Shenzhen: l’Italia batte gli Stati Uniti e vince la Billie Jean King Cup. Buonfiglio: “Ennesimo successo di un percorso straordinario”
- TENNIS
Impresa. L’Italia batte in finale gli Stati Uniti 2-0 e vince la sesta Billie Jean King Cup della storia.
Campionesse in carica, le azzurre guidate da Capitan Tathiana Garbin (foto Billie Jean King Cup) ribaltano i pronostici e vincono uno spettacolare ultimo atto conquistando in due set i singolari contro le temibili americane.
Ad aprire la giornata una strepitosa Elisabetta Cocciaretto, che sul veloce dello Shenzhen Bay Sports Centre (Cina) si impone sulla numero 18 del mondo Emma Navarro con il punteggio di 6-4 6-4 in un’ora e 27 minuti di gioco. Poi Jasmine Paolini: la leader tricolore ci mette un’ora e 24 a battere la numero 7 WTA Jessica Pegula con lo score di 6-4 6-2. È la ciliegina sulla torta di un percorso cinico e concreto: alzano al cielo il trofeo anche Sara Errani, Lucia Bronzetti e Tyra Grant, che completano il roster di una squadra straordinaria.
"Il tennis azzurro continua ad imporre la propria supremazia sul resto del mondo – il commento del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio –. Quello di Shenzhen è l'ennesimo successo di un percorso straordinario portato avanti da ragazzi e ragazze giovani, forti e determinati. Complimenti a Capitan Tathiana Garbin e alle sue giocatrici: Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Sara Errani, Lucia Bronzetti e Tyra Grant. Complimenti al Presidente Angelo Binaghi, alla Federazione Italiana Tennis e Padel e a tutti coloro che hanno contribuito a questa splendida vittoria. Battere gli Stati Uniti in finale era tutt'altro che semplice, sono davvero felice che il Tricolore continui a sventolare orgogliosamente alto in tutto il mondo". (agc)
Flag football: test per gli azzurri nel percorso di avvicinamento agli Europei di Parigi
- IMSS CONI
Sotto la supervisione e il controllo degli esperti dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, e in collaborazione con lo staff tecnico federale, 14 azzurri e 13 azzurre hanno effettuato una serie di prove neuromuscolari.

Bronzo per Nadia Battocletti sui 5.000 metri: l'Italia firma il nuovo record di medaglie ai Mondiali
- ATLETICA
È un’Italia da record quella che si congeda dalla penultima giornata della 20ª edizione dei Campionati Mondiali di atletica leggera. Una scatenata Nadia Battocletti, dopo la piazza d’onore firmata sui 10.000 metri nell’opening di sabato 13 settembre, si è andata a prendere il bronzo sulla pista del National Stadium di Tokyo (Giappone), stavolta sulla distanza più corta dei 5.000, in cui nell’agosto del 2024 chiuse quarta ai Giochi Olimpici di Parigi. Per il nostro Paese si tratta di un risultato storico. Quando manca una sola giornata alla conclusione della rassegna iridata in terra nipponica, infatti, la Nazionale è riuscita già nell’impresa di conquistare sette medaglie (un oro, tre argenti e tre bronzi), superando il precedente primato di sei stabilito nell'edizione svedese di Göteborg 1995 (due ori, due argenti e due bronzi).
Autrice del secondo miglior tempo nelle batterie (14:46.36), la fuoriclasse di Cavareno (foto ANSA), che ha riportato un’azzurra sul podio iridato in questa specialità a 28 anni di distanza dall’argento vinto da Roberta Brunet in Grecia ad Atene 1997, si è mantenuta fissa nel quartetto di testa all’interno di una gara tattica sin dal primo giro. Ad avere la meglio al termine di una volata mozzafiato sono state le keniane: successo per la primatista mondiale Beatrice Chebet (oro in 14:54.36) davanti alla campionessa uscente Faith Kipyegon (argento in 14:55.07). A completare il podio la venticinquenne trentina, riuscita a mettere le mani (in pochi giorni) anche sul secondo metallo iridato della carriera ed entrata di fatto nella leggenda diventando la prima donna azzurra a poter festeggiare due medaglie nella stessa edizione dei Mondiali. Ci erano riusciti a livello maschile soltanto Pietro Mennea (argento con la 4x100 e bronzo nei 200 ad Helsinki 1983) e Francesco Panetta (oro nei 3.000 siepi ed argento nei 10.000 nel a Roma 1987). Nulla da fare, quindi, per la statunitense Shelby Houlihan (quarta in 14:57.42) e l'etiope Gudaf Tsegay (quinta in 14:57.82), che invano hanno provato ad insidiare la terza piazza occupata alla fine dall'italiana.
