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24/03/2004

Processo di Ferrara: le motivazioni della sentenza alla Procura Antidoping

Il CONI, venuto in possesso delle motivazioni della sentenza del processo svoltosi a Ferrara nei confronti del professor Francesco Conconi ed altri, ha trasmesso l’incartamento al Capo della Procura Antidoping, professor Giovanni Verde, per assumere le valutazioni del caso alla luce delle norme sportive vigenti in materia. Il CONI, inoltre, ricorda come nel suddetto procedimento giudiziario si sia costituito parte civile al fine di accertare fatti e conseguenti responsabilità da cui potessero eventualmente derivare sanzioni e ristoro di danni. A tale riguardo il CONI ha preso atto delle sentenza del Tribunale di Ferrara. Il CONI al tempo stesso sottolinea come tutta l’attività posta in essere per contrastare il fenomeno del doping, in ogni settore interessato, sia oggetto di riconoscimento a livello internazionale, a cominciare dal Laboratorio Antidoping FMSI dell’Acqua Acetosa, che , da tutti i test di verifica ai quali è stato sottoposto, risulta essere costantemente tra i meglio funzionanti al mondo per quantità e qualità di risultati. La Giunta Nazionale del CONI nella sua ultima riunione ha stabilito che i controlli della campagna "La mia vita prima di tutto" avranno carattere di obbligatorietà per gli atleti che saranno convocati per la partecipazione ai prossimi Giochi Olimpici di Atene, pena l’esclusione dalla squadra. Quanto ricordato, insieme alle molte altre iniziative in atto nella lotta antidoping, dimostra inequivocabilmente che la posizione e le decisioni del CONI sono lontane da qualsivoglia coinvolgimento in situazioni poco chiare in cui si possa insinuare il dubbio della sia pur minima tolleranza o connivenza con pratiche dopanti. UFFICIO COMUNICAZIONE E RAPPORTI CON I MEDIA Roma, 11 marzo 2004

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