Gli atleti olimpici e paralimpici protagonisti a Milano Cortina 2026 ricevuti a Palazzo Chigi dal Presidente Giorgia Meloni
- GIOCHI INVERNALI
Si è conclusa a Palazzo Chigi l’intensa due giorni di impegni istituzionali dell’Italia Team. All’indomani della riconsegna del Tricolore al Capo dello Stato al Quirinale e della serata di celebrazione a Casina Valadier, infatti, gli atleti olimpici e paralimpici protagonisti a Milano Cortina 2026, reduci in mattinata dall’udienza con Papa Leone XIV, sono stati ricevuti dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. All’incontro (foto Andrea Masini/CONI) hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, il Segretario Generale del CONI e Capo Missione dell’Italia Team ai Giochi Carlo Mornati, il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e i Presidenti federali Flavio Roda (FISI) e Andrea Gios (FISG).
Meloni è stata omaggiata da Buonfiglio con la bandiera firmata dagli atleti e dal Presidente del CIP con la fiaccola dei Giochi Paralimpici. Il Presidente del Consiglio, a sua volta, ha donato agli azzurri dei cofanetti con all’interno il tricolore e delle medaglie celebrative.
In tarda mattinata, una rappresentanza dell'Italia Team aveva incontrato il Presidente del Senato Ignazio La Russa in occasione dell'evento 'Sport e Pace' organizzato dalla senatrice Giusy Versace presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. (agc)


L'Italia Team protagonista a Milano Cortina 2026 ricevuto a Palazzo Chigi dal Presidente Meloni
Papa Leone XIV accoglie in udienza le stelle di Milano Cortina 2026: “Atleti testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo”
- AL PALAZZO APOSTOLICO
All’indomani della riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica al Quirinale e della serata di celebrazione a Casina Valadier, i medagliati e i quarti classificati azzurri dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, seconda loggia del Palazzo Apostolico (foto Andrea Masini/CONI).
Presenti, oltre agli atleti, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team all’Olimpiade Carlo Mornati, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Verona Damiano Tommasi, il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, i membri onorari del CIO Manuela Di Centa, Franco Carraro e Mario Pescante, i vertici della Fondazione Milano Cortina 2026 guidati dal Presidente Giovanni Malagò, i membri di diritto del Consiglio Nazionale del CONI (presidenti federali), numerosi membri di Giunta, i presidenti delle commissioni atleti e tecnici del CONI.
“Santo Padre, a nome del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e di tutto lo sport italiano, desidero esprimerle la nostra più sincera gratitudine per averci accolto oggi e per l’attenzione costante che Lei dedica al mondo dello sport – le parole del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio –. Le sue parole rappresentano per noi una guida preziosa: un richiamo continuo ai valori più autentici dello sport, come il rispetto, la solidarietà, il sacrificio e il senso di comunità. Valori che vanno ben oltre la competizione e che contribuiscono a formare donne e uomini migliori. Le nostre atlete e i nostri atleti, oltre che a vincere e a renderci orgogliosi, si impegnano ogni giorno a condividere concretamente il suo messaggio, non solo nelle competizioni, ma anche nella vita quotidiana, diventando esempi positivi soprattutto per le giovani generazioni. Santo Padre, la ringraziamo per il suo sostegno e per la forza morale che trasmette al nostro movimento. Continueremo a portare avanti, con responsabilità e orgoglio, questi principi, affinché lo sport sia sempre uno strumento di crescita, inclusione e pace. Grazie di cuore”.

Poi l’intervento del Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis: “Santità, abbiamo avuto il piacere, l’onore e la fortuna di conoscere personalmente i suoi predecessori Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. Ritengo, però, che questa rappresenti un’occasione unica, storica ed irripetibile perché ha riunito qui al proprio cospetto l’universo dello sport olimpico e paralimpico. È un grande momento. So che lei è un uomo di sport e che è vicino al nostro mondo così come il nostro movimento è vicino alla Chiesa Cattolica. Abbiamo dei valori che sono insiti con quelli cristiani, dalla lealtà al fair play passando per l’inclusione, a prescindere da razze, tradizioni e qualsiasi estrazione. Il nostro compito è quello di accogliere e confrontarci con tutti lealmente sia durante una competizione sia al di fuori di essa, senza trascurare naturalmente ciò che la Chiesa promuove da millenni. Soprattutto per quanto riguarda il mondo paralimpico, non devono più esistere differenze e bisogna spalancare le porte del rispetto, dell’integrazione e della piena inclusione, non a parole bensì con i fatti. Tutti questi grandi atleti riuniti qui oggi e che hanno dato onore al nostro Paese dedicano le loro medaglie a lei affinché ognuno di noi possa diventare un cittadino migliore e credere davvero in quei valori che la Chiesa porta avanti da così tanto tempo”.
