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Europei, 4 azzurri in finale a Zurigo. Rottura del tendine d'achille per Greco

Daniele-Greco-03Prima giornata dei Campionati Europei di atletica a Zurigo. Qualificazioni dirette alla finale per Federica Del Buono nei 1500 metri (4:10.47), Yuri Floriani nei 3000 siepi (8:33.05), Fabrizio Donato (16,64 vento +0.4) e Fabrizio Schembri (16,52 -0.6) nel salto triplo. Passaggio del turno dalle batterie alle semifinali per l'ostacolista Marzia Caravelli (con un probante 12,98, vento -1.1), le centiste Audrey Alloh (11.44, v. -0.4) e Irene Siragusa (11.47, v. +0.8), il quattrocentista Matteo Galvan (46.64), l'ostacolista Leonardo Capotosti (50.45). Tutti eliminati gli altri azzurri in gara: Magnani (1500), Nasti (3000st), Valentini (400), Re (400), Malavisi (asta), Bruni (asta). La giornata italiana è però caratterizzata dal grave infortunio occorso a Daniele Greco: per lui, secondo quanto dichiarato dal medico federale Mauro Guicciardi, si tratta della rottura del tendine d'Achille sinistro.

 

Salto triplo uomini
Due azzurri in finale (Fabrizio Donato e Fabrizio Schembri) ma l'apertura è purtroppo dedicata al tezo italiano in gara, Daniele Greco, fermatosi fin dal riscaldamento. Il pugliese finisce a terra al termine della rincorsa, dolorante. Soccorso dai sanitari, gli verrà diagnosticata (secondo quanto riportato dal medico federale, Mauro Guicciardi) la rottura del tendine d'Achille sinistro. Verrà operato nel giro di pochi giorni, con ogni probabilità a Pavia, dal professor Benazzo. In campo, Fabrzio Donato, dopo un nullo nel primo tentativo, atterra a 16,64 (+0.4), un centimetro al di sotto della misura di qualificazione. Quanto basta per scegliere di non effettuare il terzo tentativo, virtualmente certo dell'accesso alla finale. Fabrizio Schembri è dodicesimo, ultimo dei qualificati, con 16,52 (-0.6); è la stessa misura del tredicesimo, il britannico Reid, ma l'azzurro passa per il secondo miglior risultato, 16,47. In testa, atterra a 16,97 il russo Lyukman Adams, che precede il francese Compaoré (16,83) e il portoghese Evora (16,82). Appuntamento per la finale a giovedì sera (ore 20.10). Sull'incidente occorso a Greco, è opportuno sottolineare come tutti gli esami diagnostici effettuati alla vigilia, come riferito dalla struttura sanitaria, avessero assicurato l'idoneità dell'atleta alla partecipazione.

Daniele Greco, dopo l'infortunio al tendine d'Achille sinistro patito nel riscaldamento della qualificazione degli Europei, ha già lasciato Zurigo. "Sono in viaggio in macchina per Pavia - racconta il triplista azzurro - dove domani mi opererà il prof. Franco Benazzo. Ora non sento dolore, da quando mi si sono fatto male dolore zero. Oggi era il giorno in cui il tendine mi faceva meno male. Il riscaldamento stava andando avanti senza problemi. Ho messo le chiodate, ero ancora in pieno rodaggio. Ho fatto un solo balzetto ed ho sentito una frustata, come se qualcuno mi avesse dato un calcio da dietro. E poi sono rimasto steso a terra. Ormai me ne sono capitate così tante che non ho nemmeno più la forza di arrabbiarmi".

"Tornando indietro - aggiunge il 25enne salentino, campione europeo indoor - gareggerei di nuovo. Non ho rammarico di averci provato, lo rifarei. Questo è il mio modo di vivere lo sport. Ora bisognerà avere tanta pazienza e ricominciare da capo. Un vero atleta è quello che sa affrontare anche brutti imprevisti come questo. L'obiettivo è tornare al più presto competitivo e con un tendine sano. Al di là di come sia andata, ci tengo a ringraziare tutto lo staff sanitario della Federazione e il fisioterapista Antonio Abbruzzese per come mi hanno assistito fino a questo momento. Per il resto, io sono fiducioso che, dopo questa brutta parentesi, arriverà il giorno del riscatto".

100hs
L'acuto tecnico di giornata, qualificazioni dirette alle finali a parte, è di Marzia Caravelli, che corre in 12.98 la batteria dei 100hs, primo -13 di stagione nonostante la discreta quantità di vento in faccia (-1.1). Discreto l'avvio della friulana, che però, come di consueto, dà il meglio di sé con il passare delle barriere, quando riesce a distendere le sue lunghe leve. La precedono la belga Zagré (12.86) e la tedesca Roleder (12.91), ma il terzo posto vuol dire semifinale, con il nono tempo complessivo. Appuntamento a stasera. Le ostacoliste vanno tutte forte. La migliore è la britannica Tiffany Porter (12.69), ma volanco anche la francese Billaud (12.75) e la tedesca Hildebrand (12.78).

