La tavola SUP è specialità del Surf (FISSW) concessa la promozione alla FICK
- CONI
Procede in modo costante l’interesse e il numero di praticanti della disciplina Stand Up Paddle – SUP. Visto il crescente seguito assunto da questa specialità, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha inteso fare chiarezza sulle competenze organizzative.
Le norme e le decisioni del CIO stabiliscono che la International Surfing Federation – ISA è titolata a governarla e amministrarla, qualora venga inclusa nel Programma Olimpico, disponendo altresì che la International Canoe Federation – ICF rimane autorizzata a condurre tutti i tipi di attività SUP esclusivamente al di fuori del movimento olimpico.
In considerazione di queste decisioni il CONI, in quanto emanazione dell’organismo internazionale olimpico, ha determinato in ambito italiano, che il SUP sia assegnato, quale specialità del Surf, alla Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard – FISSW, unico organismo nazionale deputato all’organizzazione ed all’assegnazione dei titoli di campione italiano di categoria ed assoluti.
La Federazione Italiana Canoa Kayak può svolgere attività di promozione ed organizzazione del SUP, purché non in contrasto con il contesto internazionale.
Firmata l’intesa con la Procura di Firenze a tutela delle vittime di violenza
- PROTOCOLLO
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano rafforza l’impegno a tutela dei tesserati vittima di violenza. Siglati i protocolli con Milano, Bologna, Palermo, Messina e Trento, il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Procuratore Generale dello Sport Ugo Tacer hanno firmato con il Procuratore Capo di Firenze, Filippo Spiezia, un’intesa volta a coordinare le attività e favorire la collaborazione per la trattazione di vicende legate a reati di violenza contro la persona commessi da tesserati nell’ambito sportivo.
Nato dall’esigenza di definire procedure standardizzate di condivisione delle informazioni nella cornice normativa, nazionale e internazionale, sulla protezione dei soggetti vulnerabili rimasti vittime di reato, il protocollo si pone l’obiettivo di regolamentare al meglio e nel rispetto delle competenze proprie di ciascuna Procura le modalità operative di acquisizione di informazioni e di documentazione.
La condivisione di informazioni e la tempestiva conoscenza da parte della Procura Generale dello Sport dell’esistenza di procedimenti penali, relativi a reati di violenza sessuale e/o abusi sessuali a carico di tesserati, assicurano infatti una maggiore tutela della vittima da possibili reiterazioni del reato.
Siglata intesa con la Procura di Trento a tutela delle vittime di violenza
- PROTOCOLLO
Dopo Milano, Bologna, Palermo e Messina, la collaborazione tra giustizia ordinaria e sportiva a protezione dei tesserati vittima di violenza raggiunge anche Trento. Questa mattina il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Procuratore generale dello Sport Ugo Taucer hanno sottoscritto il protocollo con il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trento, Sandro Raimondi.
Nato dall’esigenza di definire procedure standardizzate di condivisione delle informazioni nella cornice normativa, nazionale e internazionale, sulla protezione dei soggetti vulnerabili rimasti vittime di reato, il protocollo si pone l’obiettivo di regolamentare al meglio e nel rispetto delle competenze proprie di ciascuna Procura le modalità operative di acquisizione di informazioni e di documentazione.
La condivisione di informazioni e la tempestiva conoscenza da parte della Procura Generale dello Sport dell’esistenza di procedimenti penali, relativi a reati di violenza sessuale e/o abusi sessuali a carico di tesserati, assicurano infatti una maggiore tutela della vittima da possibili reiterazioni del reato.
“Firmiamo con grande piacere questo protocollo”, ha sottolineato Sandro Raimondi in video collegamento. “La nostra è anche l’unica Procura che ha sottoscritto una convenzione con un’azienda sanitaria affinché le vittime di violenza di genere abbiano un supporto psicologico per 365 giorni l’anno, un’idea che pongo alla vostra attenzione”.
“E’ una cosa molto bella e utile, un valore aggiunto. Cercheremo di trasferirla anche alle altre Procure”, ha osservato Giovanni Malagò. “Io a Trento mi sento sempre a casa e spero di poterla incontrare de visu”, ha aggiunto il Presidente del CONI.
“Ci stavamo proprio interrogando sull’importanza del supporto psicologico alle vittime di violenza dopo la denuncia. La ringrazio per l’idea”, ha concluso il Procuratore Generale dello Sport, Ugo Taucer. (agc)

Intesa con la procura di Bologna, rafforzato l'impegno per le vittime di violenza. Malagò: "Ci teniamo molto"
- SIGLATO PROTOCOLLO
Prosegue l’impegno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano a tutela dei tesserati vittima di violenza. A un anno distanza dal protocollo sottoscritto con la Procura di Milano, il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Procuratore Generale dello Sport Ugo Tacer hanno siglato con il Procuratore Capo di Bologna, Giuseppe Amato, un’intesa volta a coordinare le attività e favorire la collaborazione per la trattazione di vicende legate a reati di violenza contro la persona commessi da tesserati nell’ambito sportivo.