“Vi accolgo con gioia dopo la fine dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, che hanno diffuso nel mondo, insieme a competizioni di altissimo livello, anche un nobile messaggio umano, culturale e spirituale – le dichiarazioni di Papa Leone XIV –. Grazie per ciò che avete testimoniato. Lo sport, quando viene autenticamente vissuto, non resta soltanto una prestazione, ma una forma di linguaggio, un racconto fatto di gesti, di fatica, di attesa, di cadute e di ripartenze. Durante i Giochi abbiamo visto non solo corpi in movimento, ma storie, storie di sacrificio, di disciplina, di tenacia, in modo particolare nelle competizioni paralimpiche abbiamo osservato come il limite possa diventare luogo di rivelazione, non qualcosa che ostacola la persona ma che può essere trasformato, persino trasfigurato in vincolante qualità. Voi atleti siete diventati biografie che ispirano moltissime persone. In secondo luogo, il vostro affiatamento ci ricorda che nessuno vince da solo, perché dietro ogni vittoria tanti sono coinvolti: dalla famiglia alle squadre, molti giorni di allenamento, di pressione e di solitudine. Spesso è proprio in questi momenti che Dio si rivela. Lo sport concorre alla maturazione del nostro carattere, richiede una spiritualità santa e una forma feconda di educazione. Dallo sport si impara a conoscere il proprio corpo senza idolatrarlo, a governare le emozioni, a competere senza perdere il senso della fraternità, ad accogliere la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza. Allenando la mente insieme alle membra, lo sport è autentico quando resta umano, cioè quando rimane fedele alla sua prima vocazione: essere scuola di vita e di talento. Una scuola nella quale si impara che il vero successo si misura dalla qualità delle relazioni, non dall’ammontare dei premi ma dalla stima reciproca, dalla gioia condivisa del gioco. Questa è la vita in abbondanza della quale parla il Vangelo: una vita piena di senso, una vita in cui corporeità e interiorità trovano armonia. Ecco la ragione della scelta di questa espressione evangelica come titolo della lettera che ho scritto proprio in occasione dell’inizio dei Giochi: La Vita in Abbondanza. Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore. Lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro, non un’esibizione di forza ma un esercizio di relazione. Ho voluto ricordare in occasione di questi Giochi il valore della Tregua Olimpica: con la vostra presenza avete reso visibile questa possibilità di pace come una profezia niente affatto retorica. Spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell’incontro. Al contempo sappiamo bene che lo sport porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping, quella del profitto che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo, quella della spettacolarizzazione che riduce l’atleta a un’immagine o a un numero. Contro queste derive la vostra testimonianza è essenziale. Cari atleti, voi siete stati testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo, portate l’idea che si possa gareggiare senza odiarsi, che si possa vincere senza umiliare, che si possa perdere senza perdere se stessi. E questo vale anche oltre lo sport, nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli, perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia ma una ricchezza. In un’epoca di grandi sfide climatiche questi Giochi ci ricordano anche il legame tra sport e natura e il nostro dovere di prenderci cura della casa comune. Oggi, in questa sala, guardiamo alla croce degli sportivi, la croce olimpica e paralimpica, che dai Giochi di Londra 2012 a quelli di Milano Cortina 2026 raccoglie preghiere, attese, speranze, paure e sofferenze delle donne e degli uomini che a ogni età condividono le loro esperienze sportive. Davanti a questo supremo ed essenziale esempio di dedizione rinnoviamo il desiderio di dare il nostro meglio, insieme, in ogni attività. Cari atleti, ringrazio tutti voi per il vostro impegno e prego affinché Gesù Cristo, vero atleta di Dio, ispiri a ciascuno sfide sempre più virtuose e doni la forza per viverle con passione. Mentre vi accompagno con la mia benedizione, vi affido una missione: continuare a far sì che la persona rimanga al centro dello sport in tutte le sue espressioni. Auguri a tutti voi”.
Il Papa, che ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche e le due fiaccole, ha poi salutato personalmente uno ad uno tutti i presenti.
Al termine dell’udienza Giampaolo Mattei, Presidente di Athletica Vaticana, e il Vescovo Paul Tighe, Segretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, hanno accompagnato la delegazione composta da Federico Pellegrino, Federica Brignone, Michela Moioli, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana, Davide Ghiotto e alcuni atleti paralimpici al vicino Dispensario Pediatrico Santa Marta per l’incontro con alcune famiglie con bambini piccoli. Il Dispensario, oltre a generi di prima necessità, garantisce a circa 500 famiglie (quasi tutte straniere e senza assistenza sanitaria) visite mediche specialistiche gratuite (ai piccoli e alle mamme) con i medici dell'Ospedale Pediatrico ‘Bambino Gesù’, del Policlinico ‘Gemelli’ e di altre strutture. Ad accogliere gli atleti l'Arcivescovo Luis Marín de San Martín, nuovo Elemosiniere di Sua Santità e Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, di recente nominato dal Santo Padre Leone XIV. (agc)
Papa Leone XIV accoglie in udienza le stelle di Milano Cortina 2026
Atletica: il saltatore azzurro Matteo Sioli sottoposto a test al CPO di Formia
- IMSS CONI
Giornata di test al Centro di Preparazione Olimpica 'Bruno Zauli' del CONI, a Formia, per Matteo Sioli, atleta della Nazionale di salto in alto che lo scorso anno ha vinto il titolo mondiale under 23.