400m uomini
Non entusiasmano i tre azzurri nel primo turno del giro di pista. Passa il solo Matteo Galvan, che per uno dei paradossi che fanno anche la bellezza dell'atletica, è anche il peggiore (a livello cronometrico) del gruppetto. Il vicentino è quarto nella sua batteria con il crono di 46.64, frutto di una prova priva di picchi di intensità salvo che nel finale: il centesimo guadagnato d'esperienza sul ceco Tesar, vale la promozione alla semifinale. Davide Re è sesto nella terza batteria, con un 46.34 che non è solo il miglior tempo in Casa Italia (a soli 4 centesimi dall'ultimo crono di recupero), ma non è nemmeno distante dal recente personale di 46.00. Completa il quadro il 46.61 di Lorenzo Valentini, sesto nella quinta e ultima batteria.

3000st uomini
Promozione diretta alla finale per Yuri Floriani, buon terzo nella seconda batteria in 8:33.05. La gara dell'italiano è costruita nel modo corretto: un occhio sempre al turco Akdag, punto di riferimento nella zona di testa, e tranquilla navigazione sul ritmo, nell'attesa del traguardo. Il rettilineo finale, è di assoluto controllo, in scia al polacco Demczyszak, che va a vincere in 8:31.62, e al tedesco Grau, secondo in 8:33.05. Floriani non dà mai l'impressione di schiacciare a fondo l'acceleratore, aspetto che fa ben sperare per la finale. Discorso opposto, nell'altra batteria (la prima) per Patrick Nasti, finito lontano dai primi (undicesimo) in 8:46.80 (vittoria all'altro polacco, Zalewski, 8:31.62).

Asta donne
Vanno fuori entrambe le azzurre, Sonia Malavisi e Roberta Bruni, entrambe acreditate al termine della qualificazione di 4,25. La Malavisi alla fine è diciassettesima (successi alla rpima prova a 4,15 e 4,25, poi tre errori a 4,35), mentre la Bruni è ventiduesima, con lo score appensatito, rispetto alla compagna di nazionale, di un errore a 4,15. Il terzo tentativo della Bruni a 4,35 sembra riuscito: ma come spesso accade, l'asticella, dopo aver ballato un bel po', finisce a terra. Beffarda.

100m donne
Supera il turno direttamente anche Audrey Alloh. L'11.44 (-0.4) messo a segno dalla fiorentina vale il quarto posto nella quarta batteria (vittoria alla francese Myriam Soumaré, con un eccellente 11.03, miglior prestazione europea dell'anno eguagliata) e la promozione alla semifinale di domani pomeriggio. Dopo essersi mossa bene allo sparo, Alloh accelera correttamente ed è brava a vincere il duello a distanza con la greca Kokloni, superata per due contesimi (in palio, l'ultimo posto per il passaggio del round). A livello statistico, il crono dell'azzurra è a soli due centesimi dal personale, l'11.42 ottenuto a Gavardo nel maggio di quest'anno. E' brava anche Irene Siragusa, che approda alle semifinali correndo in 11.47 nella quinta batteria (quinto posto, vento +0.8) a quattro centesimi dal suo fresco personale (11.47 a Rovereto): consueta prova esplosiva (0.140 di reazione!) e bel lanciato, indicativo sia in chiave 200 metri sia per la staffetta. Nelle batterie, da segnalare anche l'11.10 (-0.4) realizzato dall'olandese Dafne Schippers, altra favorita, con la Soumaré, per l'oro continentale.

400hs uomini
Passa il turno anche Leonardo Capotosti, quarto nella terza batteria in 50.45 (primo l'estone Magy in 49.72). L'azzurro segue con regolarità il disegno ritmico della sua prova, inserendo poi la giusta dose di grinta e forza muscolare nel rettilineo finale. Resiste al tentativo di rimonta di dell'ucraino Melnykov, e guadagna la semifinale di domani pomeriggio (ore 18.05), con un risultato tecnico non lontano dal suo standard di rendimento, in particolare dallo stagionale di 50.17. Il migliore del turno è il russo Denis Kudryavtsev - uno dei favoriti con il già citato Magy -  capace di un buon 49.05.

1500 metri donne
Il talento di Federica Del Buono scintilla sulla pista di Zurigo. La vicentina guadagna con autorità ed intelligenza tattica la finale dei 1500 metri, piazzandosi al terzo posto nella batteria in 4:10.47. Vince la Hassan (4:09.55), una delle favorite per l’oro, ma l’azzurra dà spettacolo, correndo i primi due giri al coperto (passaggio agli 800 in 2:18.35), e risalendo verso la testa tra i 900 ed i 1100 metri, con la determinazione che sta ormai diventando la sua caratteristica peculiare. L’ultimo giro è in pieno controllo, e solo negli ultimi metri la polacca Plis va a scavalcarla, inserendosi al secondo posto. La finale dell’italiana è guadagnata con l’accesso diretto (passavano le prime quattro): a 19 anni e mezzo, la promozione ha un sapore particolare. Finisce subito, al contrario, l’Europeo di Margherita Magnani: la cesenate  è decima, immediatamente eliminata. La sua è però una prova sfortunata: corre molto bene la prima parte di gara, seguendo dalle parti della testa i ritmi ipertattici (2:22.63 agli 800) impostati dalla serba Terzic. Ai 1100 metri, però, poco dopo la campana dell’ultimo giro, finisce imbottigliata, e nella bagarre, incespica, rischiando di cadere. A quel punto, resta poco da fare, ed arriva l’eliminazione, con 4:17.19.