“Mi sono detta che era il giorno giusto per provare a osare e sono molto felice e fiera di me stessa. L’idea è balenata alla vigilia insieme al papà-coach Giuliano: ho pensato che forse nei 10.000 avevo perso quell’attimo, anche se probabilmente non sarebbe cambiato il risultato della gara, che mi ha fatto capire di doverci provare. La tattica delle americane, a lungo in testa, mi ha agevolato e a 600 metri dal traguardo quando ho visto salire le africane mi sono messa subito al comando. Trovarmi davanti all’ultimo giro è stato emozionante, ai duecento eravamo un quartetto e ho pensato che comunque non potevo rischiare troppo, si deve essere anche scaltri e le ho fatte passare, cercando di scalare una marcia nel finale. In mente avevo ‘Rain, in your black eyes’ di Ezio Bosso, una melodia che aumenta di ritmo negli ultimi minuti. Ero arrivata qui per mostrare a me stessa che stavo bene, che gli allenamenti prima o poi pagano, e adesso sto raccogliendo tanto. Mi piace trovarmi in questa posizione, mi piace il confronto e la competitività con le migliori al mondo, ma prima e dopo la gara c’è molto rispetto: è proprio questo che mi è sempre piaciuto dell’atletica e che mi ha portato a continuare”, il commento di Battocletti al termine della finale.
Alla vigilia del closing in Giappone, quindi, la Nazionale ha potuto festeggiare la conquista della storica settima medaglia, la terza di bronzo dopo quelle firmate da Leonardo Fabbri (getto del peso) ed Iliass Aouani (maratona), che si vanno ad aggiungere all’epico oro di Mattia Furlani (salto in lungo) e agli argenti della stessa Battocletti (10.000 metri), Antonella Palmisano nella gara non olimpica dei 35 km di marcia ed Andrea Dallavalle (salto triplo). (agc)

Errani e Paolini incontenibili: Italia in finale di Billie Jean King Cup per il terzo anno consecutivo
- TENNIS
Le ragazze di Capitan Tathiana Garbin lo hanno fatto di nuovo. La Nazionale femminile di tennis torna in finale di Billie Jean King Cup.
Partite dai quarti in virtù del titolo, il quinto della nostra storia, conquistato lo scorso anno, sul veloce dello Shenzhen Bay Sports Centre le azzurre superano innanzitutto l’ostacolo rappresentato dalle padrone di casa cinesi. A firmare il successo le vittorie in singolare, entrambe in tre set, di Elisabetta Cocciaretto (contro Yue Yuan) e di Jasmine Paolini (ai danni di Xinyu Wang).
Poi l’intensa semifinale contro l’Ucraina, che parte con il piede giusto: Cocciaretto non può nulla, infatti, contro una scatenata Marta Kostyuk, che si impone con il punteggio di 6-2 6-3 nel primo incontro di giornata. Subito dopo Paolini ci mette quasi due ore e mezza per sbarazzarsi di Elina Svitolina, ma lo score ci sorride: 3-6 6-4 6-4 e si va al doppio decisivo. Doppio decisivo che vuol dire, inevitabilmente, coppia d’oro ai Giochi Olimpici di Parigi 2024: Sara Errani e la stessa Jasmine Paolini (foto ANSA). Come spesso accade, per le avversarie c’è poco da fare: Marta Kostyuk e Lyudmyla Kichenok combattono, si portano anche in vantaggio nel secondo set, ma alzano bandiera bianca con il perentorio punteggio di 6-2 6-3. Italia batte Ucraina 2-1.
Dopo la finale persa a Siviglia con il Canada nel 2023 e quella vinta a Malaga con la Slovacchia un anno fa, la Nazionale è di nuovo ad un passo dal trofeo della “World Cup of Tennis”: domenica 21 settembre nella sfida per il titolo le azzurre affronteranno gli Stati Uniti o la Gran Bretagna. (agc)
Mondiali, Andrea Dallavalle si tinge d'argento nel triplo: sesta medaglia a Tokyo per l'Italia
- ATLETICA
L’Italia spicca nuovamente il volo ai Campionati Mondiali di atletica leggera. Ad appena 48 ore di distanza dallo storico oro conquistato da Mattia Furlani nel lungo, infatti, a prendersi le luci della ribalta sulla pedana del National Stadium di Tokyo (Giappone) è stato uno scintillante Andrea Dallavalle che, nella terzultima giornata di gare, si è messo al collo l’argento nel contest maschile del salto triplo.
