Santa Messa degli Sportivi, Don Finocchio: "Partecipare ai Giochi Olimpici è un grande dono"
- CONI
Alla Basilica di Santa Croce al Flaminio, come da tradizione, è andata in scena la Santa Messa degli Sportivi. Nella storica chiesa romana la funzione è stata officiata da Don Franco Finocchio, cappellano della squadra italiana ai Giochi Olimpici.
Presenti il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Segretario Generale Carlo Mornati (che ha preso la parola per la Prima Lettura), numerosi membri di Giunta e Consiglio Nazionale e Presidenti di Federazioni Sportive, Discipline Associate ed Enti di Promozione. La parte musicale è stata affidata al Maestro dei Cori e Direttore Lorenzo Macrì, che ha diretto il Coro della Fenice ed il Coro dell’Accademia Vocale Romana, con il contributo dell’Organista e Concertatore Lorenzo Porzio, componente dell’equipaggio del quattro senza di canottaggio che si fregiò della medaglia di bronzo nell’edizione a cinque cerchi di Atene 2004 (Grecia). Ad assistere alla Santa Messa (foto Ferdinando Mezzelani/GMT CONI) anche atleti di diverse discipline e gruppi sportivi.
“È un ottimo esercizio imparare l’arte della pazienza. Dio ha sempre desiderato vivere con gli uomini e condividere con gli altri la propria esistenza. La fede è un dono che è aperto a tutti, verso l’infinito e l’oltre - le parole di Don Franco Finocchio -. Il progetto del Signore è quello di fare dell'umanità un’unica famiglia, costruita sotto i segni dell’unità e della pace. Il desiderio di Dio è stato quello di stare per sempre con gli uomini. Nella nostra tradizione la famiglia è posta al centro di tutto, ciò è un grande sentimento radicato profondamente nel nostro cuore. L’importante è che ci sia. Esserci deve essere il gusto delle nostre vite. La cosa che più mi ha colpito nel mio ruolo di cappellano della squadra italiana all'ultima edizione a cinque cerchi di Parigi 2024 è stato vedere le atlete e gli atleti che arrivavano all’ingresso del Villaggio Olimpico ed esultavano di gioia semplicemente per il gusto di essere lì e di poter partecipare. Esserci e partecipare, questo è il messaggio più bello che mi sono portato a casa dall’esperienza. Questo è esattamente quello che Dio ha fatto con noi perché voleva che nessuno potesse più sentirsi solo. Quello che vi auguro è vivere bene questi giorni che precedono il Santo Natale nonché un evento sportivo così importante come i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026: esserci sarà il dono più grande”.
Il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha concluso: “È un enorme privilegio per me. Prendendo in prestito le parole di Don Franco, questi giorni sono fatti per stare insieme con le nostre famiglie. Cerchiamo di vivere tutti quanti insieme questo avvicinamento al Natale con serenità. Auguri a tutti”. (agc)

Messa degli Sportivi
Comunicato della Giunta Nazionale
- CONI
Si è tenuta questa mattina al Foro Italico a Roma la 1167ª riunione della Giunta Nazionale CONI che ha iniziato i lavori approvando il verbale della precedente riunione del 29 ottobre. Il Presidente Luciano Buonfiglio ha esordito dando il benvenuto al nuovo Collegio dei Revisori dei Conti, Daria Perrotta (confermata), Simone Manfredi e Giuseppe Mongiello (nuovi).
Ha poi aggiornato la Giunta sui rapporti con le Istituzioni, sulla missione in India col Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani e sul protocollo d’intesa firmato col Comitato Olimpico Indiano, sulle interlocuzioni con Sport e Salute S.p.A. sulle sedi territoriali.
E’ stato ratificato il Commissariamento del Comitato Regionale Umbro del CONI con la nomina di Riccardo Giubilei dopo le dimissioni del presidente Aurelio Forcignanò.
Il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e membro CIO, Giovanni Malagò, ha aggiornato la Giunta sullo stato dell’organizzazione a 50 giorni dai Giochi sottolineando le dinamiche dei vari aspetti operativi.
Su proposta della Commissione Atleti è stato poi approvato il nuovo regolamento. Sono state assegnate due onorificenze con la stella d’oro a Gianfranco Zola e a Ivano Fanini.
E’ stato discusso e apprezzato il piano operativo 2025-2028 presentato ieri dal Presidente Buonfiglio, nonché il rapporto del Censis sul CONI che ha riscosso notevole consenso a livello governativo (con la presenza del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e dal Capo di Gabinetto del Ministero dello Sport, Sabrina Bono) anche in funzione di una valorizzazione economico-strutturale delle attività che il CONI svolge con una crescita prospettica direttamente connessa alle risorse che lo Stato può mettere a disposizione.
La relazione del Segretario Generale, Carlo Mornati è stata valutata positivamente dalla Giunta. E’ stato poi approvato il nuovo club Olimpico “Los Angeles 2028”, è stato rinnovato l’accordo per il Centro di Preparazione Olimpica a Livigno presso l’Aquagranda e sono stati nominati gli atleti beneficiari del contributo legato al progetto “Banca Ifis”. Infine, sono stati definiti gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza per il triennio 2026-2028.
La Giunta ha preso atto che il CIO ha nominato Francesco Ricci Bitti in quota CIO nel Consiglio d’Amministrazione del futuro Comitato Organizzatore di Valtellina Dolomiti 2028, dove, in base alla Carta Olimpica, sono presenti d’ufficio il Presidente del CONI, Buonfiglio, il Segretario Generale, Mornati, e i membri italiani del CIO, Ferriani, Malagò e Pellegrini, oltre ad altri sei componenti nominati dagli Enti Locali e dai Ministeri dello Sport e dell’Economia. Dopo aver esaminato una lunga serie di altri temi di carattere organizzativo e amministrativo, la Giunta ha concluso i propri lavori alle ore 11.40.
