Stoccate d'oro, fiorettisti in cima al mondo ad Atene 2004
Quell’ultima stoccata, quell’interminabile attesa prima del brillar della luce, il sospiro trattenuto e la tensione che si fa gioia immensa. Ad Atene 2004 l’oro a squadre nel fioretto maschile è di nuovo italiano. Salvatore Sanzo, Andrea Cassarà e Simone Vanni conquistano il titolo olimpico esattamente vent’anni dopo il successo di Borella, Cerioni, Cipressa, Numa e Scuri a Los Angeles 1984. Due turni senza particolari problemi con Egitto (45-20) e Russia (45-27), prima della finale, sofferta ed emozionante, con la Cina.
Una partenza bruciante per gli azzurri che volano sul 40-34, prima del testa a testa finale tra Sanzo e Dong. L’azzurro fatica a reggere gli attacchi del cinese, che stoccata dopo stoccata si porta sul 42 pari. Cambia il fioretto, respira, prende tempo, poi nuovamente in pedana. Due botte e l’allungo sul 44-42, di lì a poco quella decisiva e il boato del pubblico che saluta il trionfo azzurro di una squadra mai doma, sul gradino più alto del podio con il cuore ed il tricolore.
Europei - Paltrinieri, oro e record. Detti bronzo
Bum bum! Terza medaglia d'oro per l'Italia a Berlino. Dopo quelle di Martina Grimaldi nella 25 chilometri e Tania Cagnotto nel trampolino da 1 metro, è arrivata quella di Gregorio Paltrinieri nella finale dei 1500 stile libero. Per Greg anche il nuovo record europeo di 14'39"93 che cancella il precedente di 14'43"21 che apparteneva al russo Yuri Prilukov dal 17 agosto del 2008. Doppietta azzurra sul podio dei 1500 stile libero, dove sale anche Gabriele Detti che chiude al terzo posto e con il bronzo al collo in 14'52"53. (Fonte Federnuoto.it)
Europei - Tania Cagnotto centra l'oro dal metro

La seconda medaglia d’oro degli azzurri agli Europei di Berlino porta la griffe di Tania Cagnotto che vince la finale del trampolino da 1 metro con 289.30 punti. Per Tania è la ventesima medaglia ai campionati europei, compresi quelli di specialità, ed è la tredicesima d’oro: le altre sono 3 argenti e 4 bronzi. Per l’Italia è la medaglia numero 300 nella storia dei campionati d’Europa di tutte le specialità.
L’argento è della russa Kristina Ilinykh con 288.55 punti e il bronzo della tedesca Tina Punzel con 286.70. Quarta, per la settima volta tra campionati europei e mondiali, Maria Elisabetta Marconi con 285.50.
Per Maria - da un metro già bronzo nel 2006 a Budapest e argento a Torino 2009 - è come un salto a dodici anni fa. Stessa piscina. Stesso trampolino. Finì quarta, ma allora era all'inizio della carriera internazionale. Non immaginava che lo stesso destino l'avrebbe accompagnata molto spesso nel corso della carriera.
Proprio ai campionati europei del 2002 arrivò il sincro nel trampolino con Tania Cagnotto. Sembrava che dopo i successi nelle stagioni giovanili avrebbero potuto continuare a vincere insieme; invece infortuni e sfortuna si sono intromessi dividendo due carriere luminose, ma divise da troppi podi.
Nel pomeriggio conducono entrambe una gara regolare. Maria meritava sicuramente qualche punto in più, soprattutto nel momento della verità il quinto e ultimo tuffo con quattro atlete in 2.6 punti. Si esibisce nell'uno e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo e riceve 59.80 punti. Bene. Poi tocca alla russa Kristina Ilinykh che già la precede e le rimane davanti. Quindi alla tedesca Tina Punzel spinta al secondo posto. Maria è terza e deve saltare Tania che esegue l'uno e mezzo rovesciato carpiato, prende 62,40 punti e conquista il meritato oro. Ma il finale vive di sentimenti contrastanti. Di una felicità a metà. In un angolo il sorriso di Tania, miss Europa. Dall'altro le lacrime di Maria, che metabolizza la rabbia tra le braccia di Domenico Rinaldi.