Sotto la supervisione dello staff della FIDAL, l’azzurro è stato sottoposto a una batteria di test biomeccanici avanzati. Le analisi, condotte dagli esperti dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, si sono avvalse di sistemi di acquisizione cinematica 3D, strumenti fondamentali per studiare in dettaglio il movimento umano.
L’obiettivo principale dei test è analizzare due momenti chiave del salto: la rincorsa e la fase di stacco. Attraverso la raccolta di dati precisi sono stati esaminati parametri come la lunghezza e la ritmica dei passi, i tempi di contatto e di volo e la velocità del centro di massa, offrendo all’allenatore di Sioli indicazioni oggettive per affinare la tecnica e migliorare la performance in pedana. (agc)
Riconsegnato il Tricolore di Milano Cortina 2026, Mattarella: “Pagina indimenticabile di emozioni e successi”
- AL QUIRINALE
Si chiude al Quirinale l’indimenticabile percorso di Milano Cortina 2026. Il Salone dei Corazzieri ha ospitato la cerimonia di riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte dei medagliati olimpici e paralimpici e dei quarti classificati ai Giochi Invernali dei record dell’Italia Team (foto Andrea Masini/CONI).
Presenti, oltre agli atleti guidati dai portabandiera olimpici Federica Brignone, Arianna Fontana, Amos Mosaner e Federico Pellegrino e da quelli paralimpici Chiara Mazzel e René De Silvestro, il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera Federico Mollicone e i vertici dello sport azzurro: il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il Segretario Generale del CONI e Capo Missione dell’Italia Team ai Giochi Carlo Mornati, i Vice Presidenti del CONI Diana Bianchedi (Vicario) e Marco Di Paola, i Presidenti federali Flavio Roda (FISI) e Andrea Gios (FISG) e alcuni dei tecnici che hanno fortemente contribuito ai successi di Milano Cortina 2026.
Ai Giochi Olimpici Invernali in casa, infatti, i terzi della nostra storia dopo Cortina 1956 e Torino 2006, l’Italia Team ha conquistato trenta medaglie (10 ori, 6 argenti, 14 bronzi). Numeri superiori a quelli di Lillehammer 1994, l’edizione dei Giochi Invernali che per 32 anni ha detenuto il primato di podi (20) e ori (sette) azzurri. Con la delegazione italiana più numerosa di sempre a livello invernale (196 atleti, di cui 103 uomini e 93 donne), l’Italia Team è andata a medaglia in 10 diverse discipline (sci alpino, biathlon, sci di fondo, curling, pattinaggio di figura, freestyle, slittino, short track, snowboard e pattinaggio di velocità), una in meno del primato storico stabilito dagli Stati Uniti a Pyeongchang 2018. Tanti i primati individuali, su tutti quello di Arianna Fontana, che con l’oro nella staffetta mista e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta femminile di short track ha superato il record azzurro di medaglie olimpiche di tutti i tempi (14), detenuto precedentemente dalla leggenda della scherma Edoardo Mangiarotti (13). Il modo migliore per onorare l’impegno di ospitare un’Olimpiade strappando applausi da ogni angolo del mondo, per un trionfo a 360° sulla neve, sul ghiaccio e a livello organizzativo.
“Signor Presidente, esordire con la parola ‘grazie’ è un doveroso omaggio di profonda e sincera ammirazione per la vicinanza che ci ha manifestato in questi indimenticabili e storici Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 – ha dichiarato il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli –. Ma la parola ‘grazie’ stavolta non basta. Lo dico subito: sono emozionato. Questa di oggi non è un’udienza come altre che Lei ci ha concesso in passato. È un incontro che ha un sapore particolare, carico di gioia e di gloria. Non è retorica: abbiamo fatto innamorare l’Italia, abbiamo fatto sentire il nostro Paese orgoglioso di queste atlete e di questi atleti, ma anche dei loro tecnici, dei loro dirigenti, delle loro federazioni, qui rappresentate dai presidenti Flavio Roda e Andrea Gios. Siamo stati un tutt’uno che ha idealmente coperto con un immenso Tricolore l’intera nazione che ci ha seguito con trepidazione giorno dopo giorno. I risultati di audience e di share televisivi sono la conferma che le italiane e gli italiani sono stati letteralmente e piacevolmente travolti e trascinati dai nostri successi e hanno tifato ed esultato assieme a noi. Le trenta medaglie conquistate, oltre a rappresentare un record per la nostra storia olimpica invernale, sono quindi una meravigliosa collana tempestata di gemme preziose e un giusto tributo alla nostra Repubblica nell’anno in cui si celebrano gli 80 anni”.