Presentati il piano quadriennale CONI e il rapporto Censis sul valore sociale delle sue funzioni. La ricerca: l'attività istituzionale vale 85 milioni l’anno
- AL SALONE D'ONORE
Il Salone d’Onore del Foro Italico, a Roma, ha ospitato la presentazione alla stampa e agli Organismi Sportivi del “Piano Operativo quadriennale del CONI” e l’illustrazione al pubblico del rapporto del Censis intitolato “Il valore sociale delle funzioni istituzionali del CONI” (foto Ferdinando Mezzelani GMT-CONI).
Il primo a prendere la parola è stato il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio: “Desidero innanzitutto salutare e ringraziare il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il Capo di Gabinetto del Ministro per lo Sport e i Giovani, Sabrina Bono. Rivolgo inoltre un pensiero ai Presidenti che mi hanno preceduto alla guida del CONI: Giovanni Malagò, Gianni Petrucci, Mario Pescante e Franco Carraro. Da loro ho raccolto un testimone importante, fatto di storia, di responsabilità e di risultati che hanno segnato il cammino dello sport italiano. Sei mesi fa non sapevo ancora se avrei avuto la fiducia di tutte le componenti del nostro movimento e non sapevo con certezza se avrei avuto l’onore di diventare Presidente del CONI. A sei mesi di distanza sento con ancora maggiore consapevolezza il valore della responsabilità che mi avete affidato e la forza della scelta che abbiamo compiuto insieme. In questo periodo ho compreso in maniera più profonda cosa rappresenta il CONI. Il CONI è un’istituzione pubblica regolamentata, cui l’ordinamento affida compiti di indirizzo, coordinamento e regolazione dell’attività sportiva nazionale. È un Ente che opera nell’interesse generale, garantendo un quadro unitario di regole, valori e principi all’interno del quale il sistema sportivo italiano può svilupparsi in modo ordinato, inclusivo e coerente. Oggi, qui nel Salone d’Onore, sono presenti amici e colleghi in rappresentanza di una rete straordinaria, fatta da circa 16 milioni di tesserati e 112.000 realtà associative, diffuse su tutto il territorio nazionale. Il CONI è la confederazione delle Federazioni, ma prima di tutto è una comunità. Questa dimensione rende evidente come la forza del CONI non risieda in una funzione verticistica, ma nella capacità di tenere insieme un sistema complesso, valorizzandone le autonomie e assicurando al tempo stesso uniformità di regole, pari diritti e pari opportunità su tutto il territorio nazionale. Nello sport sappiamo che il risultato è sempre il frutto di un lavoro collettivo. Allo stesso modo, la nostra architettura istituzionale si fonda sulla collaborazione tra tutte le sue componenti: ciascuna Federazione Sportiva Nazionale, ciascuna Disciplina Sportiva Associata e ciascun Ente di Promozione Sportiva contribuisce, con la propria storia e le proprie competenze, alla costruzione di un patrimonio comune che rende il movimento sportivo italiano un'eccellenza. All’interno dei suoi confini, ogni organismo sportivo trova una chiara conformazione giuridica. È da questa armonia tra autonomia e coordinamento, tra pluralità e unità, che nasce la solidità del modello sportivo italiano. Un modello che oggi è chiamato a confrontarsi con alcune sfide strutturali del Paese, che non riguardano soltanto lo sport ma l’intero sistema sociale. Penso, in particolare, alla denatalità, che incide direttamente sulla base della pratica sportiva e sulla capacità di coinvolgere le giovani generazioni; alla progressiva riduzione della presenza dello sport nel sistema scolastico; e alla carenza e obsolescenza degli impianti sportivi, soprattutto nei territori più fragili. Sono sfide che richiedono una visione di lungo periodo e un’azione coordinata tra istituzioni, sistema sportivo e comunità locali. Sono sfide che vogliamo affrontare per trasformare i valori dello sport in un patrimonio condiviso per l’intera nazione e, diciamolo con chiarezza, anche in medaglie. Un patrimonio capace di generare benessere, coesione sociale e opportunità di crescita per il Paese”.
E poi: “Con questa consapevolezza oggi presentiamo il percorso strategico che abbiamo costruito in questi mesi, in base anche al contributo di idee che ci avete dato, e che intendiamo sviluppare insieme, nel pieno rispetto della missione pubblica e della responsabilità istituzionale del CONI. Come metodo, ho chiesto una cosa molto semplice: partire dai fatti. Per questo il Segretario Generale ha commissionato uno studio al Censis, che oggi sarà presentato dal dottor Giorgio De Rita. Lo studio conferma, in modo scientifico, ciò che viviamo ogni giorno: lo sport, attraverso il sistema regolato dal CONI, non è solo competizione, bensì una leva sociale, educativa ed economica di grande rilievo. Da atleta, da ex presidente di Federazione e da dirigente che ha vissuto lo sport dall’interno, so bene che il percorso dal vivaio al podio olimpico è il risultato di un ecosistema complesso, fatto di regole, valori e strutture solide. Il CONI è l’architrave di questo sistema e il Censis lo conferma chiaramente. Per il 91,7% degli italiani lo sport deve essere senza discriminazioni. Per l’88% è necessario potenziare l’offerta scolastica e infrastrutturale. Per l’81,3% va garantito un sostegno economico agli atleti di talento. La ricerca evidenzia anche un altro dato fondamentale: il ruolo del CONI nella gestione e nella regolazione dello sport su tutto il territorio nazionale, in modo egualitario, da nord a sud. È la dimostrazione della