La soddisfazione di Tania Cagnotto (Fiamme Gialle / Bolzano Nuoto). "Sono felice perché tenevo molto a questa gara. Sapevo di poter vincere ma anche che non ero preparata al 100%. Peraltro nelle eliminatorie ho saltato molto meglio che in finale e l'errore nell'uno e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo mi sarebbe potuto costare la medaglia d'oro. Mi stavo arrabbiando e avevo consentito a tutte le avversarie di ridurre sensibilmente lo svantaggio. Dovevo chiudere la serie eseguendo un tuffo dei miei e ci sono riuscita, ma che rischio!". Una vittoria di testa e di cuore, giunta al termine di una stagione di allenamenti più leggera del consueto, malgrado abbia partecipato a tutte le prove delle World Series. "L'esperienza in questo sport è determinante. Ciò significa che sarò competitiva finché il fisico mi sosterrà pur senza allenamenti massacranti. Fino a stamattina non avvertivo neanche la tensione, cresciuta appena sono entrata in piscina. Ho disputato una finale regolare e meritato di vincere. Mi spiace molto per Maria, per l'ennesimo quarto posto; ma sono convinta che ha la forza per recuperare e trasformare la rabbia in energia per il trampolino da 3 metri". Con questo successo sono 13 ori e 20 medaglie europee. "Significa che sono diventata anziana, ma che ancora reggo l'avanzare delle più giovani. Il mio fisico è cambiato, la mia concezione dei tuffi pure, soprattutto dopo le Olimpiadi di Londra. Adesso riesco a vivere tutto con maggiore serenità e forse ne traggo beneficio anche a livello tecnico - dice sorridendo - Eppure non mi sembra sia passato così tanto tempo da quando partecipavo alle competizioni giovanili". C'è chi si aspetta il tris, ma Tania subito frena gli entusiasmi. "La competizione da un metro ha tuffi semplici da eseguire. Nei tre metri aumentano le difficoltà e la mancanza di allenamento potrebbe venire fuori, così come nel sincro insieme a Francesca Dallapè. Intanto dedico questa medaglia a papà e ad Oscar Bertone che mi allenano insieme. Mi fa piacere che Oscar abbia deciso di aiutarci. E' uno di famiglia, allievo di papà e cresciuto tra noi. Per me è uno stimolo in più nel corso delle sessioni di allenamento mentre papà resta il mio riferimento in gara. La squadra funziona. Ne sono convinta e contenta".
Non ci resta che attendere, sperando che anche Maria Marconi (Fiamme Gialle / Lazio Nuoto) torni a sorridere. "Sorrido per non fare brutte figure. Parolacce non posso dirle e allora proverò a essere chiara. Sono molto soddisfatta della mia prestazione. Non ho sbagliato un tuffo e il mio punteggio è giusto. Quello della tedesca no. Non meritava la mia medaglia". Maria Marconi è delusa. "Sono distrutta. Piango per sfogarmi. Un po' di tempo e mi passerà ma una cosa è certa. Dal trampolino 3m o vinco o arrivo ultima. Se mi trovo in una condizione di incertezza chiudo un tuffo di pancia perché un altro quarto posto non voglio rischiarlo. Ormai mi manca solo che mi tatui il numero 4. Peraltro sono anche quarta figlia, magari era un segno del destino che non avevo interpretato. Vorrei sottolineare un aspetto. Al nostro arrivo a Berlino, in conferenza stampa, avevo detto che mi mancava l'esperienza per competere con le più grandi. Mi correggo. Non è vero. Ho dimostrato di essere anch'io una grande atleta. Oggi mi sono mancati solo i punti che hanno regalato alla tedesca. A questo punto spero che l'Italia organizzi al più presto un campionato europeo così magari aiuteranno me. Ma penso che non ci sia più tempo. Dopo le Olimpiadi di Rio de Janeiro smetto. Avrò 32 anni e tanti quarti posti alle spalle". Malgrado l'amarezza non dimentica la compagna di squadra Tania, campionessa europea. "Le faccio i complimenti. Merita questa medaglia ed è una grande campionessa. Bravissima. Mi sarebbe piaciuto salire sul podio insieme a lei".