Per il vice-campione d’Europa di tre anni fa a Monaco di Baviera (Germania), bronzo continentale indoor nel marzo scorso ad Apeldoorn (Paesi Bassi), si tratta della prima medaglia iridata della carriera. Una grande rivincita personale per il venticinquenne piacentino allenato da Ennio Buttò, dovutosi accontentare del quarto posto nel luglio del 2022 ad Eugene (Stati Uniti), reduce da due ultime stagioni condizionate da una distorsione alla caviglia destra ed alla prima apparizione stagionale outdoor per via di un'infiammazione al ginocchio sinistro. Per la Nazionale che, prima della piazza d'onore odierna, in questa specialità poteva vantare solamente la terza posizione ottenuta in ambito femminile da Magdelín Martinez (Parigi 2003), si tratta del sesto sigillo di questa rassegna mondiale (un oro, tre argenti e due bronzi). Eguagliato il record di medaglie stabilito nell'edizione svedese di Göteborg 1995 (due ori, due argenti e due bronzi).
Quarto nelle qualificazioni in virtù della solida misura di 17.08, il fuoriclasse azzurro ha staccato in scioltezza il pass per l’atto conclusivo riservato ai migliori 12 saltatori. Qui, ai piedi del podio da metà gara fino alla vigilia dell’ultimo balzo (17.00 - 16.93 - 17.24 - 17.06 - 17.15), si è reso protagonista di un epico sesto turno, in cui è decollato fino a 17.64 (disintegrato di addirittura 29 centimetri il precedente primato personale all’aperto di 17.35 stabilito a Grosseto nel giugno del 2021 in occasione dei Campionati Italiani Under 23) e si è preso di prepotenza la momentanea leadership della gara. Ad un passo dal successo, tuttavia, a beffare l’emiliano (foto Grana/FIDAL) ci ha pensato in extremis l'olimpionico ed iridato portoghese Pedro Pichardo, riuscito a mettersi al collo la medaglia d’oro grazie ad un salto conclusivo da ben 17.91 (world leading). Ha completato il podio il cubano Lázaro Martínez (17.49) mentre il bronzo olimpico in carica Andy Díaz Hernández, l’altro azzurro ai nastri di partenza della finale, si è dovuto accontentare della sesta posizione (17.19), debilitato anche da una non perfetta condizione fisica.
“È un qualcosa di inimmaginabile. In quell'ultimo salto c’era tutto il lavoro e anche tutte le batoste degli ultimi anni. Ho dato tutto e questo mi ha premiato. Quando mi sono visto al primo posto ci ho sperato fino alla fine, ho pensato che forse ce l’avevo fatta, ma sapevo che Pichardo ha sempre una cartuccia pronta e purtroppo è stato così, comunque qualcosa di incredibile. Non mollo facilmente nonostante gli infortuni e sono molto determinato, finalmente ho potuto dimostrarlo perché non sempre sono arrivato alle gare nella migliore condizione, stavolta invece sapevo di stare bene e dovevo meritarmelo. Adesso dovranno preoccuparsi anche di me in pedana, ma io non cambio, rimango il ragazzo di sempre e penso che questo non me lo toglierà mai nessuno”, le dichiarazioni di un entusiasta Dallavalle al termine della finale.
Quando mancano ancora due giornate al termine dei Mondiali dunque, come già accennato, l'Italia ha potuto festeggiare la sesta medaglia (foto ANSA), la terza d’argento dopo quelle firmate da Nadia Battocletti (10.000 metri) ed Antonella Palmisano nella gara non olimpica dei 35 km di marcia, che si vanno ad aggiungere al già citato oro di Mattia Furlani (salto in lungo) ed ai bronzi di Leonardo Fabbri (getto del peso) ed Iliass Aouani (maratona). (agc)

Short track: Pietro Sighel sottoposto a test sulla pista di Bormio
- IMSS CONI
Giornata di test a Bormio per Pietro Sighel, la cui fase di partenza è stata analizzata dagli esperti dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI.
