Europei, Giorgi quinta nella 20 km di marcia. Vizzoni in finale. Gibilisco fuori: annuncia il ritiro
Elmira Alembekova ha vinto la 20 km di marcia agli Europei di atletica di Zurigo. La russa ha trionfato in 1h27'56'', precedendo l'ucraina Lyudmyla Olyanovska (1h28"07") e la ceca Anezka Drahotova (1h28'08"). La migliore delle italiane è stata Eleonora Giorgi (1h28'28''), quinta, mentre Eleonora Palmisano ha chiuso settima in 1h28'43".
Martello uomini - qualificazione
Nicola Vizzoni si fa trovare ancora una volta pronto al momento giusto. Il martellista toscano rompe il ghiaccio con 70,10, ma l'urlo e l'acuto arrivano subito dopo con 74,26, misura che, alla fine dei conti, lo installerà all'undicesimo posto in classifica. Quella di sabato pomeriggio (ore 15:00) sarà la dodicesima finale in una grande rassegna internazionale per il capitano della squadra azzurra. Oggi, intanto, l'iridato polacco Pawel Fajdek ha già messo le cose in chiaro con la migliore martellata di giornata, 77,45.
200m donne - batterie
In pista oggi si comincia con un sorriso. E' quello della toscana Irene Siragusa che stamattina deve partire due volte. Il primo start è, infatti, gelato dal brivido di una falsa partenza, ma la russa Vukolova se la cava con un cartellino giallo. Si torna sui blocchi, stavolta senza intoppi e la giovane tricolore assoluta si fa trovare prontissima al colpo di pistola (reazione 0.142). Si presenta sul rettilineo dove aggancia e difende la terza posizione sigillandola in 23.61 (+0.1, secondo miglior crono in carriera) dietro la britannica Bianca Williams (23.28) e l'ucraina Nataliya Strohova (23.47). Promossa direttamente in semifinale come Marzia Caravelli che, nella quarta batteria vinta dall'olandese Jamile Samuel (23.10), prende il treno per il quarto posto in 23.27 (-0.4). L'ostacolista pordenonese arriva così ad 11 centesimi dal personale sul mezzo giro di pista. Stasera in semifinale ci sarà anche Martina Amidei, quinta nell'ultima batteria, ma il suo 23.64 (+0.1) è buono per rientrare tra i quattro tempi di recupero. Per la cronaca, le più veloci del primo round sono la neo campionessa d'Europa Dafne Schippers (22.73/+0.1) e la britannica Dina Asher-Smith (22.75/+0.1).
Salto con l'asta uomini - qualificazione
Niente da fare per Giuseppe Gibilisco. Il campione del mondo di Parigi 2003 esce di scena dal Letzigrund con tre nulli ai 5,40 della misura d'entrata. Il primo salto è meno di un accenno, al secondo l'astista azzurro abbatte con il petto l'asticella che cade inesorabilmente anche all'ultimo tentativo a disposizione. "Purtroppo è accaduto quello che era successo l'anno scorso ai Mondiali di Mosca: tre nulli alla misura d'entrata. Forse un po' di instabilità tecnica, forse qualcos'altro. Per ogni atleta arriva il momento in cui bisogna dire 'basta', e questo è il mio. E' da tempo che ci rifletto. Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di essere qui, e la FIDAL. Mi dispiace perché l'idea non era di andarmene con tre nulli alla misura d'entrata. Spero di aver lasciato bei ricordi ed emozionato nei miei anni migliori. Grazie all'atletica ho imparato tante cose, ho girato il mondo e conosciuto tante culture che altrimenti non avrei mai sfiorato. Grazie a tutte le persone che mi sono state vicino".
200m donne - semifinale
Martina Amidei si batte bene, come suo solito. L'avvio è eccellente (0.138) ma l'impresa, dalla prima corsia, appare immediatamente impossibile: il suo 23.51 (ottavo posto) è comunque peggiore del limite personale (il 23.49 realizzato a Rovereto) di appena due centesimi di secondo. Marzia Caravelli toglie altri quattro centesimi allo stagionale realizzato in batteria, correndo in 23.23 (v. -0.6). E' l'ennesimo segnale della buona condizione dell'ostacolista friulana, quinta nella semifinale vinta dall'olandese Dafne Schippers in 22.48. Ad Irene Siragusa, settima nella terza semifinale, manca probabilmente un riferimento davanti a sé, ma molto più probabilmente comincia ad affiorare anche un pizzico di stanchezza (quarta gara europea, dopo due turni nei 100 e ed altrettanti nella distanza doppia): in ogni caso, chiude in 23.50 (+0.3, settimo posto), abbassando di un decimo pieno il crono della batteria di stamattina. Alle ragazze in azzurro resta adesso l'appuntamento con una staffetta che, viste le premesse, ed al netto di difficoltà nei cambi, può aspirare ad un posto in finale.
