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Sergio Bianchetto e Angelo Damiano, un tandem d'oro

Tadem-damiano-bianchetto crUn binomio olimpico, per una vittoria da manuale. Sergio Bianchetto ed Angelo Damiano il 20 ottobre del 1964 conquistano l’oro nel tandem ai Giochi Olimpici di Tokyo. I ciclisti alloggiano in uno speciale Villaggio, preparato ad Hachioj, centro tessile a circa 50 chilometri dalla capitale nipponica, comunicante con le piste attraverso un lungo tunnel riservato ai soli atleti. Sergio Bianchetto, già medaglia d’oro a Roma in coppia con Beghetto, ed Angelo Damiano, si presentano all’appuntamento olimpico tra i favoriti.

 

Il tandem azzurro conquista le semifinali senza perdere nemmeno una prova. Nella prima manche con la Germania (Fuggerer-Kobusch), però, arriva la prima sconfitta. Bianchetto e Damiano non si danno per vinti, ribaltano l’inerzia della sfida e con una condotta di gara superlativa si aggiudicano le due successive prove. In finale il team sovietico composto da Imants Bodnieks e Viktor Logunos è l’ultimo ostacolo che li separa dalla storia. Nella prima prova, come accaduto con la Germania, il tandem azzurro si arrende all’Unione Sovietica ma, in realtà, la sconfitta serve solo a rendere più emozionante la disfida. Nelle due successive prove, infatti, gli azzurri s’impongono con due vittorie nette che certificano la loro superiorità e l’ingresso tra i grandi protagonisti del ciclismo all’Olimpiade. Bianchetto è l’unico ciclista ad aver vinto il concorso tandem olimpico due volte, una storia memorabile, per un un’impresa unica nel suo genere.

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