nostra natura: un ente statutariamente a base territoriale. Non parliamo solo di percezioni, ma di evidenze. L’89% degli italiani ritiene che il medagliere olimpico accresca il prestigio dell’Italia nel mondo. A Parigi abbiamo conquistato 40 medaglie: 12 ori, 13 argenti e 15 bronzi, un risultato che ci ha confermato nella top ten mondiale. È stata l’Olimpiade con il maggior numero di ori femminili della nostra storia e, insieme a Tokyo, rappresenta un picco assoluto di risultati. Ma dietro ogni medaglia ci sono il talento, il sacrificio e la tenacia delle nostre atlete e dei nostri atleti. Sono loro i veri interpreti dei valori olimpici, modelli per i giovani e ambasciatori dell’Italia nel mondo. La loro eccellenza non è casuale. Nasce dal lavoro delle Federazioni, dai tecnici, dai centri di preparazione, dalla ricerca scientifica, dalla medicina dello sport, dalla formazione e dalla governance che il CONI coordina a livello nazionale. Posso assicurarvi che i successi di Parigi non sono un punto di arrivo, bensì uno stimolo a guardare a Los Angeles 2028 con la responsabilità di consegnare alle nuove generazioni un sistema sportivo ancora più inclusivo, sostenibile e competitivo, capace di essere riferimento in Italia, in Europa e nel mondo. Su queste basi è stato costruito, attraverso il Segretario Generale, un piano operativo che sarà presentato da Carlo Mornati e che si articola in quattro direttrici. La prima è la preparazione olimpica: investire nei Centri di Preparazione, nella medicina e nella scienza dello sport, nelle tecnologie e nei metodi per le performance di vertice. Nel 2024 abbiamo registrato oltre 104.000 presenze nei centri olimpici e oltre 94.000 prestazioni sanitarie, un patrimonio che va consolidato. La seconda direttrice riguarda la formazione della classe dirigente tecnica e manageriale: allenatori, tecnici e manager. Occorre aggiornare le competenze per affrontare le nuove sfide di un contesto sempre più digitale e il tema della sostenibilità. La terza direttrice è la sostenibilità e l’ESG (Environmental, Social, Governance/Ambientale, Sociale e Governance) un tema che sento particolarmente mio. Vogliamo integrare ambiente, società e governance in ogni progetto, dagli impianti efficienti agli eventi sostenibili, dall’inclusione alla trasparenza gestionale. Il 79% degli italiani riconosce che lo sport organizzato diffonde valori contro la violenza e le discriminazioni: è una responsabilità che dobbiamo rafforzare. La quarta direttrice, centrale per il nostro impegno, riguarda i valori olimpici. I cinque cerchi non sono solo un simbolo: sono una responsabilità. Vogliamo tradurre l’olimpismo in prassi quotidiana, dentro e fuori i campi di gara, per generare un impatto duraturo sulla società. In questo percorso, la valorizzazione del brand insieme ai nostri partner, che ringrazio, rappresenta una leva fondamentale per sostenere il movimento. La realizzazione di questo piano è un impegno personale che assumo insieme a tutti i colleghi del CONI, al servizio di una comunità della quale voi siete parte essenziale. Con trasparenza abbiamo detto una cosa chiara: per realizzare pienamente il piano servono risorse strutturali, ma serve soprattutto costruirlo insieme. Il Censis evidenzia la necessità di un adeguamento delle risorse in relazione alla complessità delle funzioni svolte e al confronto con altri enti regolatori. Garantire risorse al CONI significa sostenere un ente pubblico che genera valore economico e sociale e significa consentire la partecipazione dell’Italia ai Giochi Olimpici. Con la stessa attenzione che ho sempre avuto, da atleta e da dirigente, per ogni risorsa pubblica e privata, ho chiesto che il piano preveda indicatori chiari e momenti di rendicontazione periodica. Concludo ricordando le parole di Giulio Onesti: ‘Lo sport non è solo un fine, ma un mezzo per formare la persona e insegnare i valori della convivenza civile’. Questo piano è un patto intergenerazionale. Perché il successo non è mai del singolo, non è mai di una sola squadra: è il frutto di un’intera comunità. Una comunità che guarda avanti con fiducia, che ama il proprio Paese e che investe sul suo futuro. Il CONI è la casa comune dello sport italiano. Custodirla, rafforzarla e farla crescere significa investire nel futuro sportivo, civile e sociale del Paese. È questa la responsabilità che ci assumiamo, insieme”.
A questo punto è intervenuta la Cons. Sabrina Bono, Capo di Gabinetto Ministro per lo sport e i giovani: “Siamo felici di sottolineare l'importanza di questa iniziativa. Il Ministro Abodi, di cui vi porto i saluti, ricorda spesso che il CONI non è solo una cassaforte di medaglie, per quanto ciò rappresenti un aspetto fondamentale, ma è, e deve essere, un presidio di educazione, di formazione, di divulgazione di valori importanti. Il CONI si sta facendo interprete del riconoscimento sostanziale dello sport in Costituzione, come infrastruttura portante della nostra società. Questo Governo sta investendo molto sullo sport sociale, perché strumento di inclusione e di coesione, per realizzare un nuovo modello italiano di pensarlo. Da un lato c'è quello che sta avvenendo a livello di risultati, dall’altro gli investimenti per favorire lo sport per tutti e quello nei territori più fragili e più difficili. Questo stiamo tentando di farlo attraverso una visione sistemica, che ci consente di allargare la base e di divulgare quel linguaggio universale che è, e deve diventare, lo sport”.