E poi: “Milano Cortina è stata la mia prima Olimpiade alla guida del CONI e Le garantisco che non è stato facile domare le emozioni che ci hanno regalato le nostre campionesse e i nostri campioni. Se a tutto questo aggiungiamo che alcune di queste memorabili vittorie ho avuto la fortuna di viverle al suo fianco, credo che non esistano parole per descrivere la felicità e la gratificazione di momenti unici e irripetibili. Signor Presidente, Lei è da sempre il nostro faro, il nostro punto di riferimento, il nostro Capitano non giocatore, ma a questi Giochi la sua presenza al nostro fianco in diverse e graditissime occasioni, unitamente alla Signora Laura, è stata la più grande spinta motivazionale che avrebbero potuto ricevere le azzurre e gli azzurri. Nessuno dimenticherà mai le sue visite ai Villaggi Olimpici di Milano e di Cortina, le sue presenze a Casa Italia, i suoi pranzi con la squadra, la sua scelta di indossare la divisa dell’Italia per assistere alle gare, gli incontri con le atlete e gli atleti, le parole di saggezza e di incoraggiamento che ci ha voluto riservare. Lei è stato uno di noi. L’abbiamo sentita come uno di noi. Il mondo olimpico ha capito che Lei è uno di noi. Mi creda, Signor Presidente, non è piaggeria e non ne sarei capace: ma il grido di San Siro ‘Sergio, Sergio’ è stato il momento più sublime che ha impressionato il mondo olimpico internazionale come mai nessun altro in passato. Ecco perché, insieme al Capo Missione e Segretario Generale Carlo Mornati, Le rinnoviamo riconoscenza e gratitudine. Lei ci ha trasmesso quella carica che ha contribuito a rendere magica e memorabile questa quarta Olimpiade italiana. I giudizi sono stati unanimi: siamo stati bravi nell’organizzazione, e rinnovo i complimenti al Presidente della Fondazione Giovanni Malagò, siamo stati bravi sulla neve e sul ghiaccio, siamo stati bravi nei comportamenti in gara e verso chi ci guardava perché questo gruppo di ragazze e ragazzi che oggi è qui al Quirinale, nella Casa degli Italiani, è stato un esempio per tutti sia da un punto di vista agonistico sia comportamentale. Anche chi ha sfiorato il podio, giungendo quarto, si è sentito, grazie al suo gentile invito, importante al pari di chi ha conquistato una medaglia. E a proposito di medaglie, concludo con una piccola divagazione storica. Ne abbiamo vinte 30, di cui 10 d’oro, 6 d’argento e 14 di bronzo. 10-6-14. Sembrano numeri di una sequenza normale, ma per il CONI rappresentano e simboleggiano una data fondamentale. È il giorno della fondazione del nostro ente, che è nato appunto il 10 giugno del 1914. Sarà stato un caso, un segno del destino, ma anche questa coincidenza numerica resterà scolpita nella storia di questa meravigliosa, spettacolare e straordinaria Olimpiade di Milano Cortina 2026. Grazie ancora Signor Presidente. Viva l’Italia, viva lo Sport”.
“Abbiamo vinto la scommessa di rendere accessibile a tutte le disabilità, anche le più severe, uno dei monumenti più importanti della storia dell’umanità, l’Arena di Verona, teatro della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici – le parole del Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis –. È stato un sogno realizzato, una dimostrazione di grande crescita del Paese. I risultati dei Giochi Olimpici e Paralimpici sono un vanto per l’Italia, un balzo in avanti incredibile. La macchina organizzativa è stata perfetta. Alla vigilia dei Giochi Paralimpici c’era tensione a causa della delicata situazione geopolitica, ma gli atleti sono stati eccezionali. Hanno lottato, hanno gestito una pressione enorme sino a conquistare risultati incredibili. Grazie, Presidente, per la vicinanza che ci ha dimostrato anche in questa occasione. Mi auguro che da questa straordinaria edizione si possano aprire le porte del rispetto e della piena inclusione tra tutti, sportivi e non”. Poi il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “Questa splendida cerimonia ci dà la possibilità di manifestare apertamente nei suoi confronti, Signor Presidente, la riconoscenza per quello che fa nei confronti del popolo italiano e del mondo dello sport. Siamo onorati di come voi atleti avete rappresentato l’Italia. Con la consegna delle bandiere il Presidente vi ha affidato i sentimenti degli italiani. La gioia per i vostri risultati ha toccato i nostri cuori. Siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un evento straordinario con risultati straordinari. Da soli non si vince e non ci si rialza nei momenti di difficoltà. Sono stati Giochi Olimpici e Paralimpici memorabili. Gli altri Paesi ce lo hanno manifestato. Abbiamo fatto prevalere la matrice comune dell’interesse di far brillare il nostro Paese. Faremo in modo che l’esempio di voi atleti sia di ispirazione per il nostro agire quotidiano”.