110hs - semifinale
Non ne aveva, Paolo Dal Molin, e purtroppo si è visto. La sua semifinale è durata poco, probabilmente quattro barriere. Poi, la carenza di lavoro sulle gambe ha avuto la meglio dell'ariete azzurro, il cui ritorno in Nazionale, nonstante i postumi dell'infortunio patito agli Assoluti, va comunque salutato con apprezzamento. La semifinale dell'italiano la vince il britannico Sharman, con il personale portato a 13.16 (+0.4); Dal Molin è in linea con i primi per almeno quattro intervalli, poi l'azione si fa meno incisiva nella corsa, e più aerea nel passaggio delle barriere, fino al 13.72 conclusivo. Nell'altra semifinale, Pascal Martinot-Lagarde è regale nella parte centrale di gara, poi si rilassa, e percorre poi addirittura l'ultimo tratto sul piano festeggiando fino al 13.17 conclusivo (-0.3).
400hs donne - semifinale
Yadis Pedroso è brava a centrare l'appuntamento con la finale europea, al pirmo grande appuntamento in maglia azzurra della carriera. L'ucraina Anna Titimets scappa via nella semifinale dell'italiana, e va a vincere in 54.90; la russa Davydova (55.69) soffia la seconda piazza alla Pedroso (56.07), ma il terzo posto consente il comodo passaggio diretto del turno. Appuntamento in finale sabato sera. Il miglior tempo dele semifinali è della britannica Child (54.71), altra pretendente per l'oro; la Pedroso ha l'ottavo tempo.
Giavellotto uomini - qualificazioni
Esperienza negativa per Norbert Bonvecchio, l'erore di Braunschwig (in Coppa Europa suonò la carica azzurra nella seconda giornata, con un primo lancio oltre gli 80 metri). Il trentino non va oltre i 69,38 (serie: N; 69,38; 68,83, sedicesimo posto nel gruppo), in un pomeriggio in cui, nel suo gruppo, nessuno va oltre gli 81 metri che segnano la misura di ammissione diretta alla finale. Per la cronaca, va detto che Bonvecchio, quest'anno non aveva mai lanciato al di sotto dei 70 metri (70,88 la misura di qualificazione agli Assoluti di Rovereto).
World Grand Prix - Domani l'Italia sfida la Russia
Giornata di vigilia per la nazionale italiana femminile, chiamata domani ad affrontare le campionesse Mondiali ed Europee della Russia (ore 18.10 italiane). La sfida contro le padrone di casa aprirà la tre giorni di gare decisiva per le azzurre, che nell’ultimo week end della fase a gironi del Grand Prix sono in cerca dei punti necessari per qualificarsi alla Final Six (Tokyo, 20-24 agosto). Oltre alla Russia, Piccinini e compagne sabato si troveranno di fronte la Germania di Giovanni Guidetti (ore 15.40) e domenica la Turchia di Massimo Barbolini (ore 15.40). L’obiettivo è fare più punti possibili per guadagnare almeno una posizione e classificarsi tra le prime quattro della graduatoria generale, al momento l’Italia occupa la quinta posizione (10 p.).
Per le ragazze di Bonitta sarà quindi molto importante partire bene già dal match contro la Russia. Un gara difficile soprattutto considerando le qualità della formazione guidata da Marichev, che ha nelle doti fisiche e nella potenza in attacco le sue armi migliori. Non a caso le russe lo scorso anno sono tornate sul tetto d’Europa e si sono aggiudicate le ultime due rassegne iridate, titolo che proveranno a difendere nel Mondiale italiano tra poco più di due mesi, quando potranno contare anche sull’opposto Gamova, in questi giorni aggregata al gruppo ma non utilizzabile.
L’ultimo precedente tra Italia e Russia risale alla scorsa edizione del World Grand Prix e a vincere furono le russe: 3-1 a Ekaterinburg.
“Sono sicura che sarà una bella partita. - le parole alla vigilia di Monica De Gennaro - La Russia è una delle migliori squadre al mondo che ha grandi individualità ed è fortissima sia a muro che in attacco. Noi dovremo essere brave a mantenere sempre alta sia l’intensità che l’aggressività, non solo contro le russe ma anche negli altri match contro Germania e Turchia.”
Il libero azzurro parla poi di quest’inizio del Grand Prix: “Ci stiamo integrando molto bene, siamo un bel gruppo che ha bisogno di migliorare un po’ nella costanza di gioco. Io sono molto contenta della fiducia che il ct mi ha dato e ce la sto mettendo tutta per ripagarlo.”