Attraverso l’uso combinato di video ad alta velocità e velocimetro radar, sono stati rilevati dati su velocità, accelerazione e postura dell'atleta della Nazionale di short track (foto ANSA).
Alla Bormio Cup (in programma fino a domenica 21 settembre), inoltre, saranno effettuati video in collaborazione con lo staff della FISG. (agc)

Azzurri in Ruanda: gli atleti selezionati per i primi Mondiali della storia ospitati da un Paese africano
- CICLISMO
Tutto pronto a Kigali, capitale del Ruanda, per i Mondiali di ciclismo, i primi della storia organizzati in un Paese africano.
I commissari tecnici Marco Villa, Marco Velo, Marino Amadori ed Edoardo Salvoldi hanno ufficializzato gli azzurri selezionati per l’evento in programma da domenica 21 a domenica 28 settembre, tra atleti affermati e interessanti giovani in rampa di lancio. Di seguito i convocati e il programma della manifestazione. (agc)

STRADA
Uomini élite
Marco Frigo
Giulio Pellizzari (foto ANSA)
Fausto Masnada
Mattia Cattaneo
Lorenzo Fortunato
Andrea Bagioli
Giulio Ciccone
Matteo Sobrero
Donne élite
Elisa Longo Borghini (foto ANSA)
Silvia Persico
Barbara Malcotti
Monica Trinca Colonel
Francesca Barale
Eleonora Camilla Gasparrini
Soraya Paladin
CRONOMETRO
Uomini élite
Matteo Sobrero
Mattia Cattaneo
Donne élite
Soraya Paladin
Monica Trinca Colonel
Team time trial mixed relay
Mattia Cattaneo, Marco Frigo, Matteo Sobrero
Monica Trinca Colonel, Soraya Paladin, Federica Venturelli
PROGRAMMA
Domenica 21 settembre
Cronometro, élite donne dalle 10:10 (31,2 km)
Cronometro, élite uomini dalle 13:45 (40,6 km)
Mercoledì 24 settembre
Cronometro, mixed team relay dalle 12:30 (41,8 km)
Sabato 27 settembre
Prova in linea, élite donne dalle 12:05 (164,6 km)
Domenica 28 settembre
Prova in linea, élite uomini dalle 09:45 (267,5 km)
Bob, skeleton e snowboard slopestyle: test per 39 azzurri al CPO 'Giulio Onesti' di Roma
- IMSS CONI
Concluse tre giornate di test per 39 atleti delle Nazionali di bob, skeleton e snowboard slopestyle al Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ del CONI a Roma. Sotto la supervisione e il controllo degli esperti dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI gli azzurri, in collaborazione con lo staff tecnico della FISI, hanno svolto una serie di prove neuromuscolari, neurocognitive e di mobilità in previsione della prossima stagione. Inoltre le squadre di bob e skeleton hanno effettuato prove di velocità tramite l’uso dello scudo aerodinamico, strumento che crea una scia protetta per ottimizzare sprint e assetto tecnico consentendo di misurare parametri fondamentali come accelerazione e tecnica di spinta.
Leo Framarin, Loris Framarin, Nicola Liviero, Emma Gennero, Marilù Poluzzi, Felix Fulterer, Nicola Galli, Marcello Grassis, Tommaso Cesare Lupi, Gregorio Marchelli, Stella Accati, Matilde Pizzuto, Alessia Vergani, Arianna Vergani, Giada Andreutti, Fabio Batti, Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Noemi Cavalleri, Giulia Chenet, Anna Costella, Alessia Crippa, Simona De Silvestro, Eric Fantazzini, Martina Favaretto, Alessandra Fumagalli, Alessia Gatti, Mario Lambrughi, Giovanni Marchetti, Valentina Margaglio, Robert Mircea, Andrea Monti, Delmas Obou, Angel Osakue, Alex Pagnini, Riccardo Ragazzi, Mattia Variola, Alex Verginer e Tania Vicenzino. Questo l'elenco degli atleti coinvolti. (agc)

Epico Mattia Furlani: decolla fino a 8.39 ai Mondiali di Tokyo e vince un oro storico nel salto in lungo
- ATLETICA
È uno straripante Mattia Furlani l’uomo copertina dell’Italia nella quinta giornata della 20ª edizione dei Campionati Mondiali di atletica leggera. Sulla pedana del National Stadium di Tokyo (Giappone), infatti, il fuoriclasse dei Castelli Romani si è assicurato un’epica medaglia d’oro nel contest maschile del salto in lungo, riportando un azzurro sul podio iridato all’aperto a 18 anni di distanza dall’argento vinto da Andrew Howe nell’altra edizione nipponica di Osaka 2007. Un trionfo storico, che si va ad aggiungere ai due firmati per il nostro Paese in ambito femminile da Fiona May (Göteborg 1995 ed Edmonton 2001). Per il bronzo olimpico di Parigi inoltre, che a soli 20 anni è diventato il più giovane campione di sempre in questa specialità (meglio persino dello statunitense Carl Lewis che a 22 trionfò ad Helsinki 1983), si tratta del primo sigillo mondiale della carriera a livello outdoor dopo l’argento di Glasgow 2024 e l’oro di Nanjing 2025, entrambi conquistati al coperto.
