Inizia il XXIII Corso per Tecnico di 4° Livello, Giampiero Pastore: “Progetto ambizioso”
Si apre il XXIII Corso per Tecnico di IV Livello SNaQ, organizzato dalla Formazione Olimpica del CONI con l’obiettivo di creare figure tecniche professionali altamente qualificate.
Chiusa la XXII edizione, parte il corso le cui lezioni si terranno in un luogo simbolo dello sport italiano: il Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ del CONI, a Roma.
Al termine del corso, i partecipanti potranno svolgere l’esame di abilitazione per acquisire lo status di «Tecnico di IV Livello europeo» e la conseguente abilitazione.
Le lezioni saranno tenute da docenti specializzati e tecnici del CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali in un percorso di 240 ore in cui i partecipanti approfondiranno i più importanti aspetti legati a storia e aspetti etici dello sport, management e gestione delle attività sportive, psicologia e pedagogia, coaching, scienze biomediche, biomeccanica, metodologia della ricerca, preparazione fisica, teoria dell’allenamento e della gara.
Dopo l’introduzione di Andrea Cardone, tecnico dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, docente e referente del progetto formazione XXIII Corso per Tecnici di 4° Livello SNaQ, il Responsabile dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI Giampiero Pastore ha parlato agli studenti: “Chiaramente sono qui anche a nome del Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, che sta facendo un sopralluogo a Los Angeles per i prossimi Giochi Olimpici. Ci teniamo a dire e a sottolineare una cosa: quello che vi apprestate a fare rappresenta per noi il corso di punta, un po’ la punta dell’iceberg di tutta la formazione tecnica che riguarda il Comitato Olimpico, quindi tutto ciò che concerne le professioni sportive regolamentate da un punto di vista tecnico. Ci fa piacere aver riattivato, dallo scorso anno, tutto il percorso. La settimana scorsa si è concluso il primo corso della nuova serie. Abbiamo riattivato quella che è l’Alta Scuola di Specializzazione Olimpica e abbiamo dato questo nome alla Scuola dello Sport del CONI, con l’obiettivo di formare l’eccellenza dei tecnici e dei dirigenti del movimento sportivo. È un progetto sicuramente ambizioso. Siamo partiti tre anni fa e possiamo dire, perché ce lo dicono gli altri, che l’inizio è stato più che positivo. I risultati si stanno toccando con mano. È quindi un’iniziativa della quale siamo molto fiduciosi. Sono sicuro che il corso che andrete a svolgere sarà sicuramente di grandissimo livello. Lo vedrete e lo scoprirete attraverso i docenti, la pratica che verrà svolta e tutto ciò che il gruppo dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, guidato dal Dott. Andrea Cardone, vi porterà a fare. Ciò che teniamo a sottolineare è che abbiamo voluto dare a questi corsi un taglio molto pratico. Essendo il quarto livello quello più trasversale tra tutte le Federazioni, ovviamente non poteva essere altrimenti. Ognuno di voi possiede già il terzo livello della propria disciplina. Ci auguriamo che ciò che porterete a casa siano conoscenze trasversali che vi permettano, in futuro, di fare esperienze anche in altri contesti o, quantomeno, di approfondire in maniera molto più pratica e concreta tutte le nozioni che vi sono state fornite e che avete acquisito nel corso del vostro percorso formativo”.

“Sicuramente è un corso molto interessante – osserva Enrico Berrè, sciabolatore d’argento nella gara a squadre di Tokyo 2020 –. Quando mi hanno parlato della possibilità di partecipare ovviamente l’ho colta subito, perché credo che un passaggio importante per un ex atleta sia quello di rimettere subito in discussione quello che è stato il suo passato, più o meno recente, per non dare troppo per scontato che dall’altra parte ci sia un mondo simile ma completamente diverso. Quando mi è stato proposto questo corso non ho esitato un attimo, proprio per calarmi benissimo nelle vesti del tecnico e anche per confrontarmi con altre realtà che vanno oltre quella che è stata la mia, cioè la scherma, praticata per ventisette anni. La curiosità di sperimentare e conoscere è stata un po’ il motivo di fondo di questa scelta”.
“È sempre un’emozione – aggiunge Flavia Tartaglini, velista che a Rio 2016 sfiorò il podio nel windsurf RS:X –. C’è l’emozione sul campo e adesso quella fuori dal campo, tra virgolette. È l’emozione di conoscere un mondo, sempre tra virgolette, nuovo, ma anche di imparare qualcosa che possa arricchire il nostro percorso in vista di un futuro ruolo da direttori tecnici. Avevo il desiderio di andare nel posto migliore, nella scuola dello sport italiano, al CONI, e cercare di apprendere tutto quello che posso. Vorrei ‘rubare’ sia dalle altre persone che partecipano al corso, quindi dagli ex atleti e da tutti coloro che scoprirò durante le presentazioni, sia ovviamente dai docenti, che conoscono profondamente il mondo sportivo. È quindi un percorso di arricchimento delle proprie conoscenze, anche attraverso le esperienze altrui. Non vedo l’ora di iniziare”. (agc)