La pensa nello stesso modo il cittì Giorgio Cagnotto, diviso tra la gioia per il successo della figlia e la delusione per il quarto posto di Maria. "Provo sensazioni contrastanti - racconta - Sono felice per Tania ma mi si è spezzato il cuore per Maria. Non meritava il quarto posto e sarebbe stato bello e giusto avere due azzurre sul podio. Le faccio l'in bocca al lupo per i 3m, ma penso fosse più pronta per il metro, come del resto Tania. Le manca allenamento e salendo in altezza potrebbe pagarlo anche in coppia con Francesca Dallapè nel sincro. Abbiamo partecipato a questa gara con l'obiettivo del podio. Le prossime saranno più complicate. Le Olimpiadi di Londra ci hanno insegnato a vivere i verdetti dei giudici con più calma e distacco. Non è mai facile assorbire certi colpi. Tania ha dimostrato di essere una campionessa matura. Ha disputato una gara di carattere e concentrazione malgrado qualche errore, soprattutto nel quarto tuffo che poteva condizionare il risultato. Dovrà stare più attenta nelle prossime gare". (Fonte Federnuoto.it)
Europei - Castiglioni, uno splendido bronzo
Splendida prova di Arianna Castiglioni che all'esordio europeo vince la medaglia di bronzo nei 100 rana con 1'07"36, a cinque centesimi dalla sua migliore prestazione nazionale con il costume in tessuto che aveva stabilito in semifinale. (Fonte Federnuoto.it)
La marcia d'oro di Brugnetti, quei 20 km che conquistarono Atene
Un sogno lungo venti chilometri, il pugno alzato, le lacrime, il bacio a terra. Attimi di una medaglia, flash-back di un oro inatteso, una gioia infinita e quel tricolore in mano che Ivano Brugnetti stringe con orgoglio, fiero del titolo della 20 km. di marcia appena conquistato. La consacrazione assoluta per l’atleta di Sesto San Giovanni, sempre tra i migliori in allenamento, ma sfortunato in gara.
Dopo aver conseguito il titolo mondiale nella 50 km. di marcia, nel 1999 a Siviglia, assegnatogli dopo la squalifica per doping del russo German Skurygin, inizia un periodo travagliato, che lo porterà a rinunciare alla gara lunga per concentrarsi sulla 20 km. Scelta che si rivelerà azzeccata. Il successo di Brugnetti si concretizza all’ingresso dello stadio quando, con le ultime energie rimaste, riesce a mettere a segno l’allungo decisivo sullo spagnolo Fernandez, tagliando il traguardo a braccia alzate, ventiquattro anni dopo l’impresa di Maurizio Damilano a Mosca.
Galiazzo scrive la storia ad Atene, 10 anni fa il primo oro azzurro nella disciplina
La storia nella storia, il sogno diventato realtà sulle tracce di Olimpia. Marco Galiazzo conquista il primo oro assoluto ai Giochi nella prova individuale di tiro con l’arco, in un luogo mitico, il Panathinaikos Stadium, l’arena dove si disputò, nel 1896, la prima Olimpiade dell’era moderna. L’arciere padovano, allenato dal padre Adriano, turno dopo turno entra nel cuore degli italiani, che in mondovisione imparano a conoscere e ad apprezzare la sua semplicità, unitamente ad una concentrazione glaciale. Una medaglia inattesa e quindi ancor più bella.
Nella finale per il titolo, ha la meglio per soli due punti (111-109) sul giapponese Hiroshi Yamamoto, limitando al massimo gli errori ed annichilendo un paese, quello del Sol Levante, presente in massa con fotografi, inviati e cameraman per celebrare l’eroe nipponico che, però, si deve accontentare della piazza d’onore. Ma la cosa più bella, Galiazzo, la fa in semifinale, quando indietro di due punti dall’inglese Laurence Godfrey, piazza tre dieci da favola. La gioia composta e quasi silenziosa, con quel cappellino tirato giù sin quasi agli occhi, rimarrà una delle immagini indimenticabili di Atene 2004.