Nono dopo le qualificazioni con 8.07, misura che gli è valsa il pass d’ingresso per l’atto finale riservato ai migliori 12 saltatori, il fenomeno azzurro (foto ANSA) ha portato a termine i suoi primi quattro balzi con un nullo, un 8.13, un altro nullo ed un 8.22, irrompendo di prepotenza a ridosso della top-3. Nel quinto e penultimo turno, quindi, ha fatto registrare un meraviglioso 8.39, ritoccando di un centimetro il precedente personal best di 8.38 a cui atterrò nel giugno dello scorso anno agli Europei di Roma, dove riuscì a chiudere sulla piazza d'onore alle spalle del bi-campione olimpico greco Miltiadis Tentoglu (soltanto 11° nella prova odierna). Un risultato senza precedenti per il giovane capitolino che, già sicuro di affermarsi come il più giovane oro iridato azzurro della storia nonché come il più giovane italiano ad assicurarsi almeno una medaglia in tutte e cinque le grandi manifestazioni (Olimpiade, Mondiali indoor e outdoor, Europei indoor e outdoor), si è infine cimentato in un sesto balzo interlocutorio da 8.07. Nessuno dei suoi avversari, infatti, è più riuscito a fare meglio, con il giamaicano Tajay Gayle (8.34) ed il cinese Yuhao Shi (8.33) che si sono dovuti accontentare rispettivamente dell'argento e del bronzo mentre ha chiuso in quarta piazza il pericoloso elvetico Simon Ehammer (8.30).
"Non so se è tutto vero. È successo qualcosa di magico stasera, inizio con i ringraziamenti soprattutto a mamma (l'allenatrice Khadidiatou Seck, ndr), che ha fatto un lavoro incredibile in pedana: memorabile, lucida e concentrata. Siamo stati lucidi e ci abbiamo creduto, salto dopo salto. È stato un anno di crescita fantastico: fino a due anni fa potevo solamente sognare tutto questo, invece adesso è realtà. Ringrazio anche un po' me stesso, anche se il lavoro da fare è ancora parecchio e spero che questo sia solo l'inizio. Faccio ciò che amo ed è la cosa più bella di tutte, anche dell'oro. Grazie anche all'Italia: questa medaglia è soprattutto per voi", le dichiarazioni di un commosso Furlani al termine della finale.
Quando mancano quattro giornate al termine dei Mondiali, dunque, l'Italia ha potuto festeggiare la quinta medaglia, la prima d'oro dopo gli argenti di Nadia Battocletti (10.000 metri) e di Antonella Palmisano nella gara non olimpica dei 35 km di marcia ed i bronzi di Leonardo Fabbri (getto del peso) ed Iliass Aouani (maratona). (agc)
Il 28 settembre torna il Trofeo CONI, a Lignano Sabbiadoro edizione record con 4.600 partecipanti
- IN FRIULI VENEZIA GIULIA
Lignano Sabbiadoro, e tutto il Friuli Venezia Giulia, si veste a festa per l’edizione 2025 del Trofeo CONI, la più grande manifestazione sportiva italiana dedicata agli under 14, promossa dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano in collaborazione con il mondo dello sport organizzato.
Dal 28 settembre al 01 ottobre 2025, la più grande metà turistica del Friuli Venezia Giulia accoglierà 4.600 atleti e tecnici (record storico di partecipanti) provenienti da ogni regione d’Italia, pronti a vivere un’esperienza all’insegna dello sport, dell’amicizia e del fair play.
