Una vittoria che Vale: 10 anni fa la Vezzali si confermava regina del fioretto
Cacciatrice di medaglie, instancabile lottatrice o più semplicemente Valentina Vezzali. La fiorettista jesina, formatasi alla scuola del maestro Triccoli, in una calda serata greca si conferma campionessa olimpica a quattro anni di distanza dall’oro di Sidney, entrando nella storia della scherma per essere riuscita nell’impresa di conquistare due titoli individuali ai Giochi Olimpici, eguagliando così l’ungherese Ilona Elek, vincitrice nel 1936 a Berlino e nel 1948 a Londra.
Sulle pedane della Helleniko Fencing Hall, in una finale da sogno, contro l’altra campionessa azzurra Giovanna Trillini, la Vezzali, al termine di una sfida surreale, con il Ct Magro che funge da spettatore, senza poter e dover intervenire per dispensare consigli alle due schermitrici, s’impone con il punteggio di 15-11. Una gioia immensa, culminata con la corsa verso l’angolo delle tribune occupato da parenti ed amici venuti dall’Italia a tifare per lei. L’ennesima medaglia di una lunga collezione, per un’intramontabile Valentina.
Europei - Italia un bronzo meraviglioso
Questa giornata l'hanno preparata ed attesa per 12 mesi. Gli ultimi 5 giorni sembravano non passare mai. Finalmente possono esultare! L'Italia ha vinto la medaglia di bronzo nella finale del libero combinato. Gli Europei del nuoto sincronizzato si chiudono con un un bronzo e 3 quarti posti. Grande sodddisfazione nel team azzurro che oggi è riuscito a superare il muro dei 90 punti. Elisa Bozzo, Beatrice Callegari, Camilla Cattaneo, Linda Cerruti, Francesca Deidda, Costanza Ferro, Manila Flamini, Mariangela Perrupato, Dalila Schiesaro e Sara Sgarzi hanno ottenuto 90.3333 punti. Nel dettaglio 27.0000 per l'esecuzione, 36.1333 per l'impressione artistica e 27.2000 per la difficoltà. Molto meglio del preliminare, dove già erano soddisfatte dgli 89.4000 (26.9000, 36.0000 e 26.5000). La coreografia di Anastasia Ermakova, le musiche del balletto di Scherazade di Nikolaj Korsakov, i consigli teatrali di Enrico Zaccheo sono stati d'aiuto.
La capriola di Manila Flamini, "l'araba" come si dice nella ginnastica artistica, ha aperto i 4'40" di scivolate, gambate, figure ed elementi che a turno hanno visto tutte protagoniste. Anche le due riserve Alessia Pezone e Federica Sala che facevano il tifo dalla tribuna e si sono allenate con le compagne tutto l'anno. Questo esercizio sarà lo stesso che presenteranno il prossimo anno ai Mondiali a Kazan. E' raggiante il tecnico federale Roberta Farinelli. "Ce l'abbiamo fatta!. Superati i 90 punti finalmente. Abbiamo nuotato bene e con grande sincronia". Manila Flamini fa una promessa. "Il prossimo anno faremo ancora meglio. Vogliamo avvicinarci ancora di più a Ucrania e Spagna. Mi impegno a fare alzate e salti ancora più difficili". E questa sera tutte a cena in centro per festeggiare. "Io sono pastasciuttara", dice Manila; "a me piace il pesce", aggiunge Linda Cerruti. Ma prima tutte con il commissario tecnico Patrizia Giallombardo per il brindisi. Sul gradino più alto del podio ci salgono le ucraine che chiudono in 4'23" con 94.4333; seconde le spagnole in 4'28" con 93.0333 punti. (Fonte Federnuoto.it)
Libero combinato - finale
1. Ucraina (4’23”) 94.4333
2. Spagna (4’28”) 93.0333
3. Italia (4’40”) 90.3333
4. Grecia (4’37”) 85.7333
5. Bielorussia (4’29”) 82.9333
6. Svizzera 80.4333
7. Germania (4’28”) 78.7333
8. Gran Bretagna (4’37”) 76.1333
9. Ungheria (4’18”) 73.5000
10. Turchia (4’40”) 73.3000
Europei - Martina Grimaldi, oro, ed Edoardo Stochino, bronzo, nella 25 km di fondo
L'Italia della fatica non conosce recessione. Nelle 25 chilometri che chiudono il campionato europeo di nuoto in acque libere, al Regattastrecke Grünau, Martina Grimaldi conquista l'oro ed Edoardo Stochino il bronzo consentendo all'Italia di vincere anche la classifica a punti.
