dalla Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che consente l’utilizzo di un sistema unitario, a livello nazionale ed internazionale, di gestione delle informazioni sulla reperibilità degli atleti (i cosidetti “whereabouts”), così come la razionalizzazione dei controlli mirati attraverso lo strumento della verifica nel database dello storico delle sessioni di prelievo già effettuate da altre organizzazioni antidoping sullo stesso atleta e la possibilità di attuare un sistema di passaporto biologico degli atleti”. Luigi Frati, Presidente del Comitato Esenzione ai Fini Terapeutici, ha illustrato invece l’attività dell’altra struttura antidoping del CONI. “Il CEFT segue ovviamente le regole internazionali. Il criterio generale prevede che i farmaci somministrati siano strettamente correlati alla patologia e la nostra struttura certifica l’appropriatezza della terapia. Il problema consta nel rimanere all’interno delle regole e in questo senso utilizziamo massimo rigore. Non autorizziamo a gareggiare al termine del presunto effetto della terapia. L’esenzione va chiesta prima, se esiste emergenza si valuta di caso in caso la richiesta”.
Massimo Casciello, Presidente della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, ha sottolineato i contenuti della mission della propria struttura. “L’obiettivo è vedere come viene vissuto il problema di salute dei cittadini e contrastare contestualmente il fenomeno del doping nelle gare sportive. Fare formazione e informazione verso la popolazione anche attraverso le nuove forme di comunicazione, perché solo attraverso un’adeguata promozione si può raggiungere il risultato che ci prefiggiamo. Abbiamo fatto studi con il Ministero Superiore della Sanità, per valutare i componenti degli integratori in commercio e per tutelare, ovviamente, i cittadini. Finanziamo attività di ricerca: 1390 atleti controllati nel 2013”.
Maurizio Casasco, Presidente della Federazione Italiana Medico Sportiva, ha invece presentato in modo esaustivo l’attività condotta dalla FMSI. “Il ruolo della nostra Federazione viene esercitato grazie alla professionalità di tutti i professionisti che operano nel nostro ambito. Voglio ringraziare tutte le componenti che fanno parte della struttura antidoping. La CEFT è importantissima, è rigorosa, è il vero snodo – presente e futuro – dell’antidoping. Sono felice anche della presenza dei NAS accanto ai DCO. La FMSI è nata nel 1929, annovera 5 mila soci. Tuteliamo la salute e garantiamo l’educazione alla salute di chi pratica attività sportiva. Selezione molta dura per ottenere la qualifica di DCO, con sottoscrizione di un codice etico specifico: è previsto un turn-over tra loro nell’attività di controllo. Dal 2006 sono cambiate le cose. A Torino 2006 furono 62 i nostri medici impegnati, ottenendo zero non conformità. Siamo orgogliosi e voglio sottolineare che, nell’ambito delle nostre competenze, utilizzare ADAMS è un vantaggio clamoroso. Si può andare a recuperare l’atleta, sapere dove è. Devo ringraziare Malagò che è intervenuto con lo Stato per consentirne l’utilizzo. Superare il concetto di privacy in questo ambito è un mezzo fondamentale”.
Gualtiero Ricciardi, Commissario dell’Istituto Superiore di Sanità, ha illustrato le attività dell’organismo attualmente presieduto. “Operiamo attraverso attività di vigilanza,che avviene in diversi ambiti, da quelli minori a quelli professionistici. Controlliamo che i Laboratori soddisfino i requisiti minimi previsti e collaboriamo anche alle attività della CVD. Cerchiamo di agire anche sulla sensibilizzazione relativa all’assunzione dei farmaci, con una mappatura nazionale dell’offerta e un’analisi sui prodotti, in collaborazione con i NAS. La nostra azione consiste anche nello sviluppare campagne di sensibilizzazione sull’argomento, cercando di promuovere modelli virtuosi. Siamo a disposizione dei cittadini, per un’interazione efficace al fine della prevenzione”.
Francesco Botrè, Direttore del Laboratorio Antidoping di Roma, con un brillante intervento ha toccato i punti nevralgici legati all’attività della struttura. “Scienza è magia che funziona, diceva Vonnegut. Ancora di più se al servizio dello sport pulito. Il programma mondiale antidoping si struttura su 3 livelli, i primi due sono obbligatori, il terzo contempla modelli di buona pratica. Nei primi 2 modelli ci sono gli standard sulla lista delle sostanze proibite. Nel Comitato dei controlli di questa lista ci sono anche io, siamo solo 2 appartenenti ai Laboratori (anche quello di Colonia). Sinonimo di riconoscimento del nostro lavoro, anche in riferimento all’individuazione delle nuove sostanze. Oggi sono oltre 400, erano 250 a fine secolo, 10-20 negli anni ’60. Il laboratorio di Roma è stato riaccreditato dal 1999. Competenza, autonomia e tracciabilità sono i criteri di valutazione delle prestazioni: ci supervisionano l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ente nazionale di accreditamento e poi la WADA. Dati statistici: nel 2013 l’indice di positività del Laboratorio è stato pari al 2,83%, contro il 2,21% mondiale, e anche i rapporti campioni analizzati/risorse disponibili, prodotti ricerca/risorse disponibili sono di gran lunga superiori alla media mondiale. Abbiamo portato all’attività un contributo rilevante nell’ambito dello sviluppo di metodi di pretrattamento del campione con l’utilizzo del microonde, miglioramento del metodo per il rilevamento del doping da eritropoietina, sviluppo di metodi applicabili sia sangue sia urina per doping da ormoni”. Damiano Tommasi, Presidente Associazione Italiana Calciatori, ha analizzato il problema da ex atleta e da dirigente. “I problemi nascono dalla superficialità nell’utilizzo dei farmaci, dalla troppa fiducia in certi sistemi, figli di una cultura errata. Il nostro compito da dirigenti, di formare sempre più. M riferisco anche al rapporto con i medici, dell’RTP. Una medaglia non pulita deve diventare una penalizzazione. So quanto sia difficile rinunciare a una competizione, ma la salute viene prima di tutto e sono felice che ci sia chi ha rinunciato a giocare per evitare i rischi delle infiltrazioni”.