“La Final Six è un traguardo al quale teniamo moltissimo. - termina De Gennaro - Io ho avuto la fortuna di viverla lo scorso anno ed è stata un’esperienza molto importante, perché hai l’opportunità di confrontarti contro l’élite mondiale. Giocare cinque partite di così alto livello sarebbe davvero un test molto utile, soprattutto in vista del Campionato Mondiale italiano”.
Nella giornata di oggi l’Italia ha svolto una seduta in sala pesi e in serata si allenerà nel palazzetto di gioco, lo Yantarny Sports complex: impianto che può contenere fino a 7000 spettatori.
PRECEDENTI - 59 gli incontri disputati tra Italia e Russia con 16 vittorie azzurre.
Il Calendario delle Azzurre - Pool H (Kaliningrad, Russia): 15/8 Russia-Italia (ore 18.10), 16/8 Italia-Germania (ore 15.40), 17/8 Italia-Turchia (ore 15.40).
CLASSIFICA GENERALE - Brasile 18, Turchia e Cina 13, Serbia 11, Italia 10, Stati Uniti e Corea del Sud 9, Germania 8, Russia 7, Giappone 5, Rep.Dominicana 3, Thailandia 2.
Europei, azzurre quarte anche nel team free
Azzurre quarte anche nel team free. I preliminari della seconda giornata dei campionati d’Europa di nuoto sincronizzato stanno cominciando a segnare le gerarchie. C’è ancora tempo per definire le classifiche, bisognerà aspettare le finali di sabato e domenica, ma qualcosa sta già cambiando. Il nuovo regolamento e i nuovi criteri di giudizio (uno su tutti quello dei singoli elementi) si vedono. L’Italia spera di guadagnarci qualche punto in più, considerata l’esecuzione dei suoi esercizi che possono essere comparati a quelli spagnoli e ucraini. Intanto blinda il quarto posto.
Le ragazze di Roberta Farinelli entrano in acqua per prime. Elisa Bozzo, Beatrice Callegari, Camilla Cattaneo, Francesca Deidda, Manila Flamini, Mariangela Perrupato, Danila Schiesaro e Sara Sgarzi. Le musiche sono quelle del Macbeth, già ascoltate a Barcellona. Pronte, via e Manila Flamini viene lanciata in alto (capriola), nella seconda parte si fanno notare i salti contemporanei di Manila Flamini e Dalila Schiesaro e a chiudere una bella uscita di Francesca Deidda, che viene alzata da Manila Flamini, a sua volta sorretta dal gruppo che fatica sottacqua. Applausi e 88.9333 punti: 26.7000 per l’esecuzione, 35.7333 per l’impressione artistica e 26.5000 per gli elementi.
“Siamo un bel gruppo, amiche unite e affiatate. Sempre insieme, anche quando usciamo”, parola di capitano, Manila Flamini. “Facciamo della forza fisica il nostro punto di forza”. Il lavoro teatrale iniziato quest’anno con l’attore di arte drammatica e regista Enrico Zaccheo è già stato percepito e comincia a dare risultati. “La collaborazione con Enrico ci aiuta molto – continua Manila – e migliora l’espressività, la visione globale e così aumenta anche la fiducia reciproca”.
L’Ucraina rovina un’altra volta la giornata alla Spagna e fa diventare straordinaria la propria. Come questa mattina con il doppio, oggi pomeriggio con la squadra l’Ucraina è seconda: Ananasova, Grechykhina, Kondrashova, Sabauda, Sadurska, Savchuk, Sydorenko e Voloshyna (la singolista che non salta una gara) chiudono con 92.7000; le spagnole Basiana Canellas, Cabello Rodilla, Carbonell, Crespi Yaume, Levj Sellares, Mass Pujadas, Salvador Gonzalez, Klamburg che nuotano subito dopo si fermano a 91.7667. Le russe sono prime, anche con un punteggio alto, se si pensa ai nuovi parametri: 96.0333. Domani, ferragosto, complice il rest day del nuoto in acque libere, il nuoto sincronizzato è l’unica disciplina in gara all’Europeo. Ultimo turno preliminare: alle 10 il solo libero e alle 18 il combo.
Bettini nella storia, 10 anni fa il primo oro olimpico azzurro su strada
- CICLISMO
Uno straordinario campione, Paolo Bettini, conquista Atene e regala all’Italia il primo oro olimpico azzurro nel ciclismo su strada dal 1992 dopo quello di Casartelli a Barcellona 1992.
Sono passati dieci anni da quel trionfo olimpico entrato nella storia. Caparbio e voglioso di prendersi quell’oro sfuggitogli nel 2001 ai Mondiali di Lisbona - dove si dovette accontentare della piazza d’onore dietro allo spagnolo Oscar Freire - Bettini centra una vittoria voluta e cercata, con la testa e con i muscoli, frutto di una strategia pianificata con il Ct Franco Ballerini e con la collaborazione di una squadra perfetta.