“Viviamo un’era particolare, un’era di grandi difficoltà – ha spiegato il Dott. Giorgio De Rita, Segretario Censis –. Un’era di guerre, contrapposizioni, prove di forza che pesano sulla società, sull’economia, sulle famiglie. La crisi demografica pesa, la crescita economica si è fermata. Il nostro Paese stenta, fa fatica. Però gli italiani reagiscono meglio di altri Paesi e resistono, poggiati su due leve: sul benessere dato dal buon vivere quotidiano e sulla volontà di investire sul futuro dei figli. E lo sport è il vero investimento per il futuro dei nostri ragazzi. Da questo parte la nostra ricerca. L’obiettivo della ricerca è analizzare e valutare il valore sociale delle attività istituzionali del CONI e al tempo stesso valutare il valore economico di questo insieme di attività. Ovviamente il valore economico può essere soltanto una stima di massima andando ad analizzare le diverse attività, spacchettandole e provando a vedere qual è l’impegno di risorse economiche necessario per il loro sviluppo. Il risultato che emerge è che il valore economico delle attività istituzionali garantite dal CONI è prossimo agli 85 milioni di euro all’anno. Se confrontiamo questo risultato con il costo sostenuto per la regolazione della disciplina di altri sistemi economici come assicurazioni, attività di comunicazione, trasparenza degli appalti della pubblica amministrazione e settore dell’energia e dell’acqua, vediamo come questo valore economico, all’incirca, è intorno a quella cifra, tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Il secondo elemento è che questa cifra naturalmente deve essere rimodulata nel tempo, tanto è vero che se andiamo a vedere il costo sostenuto dai soggetti vigilati e regolati è cresciuto in misura diversa nei quattro ambiti di una cifra che varia dal +20% al +64%, quindi significa in parte la valutazione economica e in parte il meccanismo di rivalutazione nel tempo, tenendo conto che le attività di regolazione non vanno soltanto con l’inflazione o con il deflatore pubblico ma vanno con un ampliamento del quadro di responsabilità e di impegno che è il regolatore, in questo caso il regolatore del sistema sportivo, ma come il regolatore di altri sistemi è costretto a sostenere”.
Dopodiché l’On. Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha dichiarato: “Il Censis solitamente fa indagini sociologiche e inquadra sensazioni collettive che non sono codificate. Questa fotografia del CONI è in realtà l’immagine della dimensione sportiva. Voglio ricordare anche che il CONI rappresenta le Nazionali, l’espressione identitaria, collettiva della comunità. Ed è vero che esercita il richiamo alle regole e, non è banale ai fini sociali, il sapersi uniformare alle regole. Ricordo nitidamente una cosa che mi insegnò mio padre quando giocavo a calcio da bambino: alla fine devi sempre salutare l’arbitro. Torno al dato economico del movimento, senza dimenticare anche l’incidenza del volontariato, che ha ricaduta importante. Per quanto riguarda l’aspetto economico la Riforma dello sport ha tenuto conto di calare una normativa speciale in questa dimensione particolare, anche sotto il profilo economico. L’articolo che norma l’aspetto del finanziamento è un meccanismo che cerca di correlare la dimensione economica dei codici ATECO che generano gettito, ribaltando il 32% del gettito al sistema. Quella torta non è insignificante, è uno stanziamento ragionato. Da quel giorno lo sport ha ottenuto sempre più risorse e tutti gli attori in campo reclamano maggiore attenzione. Quell’articolo è un algoritmo elementare fatto in modo semplice che riflette la ricaduta rispetto alla dimensione sociale delle attività sportive. Le risorse sono significative e, al netto delle risorse impiegate in vista degli eventi come quelle destinate ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, sono sicuro che gli effetti saranno ancora più apprezzabili nei prossimi anni”.

In chiusura il Dott. Carlo Mornati, Segretario Generale del CONI, ha illustrato il Piano Operativo quadriennale del CONI.
Il piano operativo 2025-2028 dell’Ente si fonda su 4 pilastri, costituiti dalla Preparazione Olimpica, dalla Formazione Olimpica, dalla sostenibilità e dell’impatto sociale, oltre che dai valori olimpici e dallo sviluppo del brand. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo dello sport di alto livello, rappresentando il Paese ai Giochi Olimpici e alle competizioni multidisciplinari patrocinate dal CIO, esercitando un diritto esclusivo, nonché incoraggiare e sostenere misure relative alla cura medica e alla salute degli atleti. L’Italia è tra le prime dieci nazioni negli ultimi 30 anni, per numero di ori e di medaglie. Si attesta al settimo posto assoluto, il 6° tra i Comitati Olimpici attualmente esistenti, con 799 medaglie complessive conquistate ai Giochi Olimpici Estivi e Invernali. È al 7° posto assoluto con 57 medaglie conquistate nelle ultime 2 edizioni olimpiche, quelle di Pechino 2022 e di Parigi 2024. I risultati testimoniano una crescita significativa: dal 2016 c’è stato un incremento della competitività pari al 65%, in base ai piazzamenti ottenuti nelle competizioni e negli eventi del programma olimpico: siamo al quarto posto globale nell’indice olimpico redatto da Gracenote Sport, dietro a Stati Uniti, Cina e Germania e davanti a Francia, Giappone e Canada. Dal 2022 l’Italia ha primeggiato ai Giochi del Mediterraneo di Orano, rispettivamente agli EYOF 2022 di Vuokatti (primi per numero di podi), di Banska Bystrica 2022, del Friuli Venezia Giulia (primi per numeri di medaglie), di Maribor 2023, di Bakuriani 2025 e di Skopje 2024, nonché agli YOG di Gangwon 2024 con 18 podi. Questi successi sono arrivati nonostante il preoccupante dato legato al calo demografico, che ha fatto registrare un -31% nella fascia di interesse olimpico (20-34 anni) dal 1996, con -4,2 milioni tra il 1992 e il 2024. Tra il 20213 e il 2025 1064 atleti sono stati destinatari del contributo del club olimpico, con un impegno di spesa che fa registrare +5,7% milioni per il 2025. Il CONI ha corrisposto 10 milioni di premi per le medaglie ottenute a Parigi 2024. I Centri di Preparazione Olimpico, dal 2017, hanno realizzato oltre 100 mila presenze all’anno: dal 2012 al 2024 oltre 1,1 milione: dal 2013 al 2024 sono stati sostenuti 26 milioni di investimento per il Giulio Onesti dell’Acqua Acetosa, 2 milioni per il Bruno Zauli di Formia, 3 milioni per Tirrenia.
