Di Biagio: “Vincere l’Europeo per andare a Rio 2016 da protagonisti”
“Vogliamo arrivare alle Olimpiadi da protagonisti e questo significa arrivare in finale o magari vincere l'Europeo”. Vola alto Luigi Di Biagio e, dopo essere riuscito a portare la Nazionale Under 21 alla fase finale del Campionato Europeo, fissa nuovi ambiziosi traguardi per la sua squadra: “Siamo partiti da zero – ha ricordato il tecnico al microfono di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Uno - i ragazzi sono cresciuti e hanno cominciato a giocare nei loro club. Abbiamo raggiunto un obiettivo che sembrava impensabile in un girone con Belgio e Serbia”. Un cammino esaltante quello degli Azzurrini, capaci di conquistare il primo posto in un gruppo di ferro per poi ottenere il pass per l’Europeo nel play off con la Slovacchia: “Adesso abbiamo altri 7/8 mesi in cui ci sarà un'ulteriore crescita dei ragazzi, siamo entusiasti e ottimisti".
All’inizio della sua avventura sulla panchina dell’Under 21, Di Biagio poteva contare su un solo titolare in Serie A (Bardi), mentre adesso quasi tutti i protagonisti della qualificazione all’Europeo giocano con continuità nelle rispettive squadre di club: “Sono al quinto anno in Federazione, abbiamo una rete di osservatori ampia che copre tutto il territorio. Io e i miei collaboratori andiamo a vedere i giocatori che ci interessano e abbiamo puntato su un gruppo. I vari Belotti, Bernardeschi, Berardi li conosciamo da cinque anni, abbiamo puntato su di loro prima che i loro club li facessero giocare e siamo contenti di non esserci sbagliati". In Italia i giovani faticano a trovare spazio e negli ultimi anni le nazionali sono diventate una preziosa vetrina per mettersi in mostra: “I grandi club stanno facendo pochissimo. E' un costume tutto italiano quello di poter pensare di fare l'affare con lo straniero, mentre ai nostri ragazzi non viene data la possibilità di sbagliare. E' un dato di fatto e allora è meglio che giochino in provincia piuttosto che fare panchina in una grande. La differenza la fa il minutaggio, il ritmo".
Sergio Bianchetto e Angelo Damiano, un tandem d'oro
Un binomio olimpico, per una vittoria da manuale. Sergio Bianchetto ed Angelo Damiano il 20 ottobre del 1964 conquistano l’oro nel tandem ai Giochi Olimpici di Tokyo. I ciclisti alloggiano in uno speciale Villaggio, preparato ad Hachioj, centro tessile a circa 50 chilometri dalla capitale nipponica, comunicante con le piste attraverso un lungo tunnel riservato ai soli atleti. Sergio Bianchetto, già medaglia d’oro a Roma in coppia con Beghetto, ed Angelo Damiano, si presentano all’appuntamento olimpico tra i favoriti.
Il tandem azzurro conquista le semifinali senza perdere nemmeno una prova. Nella prima manche con la Germania (Fuggerer-Kobusch), però, arriva la prima sconfitta. Bianchetto e Damiano non si danno per vinti, ribaltano l’inerzia della sfida e con una condotta di gara superlativa si aggiudicano le due successive prove. In finale il team sovietico composto da Imants Bodnieks e Viktor Logunos è l’ultimo ostacolo che li separa dalla storia. Nella prima prova, come accaduto con la Germania, il tandem azzurro si arrende all’Unione Sovietica ma, in realtà, la sconfitta serve solo a rendere più emozionante la disfida. Nelle due successive prove, infatti, gli azzurri s’impongono con due vittorie nette che certificano la loro superiorità e l’ingresso tra i grandi protagonisti del ciclismo all’Olimpiade. Bianchetto è l’unico ciclista ad aver vinto il concorso tandem olimpico due volte, una storia memorabile, per un un’impresa unica nel suo genere.