A questo punto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il Tricolore dai portabandiera della cerimonia di apertura di Milano Arianna Fontana e Federico Pellegrino, da portabandiera della cerimonia di Cortina Federica Brignone ed Amos Mosaner e da quelli della cerimonia paralimpica di Verona Chiara Mazzel e René De Silvestro.
Arianna Fontana ha osservato: “Ringrazio il Presidente della Repubblica a nome di tutti gli atleti, presenti e non. È sempre un grande onore rappresentare il Tricolore. Lei ha reso questa Olimpiade speciale. È stato il simbolo di tutti gli italiani, ci ha regalato tanti gesti che non dimenticheremo mai. Ci ha fatto diventare parte della sua famiglia. Non dimenticherò mai quando mi ha telefonato per condividere la gioia di una medaglia. È stato sempre pronto a sostenerci e dedicarci del tempo. È stato qualcosa di incredibile. Quando indossiamo il Tricolore ci sentiamo uniti, oltre il semplice risultato di una gara. Ringrazio tutti gli italiani e l’Italia”. Federico Pellegrino ha aggiunto: “Ho realizzato un sogno grazie alle mie gambe e a chi mi ha aiutato a renderle performanti fino al 2026. Si è realizzato in forma unica dal punto di vista emotivo: l’ingresso allo stadio di San Siro cercando il suo sguardo, Signor Presidente, è stato qualcosa di enorme. Grazie anche ai miei compagni di squadra, a tutti gli atleti italiani che ai Giochi ci hanno fatto saltare facendo il tifo. Mi sento tanto fiero di essere italiano”. Poi Amos Mosaner: “Signor Presidente, la ringrazio per l’onore di essere stato portabandiera, un’emozione unica. È stata un’Olimpiade veramente emozionante, il pubblico ci ha sostenuto dall’inizio alla fine. Trenta medaglie sono un record storico. Atleti e staff hanno lavorato in maniera egregia. Speriamo di aver fatto appassionare tanti italiani allo sport, perché lo sport unisce ed è vita”. E a chiudere Federica Brignone: “Per me è stato un percorso un po’ diverso. A dicembre avevo detto che la mia presenza non era affatto scontata. Sono riuscita a fare qualcosa che non mi sarei mai aspettata. L’onore di portare la bandiera alla cerimonia di apertura mi ha dato una spinta, le motivazioni per una sfida impossibile. È stato bellissimo. Abbiamo vissuto emozioni incredibili che ricorderemo per sempre”.
Dopo gli interventi di Chiara Mazzel e René De Silvestro, Luciano Buonfiglio e Marco Giunio De Sanctis hanno consegnato al Presidente della Repubblica i cofanetti contenenti le copie delle medaglie olimpiche e paralimpiche d’oro, d’argento e di bronzo.
Ha preso dunque la parola il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima di consegnare una medaglia ad ogni atleta presente: “È un vero piacere accogliervi e ricevere dagli alfieri le bandiere a cui avete dato tanto prestigio. Questi Giochi hanno scritto una pagina indimenticabile di emozioni e successi. I Giochi sono stati motivo di orgoglio per il nostro Paese. Sul piano sportivo, i medaglieri sono colmi. La sequenza numerica evidenziata dal Presidente Buonfiglio è significativa, una coincidenza di grande significato storico. Oltre alle medaglie ho avuto la fortuna di essere presente alla conquista di diversi record che certificano l’alta qualità nostro movimento sportivo. Tante storie personali entusiasmanti ci hanno coinvolto, storie che sono motivo di interesse pubblico ed attrazione ed esempio per i giovani. È stato un successo a livello di organizzazione per l’ospitalità offerta dalla complessa macchina che ha sorretto anche tanti eventi contestuali. Avete trasmesso in ogni continente l’immagine di un’Italia di grande efficienza. Tutto è andato bene. Contro ogni scetticismo. Ma la bellezza e l’importanza dello sport vanno oltre l’evento sportivo e i gesti atletici. Lo sport è cultura, espressione e proiezione della società. La nostra organizzazione efficace e i risultati lusinghieri hanno offerto al mondo la nostra amicizia, la nostra capacità di accoglienza, il rispetto per gli altri, la capacità di costruire reti di socialità. Viviamo un tempo difficile offuscato da minacce gravi e guerre sanguinose. La cultura che lo sport trasmette è ben diversa. È significativo che sia toccato all’Italia e all’Europa farsi vetrina di una manifestazione di amicizia e umanità. A prevalere sono stati i valori sportivi. I quarti classificati rappresentano tutti i partecipanti ai Giochi, per questo sono qui. Grazie, quindi, a organizzatori, tecnici, a coloro che hanno accompagnato, assistito e allenato atlete e atleti. Bentornati con la nostra bandiera a cui avete reso onore, grazie”. (agc)
L'elenco delle atlete e degli atleti presenti
Milano Cortina 2026: medagliati e quarti classificati al Quirinale
Coppa del Mondo: De Silvestro e Boscacci arrivano secondi a Villars-sur-Ollon e conquistano il trofeo di staffetta mista
- SCI ALPINISMO
Si chiude nel migliore dei modi la stagione di Alba De Silvestro e Michele Boscacci.