Europei - Subito tre medaglie per gli azzurri
Un argento e due bronzi per cominciare. E un record italiano assoluto. Nella prima giornata della 32esima edizione dei campionati europei di nuoto, in svolgimento al Velodrom di Berlino, l'Italia bussa tre volte. Il pomeriggio si è aperto con la medaglia d'argento di Andrea Mitchell D'Arrigo nei 400 stile libero con il primato personale di 3'46"91. L'ultima medaglia vinta da un azzurro nei 400 stile libero era stata quella di bronzo di Samuel Pizzetti a Debrecen 2012. D'Arrigo aveva già stabilito il record personale questa mattina in batteria (3'48"77) e in finale l'ha migliorato di quasi due secondi. Ha vinto il serbo Velimir Stjepanovic (che nuotava in corsia 7) con 3'45"66 dopo una gara tutta d'attacco, comandata dall'inizio alla fine. Quarto l'altro azzurro in finale, Gabriele Detti, che ha chiuso in 3'48"10.
Nella finale dei 400 misti Stefania Pirozzi si è classificata quinta con 4'39"51. Ha vinto la superfavorita Katinka Hosszu (Ungheria) che fino agli ultimi 25 metri nuotava al di sotto del suo record europeo e alla fine ha dovuto "accontentarsi" del nuovo record dei campionati (lo aveva già stabilito questa mattina in batteria) di 4'31"03. Nella prima semifinale dei 50 farfalla Silvia Di Pietro ha ottienuto per la seconda volta nella stessa giornata la migliore prestazione italiana con il costume in tessuto con 25"90 e si è avvicinata 6 decimi al record italiano che le appartiene dal 2009.
Doppio bronzo alle staffette 4x100 stile libero. Medaglie dello stesso metallo ma due gare completamente diverse. Le ragazze puntano il record italiano fin dall'inizio, viaggiano tra il terzo e quarto posto e alla fine centrano entrambe gli obiettivi: primato e podio: Alice Mizzau (55"25), Erika Ferraioli (54"14), Giada Galizi (54"59) e Federica Pellegrini (53"65) chiudono in 3'37"63. Record italiano! Il precedente, con Di Pietro al posto della debuttante Galizi, era 3'39"50 del 2013 a Barcellona. I ragazzi partono all'attacco. Luca Dotto (48"47) è primo, Marco Orsi (48"36) e Luca Leonardi (47"69) hanno avversari tosti e vengono superati da russi e francesi, Filippo Magnini (48"26) con esperienza, braccia e polmoni difende la terza piazza. Applausi! I quattro moschettieri chiudono in 3'12"78. (Fonte Federnuoto.it)
Una vittoria che Vale: 10 anni fa la Vezzali si confermava regina del fioretto
Cacciatrice di medaglie, instancabile lottatrice o più semplicemente Valentina Vezzali. La fiorettista jesina, formatasi alla scuola del maestro Triccoli, in una calda serata greca si conferma campionessa olimpica a quattro anni di distanza dall’oro di Sidney, entrando nella storia della scherma per essere riuscita nell’impresa di conquistare due titoli individuali ai Giochi Olimpici, eguagliando così l’ungherese Ilona Elek, vincitrice nel 1936 a Berlino e nel 1948 a Londra.
Sulle pedane della Helleniko Fencing Hall, in una finale da sogno, contro l’altra campionessa azzurra Giovanna Trillini, la Vezzali, al termine di una sfida surreale, con il Ct Magro che funge da spettatore, senza poter e dover intervenire per dispensare consigli alle due schermitrici, s’impone con il punteggio di 15-11. Una gioia immensa, culminata con la corsa verso l’angolo delle tribune occupato da parenti ed amici venuti dall’Italia a tifare per lei. L’ennesima medaglia di una lunga collezione, per un’intramontabile Valentina.