Europei su pista, Viviani d'oro nell'omnium
Elia Viviani sale sul trono europeo dell’omnium. E' il primo oro all’Italia ai Campionati Europei di ciclismo su pista in svolgimento a Baie-Mahualt-Guadalupa, dopo un argento e tre bronzi. Il vantaggio di Viviani sui rivali dà la misura della sua prestazione: 219 punti contro i 198 del britannico Jonathan Dibben, medaglia d’argento, e i 179 punti dello spagnolo Unai Elorriaga, medaglia di bronzo. Il 25enne veronese di Isola della Scala non ha fatto mai mistero di puntare al podio della specialità ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Ancora brucia il sesto posto alle Olimpiadi di Londra: era in lotta per l’oro fino alla quinta prova, poi il km da fermo, allora prova finale, lo ha fatto scivolare indietro. Ora il regolamento è cambiato e la corsa a punti, sesta e ultima delle sei prove, gli è particolarmente congeniale.
Elia ha conquistato il titolo vincendo lo scratch, l’eliminazione e la corsa a punti, nono nell’inseguimento, sesto nel km da fermo e secondo nel giro lanciato. Questo il ruolino di marcia che lo ha portato al trionfo. Era già salito sul gradino più alto della specialità all’Europeo under 23 di Anadia, dove vinse anche la corsa a punti, titolo confermato nel 2012 a Panevėžys e nel 2013 ad Apeldoorn, oltre al madison in coppia con Liam Bertazzo. In giornata si sono svolte anche le prime tre prove dell’omnium femminile. L’azzurra Simona Frapporti al giro di boa è settima, con buone probabilità di terminare domani nella top ten. Guida la classifica la belga D’Hoore davanti all’olandese Kirsten Wild e alla britanica Laura Trott. La lotta per il titolo è quanto mai aperta.
Nelle altre finali in programma si segnala la doppietta d’oro della russa Anastasiia Voinova nei 500 metri a cronometro (argento all’olandese Elis Ligtlee, bronzo alla tedesca Miriam Welte) e nella velocità individuale (seconda la spagnola Tania Calvo Barbero, terza la tedesca Kristina Vogel). Il titolo del km da fermo è andato al britannico Callum Skinner col tempo di 1’02”399, argento al tedesco Joachim Eilers (1’02”474), bronzo al francese Quentin Lafargue (1’02”734). Francesco Ceci si è classificato 12° fermando le lancette sul tempo di 1’05”292. Il francese Gregory Bauge ha avuto la meglio sul polacco Damian Zielinski nella finalissima della velocità individuale, mentre il tedesco Robert Förstemann si è aggiudicato il bronzo. Infine, l’oro dell’inseguimento individuale uomini premia il britannico Andrew Tennant, che ha battuto in 4’32”686 il russo Alexander Evtushenko. Medaglia di bronzo al tedesco Kersten Thiele (4’32”878). Prestazioni sottotono di Marco Coledan (16°) e Liam Bertazzo (24°), molto lontani dal loro standard.
Sport equestri, Mauro Checcoli trionfa nel completo individuale
Karuizawa, 19 ottobre 1964. La località nipponica, scelta per gli sport equestri, è il palcoscenico di un’indimenticabile pagina di sport. Mauro Checcoli, in sella a Surbean, conquista il titolo olimpico, sia nel completo individuale che in quello a squadre, dopo una straordinaria rimonta culminata con un percorso netto.
Le gare iniziano con la prova di dressage. Checcoli chiude al 14esimo posto, con 54 penalità, mentre il tedesco Ligges, con 32, conquista la vetta della classifica. La prova di fondo si disputa in condizioni climatiche proibitive. Piove incessantemente fin dalla sera precedente e fa molto freddo, ma Checcoli, grazie una prova di alto profilo, termina senza penalità, scalando vertiginosamente la classifica ed inserendosi al secondo posto con 66.40 punti, a poco più di un punto di distacco dal nuovo leader, l’inglese Meade. L’ultima prova si svolge su un percorso di 12 ostacoli. Meade chiude con tre errori e 36 punti di penalità.