LA CONCLUSIONE
La terza e ultima parte del convegno si è aperta con l’intervento dell’Avvocato Gambino, in merito all’uscita della nuova rivista di Diritto Sportivo del CONI. “Avrà impostazione giuridica ma è aperta anche ad altri contributi. L’idea è di farne uno strumento consultivo, per recuperare anche un dialogo con tutto il mondo sportivo”. Il Capo Ufficio Stampa e Comunicazione del CONI, Danilo di Tommaso, ha quindi illustrato gli aspetti della comunicazione legata al doping. “Compito inderogabile, come da norme sportive antidoping, è quello legato alla divulgazione di alcune notizie: all’interno del manuale l’indirizzo del sito CONI è citato 11 volte. L’autorevolezza della norma, una volta approvata dalla Giunta, è legittimata dalla pubblicazione sul sito ufficiale. La parte più importante è legata alla comunicazione dei dispositivi dei tribunali, senza dimenticare la pubblicità data alla sospensione dei termini processuali”.
Luigi Ferrajolo, Presidente USSI e componente del Comitato Controlli CONI ha invece parlato della nuova esperienza professionale. “Per 40 anni ho dato caccia alla notizia, oggi se mi capita devo far finta di niente. E’ una violenza che faccio a me stesso, ma è un ruolo cui devo adattarmi con responsabilità. Vedere l’argomento dall’altra prospettiva aiuta però a comprendere meglio certe dinamiche”. Giovanni Bruno, Direttore Sky Sport e anch’egli componente del Comitato Controlli, è sulla stessa lunghezza d’onda. “Siamo all’interno di un meccanismo efficace, che svolge un lavoro laborioso e preciso. Sono entrato a far parte di qualcosa che ho sempre visto dall’altra parte. Studiamo molto di più gli atleti, grazie alle conoscenze del mondo sportivo, dell’attualità”. Malagò ha chiuso i lavori, ricordando che ci sarà un nuovo incontro aperto ad altri interventi e sottolineando l’importanza di un confronto costante finalizzato al miglioramento costante del modello antidoping.
A Malagò il Premio speciale Laurentum "I valori dello sport"
Il Presidente del CONI Giovanni Malagò ha ricevuto - nel pomeriggio alla biblioteca del Quirinale - il Premio speciale “I valori dello Sport”, istituito quest’anno dal Premio Laurentum. Il riconoscimento, pur avendo una vocazione prevalentemente culturale, si propone di celebrare i valori che contribuiscono a una sana formazione fisico-atletica e che richiedono l’insegnamento e l’assimilazione dello spirito di sacrificio, della lealtà, della correttezza, della dedizione, della tenacia, del coraggio e del rispetto dell’avversario, quanto mai necessari nella società odierna nella quale gli atleti sono modelli di comportamento per le giovani generazioni.
ll Centro Culturale Laurentum, si legge nella motivazione, “si pregia di assegnare il Premio a Giovanni Malagò,una delle personalità più autorevoli della società italiana, per l’impegno profuso nella sua intensa carriera professionale a livello nazionale ed internazionale a favore della promozione dello sport italiano e della divulgazione dei valori più alti e nobili che ispirano l’attività sportiva”.
Il Premio Laurentum, forte dei successi delle ultime edizioni, è oggi annoverato tra le principali competizioni letterarie italiane, la prima in assoluto in termini di adesioni, con oltre 70.000 partecipanti alle diverse iniziative nelle ultime cinque edizioni, provenienti non solo da tutte le regioni italiane. La qualificata Giuria del Premio Laurentum è composta, oltre che dal Presidente Gianni Letta, da Angelo Bucarelli, Corrado Calabrò, Maurizio Cucchi, Stas’ Gawronski, Simona Izzo, Raffaele La Capria, Mauro Miccio, Maria Rita Parsi, Davide Rondoni e Roberto Sergio.
I VINCITORI DEL 2014
VI PREMIO ALLA CARRIERA
Adriana Asti
VIII PREMIO VALORI DELLA CULTURA
Lina Wertmüller
IV PREMIO DANTE ALIGHIERI
Giampiero Neri
I PREMIO VALORI DELLO SPORT
Giovanni Malagò
Domani convegno sul doping al Salone d'Onore
Domani, 2 dicembre 2014, nel Salone d'Onore del CONI, si terrà il convegno "Lotta al Doping: peculiarità normative e strategie di contrasto. Aspetti giuridici ed operativi". I lavori, divisi in due sessioni, inizieranno alle ore 10 e saranno aperti dal saluto del Presidente del CONI, Giovanni Malagò. Il dibattito mattutino - incentrato sulla normativa presente e futura sul doping e sulla relativa attività di contrasto - sarà moderato dal Segretario Generale Vicario del CONI, Carlo Mornati, mentre il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, coordinerà i lavori pomeridiani che verteranno sulle tematiche dei controlli in materia di doping e sugli adempimenti degli atleti.
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