MARTINA GRIMALDI. Sempre sul podio da Dubrovnik 2008; Martina Grimaldi si conferma campionessa europea, passando dai 10 chilometri di Piombino 2012 ai 25 attraverso il titolo mondiale conquistato a Barcellona la scorsa estate. Allora però non se ne accorse, col tabellone che la indicò seconda fino al fotofinish che cambiò le gerarchie. A Granau non occorre. Chiaro il successo, grazie a una condotta di gara attenta, coperta e caratterizzata da strappi e allunghi che fiaccano le avversarie. Ci provano l'ungherese Anna Olasz e la tedesca Angela Maurer, ma appena sui piedi della 25enne bolognese vengono ricacciate indietro da fieri colpi di gambe. Finiscono rispettivamente a 6"9 e 7"3, distacchi che evidenziano la perfetta gestione delle energie e dell'ultimo giro dell'azzurra che spesso divide la testa della gara con l'esordiente Ilaria Raimondi (CC Aniene) e con Alice Franco (Esercito / Asti Nuoto), infine sesta e settima con un distacco dal podio di circa 24" e 1'02".
"Sono davvero contenta. Stavo bene anche nella dieci chilometri, ma non sono riuscita a esprimermi perché ho erroneamente stravolto il mio modo di nuotare. Mi aspettavo una gara difficile da interpretare. Non ho avuto fretta. Sono rimasta in gruppo e gradualmente ho aumentato ritmo fino a portarmi nelle prime posizioni. Insieme a Franco e Raimondi ci siamo alternate in testa; poi, quando mi sono girata cercando e non trovando più il loro supporto, ho allungato e difeso il vantaggio. Mi fa piacere dare continuità ai mie risultati, ma non ho nessun segreto particolare se non la passione e il piacere di allenarmi e nuotare. Le medaglie non mi hanno cambiato e mai mi cambieranno. Resto la stessa ragazza che ha cominciato anni fa, non cerco la scena e la vita privata la tengo per me", continua la fondista - tesserata per Fiamme Oro e Uisp Bologna ed allenata da Fabio Cuzzani - che ha conquistato il quinto oro della sua carriera tra le undici medaglie internazionali che contemplano anche il bronzo olimpico al Serpentine di Londra 2012. "Dedico la medaglia a Giuseppe D'Angelo che lascerà il gruppo sportivo delle Fiamme Oro per andare in pensione. Ci teneva il nostro capitano Simone Ercoli, ma purtroppo non ha raggiunto il podio. Un po' come accaduto ai campionati europei di Budapest nel 2010 e ai campionati mondiali dello scorso anno ho bucato la 10 chilometri prima di conquistare la medaglia nella 25. Ovviamente non sono contenta di questa similitudine e sin dalla prossima stagione proverò a tornare sulla 10 chilometri con maggiore attenzione. Ho giù disputato due Olimpiadi e vorrei arrivare anche a Rio de Janeiro. La competitività in casa e fuori è cresciuta molto e desidero rimanere ai vertici".
Se ne va dando le spalle al bacino che le ha trasmesso sofferenza, dubbi e infine gioia; abbracciando il tecnico Fabio Cuzzani, prendendosi le lodi dei compagni e accarezzando Nole, beagle che porta a spasso un'esausta ma contenta Franco, mentre Raimondi si gode l'effetto di un esordio con personalità e interessanti prospettive.