Checcoli per vincere il concorso individuale non può fare più di un errore. L’azzurro con una prestazione superba, fa percorso netto, chiudendo con 66.40, davanti all’argentino Moratorio (56.40) e al tedesco Ligges (49.20). E’ il primo cavaliere italiano a vincere la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici nel concorso completo individuale, contribuendo anche alla prima vittoria della squadra italiana nella specialità.
Oro storico per l'Italia nel completo a squadre
Tokyo, 19 ottobre 1964: Mauro Checcoli chiude con un percorso netto la sua ultima prova. Dodici ostacoli superati senza penalità, una gioia immensa, l’oro nel completo individuale è suo. Un paio di calcoli, qualche momento di incertezza e poi la festa può iniziare, gli azzurri Paolo Angioni, Alessandro Argenton, Giuseppe Ravano e lo stesso Checcoli sono campioni olimpici nella prova a squadre.
L’Italia centra il suo primo successo olimpico. Una storia meravigliosa, iniziata il 16 ottobre con la prova di dressage. Tocca a Paolo Angioni aprire la competizione. Il nostro cavaliere termina il percorso con 65,33 penalità, mentre Giuseppe Ravano, sorteggiato dopo, ne riporta 69,67. Al terzo posto parte Alessandro Argenton che migliora il punteggio, riducendo le sue penalità a 59,67. Il migliore dei nostri è Mauro Checcoli. Al termine della prima prova Checcoli ed Argenton sono rispettivamente al 14°ed al 21° posto, mentre Angioni e Ravano al 32° ed al 36°. Nella classifica parziale a squadre, l’Italia è al settimo posto con 247.67 penalità e un distacco di 53 penalità dalla Gran Bretagna, 48 dalla Germania, 40 dagli USA.
La sera del 17, quando all’indomani deve iniziare la prova di fondo, King, il cavallo di Angioni, accusa una violenta colica che gli provoca l’aumento della temperatura. Fortunatamente, la mattina della gara il cavallo ha ritrovato le sue condizioni normali e la prova comincia. Si svolge su un percorso di 32.700 metri dei quali 19.920 di marcia, 3.600 di steeple, 7.200 di cross, 1.980 di galoppo sul piano. Il tracciato di cross è tutto scoperto, senza tratti di bosco.
Dei 48 concorrenti, 7 incorrono in penalità nello steeple, 4 vengono penalizzati nella seconda marcia per eccesso di tempo, 13 nel cross e 11 addirittura eliminati. Fra i penalizzati nel cross anche Argenton con 140 punti negativi (due cadute ed un rifiuto) e Ravano con 20 (un rifiuto). Angioni e Checcoli terminano immuni da penalità con i cavalli in condizioni di particolare freschezza. Alla fine della prova l’Italia balza in testa mentre la Germania è al secondo posto. E’ nuovamente Paolo Angioni ad iniziare l’ultima prova. Termina con due errori (20 punti di penalità). Argenton rinuncia alla gara, non fidandosi del cavallo, ancora affaticato per le due cadute del giorno prima. Giuseppe Ravano su Royal Love conclude un bellissimo percorso netto. Ormai l’Italia ha un certo vantaggio: 20 penalità su 60 della Germania e 40 degli USA. Checcoli per assicurare la vittoria alla squadra non può fare più di due errori. Il cavaliere bolognese, su Surbean, chiude con un percorso netto.
Un trionfo!