Dopo la Sfera di Cristallo conquistata da Giulia Murada, la veneta classe ’95 bissa il trofeo di individual e si aggiudica assieme al marito la Coppa del Mondo di staffetta mista di sci alpinismo.
Al termine di uno splendido percorso la coppia azzurra (foto ANSA) arriva al secondo posto nella gara di Villars-sur-Ollon, in Svizzera, vinta dagli spagnoli Ana Alonso Rodriguez ed Oriol Cardona Coll. Completano il podio, terzi, i francesi Celia Perillat Pessey e Thibault Anselmet. Così gli atleti tricolore archiviano in prima posizione la classifica di specialità grazie al terzo podio stagionale dopo quelli di Solitude (Stati Uniti) e Val Martello. (agc)
Trofeo Princesa Sofía: podio per Pianosi, Maggetti e Renna nel primo atto del Sailing Grand Slam
- VELA
Si è conclusa con un tris di podi per l'Italia la 55ª edizione del celebre Trofeo Princesa Sofía, la prima tappa stagionale del Sailing Grand Slam andata in scena in quel di Maiorca (Spagna) nelle acque della Baia di Palma. Si tratta del massimo circuito internazionale di vela dedicato alle classi olimpiche che, a partire dallo scorso anno, è andato a sostituire le singole Coppe del Mondo.
Secondo posto per Riccardo Pianosi (foto Martina Orsini/FIV) nel formula kite. Il ventunenne pesarese, campione mondiale ed europeo in carica di specialità, ha terminato sulla piazza d'onore anche le prove di opening series, qualificandosi in maniera diretta per la finale insieme al primatista della classifica generale ovvero il singaporiano Maximilian Maeder. Quest'ultimo, poi, è riuscito a portare a casa anche il titolo, piazzandosi davanti all'azzurro, quarto ai Giochi di Parigi 2024, e all'olimpionico austriaco Valentin Bontus (terzo).
Lo stesso risultato lo ha conquistato Marta Maggetti, campionessa olimpica in carica di iQFOiL. Ottime per tutta la settimana le performance della trentenne cagliaritana, che ha finito anche le regate preliminari da seconda, sigillando il meritato biglietto diretto per la finale senza dover transitare per gli altri turni ad eliminazione diretta. Nell'atto conclusivo ad alzare le braccia al cielo è stata l'israeliana Tamar Steinberg, riuscita a mettersi alle spalle sia l'azzurra sia la norvegese Maya Gysler (terza). Tra gli uomini, quindi, c'è stata gloria pure per Nicolò Renna, che si è piazzato terzo. Il ventiquattrenne trentino, quarto alla vigilia della Medal Race, ha dovuto cominciare il proprio cammino in semifinale, che ha superato per ottenere il meritato pass per la finale eliminatoria. Qui ha chiuso dietro al transalpino Nicolas Goyard (primo) ed allo statunitense Noah Lyons (secondo) mentre tra le file dell'Italia ci sono da segnalare nelle due gare anche il nono ed il 10° posto ottenuti rispettivamente da Medea Falcioni per quanto riguarda le donne e da Federico Alan Pilloni in campo maschile, che hanno entrambi esaurito il loro percorso nei quarti di finale. (agc)
Villars-sur-Ollon: Giulia Murada chiude al terzo posto la prova sprint e vince la Coppa del Mondo
- SCI ALPINISMO
Missione compiuta. Giulia Murada ha conquistato per la prima volta in carriera la Coppa del Mondo di sci alpinismo, diventando la terza italiana a riuscire in quest’impresa dopo quelle centrate in passato da Francesca Martinelli (2006) e da Roberta Pedranzini (2007-2008-2010). A mettere in ghiaccio il successo nella classifica generale femminile da parte della campionessa valtellinese è stato il terzo posto firmato nella prova sprint disputata sulle nevi di Villars-sur-Ollon (Svizzera), cornice dell’ultima gara individuale della stagione. Con questo risultato, infatti, la ventisettenne di Albosaggia ha concluso in graduatoria con il bottino di 1081 punti, respingendo con ampio margine gli assalti finali portati avanti dalla temibile coppia francese formata da Emily Harrop (seconda con 1031), ininterrottamente sul trono dal 2022 al 2025, e da Margot Ravinel (terza con 943).