EDOARDO STOCHINO. Immaginava un'impresa così sui monti liguri, mentre camminava coi suoi adorati cani a caccia di funghi; oppure durante i 57 chilometri della Santa Fe-Coronda o i 36 della Capri-Napoli. Ma la realtà è meglio della fantasia anche in un bacino chiuso, girando dieci volte sempre intorno alle stesse boe piuttosto che tra onde e correnti. Edoardo Stochino conquista il bronzo nella 25 chilometri in 5h08'51", l'unica medaglia in palio. L'oro se lo contendono il francese Axel Reymond e il russo Evgenii Drattcev, in fuga dal primo giro con un vantaggio sul gruppo che supera i nove minuti.
Infine s'impone il transalpino in 4h59'18"8 con un margine di 12"4. Ma la gara che c'interessa si gioca più indietro, dove con Mario Sanzullo (Fiamme Oro Napoli / CC Napoli) e Valerio Cleri (Esercito / CC Aniene) si fa squadra e si tiene a bada il gruppo con i tedeschi Andreas Waschburger e Alexander Studzinski tra i più intraprendenti. Il trenino italiano funziona e porta Stochino allo sprint contro Waschburger che cede per 1"6. Sanzullo è quinto in 5h09'02"8, Cleri decimo in 5h12'53"5, ma un pezzo di medaglia è anche la loro.
"Sono chiavarese e sono cresciuto seguendo le orme di Marco Formentini; affascinato dalle grandi imprese dell'uomo e dalle maratone in mare - racconta il 26enne tesserato per Fiamme Oro Napoli e Nuotatori Genovesi - Vestire l'azzurro è un grande orgoglio, conquistare la medaglia è un sogno a cui spesso ho pensato senza immaginare che fosse così bello. Queste sono le emozioni che ti stimolano e spronano a nuotare sei ore al giorno".
Quarto nelle 25 chilometri del 2010 al lago Balaton per i campionati europei e a Roberval per i campionati mondiali di specialità, Stoc - come lo chiamano in Nazionale - ha poi avuto una serie di problemi che ne hanno condizionato il prosieguo della carriera finché con Filippo Tassara e Luca Baldini (genovese fermato a 27 anni per anomalie cardiache dopo aver conquistato sette medaglie mondiali e quattro europee, tra cui l'oro nella 5 Km e il bronzo nella 10 Km a Potsdam nel 2002) ha ritrovato fiducia e continuità in allenamento. "Desidero ringraziare la squadra per il supporto che ho ricevuto. Stavolta ho conquistato io la medaglia, ma avrebbero potuto farlo anche un compagno e sarei stato contento ugualmente. Non ci aspettavamo la fuga di Reymond e Drattcev. Ho provato a stargli dietro, ma era impossibile e così ho preferito non disperdere energie fino ai 20.000 metri, quando ho cercato di strappare per la prima volta senza esito. Ci ho riprovato ai 22.500 ma hanno risposto tutti. Sono rimasto in testa al gruppo fino all'ultimo chilometri, quando ho capito che potevo salire sul podio. Mi sono staccato e sono stati mille metri lunghissimi e ad ogni bracciata ripetevo che fosse il mio momento e che non potevo mollare. La medaglia è magica. Ora non avverto neanche la stanchezza; probabilmente tra un po' crollerò. Felice".
Il nuoto di fondo non aveva tradizione nella bucolica Grünau, dove comunque si respira sport dalle gare di vela sul finire dell'ottocento, passando per quelle di canottaggio per le Olimpiadi di Berlino 1936. Ora c'è stato anche il fondo europeo dopo Potsdam 2002. E c'è stato Edoardo Stochino, che ha conquistato una medaglia sentendosi un tonno in una scatoletta. "Sono atteso da una maratona in Macedonia piena di fascino", perché al "mainaa" che preferisce i pescherecci ai motoscafi se sono meno di 25 chilometri non piace.