Europei pista, Bertazzo argento nella corsa a punti. Bronzo per la Cecchini nello scratch
Un argento e un bronzo per gli azzurri nella seconda giornata dei Campionati Europei Elite, in svolgimento a Baie-Mahualt–Guadalupa (Francia). Nella corsa a punti uomini Liam Bertazzo (nella foto Bettini) si è piegato solo al francese Benjamin Thomas, che ha conquistato il titolo con 37 punti. L’azzurro con 30 punti ha preceduto il tedesco Henning Bommel, medaglia di bronzo con 24 punti. Nella top ten anche Marco Coledan, che ha dato un apporto decisivo a Bertazzo nelle volate e nel bloccare tutti gli attacchi degli avversari.
Terzo bronzo personale, invece, per Elena Cecchini. Dopo l’inseguimento a squadre e la corsa punti, la veronese ha conquistato il terzo gradino del podio nello scratch donne, nella gara vinta dalla russa Evgenia Romanyuta, davanti alla francese Laurie Berthon.
Anche in questo caso è stato importantissimo il gioco di squadra attuato con Tatiana Guderzo, che ha messo a disposizione tutta la sua esperienza per favorire la volata della compagna.
Si sono svolte nella giornata anche le prime tre prove dell’omnium uomini. Al giro di boa Elia Viviani è in terza posizione a pari punti (104) con il britannico Jonathan Dibben, a due sole lunghezze dallo spagnolo Unai Elorria Gazubiaur (106) e a quattro dal russo Artur Ershov (108). Viviani ha vinto alla grande la prima e terza prova (scratch ed eliminazione), ma ha perso posizioni con il nono posto della seconda prova (inseguimento). Decideranno per il titolo le tre prove di domani (giro lanciato, km da fermo e corsa a punti) e l’azzurro ha ottime chances di centrare il bersaglio. Domani si assegneranno anche i titoli dei 500 mt donne, del km da fermo uomini, dell’inseguimento individuale uomini e della velocità individuale donne e uomini.
Luciano Serafica nuovo Presidente federale
Luciano Serafica è il nuovo Presidente della Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard. Lo ha eletto oggi, al Palazzo delle Federazioni di Milano, l’Assemblea Nazionale straordinaria FISW, convocata per il rinnovo delle cariche federali. Il Consiglio era decaduto nel mese di agosto a seguito delle dimissioni del Presidente Michele Dell’Olio, in carica dal 19 gennaio 2013.
L’Assemblea è stata presieduta da Alberto Miglietta, Amministratore Delegato di CONI Servizi e Presidente della Federazione Badminton, e quale vice Presidente è intervenuto Silvio Falcioni, ex Presidente FISW.
Dopo i saluti e l’apertura da parte del Presidente Miglietta ci sono stati gli interventi dei candidati alla Presidenza Michele Dell’Olio e Luciano Serafica e di alcuni candidati alla carica di Consigliere.
Questa la composizione del nuovo Consiglio federale che governerà la FISW fino al 2016 è la seguente:
PRESIDENTE
Luciano Serafica
CONSIGLIERI IN QUOTA ASSOCIAZIONI
Dario Rossi
Claudio Ponzani
Manuel Domini
Carlo Allais
Marco Bagnoli
Massimo Crespi
Marino Arrigoni
CONSIGLIERI IN QUOTA ATLETI
Paola Aimone
Piero Pierani
CONSIGLIERI IN QUOTA TECNICI
Piero Gregorio
Ciclismo su pista, Giovanni Pettenella oro nella velocità
Testa, grinta e muscoli. Ingredienti fondamentali per la vittoria di Giovanni Pettenella, oro nella velocità individuale ai Giochi Olimpici di Tokyo il 18 ottobre 1964. E’ proprio il ciclismo a regalare all’Italia il maggior numero di medaglie nella XVIII Olimpiade: tre d’oro e cinque d’argento. Specialista nelle gare su pista, conquistò due ori agli Europei di Anversa (velocità e 500 metri da fermo), sette titoli italiani nelle specialità della velocità e del tandem, prima della partecipazione ai Giochi Olimpici, che rappresentò uno dei momenti più alti della sua carriera che, fra i dilettanti, oltre alla vittoria nel tandem con Bianchetto ai Giochi del Meditterraneo del 1963, annovera tra strada e pista più di 450 vittorie.
