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Si accende il sogno olimpico in Africa: Moro e Trevisan guidano l’Italia Team nell'Apertura di Dakar 2026

YOG
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Una serata destinata a entrare nella storia del Movimento Olimpico. Allo Stade Abdoulaye Wade di Diamniadio, in Senegal, si è aperta ufficialmente la quarta edizione estiva dei Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026, in programma dal 31 ottobre al 13 novembre. Per la prima volta, infatti, il continente africano ospita una manifestazione a cinque cerchi, dando il benvenuto ai giovani talenti dello sport mondiale.

La tradizionale parata delle nazioni, si è articolata in due momenti: prima l'ingresso delle delegazioni - un boato ha accolto i padroni di casa del Senegal accompagnati nel loro tragitto dal canto degli spettatori sulle tribune - poi a seguire la sfilata dei portabandiera.

A guidare l’Italia Team nella tradizionale sfilata delle delegazioni, con il Tricolore, sono Ilenia Moro, capitana della Nazionale Under 18 femminile di futsal, e Francesco Trevisan (foto OIS/Kieran Cleeves), giovane promessa del tennistavolo azzurro. I due portabandiera italiani sfilano accanto a Giappone e Giamaica, in una parata che ha visto protagoniste 205 delegazioni, tra cui, per la prima volta agli YOG, la Squadra Olimpica dei Rifugiati, simbolo di speranza, inclusione e solidarietà attraverso lo sport.

Sfilano anche quelle di Russia e Bielorussia, tornate a partecipare sotto le rispettive bandiere nazionali a una manifestazione olimpica per la prima volta dall'invasione dell'Ucraina del 2022.

La Cerimonia di Apertura ha celebrato l'identità, le tradizioni e la ricchezza culturale del Senegal e dell'intero continente africano, attraverso uno spettacolo di musica, danza e coreografie che ha esaltato i valori universali dello sport e dello spirito olimpico.  Il filo conduttore dello spettacolo è stato “The Rise of Sitoé” (L'ascesa di Sitoé), un racconto che ha ripercorso il passato, il presente e il futuro dell'Africa attraverso tre generazioni di personaggi: Alkebulan, la madre, simbolo delle radici e della storia del continente; Keb, suo figlio, che rappresenta l'Africa di oggi; e Sitoé, una giovane ragazza che incarna le speranze e le aspirazioni dell'Africa di domani.

Grande spazio alla musica, con le esibizioni di Kiné Lam, Baaba Maal, Kya Loum, interprete dell'inno nazionale senegalese, e di diversi protagonisti della scena hip-hop locale, tra cui Daara J Family e Dip Doundou Guiss. A caratterizzare lo spettacolo anche la lotta tradizionale senegalese, il làmb, con circa cento lottatori protagonisti del bakk, il rituale di danze e gesti che precede gli incontri, accompagnato dal ritmo dei tamburi. Spazio inoltre al folklore con il Simb, la tradizionale rappresentazione del falso leone, e alle danze popolari del Paese.

Il cuore del Continente pulsa grazie ai 1.115 partecipanti, tra cui 628 ballerini, 373 figuranti, 54 performer, 32 attori e 25 artisti, con un cast interamente panafricano e composto per il 98% da senegalesi. Una produzione imponente, che ha richiesto 250 ore di prove e la realizzazione di quasi 1.500 costumi, tutti confezionati in Senegal grazie a oltre 5.000 ore di lavoro e al contributo di circa cento artigiani e professionisti locali. Altre 350 persone sono state coinvolte nelle attività di produzione, direzione artistica, logistica e gestione tecnica dello spettacolo. Una grande festa all'insegna del motto “Africa Welcomes, Dakar Celebrates”, che pone al centro anche i valori dell'inclusione e della partecipazione.

Osservano tra il pubblico il Presidente della Repubblica del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, che poi aprirà i Giochi, e la Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, prima donna e prima africana alla guida del CIO.

Tra i momenti più emozionanti della serata, l'ingresso della fiamma olimpica nello stadio, accompagnata da alcuni protagonisti dello sport senegalese, tra cui El Hadji Amadou Dia Ba, medaglia d'argento nei 400 ostacoli ai Giochi di Seul 1988, prima dell'accensione del braciere che ha suggellato l'inizio della storica edizione africana dei Giochi Olimpici Giovanili.

Sono 2.655 i giovani atleti attesi alla manifestazione, impegnati in 25 sport e 153 eventi da medaglia distribuiti tra Dakar, Diamniadio e Saly. Tra loro anche i 46 azzurri dell'Italia Team, pronti a vivere un’esperienza unica, confrontandosi con i migliori talenti internazionali e rappresentando i colori italiani sul palcoscenico olimpico.

Domani, domenica 1° novembre, saranno assegnate le prime medaglie di Dakar 2026, con gli azzurri a caccia dei primi podi nel judo e nel nuoto. Dopo le emozioni della Cerimonia di Apertura arrivata dopo la prima giornata di gare i Giochi entreranno nel vivo con le prime finali e la possibilità per gli azzurri di conquistare le prime medaglie della spedizione tricolore.

La Cerimonia allo Stade Abdoulaye Wade, solitamente “Tana” dei Leoni della Teranga (ospita le partite della Nazionale di calcio), segna così l'inizio di due settimane di gare, emozioni e incontri tra culture diverse, nel segno dell'amicizia, del rispetto e dell'eccellenza. Un nuovo capitolo della storia olimpica che, per la prima volta, si scrive in Africa. 

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