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Ultimate Championship: l'Italia apre la tre giorni di Budapest con il trionfo nel lungo di Larissa Iapichino

ATLETICA
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È terminata nel migliore dei modi la stagione 2026 di Larissa Iapichino. La ventiquattrenne fiorentina si è andata a prendere il primo posto nella gara femminile di salto in lungo disputata sulla pedana del Nemzeti Atlétikai Központ di Budapest (Ungheria), dove è calato il sipario sulla prima delle tre serate dell'Ultimate Championship, nuovo evento a cadenza biennale ideato da World Athletics che ha riunito gli ori olimpici di Parigi 2024, i campioni mondiali in carica ed i migliori del ranking internazionale (oltre ad alcune wild card concesse dagli organizzatori).

L’azzurra (foto ANSA) ha vinto grazie alla misura di 6.90 (+0.6) trovata nella prova di apertura. Poi una serie di altri tre salti con un 6.76 (+2.1) e due nulli, l'ultimo con 2.4 centimetri oltre l'asse ed attorno ai sette metri ancora una volta. Il tentativo inaugurale è stato il più lungo anche per la statunitense Alyssa Jones, terza con 6.77 (+0.1) e che ha perso il secondo posto all'ultimo turno di gara per mano della britannica Jazmim Sawyers, balzata a 6.78 (+0.9). La francese Hilary Kpatcha è arrivata quarta con 6.73 (+1.1).

“È una bellissima emozione, significa tanto in una stagione che mi ha dato tanto e in un giorno un po’ particolare in onore di chi non c’è più, di chi ci ha lasciato oggi o anche in passato. Dopo l’anno scorso ho promesso a me stessa che non avrei voluto più provare la sensazione vissuta a Tokyo uscendo in qualificazione ai Mondiali, di uscire dalla pedana con la consapevolezza di aver dato tutto, di andare per la mia strada. Ma non si smette mai di migliorare e per l’anno prossimo ricomincerò con sempre più determinazione. Ho trovato la maturità che cercavo, insieme a papà Gianni che mi allena, provando anche strategie nuove. È bello guardarsi indietro e vedere il miglioramento”, il commento di Iapichino. Quest'ultima ha messo il punto esclamativo su una stagione agonistica per lei da incorniciare, che l’ha vista ottenere l’argento ai Mondiali al coperto di Torun, firmare il nuovo record italiano di 7.12 (migliorato di un centimetro il precedente primato appartenente alla madre Fiona May) in Diamond League nella tappa a stelle e strisce di Eugene, prendersi il primo titolo europeo in carriera a Birmingham e sfiorare il terzo Diamond Trophy consecutivo chiudendo seconda nel closing stagionale del circuito a Bruxelles. (agc)

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