Grand Slam, tris azzurro di podi ad Abu Dhabi: Carnà seconda, terzo posto per Giuffrida e Manzi
È partita con il piede giusto l’avventura della Nazionale di judo sui tatami della Mubadala Arena di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), teatro del penultimo appuntamento stagionale del World Tour. Nella giornata di apertura del Grand Slam, infatti, si sono materializzati ben tre podi per l’Italia: Giulia Carnà ha conquistato il secondo posto nella categoria di peso dei -57 kg mentre Odette Giuffrida (-52 kg) ed Elios Manzi (-66 kg) hanno concluso terzi.
Fenomenale il percorso della ventunenne palermitana, giunta a questo torneo da numero 150 della classifica mondiale. Quest’ultima, vincitrice del titolo iridato juniores nel 2022 (-52 kg), di quello europeo juniores nel 2023 (-52 kg) e di quello continentale Under 23 lo scorso 31 ottobre (-57 kg) in quel di Chișinău (Moldavia), ha aperto le danze direttamente agli ottavi con una clamorosa vittoria per ippon (dopo soli 59”) ai danni della tedesca Seija Ballhaus, quinta forza del ranking. Ai quarti, poi, la giovane siciliana (foto Kulumbegashvili Tamara/IJF), gravata di due shido per buona parte della contesa, si è assicurata la Pool A battendo per yuko la spagnola Marta Garcia Martin. In semifinale quindi, ad una manciata di secondi dal termine, ha piazzato un altro yuko contro l’olandese Julie Beurskens, staccando il pass per l’atto conclusivo. Qui, trascorsi da poco i due minuti di golden score, è stata costretta ad inchinarsi davanti alla maggiore esperienza della top-15 sudcoreana Mimi Huh, argento olimpico ai Giochi di Parigi 2024, che l'ha sorpresa con uno yuko (osaekomi). Per l’azzurra si tratta del secondo podio della carriera in un evento di questa levatura dopo la piazza d’onore ottenuta a soli 17 anni nel luglio del 2022 a Budapest (Ungheria), quella volta nella categoria inferiore dei -52 kg.
Diciottesimo sigillo a livello Grand Slam, invece, per la veterana romana (foto Sabau Gabriela/IJF) che, dopo il bye di cui ha beneficiato al primo turno, ha piegato per yuko sia la bulgara Gabriela Dimitrova agli ottavi sia la giapponese Hako Fukunaga ai quarti, aggiudicandosi la Pool D. Nel penultimo atto, tuttavia, ha subito a sua volta uno yuko da parte della teutonica Mascha Ballhaus, numero due della classifica mondiale. Nel primo dei due bronze medal match, però, la trentunenne capitolina è riuscita a resettare la sconfitta e, dopo quasi un minuto di golden score, ha domato grazie al terzo yuko di giornata l’israeliana Gefen Primo.
Gioia del podio (il secondo in carriera in un torneo di questa levatura dopo il successo firmato proprio ad Abu Dhabi nell’ottobre 2022) anche per il ventinovenne messinese, reduce dalla piazza d’onore conseguita a metà di questo stesso mese in occasione del Grand Prix di Zagabria (Croazia). Il proprio cammino è partito direttamente dai sedicesimi dove, sulla delicata situazione di uno yuko per parte ed in svantaggio (2-1) di uno shido, ha messo a segno lo yuko decisivo nel golden score andato in scena contro il moldavo Radu Izvoreanu. Tra ottavi e quarti, quindi, ha prevalso per hansoku-make rispettivamente sul rumeno Alexandru Matei e sullo spagnolo Adrian Nieto Chinarro, vittorie valide per l’ottenimento della Pool A. In semifinale a sbarrargli la strada ci ha pensato il francese Walide Khyar, che ha approfittato dei tre cartellini gialli accumulati nel corso del match dal judoka siciliano. Dirottato nel secondo dei due incontri per il terzo posto, infine, l’azzurro ha incontrato nuovamente l’iberico David Garcia Torne, proprio colui che due settimane fa all’Arena Zagreb gli ha negato la gioia del titolo. Anche in questo caso l’epilogo è arrivato soltanto al golden score con l’iberico che, già gravato di due shido, è stato punito dal direttore di gara con la terza fatale ammonizione. (agc)