L’Istituto di Medicina dello Sport, nel periodo 2023-2024, ha effettuato più di 190 mila prestazioni sanitarie e ha assistito mille atleti probabili olimpici. L’Istituto di Scienza dello Sport, dal 2019 al 2024, ha sviluppato progetti per oltre 30 Federazioni in 48 discipline sportive, con mille interventi effettuati ogni anno e mille atleti monitorati. Sono stati assistiti 14 medagliati ai Giochi di Pechino 2022 e 55 di Parigi 2024. La ricerca del Censis fa emergere che per l’89% l’attività portata avanti dall’ecosistema della Preparazione Olimpica è importante per l’immagine dell’Italia nel mondo essere tra i Paesi di maggiore successo ai Giochi Olimpici, per l’87,4% i successi internazionali fanno lievitare le voglia di fare sport. L’81% è convinto che sia necessario garantire sostegno economico agli atleti per farli allenare e partecipare alle competizioni, il 71,4% lo ritiene una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese. L’obiettivo si rintraccia nella volontà di consolidare l’ecosistema della preparazione olimpica a supporto dei risultati della delegazione che rappresenterà l’Italia a Los Angeles 2028. Nel prossimo quadriennio sono previsti 10,5 milioni di investimenti nel CPO di Roma, 13,5 milioni in quello di Formia e 8 milioni per il Centro di Tirrenia. Sono programmati anche interventi di potenziamento e di ampliamento delle strutture, sia a livello di personale e di tecnologie, sia a livello di ricerca e di sviluppo. La Formazione Olimpica, attraverso il corso di Management Olimpico, ha coinvolto 210 partecipanti, mentre la Formazione Tecnica 1050 protagonisti del nostro mondo. Lo sport organizzato si afferma con una vera comunità educativa e di coesione sociale, con l’85% degli italiani che lo considera un efficace veicolo formativo, mentre l’88% riconosce che la pratica sportiva migliora la qualità della vita e oltre il 90% ritiene aiuti i giovani a conoscere i propri limiti e potenzialità. Il CONI è anche impegnato per promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, recependo i dettami dell’Agenda 2020+5 del CIO e sostenendo un modello di governance trasparente e partecipativo. In base allo Statuto agisce contro ogni forma di violenza e di discriminazione. Sono stati realizzati interventi di efficientamento nei Centri di Preparazione Olimpica, mentre a Casa Italia di Parigi 2024 – attraverso il protocollo sottoscritto con il MASE - è stato ridotto l’uso di plastica e utilizzati materiali eco-compatibili. Organizzati oltre 500 eventi su inclusione e sostenibilità ed è cresciuta l’attività territoriale, attraverso il Trofeo CONI, l’Educamp e i Centri CONI. Il valore della produzione si è attestato al +33% rispetto ai contributi pubblici ed è stata assicurata l’inclusione di genere negli organismi direttivi.
Lo sviluppo del brand CONI è stato assicurato grazie all’organizzazione di 11 Case Italia in 3 anni (Estive, Invernali e in collaborazione con le Federazioni): un circuito che ha generato 22 milioni di valore capitalizzato dei marchi dell’Ente e 49 milioni di ‘earned media (ADV equivalente)’ garantito da Italia Team durante Parigi 2024. Gli obiettivi si prefiggono di perseguire la strategia di sviluppo del Brand con azioni mirate legate alla partecipazione della Delegazione Italiana ai Giochi Olimpici e alle altre manifestazioni multidisciplinari ed individuare opportunità di racconto dei valori del CONI attraverso collaborazioni strategiche e partnership. Quindi rafforzare l’esperienza di Casa Italia nella correlazione tra sport e cultura, concept da espandere anche al di fuori delle sedi dei Giochi con il coinvolgimento dei Centri di Preparazione Olimpica, e consolidare la relazione con i partner strategici del CONI per proseguire il viaggio insieme da Milano Cortina 2026 a Los Angeles 2028.
Il Rapporto CONI–Censis, invece, analizza il ruolo dello sport come investimento sociale ed economico e il valore delle funzioni istituzionali svolte dal CONI nel sistema sportivo italiano. Lo sport non è solo pratica fisica o competizione agonistica, ma una risorsa strategica per il Paese: promuove salute, educazione, inclusione sociale, coesione territoriale e contribuisce anche alla crescita economica e occupazionale. Il CONI, ente pubblico non economico e articolazione nazionale del Comitato Olimpico Internazionale, svolge funzioni di disciplina, regolazione e coordinamento dello sport organizzato. La sua finalità principale è garantire il corretto funzionamento del sistema sportivo, assicurando regole comuni, tutela degli atleti, correttezza dei comportamenti, qualità degli impianti e rispetto dei valori della Carta Olimpica. Senza questa funzione pubblica, lo sport italiano perderebbe la sua natura di sistema unitario e regolato, con effetti negativi anche sulla partecipazione alle competizioni internazionali. La ricerca evidenzia una forte condivisione sociale del ruolo del CONI. Gli italiani riconoscono allo sport un’importante funzione educativa: oltre l’85% ritiene che contribuisca a formare “buoni cittadini”, promuovendo rispetto, lealtà e altruismo. È largamente condivisa l’idea che nello sport non debba esserci spazio per discriminazioni di genere, etnia, nazionalità o condizione economica, e che l’accesso alla pratica sportiva debba essere garantito a tutti. Lo sport è visto anche come strumento di crescita personale, capace di insegnare il valore dell’impegno, del sacrificio e della progettualità, soprattutto ai giovani.