Il ciclista di Cecina, sulla salita del Licabetto, a venti chilometri dal termine, mette a segno lo strappo decisivo che spacca il gruppo, fa il vuoto e batte allo sprint il portoghese Sergio Paulinho, l’unico avversario in grado di tenergli testa.
Nella volata finale, partita quasi in surplace, i due ciclisti prima si studiano e poi si lanciano verso l’arrivo. Il lusitano è in testa, ma Bettini, mai domo, piazza l’affondo decisivo che lo consacra campione olimpico dopo cinque ore di autentica battaglia. Al traguardo è un crescendo di emozioni che sfociano nelle lacrime di un atleta che tra il Tempio di Zeus Olimpico ed il Partenone realizza il suo sogno a cinque cerchi.
La leggenda dei Montano, Aldo consacra ad Atene una famiglia d'oro
Ci voleva un livornese doc, figlio d’arte, per riportare in Italia la medaglia d’oro nella prova individuale di sciabola.
Aldo Montano, ottantaquattro anni dopo il trionfo di un altro livornese, Nedo Nadi, ai Giochi di Anversa del 1920, regala all’Italia un‘emozione indimenticabile, figlia di una finale al cardiopalma con l’ungherese Zsolt Nemcsik.
Il magiaro ad una stoccata dalla vittoria (14-13), viene letteralmente ipnotizzato dalla classe e dal coraggio di Montano, che prima pareggia i conti e poi mette la “botta” decisiva che lo incoronerà campione olimpico.
Un mix di talento, sfacciataggine e rischio, che lo sciabolatore azzurro sciorinerà per tutto il torneo e che culminerà con le note dell’inno di Mameli e quel tricolore portato sul podio con inciso, a pennarello, il prefisso telefonico della città labronica.
Aldo, non ancora 26enne, fa parte di quell’ultima generazione della formidabile famiglia Montano che continua a regalare all’Italia emozioni olimpiche nella scherma.
Qualificazioni Euro 2015, l'Italia vince in Russia
Priva di molte delle sue stelle (Belinelli, Gallinari, Bargnani), l’Italia di Simone Pianigiani compie un’impresa andando a vincere in Russia nel primo match di qualificazione per gli Europei del 2015.
Gli Azzurri si sono imposti sui padroni di casa per 65 a 63 dopo che hanno inseguito per tre quarti di partita. Da incorniciare la prova di Alessandro Gentile: il capitano dell’Olimpia Milano ha messo a referto 20 punti accompagnati da 3 rimbalzi e 2 assist. La guardia dell’Italia ha tenuto a galla i propri compagni quando i ragazzi di Pianigiani facevano fatica a trovare la via del canestro. Buono il contributo di Capitan Datome, 11 punti e 8 rimbalzi, e di Cinciarini ed Aradori, quest’ultimo freddissimo in un finale al cardiopalma.
Immarcabile il centro Timofej Mozgov, leader dei Denver Nuggets in Nba: per il gigante di Leningrado 17 punti e dieci rimbalzi oltre ad una presenza costante nel perimetro. Ora l’Italia scenderà in campo contro la Svizzera, terza squadra del girone, sabato 17 agosto a Sassari.
Ad applaudire gli Azzurri a Mosca anche il Presidente Fip Giovanni Petrucci, che a fine gara ha ricevuto la telefonata di complimenti del Presidente del CONI Malagò.
“Una vittoria importante – commenta il CT Simone Pianigiani – ottenuta grazie ad un grande atteggiamento e alla maturità dei ragazzi. Siamo stati bravi a resistere all’impatto fisico dei russi e ad un metro arbitrale tosto. Abbiamo fatto un grande sforzo per tenere la Russia a punteggio basso e allo stesso tempo abbiamo mantenuto la fiducia in noi stessi e nel nostro gioco anche quando le percentuali non ci sorridevano. Sotto di 10 punti siamo rimasti a combattere mettendoci tutti qualcosa in più: come Ale Gentile, che ha stretto i denti ed è voluto rientrare per le giocate decisive e come Cusin che ha avuto qualche problema in settimana. Sapevamo che era importante vincere ma sapevamo anche che questa è solo una delle quattro finali che devono portarci all’Europeo. Ora vogliamo meritarci la qualificazione passando per le gare di Cagliari e quella di Bellinzona”.
Europei, Aurora Ponselé bronzo nella 10 km. Ercoli quarto nella 5 km
Si apre con una medaglia l'Europeo dell'Italia a Berlino. Aurora Ponselé, numero 128 al braccio, chiude terza la 10 chilometri di nuoto di fondo nel bacino "Regattastrecke Grunau" dopo essere stata per lunghi tratti alla guida del gruppo. Prima l'olandese Van Rouwendaal e seconda l'ungherese Risztov. Sesta Rachele Bruni e decima Martina Grimaldi.