IL CT MASSIMO GIULIANI. "Siamo abituati a mantenere la calma anche nei momenti difficili e fino a sabato sera non potevamo essere contenti seppur tra i primi nella classifica per nazioni. Il nostro medagliere era deficitario e i quarti e quinti posti avevano abbassato un po' il morale. Urgeva una riunione per ricompattare il gruppo ed affrontare l'ultima giornata da squadra. Così ci siamo stretti intorno ai ragazzi che hanno nuotato le 25 chilometri e abbiamo affidato a Luca Ferretti, Simone Ercoli e Nicola Bolzonello i rifornimenti. Gioco di squadra in acqua e sostegno reciproco hanno fatto il resto. Sono arrivate due medaglie importanti che riabilitano il lavoro svolto e ci consentono di vincere la classifica per Nazioni. Potevamo anche contare un altro paio di medaglie, ma l'esperienza acquisita dai più giovani tornerà utile già dai prossimi impegni internazionali. Non ci sono rimpianti e andremo avanti per un altro anno con lo stesso sistema di lavoro".
50 MEDAGLIE. La medaglia di Martina Grimaldi è la 50esima italiana ai campionati europei. Dall'edizione di Terracina nel 1991 sono stati conquistati 17 ori, 13 argenti e 20 bronzi. La prima medaglia d'oro fu vinta sul litorale laziale nella 5 chilometri da Stefano Rubaudo, team leader della Nazionale. (Fonte Federnuoto.it)
CLASSIFICA 25 KM MASCHILE
1 Axel Reymond (Fra) 4h59'18"8
2. Evgenii Drattcev (Rus) 4h59'31"2
3. Edoardo Stochino (Ita) 5h08'51"0
5. Mario Sanzullo (Ita) 5h09'02"8
10. Valerio Cleri (Ita) 5h12'53"5
CLASSIFICA 25 KM FEMMINILE
1. Martina Grimaldi (Ita) 5h19'14"1
2. Anna Olasz (Hun) 5h19'21"0
3. Angela Maurer (Ger) 5h19'21"4
6. Ilaria Raimondi (Ita) 5h19'45"7
7. Alice Franco (Ita) 5h20'23"0
Europei - Meucci, 42 km e 195 metri d'oro
Daniele Meucci è campione europeo di maratona. A Zurigo, l'azzurro conquista il titolo continentale in 2h11:08 (primato personale), al termine di un portentoso attacco che dal 35° chilometro lo ha portato da solo al comando della gara. Argento al polacco Yared Shegumo (2h12:00) e bronzo al russo Aleksey Reunkov (2h12:15), settimo l'altro azzurro Ruggero Pertile (2h14:18). Otto anni dopo Stefano Baldini a Goteborg 2006 l'Italia torna a conquistare l'oro europeo nella 42,195km maschile. Questa è la terza medaglia della spedizione azzurra in Svizzera dopo l'oro di Libania Grenot nei 400 metri e l'argento della maratoneta Valeria Straneo. (Fonte Fidal.it)
Europei, Straneo maratona d'argento
La maratona regala all'Italia la seconda medaglia dei Campionati Europei di Zurigo. E' l'argento di Valeria Straneo, seconda al termine di una corsa da protagonista assoluta, sempre in testa, come avvenne un anno fa ai Mondiali di Mosca. Questa volta a superare l'italiana è la francese Christelle Daunay (2h25:14), andata via a due chilometri dal traguardo. Il crono della Straneo è appesantito di 13 secondi rispetto alla vincitrice (2h25:27), mentre il bronzo va alla portoghese Jessica Augusto (2h25:41). Anna Incerti è splendida sesta (2h29:58), ed il dodicesimo posto di Nadia Ejjafini (2h32:34) consente all'Italia di confermarsi sul podio a squadre di Coppa Europa, quattro anni dopo Barcellona. Completano lo score azzurro Emma Quaglia (14esima in 2h32:45), Deborah Toniolo (sedicesima in 2h33:02).
