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Mondiali su pista, doppia medaglia azzurra nel day 2: Italia d'argento nei team pursuit di Shanghai

CICLISMO
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Prime due medaglie per la Nazionale di ciclismo su pista in quel di Shanghai (Cina), dove è andata in archivio la seconda giornata di prove dei Campionati Mondiali. Allo Shanghai Velodrome, sull’Isola di Chongming, ad assicurarsi un posto al sole sul podio iridato sono stati gli azzurri dei team pursuit, con il quartetto formato da Francesco Lamon, Alessio Magagnotti, Jonathan Milan e Filippo Ganna ed il quintetto composto da Martina Fidanza, Martina Alzini, Elisa Balsamo, Vittoria Guazzini e Chiara Consonni (al via soltanto nella finale per l'oro in sostituzione di Alzini) che si sono messi al collo entrambi l’argento rispettivamente nella gara maschile ed in quella femminile.

L’Italia, oltre alla doppia piazza d'onore, si è assicurata anche punti preziosi in ottica Los Angeles 2028. Quella in terra cinese, infatti, rappresenta la prima tappa del nuovo percorso di qualifica ai prossimi Giochi Olimpici Estivi, per cui saranno presi in qualità di parametri i ranking UCI di specialità ovvero le classifiche internazionali che terranno conto dei risultati ottenuti ai Mondiali 2026-2027 ed ai Campionati Continentali 2027-2028, oltre ai due migliori riscontri nella Coppa del Mondo 2027-2028.

Gli azzurri (foto UCI), dopo avere concluso le qualificazioni con il terzo tempo di 3’47”272 (ad appena 118 millesimi dalla Gran Bretagna), hanno limato le piccole sbavature commesse e nel primo turno hanno superato in maniera netta proprio la compagine britannica (3’46”967), fermando il cronometro a 3’45”272. Il team tricolore quindi, nel revival della finale olimpica vinta in rimonta a Tokyo 2020 e di quella iridata persa a Glasgow 2023, si è trovato di fronte per l’oro ancora la Danimarca, autrice del miglior tempo sia in qualifica (3'44"991) sia nel primo turno (3'44"043) nonché favorita numero uno per il successo. Così come accaduto in Scozia tre anni fa ad imporsi è stata la formazione scandinava (3’40”865 vs 3’45”596), salita sul tetto del mondo per la quarta edizione di fila. Il bronzo, in precedenza, se lo era andato a prendere la Gran Bretagna ai danni della Francia (3’47”245 vs 3’50”351).

Ottime indicazioni anche dall’inseguimento femminile, con le azzurre (foto UCI) che hanno fatto segnare il terzo miglior tempo nelle qualificazioni in 4'10"275, ad appena 297 millesimi dalla Germania (seconda in 4'09"978), avversaria nel primo turno proprio dell’Italia. Quest’ultima ha fatto la voce grossa nella sfida di semifinale, sgretolando le teutoniche sin dal primo giro (4’06”771 vs 4’07”685) ed assicurandosi con pieno merito il pass per la finalissima. Qui si è materializzato lo scontro con la Gran Bretagna, che ha infilato il primo sorpasso ai 2000 metri per poi aumentare progressivamente il proprio margine di vantaggio sino all'arrivo (4'04"610 vs 4'09"967). Terzo successo nelle ultime quattro rassegne mondiali per le britanniche, con le 'Rocket Girls' italiane (trionfatrici nel 2025 a Santiago del Cile) che non sono riuscite a bissare la vittoria ottenuta sulle rivali odierne nel 2022 a Saint-Quentin-en-Yvelines. Si è decisa sul filo di lana, infine, la finale per il bronzo, in cui ad avere la meglio in extremis è stata la Germania a discapito dei Paesi Bassi (4’10”554 vs 4’10”803). (agc)

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