L'azzurra, esordiente nella prova olimpica, ha espresso la propria soddisfazione con vista Rio 2016. "Sono contenta anche se sognavo la medaglia d'oro. Ho impresso il mio ritmo sin dall'inizio perché sapevo che dovevo estraniarmi dal gruppo ed evitare la lotta. Sono riuscita a sgusciare via prendendo una traiettoria esterna che, seppur più lunga, mi ha permesso di nuotare in solitario. Ho raggiunto un buon vantaggio, ma nel terzo tratto ho pagato la fatica, abbassato il ritmo e consentito al gruppo di rientrare".
Ai 2.500 metri Ponselè aveva un vantaggio di venti secondi e ai 5.000 metri di undici secondi. Poi è stata affiancata e superata dalla francese Aurelie Muller, battuta allo sprint per il bronzo con un vantaggio di sette decimi. "Quando il gruppo è tornato su di me ho temuto di non tenere il passo - continua Ponselè - Invece sono riuscita a restare in scia a chi si è avvicendata in testa e a conquistare la medaglia. E' stata una gara intensa. Aspiravo alla medaglia d'oro e mi ritrovo un bronzo pieno di esperienza comunque importante. La prossima volta doserò meglio le energie; del resto sono ancora alle prime gare internazionali e l'obiettivo è crescere il più possibile in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro".
Nella 5 km maschile Simone Ercoli si è invece piazzato al quarto posto. L'azzurro ha
chiuso in 54'12''3 nella gara che il britannico Daniel Fogg (53'41''4) ha vinto davanti ai tedeschi Rob Muffels (54'01''8) e Stefan Lurz (54'02''6). Sesto Nicola Bolzonello (54'33''9) e nono Luca Ferretti (54'58''3).
Europei di Zurigo, Rubino 8° nella 20 km di marcia. Meucci 6° nei 10 mila metri
Miguel Angel Lopez ha vinto la medaglia d'oro nella 20km di marcia agli Europei di Atletica che hanno preso ieri il via a Zurigo. Con il tempo di 1h19'44" lo spagnolo ha preceduto di un secondo il campione mondiale in carica
Aleksandr Ivanov e un altro russo, Denis Strelkov, rispettivamente argento e bronzo. Giorgio Rubino - quinto ai Mondiali di Osaka 2007, e 1h20'44" di primato stagionale ottenuto a maggio nella Coppa del Mondo di Taicang - ha chiuso all'ottavo posto. Rubino ha chiuso la propria prestazione in 1h22'07". Per quanto riguarda gli altri italiani in gara, Matteo Giupponi è 19° (1h25'04"), Massimo Stano 26° (1h29'14").
Doppietta britannica, invece, nella finale dei 10000 metri maschili agli Europei di Zurigo. A vincere l'oro è il campione olimpico Mohamed Farah, che con il crono di
28'08"11 ha preceduto il connazionale Andy Vernon, argento in 28'08"66. Bronzo per il turco Ali Kaya (28'08"72). Daniele Meucci ha chiuso al sesto posto (28'19"79), Stefano La Rosa all'ottavo (28'49"99).
Questi gli altri risultati degli azzurri in gara oggi:
100m uomini - semifinale
Fabio Cerutti si difende bene. Non passa, ma la sua prova merita la sufficienza. E' quinto in 10.36 (-0.8), quattro centesimi meglio della batteria, con un tempo che è il suo secondo dell'anno dietro il 10.27 ottenuto in maggio a Gavardo. Va fuori anche Delmas Obou, sesto nella terza semifinale con 10.41 (-1.1), meno brillante di ieri in batteria (aveva corso in 10.32, anche se il metro d'aria conta sicuramente qualcosa). La fase di accelerazione non è granché, purtroppo, nonostante il buon 0.121 di reazione allo sparo, ed il recupero successivo non basta a colmare il gap. Il britannico Dasalou è il più veloce con 10.04, lo segue il francese Christophe Lemaitre, 10.10. Manca all'appello Jimmy Vicaut, che rinuncia, come trapelato fin dalla serata di ieri. Finale alle 21.40 (anche se il programma, visti i ritardi, appare sempre meno affidabile).
Triplo donne - qualificazioni
Non può bastare il vento contrario superiore al metro, per spiegare il 13,06 ottenuto da Darya Derkach nelle qualificazioni del triplo. L'azzurra non riesce ad esprimere in nessuno dei tre tentativi a disposizione il suo potenziale, finendo ventunesima sulle ventidue iscritte. In testa, ad Olha Saladuha basta un salto da 14,42 per archiviare la questione e prenotare l'oro.