Un altro tema centrale è la lotta al doping, considerata una funzione istituzionale essenziale: il 90% degli italiani la ritiene una priorità, sia per la tutela della salute degli atleti sia per il valore educativo e simbolico di una competizione leale. Lo sport organizzato è inoltre percepito come un potente fattore di coesione sociale e miglioramento della qualità della vita, soprattutto nei territori, contrastando isolamento e frammentazione sociale. Ampio consenso emerge anche sulla necessità di investire in impianti sportivi e scuole: la carenza di infrastrutture è vista come uno dei principali ostacoli alla diffusione dello sport. Allo stesso tempo, i successi internazionali degli atleti italiani – in particolare alle Olimpiadi – rafforzano il prestigio del Paese, alimentano l’orgoglio nazionale e stimolano la pratica sportiva tra i giovani, contribuendo al valore del “Brand Italia”. Sul piano economico, il Rapporto sottolinea che il finanziamento pubblico attuale al CONI (45 milioni di euro annui) non appare adeguato rispetto alla complessità e all’estensione delle funzioni svolte. Le stime indicano un valore economico delle attività istituzionali compreso tra 80 e 85 milioni di euro annui, in linea con altri enti regolatori. Trasferire i costi sugli operatori privati rischierebbe invece di ridurre inclusione ed equità.
In conclusione, il Rapporto afferma che il CONI rappresenta un presidio istituzionale indispensabile: investire nelle sue funzioni significa rafforzare lo sport come leva di sviluppo sociale, educativo ed economico per l’Italia. (agc)
Piano Operativo CONI 2025 - 2028 (15 dicembre 2025)
Rapporto CONI-Censis - Il valore sociale delle funzioni istituzionali del CONI
Presentazione piano quadriennale CONI e del rapporto Censis sul valore sociale delle funzioni dell'Ente
Milano Cortina, le scelte dell'Italia in vista delle competizioni olimpiche: 10 azzurri convocati
- SHORT TRACK
L’Italia Team comincia a prendere forma. A poco più di 50 giorni dalla Cerimonia di Apertura dei Giochi di Milano Cortina, infatti, sono stati ufficializzati i 10 azzurri (equamente distribuiti tra uomini e donne) che prenderanno parte alle competizioni olimpiche di short track, in programma nel capoluogo lombardo sul ghiaccio dell’Ice Skating Arena.
Per quanto riguarda il settore maschile la scelta è ricaduta su Andrea Cassinelli, Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser. In ambito femminile, quindi, spazio per Arianna Fontana (foto ANSA), una dei quattro portabandiera tricolori insieme al fondista Federico Pellegrino, alla sciatrice Federica Brignone ed all'olimpionico del curling Amos Mosaner, Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Sighel e Martina Valcepina.
L’Italia, in qualità di Paese ospitante, ha garantito un posto nelle tre staffette in programma: maschile (5.000 metri), femminile (3.000 metri) e mista (2.000 metri). Grazie ai risultati ottenuti nelle quattro tappe dell’edizione 2025 del World Tour, inoltre, avrà a disposizione il contingente massimo di tre pattinatori nelle sei gare individuali (tre maschili ed altrettante femminili) ovvero i 500 metri, i 1.000 metri ed i 1.500 metri.
“Guardiamo con grande fiducia a quest’Olimpiade perché siamo convinti di avere a disposizione una squadra forte, unita e motivata, che può contare su un giusto mix di gioventù ed esperienza. Come testimoniato dai risultati ottenuti sul World Tour, il livello del gruppo è decisamente alto. Abbiamo perciò dovuto effettuare scelte assai sofferte. Nel corso dell’ultima settimana, insieme all’intero staff tecnico, abbiamo analizzato a fondo tutti i dati ed i video a disposizione, ripassando in rassegna tutti i risultati di questa così come della scorsa stagione, in modo da selezionare quella che a nostro avviso è la squadra migliore. Ora non ci resta che lavorare con lo sguardo fisso al nostro grande obiettivo”, ha commentato l’high performance director azzurro Kenan Gouadec.
La Nazionale, che è attualmente in raduno presso il centro tecnico federale di Bormio, godrà di qualche giorno di stacco e riposo per Natale per poi riprendere i lavori sul ghiaccio da sabato 27 dicembre fino ai giorni che precederanno la Cerimonia di Apertura dei Giochi in programma nella serata di venerdì 6 febbraio presso il Milano San Siro Olympic Stadium nonché negli altri territori olimpici. Nel mezzo è prevista anche la partecipazione ai Campionati Europei, che si terranno nell’olandese Tilburg tra venerdì 16 e domenica 18 gennaio. (agc)
Buonfiglio agli ambasciatori italiani: “Sport è formidabile strumento di diplomazia e di promozione dei valori dell’Italia nel mondo”
- ALLA FARNESINA
Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, è intervenuto oggi a Roma alla XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nel corso del suo intervento, Buonfiglio ha sottolineato il valore profondo dello sport come leva strategica per la diplomazia internazionale, capace di generare relazioni, economia e, soprattutto, valori. "Una delle cose più belle che ti dà lo sport sono le emozioni: in pochi secondi gratificano anni di impegno, passione e determinazione", ha affermato il Presidente, richiamando il senso di responsabilità e di appartenenza che caratterizza quotidianamente l’impegno degli atleti italiani.
Il numero 1 del CONI ha evidenziato come lo sport rappresenti anche una straordinaria scuola di resilienza: "Quando cadi ti devi rialzare immediatamente, ma una delle cose più difficili è tornare a vincere. È lì che si misura la forza di un sistema". Un concetto che trova piena applicazione anche nell’azione internazionale del Paese.
Ringraziando la rete diplomatica italiana, Buonfiglio ha ribadito l’importanza del sostegno delle Ambasciate nel percorso di internazionalizzazione dello sport italiano: "Quando andiamo all’estero e sappiamo che ci siete voi, ci sentiamo più tranquilli. Significa avere qualcuno che è sempre pronto a supportare la squadra Italia".