Europei - Italia un bronzo meraviglioso
Questa giornata l'hanno preparata ed attesa per 12 mesi. Gli ultimi 5 giorni sembravano non passare mai. Finalmente possono esultare! L'Italia ha vinto la medaglia di bronzo nella finale del libero combinato. Gli Europei del nuoto sincronizzato si chiudono con un un bronzo e 3 quarti posti. Grande sodddisfazione nel team azzurro che oggi è riuscito a superare il muro dei 90 punti. Elisa Bozzo, Beatrice Callegari, Camilla Cattaneo, Linda Cerruti, Francesca Deidda, Costanza Ferro, Manila Flamini, Mariangela Perrupato, Dalila Schiesaro e Sara Sgarzi hanno ottenuto 90.3333 punti. Nel dettaglio 27.0000 per l'esecuzione, 36.1333 per l'impressione artistica e 27.2000 per la difficoltà. Molto meglio del preliminare, dove già erano soddisfatte dgli 89.4000 (26.9000, 36.0000 e 26.5000). La coreografia di Anastasia Ermakova, le musiche del balletto di Scherazade di Nikolaj Korsakov, i consigli teatrali di Enrico Zaccheo sono stati d'aiuto.
La capriola di Manila Flamini, "l'araba" come si dice nella ginnastica artistica, ha aperto i 4'40" di scivolate, gambate, figure ed elementi che a turno hanno visto tutte protagoniste. Anche le due riserve Alessia Pezone e Federica Sala che facevano il tifo dalla tribuna e si sono allenate con le compagne tutto l'anno. Questo esercizio sarà lo stesso che presenteranno il prossimo anno ai Mondiali a Kazan. E' raggiante il tecnico federale Roberta Farinelli. "Ce l'abbiamo fatta!. Superati i 90 punti finalmente. Abbiamo nuotato bene e con grande sincronia". Manila Flamini fa una promessa. "Il prossimo anno faremo ancora meglio. Vogliamo avvicinarci ancora di più a Ucrania e Spagna. Mi impegno a fare alzate e salti ancora più difficili". E questa sera tutte a cena in centro per festeggiare. "Io sono pastasciuttara", dice Manila; "a me piace il pesce", aggiunge Linda Cerruti. Ma prima tutte con il commissario tecnico Patrizia Giallombardo per il brindisi. Sul gradino più alto del podio ci salgono le ucraine che chiudono in 4'23" con 94.4333; seconde le spagnole in 4'28" con 93.0333 punti. (Fonte Federnuoto.it)
Libero combinato - finale
1. Ucraina (4’23”) 94.4333
2. Spagna (4’28”) 93.0333
3. Italia (4’40”) 90.3333
4. Grecia (4’37”) 85.7333
5. Bielorussia (4’29”) 82.9333
6. Svizzera 80.4333
7. Germania (4’28”) 78.7333
8. Gran Bretagna (4’37”) 76.1333
9. Ungheria (4’18”) 73.5000
10. Turchia (4’40”) 73.3000
Europei - Martina Grimaldi, oro, ed Edoardo Stochino, bronzo, nella 25 km di fondo
L'Italia della fatica non conosce recessione. Nelle 25 chilometri che chiudono il campionato europeo di nuoto in acque libere, al Regattastrecke Grünau, Martina Grimaldi conquista l'oro ed Edoardo Stochino il bronzo consentendo all'Italia di vincere anche la classifica a punti.
MARTINA GRIMALDI. Sempre sul podio da Dubrovnik 2008; Martina Grimaldi si conferma campionessa europea, passando dai 10 chilometri di Piombino 2012 ai 25 attraverso il titolo mondiale conquistato a Barcellona la scorsa estate. Allora però non se ne accorse, col tabellone che la indicò seconda fino al fotofinish che cambiò le gerarchie. A Granau non occorre. Chiaro il successo, grazie a una condotta di gara attenta, coperta e caratterizzata da strappi e allunghi che fiaccano le avversarie. Ci provano l'ungherese Anna Olasz e la tedesca Angela Maurer, ma appena sui piedi della 25enne bolognese vengono ricacciate indietro da fieri colpi di gambe. Finiscono rispettivamente a 6"9 e 7"3, distacchi che evidenziano la perfetta gestione delle energie e dell'ultimo giro dell'azzurra che spesso divide la testa della gara con l'esordiente Ilaria Raimondi (CC Aniene) e con Alice Franco (Esercito / Asti Nuoto), infine sesta e settima con un distacco dal podio di circa 24" e 1'02".