Saranno 44 le discipline - tra cui l’esordio della Federazione Italiana Wushu Kung-Fu con il sanda - che concorreranno alla classifica finale che metterà in palio il trofeo che, nell’edizione 2024 svoltasi in Sicilia, è stato vinto dall’Emilia Romagna. Prevista inoltre l’attività dimostrativa del twirling.
Il Friuli Venezia Giulia ospita il Trofeo CONI estivo, che festeggia quest’anno la decima edizione, per la seconda volta dopo quella del 2015 e dimostra, ancora una volta, la grande attitudine di tutto il territorio ad organizzare grandi eventi. Lo sport giovanile sarà così ancora una volta protagonista, in attesa del Festival Olimpico Estivo della Gioventù Europea che si terrà nel 2027 nella stessa località turistica friulana.
La cerimonia di apertura si terrà allo stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, domenica 28 settembre alle 18.30, con la sfilata delle delegazioni regionali e l’accensione simbolica della fiaccola olimpica. La cerimonia sarà l’occasione anche per mettere in luce le tante peculiarità del Friuli Venezia Giulia che verranno raccontate attraverso un percorso che partirà dalle nostre montagne per arrivare fino al mare.
Le gare si svolgeranno lunedì 29 e martedì 30 per culminare poi nella cerimonia di chiusura che si svolgerà in spiaggia. Le gare si disputeranno a Lignano Sabbiadoro presso impianti sportivi o direttamente in spiaggia mentre saranno diffuse sul territorio quelle di bowling (che si disputerà a Portogruaro), arrampicata sportiva (Basaldella), tiro a volo (Porpetto), pattinaggio a rotelle (Cervignano del Friuli) e ginnastica artistica (Latisana). I giovani atleti saranno invece ospitati nelle strutture del Bell’Italia, del Camping Sabbiadoro e dell’Albatros.
Grazie al progetto del PNRR “Turismo delle Radici”, saranno in gara anche i ragazzi delle comunità italiane all’estero del CONI di Argentina, Australia, Brasile e Venezuela, che in occasione del Trofeo visiteranno il Friuli Venezia Giulia alla scoperta delle proprie origini. La loro presenza è uno dei risultati del Protocollo d’Intesa di collaborazione permanente tra CONI e Ministero degli Esteri per la diffusione della cultura e della pratica sportiva, nonché della promozione del Sistema Paese attraverso la realizzazione di incontri ed eventi sportivi a favore delle Comunità Italiane.
In attuazione, invece, del protocollo biennale siglato tra il CONI e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, quest’edizione del Trofeo CONI sarà ancora di più sostenibile con l’adozione di numerose iniziative volte al raggiungimento degli obiettivi fissati dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
“Lo sport del Friuli Venezia Giulia è orgoglioso di ospitare il Trofeo CONI – ha dichiarato Andrea Marcon, Presidente del CONI Friuli Venezia Giulia – e già dall’assegnazione dell’edizione ha iniziato a lavorare alacremente per rendere indimenticabile questo evento. Ringrazio il Presidente Onorario del CONI Friuli Venezia Giulia, Giorgio Brandolin, per aver ottenuto questo risultato quando era in carica al mio posto. Noi crediamo nello sport come strumento educativo e inclusivo. I nostri giovani meritano occasioni come questa per mettersi alla prova e imparare divertendosi. E sono anche certo che noi adulti impareremo molto da loro.”
“Con orgoglio saluto la decima edizione del Trofeo CONI ormai prossima al via in una terra con una grande tradizione sportiva – le parole del Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio – Sarò presente alla cerimonia di persona e vivrò questo Trofeo CONI con un’emozione particolare in quanto si tratta della mia prima edizione da Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Sono certo che l’impegno del CONI regionale guidato dal Presidente Marcon e della Direzione Territorio del CONI, unito all’importante sostegno offerto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Lignano Sabbiadoro, regaleranno a migliaia di ragazze e di ragazzi un’importante occasione di incontro e di crescita nel segno dello sport. Sono certo che anche questa edizione contribuirà ad accendere in tanti giovani provenienti da tutta Italia quella scintilla che poi alimenta il sogno di ogni atleta: partecipare ai Giochi Olimpici. Mi piace ricordare inoltre la collaborazione con il Ministero degli Esteri per consentire a tanti ragazzi di riscoprire le loro origini italiane e quella con il Ministero dell’Ambiente per rendere questo Trofeo sempre più sostenibile. Grazie a tutti coloro che garantiranno un’edizione di successo, all’insegna dell’amicizia e dei valori più autentici dello sport.”