Per il pistard di Caprino Veronese è la rivincita sul belga Patrick Sercu che lo ha battuto, due giorni prima, nella finale del chilometro da fermo. Nei quarti di finale l’azzurro vince in due sole prove, così come il compagno di squadra Sergio Bianchetto che si qualifica battendo nettamente il colombiano Vanegas. Maggior pathos, invece, nelle semifinali. Pettenella perde la prima sfida con il francese Pierre Trentin, quindi l’azzurro precede l’avversario nel recupero e si aggiudica la bella, dopo un incredibile surplace di 21 minuti e 57 secondi.
Egual sorte per Bianchetto. Dopo aver preceduto nella prima prova il francese Daniel Morelon, Bianchetto perde la seconda gara, ma riesce nettamente ad imporsi nella terza. Finale tutta azzurra, quindi, fra Pettenella e Bianchetto. E’ Pettenella che prevale in due sole prove, aggiudicandosi il prestigioso titolo di campione olimpico. Il 20 febbraio 2010 si è spento a Milano all’età di 66 anni.
Si torna in pista dopo Sochi 2014: sabato gigante femminile a Soelden
Lo sci riparte. Archiviati i Giochi Olimpici di Sochi 2014, si torna in pista per la nuova stagione. Passa da Hintertux l'ultimo allenamento della squadra femminile di Coppa del mondo di slalom gigante che esordirà sabato 25 ottobre sul ghiacciaio di Soelden. L'allenatore responsabile Livio Magoni ha convocato per l'allenamento che si terrà da domenica 19 a mercoledì 22 ottobre dieci atlete, che saranno quelle che prenderanno parte alla gara: Nicole Agnelli, Marta Bassino, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Nadia Fanchini, Sabrina Fanchini, Federica Brignone, Francesca Marsaglia, Karoline Pichler e Manuela Moelgg.
Il programma prevede due giorni fra le porte larghe con l'obiettivo di puntare esclusivamente alla qualità e non alla quantità, per poi permettere il terzo e ultimo giorno alle ragazze di sciogliere muscoli e tensione provando slalom e supergigante, infine mercoledì sci libero a cui seguirà il trasferimento nella località di gara.
Europei pista, subito due bronzi per l'Italia
L’Italia del ciclismo parte alla grande nei Campionati Europei su Pista Elite in corso a Baie-Mahualt, Guadalupa (Francia). Elena Cecchini, nella corsa a punti, ed il quartetto azzurro nell’inseguimento, composto dalla stessa Cecchini e da Silvia Valsecchi, Tatiana Guderzo e Simona Frapporti, hanno conquistato due bronzi nella prima giornata della rassegna continentale.
Ottima la performance delle azzurre che hanno riportato la Nazionale sul podio nella specialità olimpica, podio conquistato anche grazie alla seconda prestazione cronometrica assoluta della gara. Il titolo è andato alla Gran Bretagna con la Russia che ha conquistato l’argento.
Elena Cecchini, dal canto suo, ha bissato la medaglia centrando il bronzo nella corsa a punti individuale. Splendida la prestazione dell’atleta friulana che è stata preceduta solo dalla polacca Eugenia Bujak e dalla belga Kelly Druyts che peraltro ha terminato con lo stesso punteggio della Cecchini.
Nell’inseguimento a squadre maschile Liam Bertazzo, Elia Viviani, Marco Coledan e Alex Buttazzoni, pur migliorandosi con il tempo di 4’17”497, si sono piazzati al sesto posto, nella gara vinta dalla Gran Bretagna, davanti alla Germania e alla Russia.
Oggi seconda giornata di gare con al via gli azzurri Elia Viviani impegnato nelle tre prime prove omnium, Liam Bertazzo e Michele Scartezzini nella corsa a punti, Elena Cecchini e Maria Giulia Confalonieri nello scratch donne.
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