Quest’oggi l’azzurra, terza nel seeding round, ha confermato in pieno il proprio ottimo stato di forma aggiudicandosi prima la quinta batteria e piazzandosi in seguito seconda nell’ultima semifinale. Nell'atto conclusivo riservato alle migliori sei atlete, quindi, a cogliere il trionfo è stata Harrop (prima in 2’56”1), riuscita a tagliare la linea di arrivo di fronte sia a Ravinel (seconda con +4”6), la quale si è assicurata la Coppa del Mondo di specialità, sia a Murada (+10”9), brava a prevalere nel duello per il podio nei confronti della padrona di casa Marianne Fatton (quarta con +12”7). Per la fuoriclasse tricolore (foto ISMF) si tratta della 13ª top-3 in carriera sul massimo circuito internazionale in una sfida sprint nonché della sesta stagionale di specialità, all’interno di un’annata in cui (tra gli altri traguardi) è stata capace di arrivare al quinto posto ai Giochi Olimpici di Bormio e di tingersi con l'argento agli Europei di Shahdagh, oltre a regalarsi la prima vittoria di sempre per lei in Coppa del Mondo nell’individual race (prova non olimpica) andata in scena nell’ambito sempre della rassegna continentale azera.
Vittoria casalinga nella competizione maschile, portata a casa da Jon Kistler (primo in 2’32”8) davanti al francese Thibault Anselmet (secondo con +1”0) ed allo spagnolo Oriol Cardona Coll (terzo con +10”0). Per l’Italia, infine, c’è da rimarcare la quinta posizione di Luca Tomasoni, che ha archiviato la sua buonissima performance con un gap di ritardo di +20”5 nei confronti dell’elvetico. (agc)

Mercoledì 8 aprile i medagliati olimpici e paralimpici al Quirinale per la riconsegna del Tricolore (diretta Rai 2)
- MILANO CORTINA 2026
Mercoledì 8 aprile il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceverà la squadra italiana protagonista ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.
La cerimonia si terrà al Quirinale, presso il Salone dei Corazzieri, con inizio alle ore 16.30.
All’udienza prenderanno parte le atlete e gli atleti azzurri vincitori di medaglia, oltre a tecnici e dirigenti, guidati dal Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis. Saranno presenti, su invito del Presidente Mattarella, anche le atlete e gli atleti che si sono classificati al quarto posto.
Nel corso della cerimonia, che sarà trasmessa in diretta su Rai 2, al Capo dello Stato verrà riconsegnata la bandiera italiana da parte degli alfieri azzurri, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner.
Trap: successo per Jessica Rossi e Daniele Resca nel mixed team di Coppa del Mondo in Marocco
- TIRO A VOLO
Si è conclusa in bellezza la tappa inaugurale della Coppa del Mondo di tiro a volo per la Nazionale di trap. Sulla pedana del ‘Club Tangérois de Tir’ di Tangeri (Marocco) infatti, a sole 24 ore di distanza dalla meravigliosa doppietta targata Erica Sessa-Jessica Rossi nell'individuale femminile, la stessa Rossi e Daniele Resca si sono assicurati il primo posto nel mixed team, specialità che nel luglio del 2028 a Los Angeles effettuerà il suo ritorno nel programma olimpico dopo l’ormai consueto avvicendamento con la gara a squadre miste di skeet (con cui si alterna ai Giochi Estivi ogni quattro anni).
L'entusiasmante cammino dei due veterani azzurri ha preso avvio nelle qualificazioni. Già qui sono risultati la coppia migliore in virtù del punteggio di 147/150, con Rossi che è stata infallibile in tutti i propri segmenti mentre gli unici tre errori li ha commessi Resca, rispettivamente nella prima (due) e terza serie (uno). L’incontrastato dominio della formazione tricolore (foto Andrea Caroppo/ISSF), quindi, è proseguito anche nella finalissima a quattro, al termine della quale l’Italia è andata a prendersi una vittoria di assoluto prestigio grazie allo score importante di 35/40, valevole anche come nuovo record mondiale. Alle spalle dei ragazzi guidati dal direttore tecnico Marco Conti, infine, si sono piazzati il Portogallo di Ines De Barros e Jose Faria (secondo con 33/40), la Repubblica Ceca di Zina Hrdlickova e Jiri Liptak (terza con 24/30) e gli Stati Uniti di Rachel Tozier e William Hinton (quarti con 14/20). (agc)
Consegnati i diplomi del secondo Corso di Management Olimpico ‘Franco Chimenti’, Buonfiglio: “Investiamo sulla formazione per restare vincenti”
- AL CPO ‘GIULIO ONESTI’
Si chiude la seconda edizione del Corso di Management Olimpico ‘Franco Chimenti’, attivato dall’Alta Scuola di Specializzazione Olimpica del CONI. L’aula magna del Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ del CONI, a Roma, ha ospitato la cerimonia di consegna dei diplomi per venti laureati, inclusi sei atleti ed ex atleti olimpici: Caterina Banti (vela), Claudia Cesarini (pentathlon moderno), Francesca Gallina (snowboard), Riccardo De Luca (pentathlon moderno), Simone Gonin (curling) e Lorenzo Bacci (tiro a segno). L’obiettivo è creare figure professionali all’avanguardia, altamente qualificate, che contribuiscano al successo dello sport e del team olimpico.