Nato dall’esigenza di definire procedure standardizzate di condivisione delle informazioni nella cornice normativa, nazionale e internazionale, sulla protezione dei soggetti vulnerabili rimasti vittime di reato, il protocollo si pone l’obiettivo di regolamentare al meglio e nel rispetto delle competenze proprie di ciascuna Procura le modalità operative di acquisizione di informazioni e di documentazione.

“La Procura di Milano ha fatto da apripista - ha sottolineato Malagò - e ora abbiamo altri appuntamenti in agenda, da Palermo a Perugia. Ci teniamo molto. Lo sport ha cariche elettive e, nel momento in cui si acquisisce un ruolo pubblico, c’è sempre qualcuno che insinua un dubbio, un sospetto. Noi siamo sempre stati al di sopra di tutto e lo dimostriamo anche con questo protocollo. Oggi la cultura del sospetto non c’è più sia per l’autorevolezza del Prefetto Taucer e della sua squadra che per questi strumenti: vi siamo veramente grati e riconoscenti”, ha aggiunto il Presidente del CONI rivolgendosi al Procuratore Amato.
“Questa intesa è un segnale importante per la magistratura ma soprattutto per il mondo dello sport italiano, che dimostra grande sensibilità al riguardo - ha osservato il Procuratore Capo di Bologna -. L’occasione è nata da un caso specifico e oggi firmiamo un protocollo utile e ben strutturato. È davvero una bella cosa”, ha concluso Amato.
L’idea, nata prima dell’insediamento dell’attuale Procuratore Generale dello Sport Ugo Tacer dall’interlocuzione con il Ministero della Giustizia e poi trasformata nell’intesa con la Procura di Milano, si estende dunque alla Procura di Bologna. “Sono contento, il Ministero ci ha suggerito di instaurare un rapporto diretto con le Procure e lo stiamo facendo”, ha spiegato Taucer. “Siamo partiti con Milano, ora questa intesa con Bologna presenta qualche aggiustamento formale ma non sostanziale, regolando nel doppio senso i rapporti. È un segnale di reciproca sensibilità importante per tutti. Abbiamo in agenda anche le firme con le Procure di Palermo e Perugia: abbiamo aperto una strada e andiamo avanti”. (agc)
Il Presidente CONI Abruzzo Imbastaro eletto in Consiglio Nazionale
- CONI
Enzo Imbastaro è il nuovo componente del Consiglio Nazionale del CONI in rappresentanza degli Organi Periferici dell’Ente. Presidente del CONI Abruzzo Imbastaro, già Presidente Provinciale di Pescara, è stato eletto oggi nel corso dell’Assemblea, che si è svolta al Salone d’Onore del Foro Italico presieduta dalla Vicepresidente CONI Claudia Giordani, dai rappresentati Delegati Provinciali Centro Italia. Hanno preso parte alla votazione 26 aventi diritto a voto e per l’unico candidato sono stati espressi 24 voti favorevoli 2 due schede bianche. Enzo Imbastaro prende così il posto del dimissionario Salvatore Sanzo.
Siglato protocollo d'Intesa con Athletes in Action per la formazione dei giovani atleti
- ACCORDO TRIENNALE

Il CONI e Athletes in Action hanno siglato un protocollo d’intesa per la formazione dei giovani atleti.
L’intesa, di durata triennale, è stata presentata oggi al Foro Italico dal Vice Presidente vicario del CONI, Silvia Salis e dal Presidente di Athletes in Action, Mark Householder, numero uno dell’organizzazione statunitense, già attiva in oltre 60 Paesi, per la formazione degli atleti a 360 gradi.
L’AIA, attraverso i propri tecnici e il proprio staff, metterà a disposizione degli atleti italiani delle categorie giovanili il proprio know-how, attraverso un percorso di otto lezioni - denominato “Total Athlete Project” - dedicato a temi che spaziano dalla performance sportiva e dal recupero degli infortuni alla gestione finanziaria e alla comunicazione.
Da protocollo, il CONI - che avrà come referente il membro di Giunta e del Comitato Direttivo della Commissione Nazionale Atleti, Paolo Pizzo – individuerà una squadra giovanile che potrà beneficiare di tale percorso di formazione, inserito tra i programmi promossi dal Comitato per la dual career degli atleti.
