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Mondiali, Italia da urlo nelle prime gare a squadre: oro per i fiorettisti, in trionfo anche le spadiste

SCHERMA
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È un’Italia da sballo quella che si congeda dalla prima giornata dei Campionati Mondiali di scherma dedicata alle prove a squadre. Dopo le cinque medaglie individuali ottenute nei tabelloni principali da 64, infatti, sulle pedane asiatiche di Hong Kong si è materializzato uno storico doppio trionfo, con gli ori conquistati rispettivamente dalla formazione maschile del fioretto e da quella femminile della spada. A sorridere a questo punto è soprattutto il medagliere, comandato saldamente dall'Italia (foto FIS/Bizzi Team) a quota sette (tre ori e quattro argenti) quando mancano all'appello solamente le competizioni a squadre per quanto riguarda le ultime quattro specialità per far calare il sipario su quest'edizione 2026 dei Mondiali. 

Guillaume Bianchi, Filippo Macchi (reduce dall’argento individuale), Tommaso Marini e Tommaso Martini, accreditati della prima testa di serie, hanno debuttato superando ai sedicesimi di finale la Malesia (45-15). D’autorità anche il successo messo a segno agli ottavi sul Brasile (45-20) mentre ai quarti a crollare sotto i colpi dei fiorettisti azzurri è stato l’Egitto (45-28). C’è stato grande equilibrio, invece, nell’incontro di semifinale contro il Giappone, con gli allievi del commissario tecnico Simone Vanni che sono riusciti ad inserire il turbo negli ultimi tre assalti per concludere con il punteggio di 45-37. L’impresa, però, gli italiani l’hanno compiuta proprio nell’ultimo atto in cui, sotto addirittura di otto stoccate (30-38) contro i padroni di casa di Hong Kong guidati dal campione olimpico in carica Cheung Ka Long e con meno di due assalti da disputare, hanno completato la rimonta imponendosi di misura (45-44) e gelando l’entusiasmo del pubblico di casa che ha popolato le tribune dell'Asia World Expo. Per la Nazionale si tratta di una conferma sul trono iridato dopo la vittoria centrata a Tbilisi, in Georgia, nell’edizione dello scorso anno.

Festa grande anche per l'Italia femminile di spada, quinta forza del seeding, presentatasi in pedana con Alberta Santuccio, Giulia Rizzi (anche lei fresca di argento nella gara individuale), Gaia Caforio e Rossella Fiamingo. Il quartetto azzurro nel primo match ha annientato l’Australia (40-14) mentre agli ottavi di finale è stata lotta punto a punto contro la Svizzera, caduta solamente con lo score di 29-27. Attraverso un’altra grande prova, poi, le ragazze del commissario tecnico Dario Chiadò hanno messo le mani anche sulla sfida di quarti contro le padrone di casa di Hong Kong, costrette a cedere in virtù di un netto 45-24. Nella successiva semifinale contro la Corea del Sud, quindi, la squadra tricolore ha disputato ancora un incontro strepitoso, recuperando uno svantaggio di meno cinque (14-19) e, frazione dopo frazione, andando a chiudere di misura sul 45-44. Apoteosi in finale per l'Italia, tornata a dettare legge ai Mondiali a ben 17 anni di distanza dallo storico e unico titolo vinto nel 2009 in quel di Antalya (Turchia). Decisivo, come nel match precedente, un successo di misura (31-30), stavolta ai danni dell'Estonia, con Santuccio abilissima nell'uscire trionfatrice da un'infinita serie di doppie stoccate negli ultimi secondi del nono assalto disputato contro la temibile Katrina Lehis, che ha tentato con veemenza di riportare le nostre avversarie in parità in una sfida che ha visto le azzurre in testa dal primo fino all'ultimo segmento di gara. (agc)

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