Nel suo intervento, il Presidente del CONI ha ricordato la nascita del corpo diplomatico sportivo, frutto della collaborazione avviata con il Ministro Tajani subito dopo la sua elezione, e le iniziative concrete messe in campo per valorizzare lo sport come strumento di promozione del Paese, del turismo e del sistema economico. "Il ministro Tajani ha percepito immediatamente il valore dello sport nella diplomazia internazionale - ha detto -. Siamo partiti subito con delle iniziative concrete. Produciamo economia e produttività, ma il bene più prezioso che generiamo sono i valori: rispetto, senso di comunità, responsabilità".
Ha ricordato inoltre la recente missione a Nuova Delhi con la sottoscrizione di un protocollo d'intesa con il Comitato Olimpico Indiano, come esempio tangibile della capacità dell’Italia di affermare le proprie competenze e la propria identità attraverso lo sport: "A volte non siamo pienamente consapevoli di quanto il nostro Paese sia forte nel promuovere valori e capacità. L’Italia è stabilmente nel top 10 dello sport mondiale da 15-20 anni: questo significa che il Paese crede nello sport. Ho grande fiducia che il cammino appena iniziato tra il CONI e la Farnesina produca risultati sempre più significativi. Il CONI è a completa disposizione". (agc)


Dakar 2026: svelato il vincitore del concorso per il design delle medaglie
- YOG
“The Roar of Youth”, “Il ruggito della gioventù”, un suggestivo disegno della ventiseienne spagnola Pilar Barbadillo Vicario, è stato selezionato per le medaglie dei Giochi Olimpici Giovanili (YOG) di Dakar 2026. L'opera è stata scelta da una giuria a seguito di un bando internazionale e sarà raffigurata sulle medaglie che verranno consegnate agli atleti che saliranno sul podio in Senegal.
Creato dopo una ricerca sull'arte e il simbolismo senegalesi, The Roar of Youth pone al centro del disegno un leone, che rappresenta sia il Paese ospitante sia i valori di forza e coraggio. La criniera del leone è formata da due volti simmetrici ispirati all'arte senegalese che simboleggiano l'equità e il rispetto nello sport. Ogni volto è adornato da una corona d'ulivo che ricorda le origini antiche dei Giochi Olimpici e la ricerca dell'eccellenza. Il disegno è completato da linee pulite, creando una medaglia che riflette sia la cultura locale sia i valori olimpici.
Spiegando il suo approccio, la designer Barbadillo Vicario ha dichiarato: “Quando ho progettato la medaglia, ho pensato a ciò che si vede quando la si ha già a casa. Rappresenta tutto ciò che si è realizzato nel tempo, non solo il momento in cui la si vince, ma tutto il lavoro che c'è dietro e ciò che può motivare in futuro”.
Attualmente impegnata in un master in UX/UI design, l’iberica ha descritto il momento in cui ha saputo di aver vinto come profondamente emozionante. “Non riesco proprio a spiegarlo - ha detto -. Io e le mie sorelle amiamo i Giochi Olimpici, li guardiamo sempre insieme. Mi tremavano le dita”.
Riflettendo sul significato di questo risultato, ha aggiunto: “In questo momento mi sento come se avessi vinto io stessa una di quelle medaglie. Gli atleti si esprimono attraverso lo sport, per me è un'arte. Sapere che i giovani atleti indosseranno una medaglia con il mio disegno è semplicemente incredibile”.
“Volevo che la medaglia aiutasse i vincitori a ricordare dove si trovavano e cosa avevano realizzato. Si tratta di sapere che hai viaggiato, che sei stato da qualche parte e che hai raggiunto qualcosa grazie ai tuoi sforzi” ha concluso.
Il bando di concorso, lanciato nel settembre 2025, ha attirato candidature da 103 Paesi, evidenziando il forte interesse internazionale per Dakar 2026, con designer provenienti da India, Senegal, Brasile, Messico e Francia che hanno presentato il maggior numero di progetti. Oltre a vedere il suo progetto premiato agli atleti dei Giochi Olimpici Giovanili, Barbadillo Vicario sarà invitata a partecipare a Dakar 2026.
I progetti sono stati valutati da una giuria composta da Humphrey Kayange, Presidente della Commissione di Coordinamento Dakar 2026 del Comitato Olimpico Internazionale (CIO); Dante Akira Uwai, vincitore del concorso per il design delle medaglie di Gangwon 2024; l'artista olimpica Annabel Eyres; i CIO Young Leader Peniamina Percival e Pragnya Mohan; i giovani reporter del CIO Yun Su Park e Yann Durand e l'ambasciatore di Dakar 2026 Elzo Jamdong. Il presidente della Commissione di coordinamento Kayange ha presentato la raccomandazione della giuria al Comitato Esecutivo del CIO la scorsa settimana.
Secondo classificato il greco Agisilaos Kyriazis con il disegno intitolato “Il sole dei valori”, mentre il terzo posto è andato all’indiano Elizuba Joe Abraham per “La celebrazione del trionfo”.
L’altra faccia della medaglia sarà disegnata dal Comitato Organizzatore di Dakar 2026 attraverso un concorso nazionale e incorporerà elementi culturali senegalesi insieme al logo dei Giochi Olimpici Giovanili.
L'opportunità per i giovani designer di creare il dritto delle medaglie dei Giochi Olimpici Giovanili è stata introdotta per la prima volta in occasione dei primi YOG a Singapore nel 2010, quando la giapponese Setsuko Fukuzawa creò il disegno “Yes Youth Can”. Da allora, designer provenienti da Slovacchia, Romania, Indonesia, Nuova Zelanda e Brasile hanno visto le loro creazioni presentate ai giovani atleti sul podio degli YOG.
I Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026 si svolgeranno dal 31 ottobre al 13 novembre 2026 e riuniranno 2.700 dei migliori giovani atleti del mondo di età fino a 17 anni. I Giochi si svolgeranno in tre sedi: Dakar, Diamniadio e Saly.