Il corso della durata di 300 ore, diviso in 9 moduli, con frequenza e residenza obbligatorie, si è svolto da maggio a ottobre 2025, proprio al CPO ‘Giulio Onesti’, e ha offerto una conoscenza approfondita del Sistema Olimpico a livello nazionale e internazionale, con focus sulla gestione del CONI e delle altre istituzioni sportive. Il progetto formativo si prefiggeva di migliorare la comprensione dello sport, dei valori e della normativa olimpica per le persone di tutte le abilità e disabilità e di favorire un approfondimento delle competenze su temi legali, di finanza, di marketing, innovazione e gestione e contrattualistica.
Il progetto formativo comprende, inoltre, uno stage: gli allievi sono stati infatti inclusi nella Delegazione Olimpica del CONI ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, con ruoli assegnati individualmente dal Segretario Generale del CONI, nonché Capo Missione dell’Italia Team all’Olimpiade, Carlo Mornati.
“La prima volta che sono entrato qui erano gli Anni Settanta e dovevo sottopormi alle visite mediche per i Giochi Olimpici – racconta il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, ex atleta olimpico di canoa, dopo l’introduzione del Direttore dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI Giampiero Pastore –. Quello che mi colpisce subito è la professionalità, la voglia di migliorare, che è il bello dei cinque cerchi. Siamo persone che hanno costruito un metodo di lavoro che si sta diffondendo in tutte le Federazioni. La Scuola dello Sport ha prodotto generazioni di tecnici e di dirigenti. Ai miei tempi, terminati i Giochi mi accorsi della condizione disastrosa dei nostri dirigenti nei confronti del prodotto umano che avevano a disposizione. Da ex atleta decisi di rompere le scatole, di pretendere. E di essere professionalmente competente. Perché se non sei competente sei fragile. Noi dobbiamo essere visti dagli atleti come costruttori di certezze per sviluppare sinergie che producono risultati. Dietro una persona che fa sport c’è la storia di una persona che migliora. Siamo condannati a vincere per fare in modo che si parli di noi e che i giovani ascoltino i valori che proviamo a trasmettere. Siamo orgogliosi del lavoro che avete fatto e siamo sempre più convinti di dover continuare a investire sulla formazione. In questo modo potremo rimanere vincenti. Sono fiero e orgoglioso di rappresentare il mondo sportivo italiano fatto di persone che danno tutto per crescere”.
Il Segretario Generale del CONI Carlo Mornati aggiunge: “È molto bello che la consegna dei diplomi avvenga nel contesto in cui la Nazionale femminile di rugby si allena sul campo a pochi metri da qui, i tuffatori azzurri sono in piscina e al nostro fianco c’è l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI. Abbiamo tracciato il perimetro all’interno del quale ci dobbiamo muovere”. Rivolgendosi agli studenti, poi: “Avete contribuito al più grande successo italiano della storia dei Giochi Olimpici Invernali partecipando a Milano Cortina 2026. È stato un corso molto proficuo, in linea con quello che ci eravamo prefissati. Sono particolarmente orgoglioso di quello che sta facendo il CONI. I risultati li vediamo: l’obiettivo rimane innalzare la professionalità del nostro mondo. Questo corso è un grandissimo investimento del mondo dello sport. L’auspicio è che riuscirete a mettere in pratica presto quello che avete imparato. Nello sport la pratica è fondamentale”.
Spazio anche ad Angelo Maria Petroni, Direttore Scientifico dell’Alta Scuola di Specializzazione Olimpica: “Volevamo fare una scuola professionale, non accademica. Qui si viene già con conoscenze di base serie e poi si impara a gestire, si impara a fare. Lo sport è passione, lo sport è ragione. Il mondo è esploso nella conoscenza, nel life long learning, bisogna continuare a imparare. Tutte le professioni hanno bisogno di richiami continui di insegnamento. Con questa scuola si è creata una comunità di gestione dello sport italiano. Le nozioni invecchiano spesso, i metodi no. Speriamo che abbiate appreso un metodo di apprendimento che vi sarà utile in futuro e che cercheremo di alimentare”.
Poi Gabriella Palmieri Sandulli, Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI: “Mi ha colpito la multidisciplinarità del corso. Vi abbiamo trasmesso le nostre conoscenze in ottica pratica coniugando il metodo teorico e osservandone l’applicazione pratica. E la vicinanza con gli atleti è molto importante: siete rappresentanti di valori che servono anche a livello sociale”.
In chiusura Carlo Nardello, Consulente del Progetto Formazione Olimpica, ha raccontato il percorso degli studenti chiamando in causa Danilo di Tommaso (Responsabile dell’Ufficio Cerimoniale, Comunicazione e Rapporti con i Media del CONI), Pietro Parenti (Responsabile degli Studenti del corso) e Rita Sicoli (punto di riferimento degli studenti al CPO ‘Giulio Onesti’ dall’inizio alla fine del corso) sino all’esame finale di abilitazione a Manager dello Sport Olimpico.
Cerimonia dei diplomi per gli allievi del 2° Corso in Management Olimpico
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