800m uomini
Un pizzico di indecisione frena Giordano Benedetti, che deve ricorrere ai ripescaggi per guadagnare la semifinale. Il trentino ha un approccio alla gara piuttosto prudente, forse troppo prudente, a tal punto che ai 200 metri si ritrova in coda, e poi comincia una affannosa ricerca di un piazzamento a centro gruppo (sempre in posizione esterna). Sul rettilineo opposto a quello d'arrivo, l'azzurro produce una buona reazione, risalendo fino ad un passo dalle prime posizioni: ma non osa fino in fondo, facendosi chiudere la strada all'attacco dell'ultima curva dall'irlandese Murray. Nella curva e sul rettilineo finale Bendetti recupera posizioni, ma il terzo posto che vale la promozione diretta rimane nelle mani dello svedese Almgren, soli sette centesimi avanti all'italiano (1:48.22 contro 1:48.29; vittoria al polacco Ksczot, 1:47,92). Così, non resta che attendere l'ultima batteria, la quarta, per sperare nei tempi di recupero. Benedetti ce la fa per il rotto della cuffia, centrando l'ultimo dei posti a disposizione per il ripescaggio. Il più veloce è l'irlandese Mark English, 1:47.38. Semifinale in programma domani sera. 

Disco uomini
Brutto turno di qualificazione per i discoboli azzurri. Hannes Kirchler e Giovanni Faloci finiscono lontano dal cuore della prova (rispettivamente al ventiduesimo ed al 23esimo posto complessivo. Entrambi mancano l'appuntamento con la fettuccia dei 60 metri, la soglia dell'eccellenza continentale, fermandosi dalle parti dei 59. L'altoatesino trova al terzo lancio una miglior misura di 59,24 (serie: 58,48; 57,12; 59,24), mentre l'umbro si ferma a 59,04 nella seconda prova a disposizione (57,36 e 58,16 le altre due). In testa il tedesco Harting non manca un colpo: nel suo unico lancio, spara a 67,01. Uscendo dalla gabbia, è palese il suo disappunto.

100m uomini
Fabio Cerutti guadagna la semifinale di domani correndo in un discreto 10.40 (-0.4), e piazzandosi al quarto posto in batteria (il britannico Chambers è primo in 10.18). Il torinese è bravo ad indovinare i tempi d'avvio (0.131 la reazione allo sparo) e a completare in maniera adeguata la fase di accelerazione. Nel finale, resiste al lettone Arajs (10.41), scavando il solco minimo sufficiente a guadagnare la promozione. Delmas Obou imita il compagno di nazionale, terminando al quarto posto con un ancor più signiricativo 10.32 (primato stagionale; vento nullo, 0.153 il tempo di reazione). Buon avvio, e discreta fase lanciata, per la promozione alla semifinale alle spalle del britannico Aikines-Aryeeteey (10.19).I francesi guidano l'elenco dei migliori tempi: Jimmy Vicaut stampa 10.06 a prenotare il titolo continentale, Christophe Lemaitre si ferma un decimo dopo, a 10.16.

400m donne
Libania Grenot conquista agevolmente il passaggio alla semifinale, chiudendo la batteria al secondo posto, in 51.90. A vincere è la britannica Christine Ohuruogu, una delle avversarie più accreditate dell'azzurra (campionessa olimpica di Pechino e oro mondiale a Mosca), al traguardo in 51.40. Buon avvio della primatista d'Italia, che trascina con sé la Ohuruogu; la britannica sfrutta il punto di riferimento, e si presenta nettamente davanti sul rettilineo conclusivo. La prova è di fatto conclusa, perchè le altre, a cominciare dalla russa Zadorina (52.57 finale), sono lontane. Chiara Bazzoni è brava a siglare lo stagionale (52.19), a soli 13 centesimi dal primato personale (il 52.06 realizzato lo scorso anno a Mersin). Il quinto posto della batteria non vale la promozione diretta, ma il crono è sufficiente per rientrare nel gruppo di recuperate per la semifinale. Chiude il conto italiano Maria Enrica Spacca, sesta nella quarta batteria in 53.41 (eliminata). L'ucraina Zemlyak firma il miglior tempo (51.16) davanti alla Ohuruogu, Grenot è settima, Bazzoni dodicesima. Semifinale domani pomeriggio, alle ore 19.06.

 

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