Al termine delle lezioni, una selezione del team sarà ospitata presso la sede dell’AIA, a Xenia (Ohio), per una settimana di Camp di alta formazione in cui gli atleti alterneranno allenamenti e studio.
"In Italia abbiamo il dovere di cambiare la mentalità dello sport nella scuola e nell’università - ha dichiarato Silvia Salis -. Al momento, in alcune università legate ancora alla tradizione classica, lo sport è visto come una perdita di tempo, mentre nelle università più moderne, il modello è quello americano. Dobbiamo lavorarci molto e possiamo imparare dagli Stati Uniti".
‘New Miracle’, al CONI il primo incontro sulla leadership e gli stereotipi di genere
- Progetti Speciali
La Sala della Giunta Nazionale del CONI ha ospitato il primo di quattro incontri promossi da ‘New Miracle’, progetto a cui il CONI aderisce insieme ai comitati olimpici di Lituania, Lettonia, Estonia e Slovacchia. L’iniziativa ha voluto porre l’accento sull’uguaglianza di genere e la partecipazione delle donne alla governance del mondo sportivo. ‘Leadership e stereotipi di genere’: questo il tema della sessione moderata dal delegato dei progetti europei del CONI, Paolo Pizzo. L’incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente vicario del CONI Silvia Salis, della pluricampionessa olimpica di fioretto Elisa Di Francisca e del campione del mondo di nuoto sincronizzato Giorgio Minisini.
“Le atlete azzurre vincono, fanno tanto per lo sport ma non comandano - ha osservato Silvia Salis nel suo intervento -. Questo mondo continua a rimanere impermeabile rispetto ai cambiamenti avvenuti negli anni in altri ambiti societari. Non è facile, in un ambiente così chiuso, far capire come questo sia diventato un tema cruciale per i prossimi decenni. Per cambiare la situazione abbiamo bisogno anche degli uomini. Il CONI ha me come vicepresidente vicario e la vice presidente Claudia Giordani e il Presidente Malagò mi ha dato fiducia e supporto per intraprendere questo ruolo. L’impiego delle donne ad ogni livello porterebbe ad una società più giusta e libera per tutti. Lo sport può rappresentare un incredibile ascensore sociale, tanto a livello agonistico quanto dirigenziale”, ha spiegato il vicepresidente vicario del CONI.
“È un orgoglio per me poter affrontare questo tema - ha dichiarato Paolo Pizzo -. Specialmente per un uomo è molto bello e stimolante. È importante provare a cambiare questo sistema, che vede le donne soltanto in una percentuale minima ai massimi livelli dirigenziali e decisionali. In Europa siamo fortunati a poter trattare di argomenti del genere. In altri contesti parlare dei diritti delle donne è quasi impossibile”.

È intervenuta sul tema anche Elisa Di Francisca: “Nella mia carriera un cambiamento c’è stato nel 2013, quando avevo una maestra e una preparatrice. Eravamo una squadra tutta al femminile. Penso che la diversità sia un arricchimento. Dobbiamo essere in grado di far vedere quanto valiamo facendo parlare i fatti. Non servono donne passive ma che ci provino e diano costantemente l’esempio, altrimenti passeremo il tempo a lamentarci”, ha sottolineato la pluricampionessa olimpica di fioretto.
Prezioso, infine, il contributo del campione del mondo di nuoto sincronizzato Giorgio Minisini: “Quando ho iniziato io questo sport era considerato prettamente femminile. Mi è capitato di dover assistere a pregiudizi e stereotipi imbarazzanti. Per fortuna la famiglia mi ha sempre sostenuto e ho trovato un ambiente favorevole al cambiamento. A Parigi 2024 gli uomini potranno gareggiare per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici: sono felice, soprattutto per i nuovi ragazzi che entreranno in acqua”, ha dichiarato l’azzurro.
Hanno portato il loro contributo il Presidente della Federazione Italiana Danza Sportiva, Laura Lunetta, Flavia Guidotti, assegnista di ricerca presso l'Università del Foro Italico, Asia Petrucci, ex arbitro FIGC e le dottoresse Lucia Ledda, Siria Scotti e Gaia Varriale.
Positivo Tomasetti (FIJLKAM), il TNA lo sospende in via cautelare
L'atleta Pablo Luciano Tomasetti (tesserato FIJLKAM) è risultato positivo al Vilanterol a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute ( SVD ), ex lege 376/2000, al termine della competizione “Gran Prix Seniores/Juniores", svoltosi a Ostia il 2 ottobre 2016.
La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha provveduto a sospendere l'atleta in via cautelare, accogliendo l'istanza proposta dall'Ufficio di Procura Antidoping.