Proseguono le visite del Presidente Buonfiglio alle Federazioni Sportive Nazionali per gli auguri natalizi
- CONI
Proseguono le visite del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio alle Federazioni Sportive Nazionali. Con l’occasione dell’ormai prossimo Natale, il numero uno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano sta incontrando dirigenti e dipendenti federali.
Dopo gli incontri di venerdì scorso nel Palazzo delle Federazioni di viale Tiziano, oggi Buonfiglio ha portato il suo saluto e fatto gli auguri di Natale al Consiglio della Federazione Italiana Nuoto e poi ha incontrato i dipendenti presso la Sala Rossa della piscina del Foro Italico. Successivamente il Presidente del CONI si è spostato negli uffici dello Stadio Olimpico dove ha fatto visita alla Federazione Italiana Triathlon, alla Federazione Italiana Danzasportiva e Sport Musicali, alla Federazione Italiana Tennistavolo, alla Federazione Italiana Rugby e alla Federazione Italiana Giuoco Handball. Nel pomeriggio, invece, è stata la volta della Federazione Italiana Di Atletica Leggera.
“Provengo da federazione come le vostre, ma l’esperienza più importante l’ho fatta in un’azienda e oggi sono qui per voi - ha spiegato Buonfiglio rivolgendosi ai dipendenti delle singole federazioni -. Le persone sono il bene più importante. È nostra responsabilità mettere tutti nelle migliori condizioni: voi rappresentate il motore della federazione, lo dico con convinzione, perché sopperite giornalmente ad ogni necessità con passione, competenza, delle volte con iniziativa personale. Con la mia presenza voglio testimoniarvi l'attenzione e il ringraziamento del CONI per il vostro lavoro”. (agc)




Il ritorno di Lisa Vittozzi: l’azzurra firma un inseguimento perfetto e trionfa in Coppa del Mondo dopo quasi due anni
- BIATHLON
Era il 16 marzo 2024 quando Lisa Vittozzi vinceva l’inseguimento di Canmore, in Canada, ipotecando una Sfera di Cristallo che avrebbe conquistato il giorno seguente. Ventuno mesi dopo, superata una stagione da incubo trascorsa interamente in infermeria, l’azzurra torna al successo in Coppa del Mondo e lo fa nella stessa specialità, ultima gara della seconda tappa stagionale del circuito di biathlon.
Sulla neve di Hochfilzen (Austria) la sappadina (foto ANSA) è semplicemente perfetta: zero errori al poligono, grande rapidità sugli sci. Alle avversarie restano le briciole. Quando taglia il traguardo dopo 10 km il cronometro segna 28:31.5. Seconda la svedese Anna Magnusson (28:42.9), terza la norvegese Maren Kirkeeide (29:11.0). Chiude nona Dorothea Wierer, 27ª Rebecca Passler, 40ª Samuela Comola.
“Ho fatto una gara perfetta – ammette Vittozzi –. Una prestazione che significa molto dopo lo scorso anno davvero duro. Ho lavorato tanto, a fondo, sapendo che un giorno tutto avrebbe pagato. Oggi è stata la mia giornata, l’ultimo giro è stato speciale. Per me è un sogno che si realizza poter tornare sul gradino più alto del podio. Mi sto godendo ogni giorno di questa nuova stagione e mi sto divertendo: ero sicura che questi risultati sarebbero arrivati”. (agc)
Hamar: azzurri secondi nell’inseguimento a squadre di Coppa del Mondo, Giovannini sul podio della mass start
- PATTINAGGIO DI VELOCITÀ
La Nazionale di pattinaggio di velocità riesce ad incassare due podi nella giornata conclusiva della quarta tappa di Coppa del Mondo.
Sul ghiaccio dell’Olympic Hall di Hamar, in Norvegia, il tridente composto da Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini (foto ANSA) vola nell’inseguimento a squadre, chiude in 3:42.60 e conquista la seconda posizione. Trionfano gli Stati Uniti in 3:40.28, completano il podio, terzi, i Paesi Bassi (3:43.04).
Poi la mass start. Un infaticabile Andrea Giovannini si difende, si districa egregiamente nel traffico nelle fasi conclusive ed emerge nello sprint finale della gara vinta dallo statunitense Jordan Stolz davanti al belga Bart Swings, secondo. Azzurro sul gradino più basso del podio.
Coppa del Mondo, Sofia Goggia terza anche nel super-G di St. Moritz: “Risultati che mi danno fiducia”
- SCI ALPINO
Sofia Goggia chiude con il secondo podio personale il weekend di Coppa del Mondo di sci alpino ospitato da St. Moritz, in Svizzera.
Terza in discesa, l’azzurra svolge un super-G solido ma segnato da piccole sbavature, chiude in 1:15.03 e ottiene, anche in questo caso, la terza posizione. Meglio di lei solo la neozelandese Alice Robinson, che vince in 1:14.84, e la francese Romane Miradoli, seconda in 1:14.92.
Per la bergamasca (foto ANSA) si tratta del podio numero 64 in carriera in Coppa del Mondo, 20 dei quali agguantati in super-G. E a St. Moritz i suoi podi diventano nove, con tre vittorie: “È stata una prova molto solida, mi sento di dire che avevo tantissimo margine mentre scendevo. Credo che le sbavature siano figlie della poca abitudine alla velocità, ma penso sia stata una buona gara. Essere terza con il margine che so di avere è un buon segnale. Ho sbagliato un po’ la direzione nell’ultimo salto, ma ho affrontato con intelligenza alcuni passaggi che richiedevano attenzione; avrei potuto rischiare di più ma è una buona prova. Questi risultati, sebbene non eccelsi e senza vittorie, mi danno tanta fiducia. Oggi ero particolarmente tranquilla, avevo le linee ben chiare in testa: mi sono fidata delle indicazioni degli allenatori e delle mie idee, anche se avrei potuto spingere di più”.
Chiude sesta Elena Curtoni, bene anche Laura Pirovano, ottava, e Roberta Melesi, ventesima. (agc)
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