400m uomini - semifinale
Matteo Galvan lascia sulla seconda corsia della pista del Letzigrund le speranze di entrare nei magnifici otto europei. Il vicentino è sesto nella sua semifinale, in 46.32, tempo che non può lasciar spazio alla fantasia, oltre ad essere piuttosto distante anche dallo stagionale di 45.58 (realizzato agli Assoluti di Rovereto). Purtroppo è un esame senza appello, e i progressi evidenziati alla fine di luglio finiscono per dissolversi nell'occasione più importante della stagione. Il britannico Hudson-Smith guida l'elenco dei finalisti con 45.30; l'ultimo tempo di ripescaggio è 45.47, ma passa per ammissione diretta anche il tedesco Gaba, 46.01. Galvan è diciassettesimo nel turno.
400m donne - semifinale
Libania Grenot conquista la finale dei 400 metri con una prova che lascia ben sperare per l'esito del turno decisivo. Il sui 51.47 vale il secondo posto sia nella semifinale, sia nella lista delle promosse, alle spalle dell'ucraina Olha Zemlyak (51.24). L'azzurra corre molto bene: ottimo avvio, e transito ai 200 metri in netto vantaggio; la situazione non cambia nella seconda curva, con l'italiana davanti, inseguita dall'ucraina. Nel rettilineo conclusivo, la Zemlyak ricuce lo svantaggio, ma la Grenot dà la sensazione di essere in pieno controllo, e di non spingere fino in fondo per evitare il sorpasso, vista la qualificazione ormai ottenuta. Bravissima. Dopodomani, giorno di Ferragosto, alle 19.10, il confronto decisivo. Niente da fare per Chiara Bazzoni, apparsa spenta in questo secondo turno. Partenza molto accorta, e finale con un pizzico di difficoltà, fino al 53.50 conclusivo, lontano dal 52.19 della batteria. Ma il suo traguardo, la toscana, l'aveva già raggiunto. Ora, la staffetta.
100m donne - semifinale
Le italiane lasciano il torneo dello sprint nel penultimo round. Audrey Alloh sfiora di nuovo il personale, correndo in 11.45 (v. 0.0), ma non basta per andare oltre il settimo posto della sua semifinale. Niente da fare anche per Irene Siragusa, ottava in 11.53 (+0.6). Il vento diventa protagonista: Dafne Schipers se ne avvantaggia, corendo in 11.08; Myriam Soumaré ne risulta penalizzata, visto che il suo 11.17 è realizzato con quasi due metri al secondo d'aria in faccia (-1.9). Tra meno di due ore, la finale.
400hs uomini
Non c'è spazio per Leonardo Capotosti nella finale del giro di pista con barriere. L'approdo all'ultimo turno era in effetti una chimera per il ternano (a conti fatti, sarebbe stato necessario correre in 49.16), bravo comunque ad avvicinare ancora il suo primato personale. Il 50.21 (quinto posto nella prima delle tre semifinali) dista appena 4 centesimi dallo stagionale, e quindici dal personale, anche se tiene l'azzurro ancora al di sopra del muro dei 50 secondi, mai abbattauto in carriera. L'estone Rasmus Magi è il più veloce del turno - e finora della rassegna in questa specialità - con un 48.54 che è anche la miglior prestazione europea dell'anno e il record nazionale. Nella sua semifinale in tre vanno al di sotto dei 49 secondi (il russo Chalyy, 48.69, e il tedesco Franz, 48.96), altro dato da segnalare
800m donne
Non trova sbocchi, Marta Milani. Anche a Zurigo la storia non prende l'evoluzione sperata: la bergamasca va fuori subito, al termine di una gara ultratattica, in 2:05.64. Il primo giro è poco più che una passeggiata (1:03.00), con la Milani che cerca spazio lungo impossibili linee interne. Quando le altre cambiano ritmo, l'italiana prova a reagire, ma appare subito chiaro che non c'è spazio per le speranze.
110hs
Promozione alle semifinali per Paolo Dal Molin, quarto nella batteria in 13.54 (a sette centesimi dallo stagionale ottenuto agli Assoluti di Rovereto). Il piazzamento costringe l'azzurro al ripescaggio con i tempi (vince il francese Dimitri Bascou in 13.35), ma tanto basta comunque per la promozione. Buon avvio, e, al di là di un relativo eccesso di attenzione nel passaggio delle barriere (l'esperienza deve aver insegnato qualcosa al nostro) traspare una certa efficienza. Ovvero, una risposta positiva rispetto ai dubbi e alle incertezze della vigilia. Va fuori invece, e per un solo centesimo, Hassane Fofana, che firma con 13.55 (quarto posto nell'ultima batteria, vento +0.7) il proprio primato personale. Il bergamasco è davvero bravo, lotta, sfiora la qualificazione - di fatto lo elimina Dal Molin - e dimostra di aver compiuto un altro passo avanti sulla strada della maturazione. Non ce la fa nemmeno il 20enne Lorenzo Perini, ma il 13.77 finale (vento -0.7), tempo che vale il quinto posto nella batteria del fenomeno Pascal Martinot-Lagarde (13.29), è un risultato che va comunque sottolineato, non solo per le condizioni ambientali in cui è stato ottenuto. Il personale è distante appena 7 centesimi, a dimostrazione di una solidità caratteriale che fa ben sperare per il futuro.