Arrivo - L'oro va a Christelle Daunay (Francia), che taglia il traguardo in 2h25:14. Valeria Straneo è d'argento (2h25:27), e merita l'applauso, perché ancora una volta la gara l'ha fatta lei, decidendone ritmi e strategie. Terza la portoghese Jessica Augusto, 2h25:41. Come un anno fa a Mosca, ai Mondiali, la Straneo è superata nel finale, ma si conferma atleta di spessore mondiale assoluto. E' la seconda medaglia italiana agli Europei di Zurigo, che si aggiunge all'oro centrato da Libania Grenot ieri sera nei 400 metri. Due donne, due azzurre che vanno di corsa. Anna Incerti è sesta (2h29.58), un grande risultato che segna il vero ritorno della siciliana al vertice internazionale, quattro anni dopo l'oro di Barcellona 2010. Nadia Ejjafini è dodicesima in 2h32:34, e segna l'oro italiano nella Coppa Europa di Maratona, una conferma dopo l'oro di Barcellona 2010. Quattordicesima Emma Quaglia(2h32,45), sedicesima Deborah Toniolo (2h33:02). Una squadra che l'Europa ci invidia, un gruppo di donne che sanno correre e divertirsi allo stesso tempo. Sul podio di Coppa, l'Italia precede Portogallo e Russia.
40km - Valeria ci prova proprio all'inizio della salita. Prende qualche metro di margine, ma è gloria effimera, perché già in cima la Daunay è di nuovo attaccata. Si deciderà nella parte finale sul piano. Come prevedibile, la Daunay attacca appena la strada torna ad altimetria zero. E va via. La sorpresa è che dopo poco, l'azzurra è di nuovo sotto. Del resto, la Daunay è più veloce dell'italiana, ma non è la Kiplagat (la keniana che beffò la Straneo lo scorso anno a Mosca). Il nuovo strappo della francese è però quello decisivo.
Al quarantesimo (2h17:41) Daunay ha tre secondi sulla piemontese (2h17:44).
35km - Se non fosse che l'andatura è tutt'altro che rilassata, sembrerebbe di assistere al più classico del surplace ciclistici. Le due di testa, Valeria Straneo e Christelle Daunay, viaggiano fianco a fianco. L'attesa è tutta per il momento in cui una delle due prenderà l'iniziativa. Si passa in 2h00:22 (17:07, la frazione più veloce), ma si pensa già al momento in cui la strada impennerà. Augusto è a 20 secondi, e forse comincia già a pensare al bronzo. Incerti è sesta, 2h03:37.
30km - Sono in due, al comando: Valeria Straneo e Christelle Daunay, al largo dal ventisettesimo chilometro. Si conoscono, hanno corso insieme più volte (anche a New York lo scorso anno), le schermaglie sono garantite. L'azzurra allunga in salita, la francese recupera nella discesa, sul piano corrono fianco a fianco, studiando ogni respiro dell'avversaria. Dietro, la Augusto aggancia la Abeylegesse ed entra ufficialmente in zona medaglia. Cronometro: 1h43:15 per le battistrada (17:14), Augusto a 18 secondi, Incerti a 2:27 (1h45:42).
25km - Eccola, Anna Incerti. La siciliana comincia la risalita, spazzando via le svizzere e la spagnola Aguilar e portandosi al sesto posto. Davanti Abeylegesse comincia ad accusare le prime difficoltà, mentre Augusto si avvicina minacciosa; guidano con decisione Straneo e Daunay (1h26.01). Tempi intemedi delle azzurre: Incerti (1h27:23), Quaglia 1h29:26, Ejjafini 1h29:44, Toniolo 1h30:17.
Mezza maratona - Nel breve volgere di un chilometro o poco più, la croata Nemec perde completamente contatto dalle prime. A metà passano dunque Straneo, Daunay e Abeylegesse, tre delle favorite della vigilia, in 1h12:33, con la Augusto ormai dalle parti della Nemec. Incerti è sempre nona (1h13.38), Quaglia ed Ejjafini (15esima e 18esima) fanno 1h15:25. Toniolo è 23esima (1h16:09), Console - in crisi - passa in 1h21:13.