"Il Trofeo CONI 2025 rappresenta un’opportunità straordinaria per il Friuli Venezia Giulia, non solo dal punto di vista sportivo ma anche per la valorizzazione del nostro territorio – ha dichiarato Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia -. Questa edizione, che registra il numero record di 4.600 partecipanti, testimonia l’attrattiva e la capacità organizzativa della nostra regione. L’arrivo di migliaia di giovani atleti e tecnici da tutta Italia e dall’estero è la conferma della nostra vocazione ad accogliere al meglio chi ci viene a visitare. Questa manifestazione ribadisce che lo sport può essere veicolo di crescita, amicizia e inclusione, ma anche di promozione turistica e culturale. Dopo aver ospitato con successo numerose competizioni, il Friuli Venezia Giulia si prepara inoltre al grande appuntamento con il Festival Olimpico Estivo della Gioventù Europea – EYOF 2027, che renderà ancora una volta Lignano Sabbiadoro protagonista sulla scena internazionale. Siamo orgogliosi di accogliere il Trofeo CONI e di condividere con tutti i partecipanti le bellezze e i valori del Friuli Venezia Giulia."
Mario Anzil, Vicegovernatore e Assessore regionale alla Cultura e allo Sport, ha affermato: "Il Trofeo CONI 2025 è una grande festa dello sport giovanile e una straordinaria occasione di incontro e confronto per migliaia di ragazze e ragazzi. Allo stesso tempo, rappresenta anche un momento di sana competizione agonistica, in cui i giovani atleti potranno misurarsi con passione e impegno, sempre nel riguardo dei valori che lo sport insegna: lealtà, sacrificio, rispetto dell’avversario e spirito di squadra. Il Friuli Venezia Giulia dimostra ancora una volta la propria vocazione ad accogliere eventi sportivi di livello nazionale e internazionale, coniugando agonismo e socialità. È un evento che trasmette entusiasmo e che rafforza il legame tra sport, comunità e territorio. Grazie al CONI e a tutte le realtà coinvolte per aver scelto Lignano Sabbiadoro e la nostra Regione come teatro di questa importante manifestazione."
Il Trofeo CONI 2025 si svolgerà con il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro (foto Emporio ADV).
“È con grande entusiasmo che siamo pronti ad accogliere l’edizione 2025 del Trofeo CONI, orgogliosi di essere stati scelti come sede di una delle manifestazioni più importanti per la promozione dello sport giovanile in Italia – ha dichiarato il Sindaco di Lignano Sabbiadoro, Laura Giorgi -. Ringraziamo il Comitato Olimpico Nazionale per aver scelto la nostra città come palcoscenico di questo straordinario evento e, fin d'ora, auguriamo ai partecipanti un'esperienza ricca di successi e di emozioni. La nostra località si prepara ad accogliere migliaia di giovani atleti con le loro famiglie, dirigenti e tecnici, provenienti da tutta Italia; presenze che contribuiranno a rafforzare l’attrattività turistica di Lignano, soprattutto nei mesi tradizionalmente più tranquilli, ampliando il calendario di eventi. Esser stati scelti come sede del Trofeo CONI rappresenta un riconoscimento al lavoro che questa amministrazione sta portando avanti, anche grazie all’impegno profuso dall’assessore allo sport Giovanni Iermano, perché Lignano Sabbiadoro sia un punto di riferimento nazionale e internazionale nel settore del ‘turismo sportivo’. Abbiamo puntato molto sullo sviluppo infrastrutturale e sulla promozione di eventi di grande rilevanza che non solo favoriscono la crescita sportiva e celebrano i valori tipici dello sport, la sana competizione e l’amicizia, ma generano anche ricadute economiche significative per la nostra città e per l’intero territorio friulano. L'organizzazione dell'evento avrà il supporto di diverse realtà locali, con l’obiettivo di fare di Lignano Sabbiadoro non solo un centro di sport, ma anche un simbolo di integrazione, solidarietà e impegno per la crescita dei giovani. Con l’ospitalità che da sempre contraddistingue la nostra comunità.”
Il Trofeo CONI sarà trasmesso sull'ItaliaTeamTV, la piattaforma OTT del CONI, a partire dalla cerimonia di apertura.

Pagina 53 di 959