400hs donne
Ce la fa anche Yadisleididy Pedroso. La batteria va in archivio con il terzo posto (grazie ad un tranquillo 56.75) e con la promozione alle semifinale di domani pomeriggio (ore 18.10). L'azzurra parte bene, molto decisa, e svolge il suo compito ritmico senza particolari problemi (16 appoggi fino al sesto ostacolo, prima del cambio). All'interno, l'ucraina Anna Titimets, una delle favorite per l'oro, guadagna subito spazio, andando a vincere in 55.77 (tutti tempi ottenuti sulla pista bagnata e sotto una leggera pioggia); seconda piazza per la tedesca Klopsch, 56.23, ma la Pedroso appare abbastanza in controllo negli ultimi due intervalli e nei 40 metri finali. Migliore del turno, è la britannica Child, 55.32, l'italiana ha l'ottavo crono tra le sedici qualificate.
Alto uomini
Due azzurri nella finale dell'alto. La qualificazione promuove Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi, che volano nel turno per le medaglie al termine di una prova difficile, condizionata dalla pioggia a tratti battente. Fassinotti ce la fa superando l'asticella a 2,23 (al secondo tentativo), l'ultima resasi necessaria per concludere il turno. Sull'altra pedana, Tamberi non riesce a valicare la stessa altezza, ma finisce per guadagnare il passaggio del turno grazie al percorso immacolato fino a 2,19. Alla fine, sono 14 i promossi alla finale, in programma il giorno di Ferragosto. Tra le superstar, Bondarenko lo fa con un solo salto in tutta la gara, a quota 2,23, mentre Ukhov sceglie di confrontarsi anche con le misure precedenti (tutte superate alla prima).
100m donne - semifinale
Le italiane lasciano il torneo dello sprint nel penultimo round. Audrey Alloh sfiora di nuovo il personale, correndo in 11.45 (v. 0.0), ma non basta per andare oltre il settimo posto della sua semifinale. Niente da fare anche per Irene Siragusa, ottava in 11.53 (+0.6). Il vento diventa protagonista: Dafne Schipers se ne avvantaggia, corendo in 11.08; Myriam Soumaré ne risulta penalizzata, visto che il suo 11.17 è realizzato con quasi due metri al secondo d'aria in faccia (-1.9). Tra meno di due ore, la finale.
400hs uomini
Non c'è spazio per Leonardo Capotosti nella finale del giro di pista con barriere. L'approdo all'ultimo turno era in effetti una chimera per il ternano (a conti fatti, sarebbe stato necessario correre in 49.16), bravo comunque ad avvicinare ancora il suo primato personale. Il 50.21 (quinto posto nella prima delle tre semifinali) dista appena 4 centesimi dallo stagionale, e quindici dal personale, anche se tiene l'azzurro ancora al di sopra del muro dei 50 secondi, mai abbattauto in carriera. L'estone Rasmus Magi è il più veloce del turno - e finora della rassegna in questa specialità - con un 48.54 che è anche la miglior prestazione europea dell'anno e il record nazionale. Nella sua semifinale in tre vanno al di sotto dei 49 secondi (il russo Chalyy, 48.69, e il tedesco Franz, 48.96), altro dato da segnalare.
Europei, tre quarti posti per le Azzurre
Tre su tre. Nella giornata più lunga e difficile dell'Europeo di nuoto sincronizzato, la prima, che ha visto tutte le atlete impegnate per quasi dodici ore, l'Italia fissa tre quarti posti nella routine tecnica. Soddisfacente l'avvio, considerando che qui a Berlino i punteggi tecnici conteranno fino alla fine, anche in finale. Dopo il singolo di Linda Cerruti e il doppio Linda Cerruti-Costanza Ferro, anche la squadra (8 + 4 riserve) conferma il quarto posto. L'Ucraina supera la Spagna di sette decimi di punto ed è seconda. La Russia non sbaglia una mossa e guida il ranking del team tecnico con 92.9268 punti.
