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Nibali apoteosi "rosa". "Giro d'Italia emozione speciale. A Rio per sognare"

Nibali1L'abbraccio della famiglia fa brillare quel rosa intenso che illumina la scena. Il colore della vittoria. Vincenzo Nibali ha vinto la 99esima edizione del Giro d'Italia di ciclismo e dopo tre settimane di passione, per la passerella finale della corsa già vinta nel 2013, si concede agli amorevoli abbracci di papà Salvatore, mamma Giovanna e la moglie Rachele. La piccola Emma sale con lui sul podio: sorrisi, flash, applausi. L'emozione della vittoria ha un sapore speciale.

 

'Lo Squalo' ha compiuto un capolavoro, ribaltando un Giro che sembrava perso. Se lo è ripreso in due giorni con il talento da scalatore, la grinta del campione che non abdica, il coraggio di chi sa cosa vuole. La tappa conclusiva, da Cuneo a Torino, è una passerella. Nibali e Scarponi si danno una pacca sulla spalla, poi il capitano alza il braccio del suo gregario, ricambiato, per un omaggio a una vittoria che è del singolo ma anche della squadra. I 163 km finali, corsi come da tradizione in un clima di festa, tra selfie, brindisi di gruppo e qualche ruzzolone di troppo, ratificano il podio sancito dalla tappa del giorno prima sulle Alpi piemontesi.

 

Dietro a Vincenzo Nibali - sul podio - ci sono il colombiano Chaves a 52" e lo spagnolo Valverde a 1'17". La giornata di festa era cominciata di buon'ora per Nibali, con la visita in albergo del presidente del CONI Giovanni Malagò e del Segretario Generale, Roberto Fabbricini: con loro, e con il direttore del Giro, Mauro Vegni, il campione siciliano ha fatto colazione. Poi di corsa a Cuneo dove riceve il primo bagno di folla. In centinaia attendono sotto la pioggia che la maglia rosa scenda dal pullman dell'Astana: quando lui si affaccia lo accolgono con un boato che lo accompagna fino al palco del foglio firma che raggiunge in sella a una bici per l'occasione tutta rosa.


"Mi sono goduto lo spettacolo e non ne ho voluto perdere un attimo - commenta alla fine il campione siciliano -. Questo Giro mi ha insegnato a crederci sempre fino alla fine. Ho vissuto momenti difficili, ma sulle montagne, là dove osano le aquile, ho costruito questa impresa". A completare la festa ci sarebbe anche la vittoria di tappa di Giacomo Nizzolo: per il brianzolo, sempre piazzato in questo Giro, sarebbe una soddisfazione meritata. Ma la giuria ravvisa una manovra scorretta nel chiudere all'esterno Sacha Modolo e lo declassa. Il successo così va al tedesco Nikias Arndt.

 

Vincenzo Nibali è raggiante: È stata un'emozione bellissima per tutto il percorso, e poi entrare sul circuito e vedere quella folla così numerosa è stato davvero indescrivibile. Ho dato uno sguardo per cercare di guardare tutti perché non volevo perdere l'attimo. Sono grandi emozioni che condivido con la mia famiglia che è partita ieri sera per venirmi a trovare". È uno Squalo che sprizza gioia quello che alza nel cielo a Torino il Trofeo Senza Fine assegnato al vincitore del Giro d'Italia. Ma che non dimentica i momenti duri: "Ci sono state giornate che non abbiamo passato tanto bene. È facile giudicare e nascondersi dietro una tastiera, poi dipende come tutto viene raccontato. Prima della cronoscalata non ho detto che ho avuto problemi gastrointestinali perché non ho voluto dare degli assist ai miei avversari. Come affronterò il Tour? Intanto pensiamo a recuperare le energie. L'Olimpiade? È un percorso molto difficile, si correrà in cinque uomini, ci giochiamo tutto in giorno ma cercheremo di avere una grandissima squadra".

 

 

“E’ stato un giro entusiasmante, pieno di colpi di scena, che ha riportato il ciclismo nel cuore della gente, recuperando credibilità e raccogliendo il grande consenso che merita: è sempre più la disciplina popolare, la disciplina di tutti e per tutti - afferma il Presidente della FCI Renato Di Rocco, riassumendo in qualche modo il sentimento di tutti gli sportivi che hanno seguito e vissuto con emozione le vicende della Corsa Rosa - Un Giro ben disegnato, che ha premiato l’audacia degli atleti e degli organizzatori; gestito con ammirevole capacità organizzativa fin dalla splendida partenza in Olanda, quale ponte ideale per l’Italia perché ha promosso con efficacia l’immagine del Made in Italy in Europa".

 

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