"Sono davvero contenta. Stavo bene anche nella dieci chilometri, ma non sono riuscita a esprimermi perché ho erroneamente stravolto il mio modo di nuotare. Mi aspettavo una gara difficile da interpretare. Non ho avuto fretta. Sono rimasta in gruppo e gradualmente ho aumentato ritmo fino a portarmi nelle prime posizioni. Insieme a Franco e Raimondi ci siamo alternate in testa; poi, quando mi sono girata cercando e non trovando più il loro supporto, ho allungato e difeso il vantaggio. Mi fa piacere dare continuità ai mie risultati, ma non ho nessun segreto particolare se non la passione e il piacere di allenarmi e nuotare. Le medaglie non mi hanno cambiato e mai mi cambieranno. Resto la stessa ragazza che ha cominciato anni fa, non cerco la scena e la vita privata la tengo per me", continua la fondista - tesserata per Fiamme Oro e Uisp Bologna ed allenata da Fabio Cuzzani - che ha conquistato il quinto oro della sua carriera tra le undici medaglie internazionali che contemplano anche il bronzo olimpico al Serpentine di Londra 2012. "Dedico la medaglia a Giuseppe D'Angelo che lascerà il gruppo sportivo delle Fiamme Oro per andare in pensione. Ci teneva il nostro capitano Simone Ercoli, ma purtroppo non ha raggiunto il podio. Un po' come accaduto ai campionati europei di Budapest nel 2010 e ai campionati mondiali dello scorso anno ho bucato la 10 chilometri prima di conquistare la medaglia nella 25. Ovviamente non sono contenta di questa similitudine e sin dalla prossima stagione proverò a tornare sulla 10 chilometri con maggiore attenzione. Ho giù disputato due Olimpiadi e vorrei arrivare anche a Rio de Janeiro. La competitività in casa e fuori è cresciuta molto e desidero rimanere ai vertici".
Se ne va dando le spalle al bacino che le ha trasmesso sofferenza, dubbi e infine gioia; abbracciando il tecnico Fabio Cuzzani, prendendosi le lodi dei compagni e accarezzando Nole, beagle che porta a spasso un'esausta ma contenta Franco, mentre Raimondi si gode l'effetto di un esordio con personalità e interessanti prospettive.
EDOARDO STOCHINO. Immaginava un'impresa così sui monti liguri, mentre camminava coi suoi adorati cani a caccia di funghi; oppure durante i 57 chilometri della Santa Fe-Coronda o i 36 della Capri-Napoli. Ma la realtà è meglio della fantasia anche in un bacino chiuso, girando dieci volte sempre intorno alle stesse boe piuttosto che tra onde e correnti. Edoardo Stochino conquista il bronzo nella 25 chilometri in 5h08'51", l'unica medaglia in palio. L'oro se lo contendono il francese Axel Reymond e il russo Evgenii Drattcev, in fuga dal primo giro con un vantaggio sul gruppo che supera i nove minuti.
Infine s'impone il transalpino in 4h59'18"8 con un margine di 12"4. Ma la gara che c'interessa si gioca più indietro, dove con Mario Sanzullo (Fiamme Oro Napoli / CC Napoli) e Valerio Cleri (Esercito / CC Aniene) si fa squadra e si tiene a bada il gruppo con i tedeschi Andreas Waschburger e Alexander Studzinski tra i più intraprendenti. Il trenino italiano funziona e porta Stochino allo sprint contro Waschburger che cede per 1"6. Sanzullo è quinto in 5h09'02"8, Cleri decimo in 5h12'53"5, ma un pezzo di medaglia è anche la loro.
"Sono chiavarese e sono cresciuto seguendo le orme di Marco Formentini; affascinato dalle grandi imprese dell'uomo e dalle maratone in mare - racconta il 26enne tesserato per Fiamme Oro Napoli e Nuotatori Genovesi - Vestire l'azzurro è un grande orgoglio, conquistare la medaglia è un sogno a cui spesso ho pensato senza immaginare che fosse così bello. Queste sono le emozioni che ti stimolano e spronano a nuotare sei ore al giorno".