Le otto in acqua Elisa Bozzo, Camilla Cattaneo, Linda Cerruti, Francesca Deidda, Costanza Ferro, Manila Flamini, Mariangela Perrupato e Sara Sgarzi. Le quattro riserve Beatrice Callegari, Dalila Schiesaro, Alessia Pezone e Federica Sala. Hanno provato le figure fino a pochi minuti prima dell'inizio della gara. Seguite a bordo pscina da tutto lo staff. Sono state decime ad esibirsi, dopo di loro soltanto Grecia e Gran Bretagna. Hanno nuotato 3'01". Hanno ricevuto 86.1961 punti. "Esercizio abbastanza buono con qualche sfumatura da rivedere - commenta il CT Patrizia Giallombardo - e nel complesso giornata positiva. Forse potevamo ricevere qualche punto in più con la squadra e con il doppio. Credo che lo meritassimo. La differenza con le altre non mi è sembrata così marcata".
Squadra tecnica - classifica
1. Russia 92.9268 (28.9000, 28.5000, 35.5268)
2. Ucraina 90.0817 (27.7000, 27.8000, 34.5817)
3. Spagna 90.0133 (27.9000, 27.6000, 34.5132)
4. Italia 86.1961 (26.6000, 26.5000, 33.0961)
PROGRAMMA GARE
14 agosto: ore 10 preliminari duo libero, ore 18 preliminari squadra libera
15 agosto: ore 10 preliminari solo libero, ore 18 preliminari libero combinato
16 agosto: ore 10 finale duo libero, ore 18 finale squadra libera
17 agosto: ore 10 finale solo libero, ore 18 finale libero combinato
Gli Azzurri per i Mondiali in Normandia
Ecco la squadra azzurra per i Mondiali di Sport Equestri in programma in Normandia dal 24 agosto al 7 settembre.
Attacchi – Capo equipe: Antonio Broglia. A titolo individuale Carlo Mascheroni (Annibal, Billy, Bjorn, Freedom, Intro, Okay).
Completo – Tecnico Magg. Andrea Mezzaroba. La rappresentativa italiana era già stata annunciata lo scorso 21 luglio, il tecnico ha convocato l’agente Polizia Penitenziaria Evelina Bertoli (Leitrim Orient Express); Stefano Fioravanti (Nodin d’Orval); Alberto Giugni (Sportsfield Quality); 1° aviere scelto Vittoria Panizzon (Borough Pennyz + riserva: Merlots Magic); Giovanni Ugolotti (Stilo Kontika). Marco Biasia dovrà rinunciare al mondiale a causa di un lieve infortunio al suo Tatchou.
Dressage – Capo Dipartimento Laura Conz: Federica Scolari (Beldonwelt); Assistente capo Polizia Penitenziaria Ester Soldi (Harmonia); Leonardo Tiozzo (Randon); Carabiniere scelto Valentina Truppa (Fixdesign Eremo del Castegno).
Endurance – Tecnico Ugo Sacco: Carolina Asli Tavassoli (Soraya du Barthas); Carlo Di Battista (Fonni); Simona Garatti (Santa du Sauveterre); Costanza Laliscia (Philo des Pins); Daniele Serioli (Pika de Cordonne). Riserve Giampiero Ricci (Forresth); Vincenzo Abbruzzese (Lazzaron).
Reining: Tecnico Filippo Masi de Vargas: Stefano Angelucci (Ab Captain Badger); Pietro Artinghelli (Samurai Snap); Manuel Cortesi (Pc Sliderina for me); Stefano Ferri (Roosternic); Gennaro Lendi (Piccolo Spanish); Giuseppe Prevosti (Boemil Twin Robotop).
Salto ostacoli – Tecnico Hans Horn: Lorenzo De Luca (Evita van de Veldbalie); Juan Carlos Garcia (Bonzai Van de Warande); Agente del Corpo Forestale dello Stato Emanuele Gaudiano (Cocoshynsky); Luca Maria Moneta (Neptune Brecourt); Fabio Brotto (R-Gitana).
Volteggio - Responsabile Dipartimento Vanessa Ferluga: Categoria individuale femminile: Anna Cavallaro (Harley – Long. Nelson Vidoni); Silvia Stopazzini (Lugano 330 Long. Laura Carnabuci). Squadra senior: Eliana Arcioni; Beatrice Bianchini; Francesco Bortoletto; Luna Cassanmagnago; Valeria Gavazzi; Silvia Stopazzini. Riserva: Nina Gurgoglione (Andokan – Long. Laura Carnabuci).
Horseball – Coordinatore Dipartimento Maurizio Percia: Due squadre italiane parteciperanno alla dimostrazione della disciplina. Squadra Femminile: Maddalena Castello; Margherita Josi Paglieri; Rebecca Parisi; Clara Pigazzi; Chiara Trivellone. Squadra Maschile: Alessio Cilli;Guglielmo Menduni; Jacopo Oriani;Fausto Sforza; Filippo Verducci.
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