20km - Nuovo break intorno al 17esimo chilometro, ovviamente dalle parti della salita. La croata Nemec spinge sull'acceleratore, e con lei restano Valeria Straneo, Abeylegesse e Daunay. Si stacca prima la spagnola Aguilar, poi le svizzere, mentre risale prepotentemente la porotghese Jessica Augusto, intenzionata a riportarsi sulle battistrada. Si passa in 1h08:50 (17:08, è la frazione più veloce di 5km). La Augusto, adesso quinta, è a 19 secondi. Incerti è nona, 1h09:47.
15km - Nessuna novità sostanziale nello scenario disegnato nella frazione precedente.
10km - Doppia, immediata selezione, in questa parte di gara. Ben prima che arrivi la salita-spauracchio (poco meno di un chilometro e mezzo di lunghezza, varie pendenze, andrà ripetuta quattro volte), il gruppetto passa da 14 a otto unità: si stacca, tra le altre, anche Anna Incerti, con la portohgese Jessica Augusto. Sulla salita, le battistrada diventano sette, con Daunay, Straneo, le svizzere Spirig e Neunschwander, la croata Nemec, la turca Abeylegesse, la spagnola Aguilar. Al passaggio ai 10km il cronometro dice 34:30 (17:10 di frazione), un gruppetto di tre composto da Incerti, Augusto e dall'irlandese Britton, passa in 34.40. Altre italiane: Ejjafini 35:27, Quaglia 35:32,Toniolo 36:06, Console 37:04.
5km - Un gruppo di 14 atlete, guidato - manco a dirlo - da Valeria Straneo, transita ai 5km in 17:20, andatura per niente rilassata, considerate le condizioni. Nel pacchetto di testa anche Anna Incerti, la turca Elvan Abeylegesse, la francese Christelle Daunay, la portoghese Jessica Augusto, e - curiosità - la lituana Zivile Balciunaite, che fu squalificata per doping a Barcellona (agli Europei di 4 anni fa) dopo aver tagliato per prima il traguardo.
La pioggia di Zurigo ha accolto le maratonete al via, la temperatura è bassa, inferiore ai 15 gradi. Moltissimo pubblico ai lati del percorso, soprattutto nella zona di partenza e arrivo, con il tricolore italiano a spuntare un po' dovunque. Sei le azzurre al via: Anna Incerti (campionessa europea in carica), Valeria Straneo (vicecampionessa del mondo), Nadia Ejjafini, Deborah Toniolo, Emma Quaglia, Rosaria Console. (Fonte Fidal.it)
Europei - Grenot, Panterita d'oro
Si spezza finalmente l'incantesimo. E ci vuole l'artigliata, il graffio della panterita Libania Grenot, per liberare la squadra azzurra e farla comparire nel medagliere degli Europei di Zurigo.
La magica pista del Letzigrund regala all'Italia la prima storica medaglia d'oro nei 400 metri femminili (mai prima d'ora un'azzurra era salita sul gradino più alto del podio in questa specialità, è il 37esimo titolo europeo per l'Italia nella storia), grazie ad un giro coraggioso ed arrembante di Libania. La donna che ha scelto di cambiare la propria vita, tante volte, tra Cuba, Italia, Stati Uniti, per sublimare in risultati l'immenso talento concessole da madre natura. Trecento metri senza respiro, il cuore in gola, per spuntare davanti a tutte, in testa, elegante nell'incedere, verso quel traguardo, non solo una linea bianca a tranciare la pista. Sempre avanti, determinata, convinta fin dall'inizio dell'estate (quando in pochi le davano ancora ascolto) di andare a prendersi l'oro europeo. Gli ultimi appoggi, un tormento: il traguardo lì, a portata di mano, la fatica che sale, insieme con il timore di vedersi sfuggire, chissà poi perché, la medaglia più pregiata, le altre che rimontano. Ma non c'è più tempo.