Il TNA squalifica Chatbi (FIDAL) per 2 anni e 8 mesi. Quattro anni a Turriciano (FIPE), Terenzi (FCI), Severini (ASI) e Gnocchi (CSI)
La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Jamel Chatbi, tesserato FIDAL, visti gli artt. 2.4, 4.3.3 e 4.7.1 delle vigenti NSA, ha squalificato lo stesso per 2 anni e 8 mesi, a decorrere dall’8 agosto 2016 e con scadenza al 7 aprile 2019. Chatbi è stato condannato anche al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico di Agostino Turriciano, tesserato FIPE, visti gli artt. 2.3 e 4.3.1 delle vigenti NSA, ha inflitto all’atleta la sanzione della squalifica per 4 anni, a decorrere dal 3 novembre 2016 e con scadenza al 2 novembre 2020 e lo ha condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Mattia Terenzi, tesserato FCI, visti gli artt. 2.1 e 4.2.1 delle vigenti NSA, gli ha inflitto la sanzione della squalifica per 4 anni, a decorrere dal 3 novembre 2016 e con scadenza al 2 settembre 2020, dedotto il presofferto. Il TNA ha disposto, inoltre, l’invalidazione dei risultati eventualmente conseguiti a partire dal 29 maggio 2016 e la condanna dell’atleta al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Cristian Severini, tesserato ASI, visti gli artt. 2.1 e 4.2.1 delle vigenti NSA, gli ha inflitto la sanzione della squalifica per 4 anni, a decorrere dal 3 novembre 2016 e con scadenza al 2 settembre 2020, dedotto il presofferto. Ha disposto, inoltre, l’invalidazione dei risultati eventualmente conseguiti a partire dal 29 maggio 2016 e ha condannato l’atleta al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Ignazio Gnocchi, tesserato CSI, visti gli artt. 2.1 e 4.2.1 delle vigenti NSA, gli ha inflitto la sanzione della squalifica per 4 anni, a decorrere dal 3 novembre 2016 e con scadenza al 2 settembre 2020, dedotto il presofferto e ha disposto l’invalidazione dei risultati eventualmente conseguiti a partire dal 29 maggio 2016. L’atleta è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Il TNA squalifica per 4 anni Davide Zamboni, Giovanni Lucisano, Melania Calò, Cristian Paiosa (tesserati ASI) e Jaouad Zain (FIDAL). Rinviato il caso-Wright (FIP)
Il Tribunale Nazionale Antidoping - Prima Sezione, nel procedimento disciplinare a carico di Davide Zamboni (tesserato ASI), visti gli artt. 2.3 e 4.3.1 delle vigenti Norme Sportive Antidoping, ha inflitto all'atleta 4 anni di squalifica, a decorrere dal 10 ottobre 2016 e con scadenza al 9 ottobre 2020 e lo ha altresì condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico di Giovanni Lucisano (tesserato ASI), visti gli artt. 2.2, 2.3, 4.3.1 e 4.7.4.1 delle vigenti NSA, ha inflitto all'atleta 4 anni di squalifica, a decorrere dal 10 ottobre 2016 e con scadenza al 9 ottobre 2020 e lo ha altresì condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico di Maria Melania Calò (tesserata ASI), visti gli artt. 2.3 e 4.3.1 delle vigenti NSA, ha inflitto all'atleta 4 anni di squalifica, a decorrere dal 10 ottobre 2016 e con scadenza al 9 ottobre 2020 e le ha altresì inflitto la sanzione economica accessoria quantificata in Euro 1.000.00. La Calò è stata anche condannata al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico di Cristian Paiosa (tesserato ASI), visti gli artt. 2.3 e 4.3.1 delle vigenti NSA, ha inflitto all'atleta 4 anni di squalifica, a decorrere dal 10 ottobre 2016 e con scadenza al 9 ottobre 2020, oltre alla sanzione economica accessoria pari ad Euro 500. Paiosa è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
Nel procedimento disciplinare a carico di Cristopher Taylor Wright (tesserato FIP), visto l’art. 28.2.3 delle vigenti NSA, ritenuto necessario disporre l’audizione di Carlo Giuseppe Antozzi, di Mario Oioli, del rappresentante legale della società Pallacanestro Varese e dello staff medico della medesima società e, in particolare, di Sella e di Marcolli, rinvia l’udienza ad altra data da destinarsi e ordina alla Procura di procedere alla citazione dei testi.
Nel procedimento disciplinare a carico di Jaouad Zain (tesserato FIDAL), visti gli artt. 2.3 e 4.3.1 delle vigenti NSA, ha inflitto all'atleta 4 anni di squalifica, a decorrere dal 10 ottobre 2016 e con scadenza al 9 ottobre 2020 e disposto l’invalidazione dei risultati dallo stesso eventualmente conseguiti dal 29 novembre 2015. L'atleta è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.
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