Quarto nelle 25 chilometri del 2010 al lago Balaton per i campionati europei e a Roberval per i campionati mondiali di specialità, Stoc - come lo chiamano in Nazionale - ha poi avuto una serie di problemi che ne hanno condizionato il prosieguo della carriera finché con Filippo Tassara e Luca Baldini (genovese fermato a 27 anni per anomalie cardiache dopo aver conquistato sette medaglie mondiali e quattro europee, tra cui l'oro nella 5 Km e il bronzo nella 10 Km a Potsdam nel 2002) ha ritrovato fiducia e continuità in allenamento. "Desidero ringraziare la squadra per il supporto che ho ricevuto. Stavolta ho conquistato io la medaglia, ma avrebbero potuto farlo anche un compagno e sarei stato contento ugualmente. Non ci aspettavamo la fuga di Reymond e Drattcev. Ho provato a stargli dietro, ma era impossibile e così ho preferito non disperdere energie fino ai 20.000 metri, quando ho cercato di strappare per la prima volta senza esito. Ci ho riprovato ai 22.500 ma hanno risposto tutti. Sono rimasto in testa al gruppo fino all'ultimo chilometri, quando ho capito che potevo salire sul podio. Mi sono staccato e sono stati mille metri lunghissimi e ad ogni bracciata ripetevo che fosse il mio momento e che non potevo mollare. La medaglia è magica. Ora non avverto neanche la stanchezza; probabilmente tra un po' crollerò. Felice".
Il nuoto di fondo non aveva tradizione nella bucolica Grünau, dove comunque si respira sport dalle gare di vela sul finire dell'ottocento, passando per quelle di canottaggio per le Olimpiadi di Berlino 1936. Ora c'è stato anche il fondo europeo dopo Potsdam 2002. E c'è stato Edoardo Stochino, che ha conquistato una medaglia sentendosi un tonno in una scatoletta. "Sono atteso da una maratona in Macedonia piena di fascino", perché al "mainaa" che preferisce i pescherecci ai motoscafi se sono meno di 25 chilometri non piace.
IL CT MASSIMO GIULIANI. "Siamo abituati a mantenere la calma anche nei momenti difficili e fino a sabato sera non potevamo essere contenti seppur tra i primi nella classifica per nazioni. Il nostro medagliere era deficitario e i quarti e quinti posti avevano abbassato un po' il morale. Urgeva una riunione per ricompattare il gruppo ed affrontare l'ultima giornata da squadra. Così ci siamo stretti intorno ai ragazzi che hanno nuotato le 25 chilometri e abbiamo affidato a Luca Ferretti, Simone Ercoli e Nicola Bolzonello i rifornimenti. Gioco di squadra in acqua e sostegno reciproco hanno fatto il resto. Sono arrivate due medaglie importanti che riabilitano il lavoro svolto e ci consentono di vincere la classifica per Nazioni. Potevamo anche contare un altro paio di medaglie, ma l'esperienza acquisita dai più giovani tornerà utile già dai prossimi impegni internazionali. Non ci sono rimpianti e andremo avanti per un altro anno con lo stesso sistema di lavoro".
50 MEDAGLIE. La medaglia di Martina Grimaldi è la 50esima italiana ai campionati europei. Dall'edizione di Terracina nel 1991 sono stati conquistati 17 ori, 13 argenti e 20 bronzi. La prima medaglia d'oro fu vinta sul litorale laziale nella 5 chilometri da Stefano Rubaudo, team leader della Nazionale. (Fonte Federnuoto.it)
CLASSIFICA 25 KM MASCHILE
1 Axel Reymond (Fra) 4h59'18"8
2. Evgenii Drattcev (Rus) 4h59'31"2
3. Edoardo Stochino (Ita) 5h08'51"0
5. Mario Sanzullo (Ita) 5h09'02"8
10. Valerio Cleri (Ita) 5h12'53"5
CLASSIFICA 25 KM FEMMINILE
1. Martina Grimaldi (Ita) 5h19'14"1
2. Anna Olasz (Hun) 5h19'21"0
3. Angela Maurer (Ger) 5h19'21"4
6. Ilaria Raimondi (Ita) 5h19'45"7
7. Alice Franco (Ita) 5h20'23"0
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