Grenot, Italia, 51.10, oro; Olha Zemlyak, Ucraina, 51.36, argento; Indira Terrero, Spagna, 51.38, bronzo. La britannica Christine Ohuruogu, la protagonista di mille rimonte pazzesche, una delle favorite della vigilia, è beffata, fuori dal podio, con lo stesso tempo del bronzo. Ma negli occhi c'è solo lei, Libania Grenot, che si veste di tricolore, che posa per i fotografi mimando il graffio, il gesto che da adesso le resterà appiccicato come un ruolo d'autore. Il graffio della panterita. (Fonte Fidal.it)
Quel Ferragosto da record: 25 anni fa lo storico primato di Lamberti nei 200 stile
Bonn, Europei di nuoto del 1989, finale dei 200 metri stile libero maschili. Un Ferragosto indimenticabile per lo sport italiano, ma soprattutto una data che rimarrà scolpita nella memoria di Giorgio Lamberti, il nuovo eroe del nuoto azzurro.
Il ventenne nuotatore bresciano, allievo di Alberto Castagnetti, vincendo la medaglia d’oro nella manifestazione continentale (cui aggiunse i titoli dei 100 metri stile libero e quello della staffetta 4x200) stabilisce il nuovo record del mondo, fermando il cronometro a 1’46”69, abbassando il precedente primato di 56 centesimi, detenuto dall'australiano Armstrong e stabilito un anno prima alle Olimpiadi di Seul.
Il suo straordinario record rimase imbattuto per dieci anni, il periodo più lungo della storia dei 200 metri, oltre ad essere l’unico primato mondiale maschile italiano in vasca lunga. Solo nel 1999, ai Giochi PanPacifici di Brisbane, nel corso della staffetta 4x200 metri, l’australiano Grant Hackett riuscì nell’impresa di abbassare ulteriormente il tempo. Un’impresa epica, ottenuta solo qualche mese prima della caduta del muro di Berlino.
Antonio Conte nuovo CT azzurro fino al 2016
Il Presidente Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente questa mattina definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà Antonio Conte alla FIGC fino al 31 luglio 2016, al termine della trattativa condotta nei giorni scorsi da Giulia Mancini per Antonio Conte e dall’Avv. Mario Gallavotti per la FIGC. Il nuovo C.T. ha condiviso con il Presidente Tavecchio il progetto di rilancio della Nazionale e il progetto di formazione dei nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale, con un forte impegno del C.T. nell’ambito del Settore Tecnico anche come coordinatore delle squadre giovanili, posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi.
Il contratto tra la FIGC e Antonio Conte prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione con un bonus per la qualificazione a EURO 2016, un ulteriore bonus in caso di miglioramento del Ranking FIFA di almeno 5 posizioni, e un terzo bonus in caso di partecipazione alla Finale Euro 2016. Contestualmente, la FIGC ha definito i termini di un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei propri sponsor con termini assai innovativi per la internazionalizzazione del marchio FIGC e la valorizzazione della Nazionale, e che prevedono anche l’utilizzazione dell’immagine del nuovo C.T. come testimonial, rendendo così possibile l’intera operazione.
La conferenza stampa di presentazione del nuovo C.T. è prevista per martedì prossimo 19 agosto alle ore 11.30 presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.
IL CURRICULUM DI ANTONIO CONTE
Nato il 31 luglio del 1969 a Lecce, Antonio Conte muove i primi passi nel mondo del pallone nel settore giovanile della squadra della sua città, il Lecce, nelle cui fila debutta anche in serie A il 6 aprile dell’86 – quando non aveva neppure compiuto 17 anni – contro il Pisa. Nel 1991 passa alla Juventus dove resterà per tredici stagioni a cavallo degli anni novanta e duemila, diventandone capitano e simbolo. Negli anni trascorsi in bianconero vince cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni UEFA con la sola eccezione della Coppa delle Coppe, competizione cui non ha mai partecipato.
