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Nazionale maschile di flag football sottoposta a test, Jordan Bouah: “Obiettivo Los Angeles 2028”

IMSS CONI
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La Nazionale di flag football sogna Los Angeles 2028. Gli azzurri, che a settembre hanno vinto per la prima volta nella storia gli Europei, sono stati sottoposti ai test dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI al Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ di Roma.

Si tratta di prove differenziate in funzione del percorso longitudinale che stanno seguendo con l’Istituto per scoprire e identificare nel modo più preciso possibile il profilo di prestazione del flag football. Gli atleti hanno effettuato test neuromuscolari per la valutazione della forza della catena posteriore e di estensori e flessori degli arti inferiori. Parallelamente sono stati indagati parametri metabolici come la potenza massimale a livello metabolico e hanno avuto luogo test sul campo per verificare le prestazioni atletiche dei ragazzi: Simone Alinovi, Leonardo Barzan, Jordan Bouah, Pietro Constanzini, Claudio Corrado, Marco Fabbri, Andrea Fantin, Michelangelo Franchi, Matteo Galante, Daniele Latorraca, Paolo Lazzaretto, Eugenio Mannato, Riccardo Petrilli, Raffaele Rotelli, Tamsir Seck e Luke Zahradka i presenti.

Siamo un progetto oramai olimpico, lo possiamo dire – commenta Jordan Bouah, MVP dei Mondiali ospitati nel 2021 da Israele, in riferimento all’ingresso del flag football nel programma dei Giochi di Los Angeles . La Nazionale compete ad alto livello già da una ventina d’anni, ma siamo felici di poter fare questo scalino in più verso i cinque cerchi. Siamo partiti molto bene e siamo entusiasti del supporto che stiamo ricevendo. Ci sono tutti i presupposti per fare molto bene”.

Il romano classe ’95 ha avuto modo di lavorare, quindi, per la prima volta con gli esperti dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI: “Questi test sono per noi un grande passo nel contesto della nuova preparazione a cui siamo sottoposti. Tanti di noi vengono da un tipo di lavoro diverso, quello del football americano, che si basa sul contatto e su una composizione corporea completamente differente. Sono certo che anche grazie a questi test saremo in grado di migliorare le nostre performance. Obiettivi? L’obiettivo è uno solo: i Giochi Olimpici di Los Angeles”.

Abbiamo grandi ambizioni – aggiunge il direttore tecnico azzurro Claudio Faccini –. Siamo campioni d’Europa, proveremo a qualificarci all’Olimpiade. Stiamo lavorando all’Istituto con l’obiettivo di migliorare le performance e di presentarci ai Mondiali di agosto, prima tappa di qualificazione a Los Angeles, nelle migliori condizioni possibili. La posta in gioco è alta anche perché gli altri Paesi stanno investendo molto in questa nuova disciplina, che definisco ‘nuova’ perché è stata a lungo legata al football americano, ma ci piace l’idea di essere i pionieri di un sistema di lavoro con il desiderio di arrivare molto lontano. Puntiamo tanto anche sulla Nazionale femminile, che però parte svantaggiata dall’assenza del football americano femminile in Italia. Pertanto c’è bisogno di un’iniziativa di costruzione tecnica e tattica completamente diversa. Ci attendono belle sfide e siamo felici di poterle affrontare con il supporto del CONI. Il rapporto con l’Istituto è nato dal dialogo con Andrea Cardone, già membro della nostra commissione tecnica: i risultati delle Nazionali di softball e curling seguite da questo gruppo di lavoro sono stati fonti di ispirazione. Poi Giampiero Pastore, Responsabile dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, ci ha accolto a braccia aperte, ci ha messo a disposizione questa straordinaria struttura e ci ha fatto entrare nel gotha della preparazione olimpica. Per noi è un grande privilegio”. (agc)

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