Con la maglia della Nazionale partecipa al Mondiale 1994 perdendo in finale contro il Brasile; a causa di un infortunio, salta l'Europeo 1996, disputando invece il successivo (Euro 2000), concluso però in anticipo a causa di una lesione ai legamenti della caviglia destra, ma vincendo comunque la medaglia d’argento.
Nel 2006 inizia l'attività di allenatore nel Siena e nella stagione 2008-2009 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari. Passato sulla panchina della Juventus nell'estate del 2011, si aggiudica il titolo di campione d'Italia per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a Carlo Carcano e Fabio Capello. Vince anche la Supercoppa Italiana per due volte, la prima contro il Napoli, la seconda contro la Lazio. Con la Juventus taglia due traguardi storici: i 102 punti in campionato e l'imbattibilità casalinga, con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili. Oltre a Siena, Bari e Juve, guida anche l’Arezzo nella stagione 2006-2007 e Atalanta nel 2009-2010.
Russo si infortuna in allenamento: niente Giochi. Le prime foto dalla Cina
Brutta tegola sulla Ginnastica. Il romano Andrea Russo, impegnato in Cina con il Team Italia per i Giochi Olimpici Giovanili, si è infortunato questa mattina durante una fase di allenamento al volteggio. Il 17enne della S.G. Flaminio non ha completato la rotazione del suo avvitamento in fondo alla rincorsa dei 25 metri, completando il suo salto in una posizione scomposta. Da una prima risonanza magnetica, effettuata con la supervisione del Responsabile del Settore Sanitario del CONI, il dottor Stefano Dragoni, sembrerebbero interessati collaterale e crociato del ginocchio del ginnasta.
“Sono senza parole” ha scritto in un messaggio l'allenatore Marco Massara che era giunto a Nanchino insieme ad Andrea appena l'altro ieri. Sulla stessa lunghezza d'onda il responsabile del Settore di Ginnastica Artistica maschile, Paolo Pedrotti: “Appena ho avuto la notizia ho informato il Presidente Riccardo Agabio anche per predisporre l'accoglienza del ragazzo, che dovrà essere seguito dai medici federali. Per ora si è parlato di 40 giorni di fermo, ma saranno necessari ulteriori accertamenti. Intanto rimane la grande amarezza per un giovane serio che si era preparato tutta l'estate per questo appuntamento. Se l'incidente fosse accaduto durante la gara , pur nella sfortuna, sarebbe stato più accettabile. Farsi male così nel primo giorno di allenamento è, invece, una vera e propria beffa”.
Europei di Berlino, Vanelli 4° e Furlan 5° nella 10 km. La Bruni quinta nella 5 km
Dopo il bronzo di ieri, conquistato da Aurora Ponselé nei 10 chilometri femminili, sulla stessa distanza maschile sfiorano il podio sia Federico Vanelli che Matteo Furlan. Questa mattina, infatti, ai Campionati Europei di nuoto, in scena a Berlino, sulla distanza media in acque libere, la medaglia d'oro è andata all'olandese Ferry Weertman, che ha chiuso la gara in un'ora 49'56", davanti al tedesco Thomas Lurz (argento, in un'ora 49'59") e al russo Evgenii Drattcev
(bronzo, in un'ora 50'00"). Subito fuori dal podio, al quarto posto, Federico Vanelli (un'ora 50'02"), seguito da Matteo Furlan, quinto (un'ora 50'03"). Quindicesima piazza, infine, per il terzo italiano in gara, ovvero Simone Ruffini, che ha terminato le sue fatiche in 1h 50'12".
Isabelle Harle ha invece vinto la medaglia d'oro nella 5 chilometri femminile. La tedesca, con il tempo di 57'55"7, ha preceduto l'olandese Sharon Van Rouwendaal, argento in 58'29"9, e la spagnola Mirela Belmonte Garcia, bronzo in 58'41"4. La migliore delle tre azzurre in gara è stata Rachele Bruni, quinta in 58'56"3; dodicesima Isabella Sinisi in 1h00'48"9,
diciassettesima Giorgia Consiglio in 1h01'52"0.
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